Nuclear War, l’attualità in un videogioco degli anni Novanta


Il lavoro di primo ministro o capo di Stato è faticoso e logorante. Oltre all’assurda burocrazia che complica tutte le attività di governo, anche i rapporti con i leader degli altri Stati possono essere una fonte di rogne, soprattutto se il vicino dichiara come “normali esercitazioni” l’ammassare al confine di centinaia di migliaia di soldati, battaglioni di carri-armati, batterie missilistiche e aerei. Aggiungi anche la propaganda di prezzolati organi di stampa che influenza le deboli menti dei propri connazionali e la conseguente perdita di consensi. A un certo punto, fossi un capo di Stato, un modo per mettere fine a tutti questi problemi ci sarebbe.

Basta premere quel grosso Pulsante Rosso.

Come iniziare una guerra nucleare

Nel 1989 il videogioco di strategia a turni dal titolo Nuclear War, sviluppato da New World Computing per Commodore Amiga e convertito anche per MS-DOS, propone il tema della “distruzione mutua assicurata” con lo stesso piglio umoristico e cinico del film di Stanley Kubrick, Il dottor Stranamore.

Nell’introduzione animata vi è una chiara citazione delle scene finali del film.

Un cow-boy a cavallo di una bomba atomica dall’introduzione animata di Nuclear War (Amiga)
Dal film Il Dottor Stranamore. La citazione del videogioco è evidente

Ispirato all’omonimo gioco di carte inventato da Douglas Malewicki nel 1965 e, a partire dal 1972, distribuito da Flying Buffalo, Nuclear War è un videogioco di strategia a turni che si basa sul seguente scenario: il mondo è suddiviso in cinque Stati governati da altrettanti leader con manie di megalomania. Il giocatore è uno dei cinque capi di Stato. L’obiettivo è di dominare il mondo, distruggendo tutti gli altri avversari con qualsiasi mezzo, anche se ciò significa rimanere gli unici superstiti su un pianeta reso inabitabile dalle radiazioni.

Tuttavia, non è scontato che vi siano superstiti.

Secondo la teoria della “distruzione mutua assicurata”, infatti, un attacco nucleare finirebbe per determinare la distruzione di attaccato e attaccante. Nel videogioco, quando viene distrutta l’ultima città di uno Stato, tutti gli ordigni nucleari accumulati vengono automaticamente lanciati contro le altre nazioni: è quindi possibile che questo “colpo finale” distrugga tutti e che il gioco termini – come previsto dal computer WOPR nel film WarGames – senza alcun vincitore.

In WarGames (1983) il super-computer WOPR simula tutti gli scenari di guerra nucleare e giunge a una conclusione: uno stano gioco. L’unica mossa vincente è non giocarci

Nuclear War, alla stessa stregua del film di Kubrick, è un videogioco che prende per i fondelli la cultura militare belligerante e i personaggi politici dell’epoca.

La cinica ironia è presente già dalla selezione dei dieci megalomani disponibili:

Nella selezione dei personaggi il primato dei megalomani è – neanche a dirlo – degli statunitensi
  • Ronnie Raygun (Ronald Reagan)
  • Primo Ministro M. Satcher (Margaret Thatcher)
  • Infidel Castro (Fidel Castro)
  • Colonnello Malomar Khadaffy (Muammar al-Gaddafi)
  • Ayatollah Kookamamie (Ruhollah Khomeini)
  • Mao the Pun (Mao Zedong)
  • Jimi Farmer (Jimmy Carter)
  • Tricky Dick (Richard Nixon)
  • Mikhail Gorabachef (Mikhail Gorbachev)
  • Ghanji (Mahatma Gandhi)

I nomi sono un’evidente storpiatura di quelli autentici e anche l’immagine caricaturale li rende subito riconducibili alle reali controparti.

L’estetica richiama una famosa serie TV satirica britannica, Spitting Image, trasmessa tra il 1984 e il 1996, con protagonisti dei pupazzi animati di celebrità e personaggi pubblici contemporanei. Oggetto della satira erano i personaggi della politica, dell’intrattenimento, dello sport e della cultura popolare britannica dell’epoca. Al suo apice, lo spettacolo è stato visto da quindici milioni di persone.

Alcuni dei personaggi della serie TV britannica Spitting Image

I dieci megalomani sono suddivisi in cinque classi di personalità, simili alle classi di allineamento in un gioco di ruolo: neutrale, pacifista, bugiardo, caotico, guerrafondaio.

Infidel Kastro e Mao the Pun hanno una personalità neutrale. Ciò significa che se il giocatore lo attacca, risponderà all’attacco; se invece ne cercherete l’amicizia, rivolgerà i propri missili verso gli altri. La personalità neutrale è quella più prevedibile, quindi è più facile anticipare le sue mosse e interagire.

Jimi Farmer e Ghanji sono pacifisti, il che non significa che restino con le mani in mano dopo averli attaccati, anzi la loro reazione sarà molto più feroce. I pacifisti preferiscono utilizzare la propaganda invece dell’arsenale nucleare. Personalità piuttosto difficili da manipolare e temibili avversari.

A causa della loro tendenza ai sotterfugi e a mentire Tricky Dick e Mikhail Gorbachef sono tra i più difficili capi di Stato da conquistare. Così come il Colonnello Malomar Kadaffy e l’Ayatollah Kookamamie sono assai imprevedibili poiché dalla personalità caotica: si comportano come bambini capricciosi, dubitano dei propri amici e confidano nei nemici.

Infine, i guerrafondai, Ronnie Raygun e il Primo Ministro Satcher, sono personalità molto dirette: se li attaccate, faranno altrettanto fino a rendere la vostra nazione un deserto radioattivo; se li aiuterete ad attaccare i loro nemici, non vi attaccheranno. Per questa prevedibilità, insieme alle personalità neutrali, sono piuttosto agevoli da gestire.

Il giocatore sceglie quattro personaggi tra i dieci disponibili con i quali confrontarsi per il dominio del mondo. Tale scelta, considerate le personalità appena descritte, modifica anche Il grado di difficoltà del gioco: selezionando i personaggi dalle personalità prevedibili, come le coppie di neutrali e di guerrafondai, il gioco sarà più accessibile. Se invece si selezionano i caotici e i bugiardi, la sola sopravvivenza potrebbe essere un’impresa ardua.

Il gioco si svolge in due schermate:

  • “Diplomacy Terminal” in cui si controlla il nostro stato e quello dei nostri avversari, si definisce il nostro atteggiamento nei loro confronti e si effettuano le nostre scelte tattiche
  • “Global Monitor Screen” in cui si assiste agli effetti delle scelte nostre e degli altri quattro contendenti controllati dal computer.

La schermata del “Diplomacy Terminal” è la “stanza dei bottoni”: vi si decide tutto.

“Diplomacy Terminal” – Al centro la nazione, le città e i milioni di abitanti del giocatore

Al centro della schermata c’è la rappresentazione della nazione del giocatore e delle sue città. Le città per ogni nazione sono cinque e l’icona ne rappresenta la popolazione, espressa in milioni di abitanti da un numero accanto: una tenda è l’agglomerato urbano minimo (tra uno e quattro milioni di abitanti), seguono in ordine crescente di abitanti una capanna di paglia, una villetta, un palazzo fino a una metropoli, che può ospitare da trenta milioni di abitanti e oltre.

Cliccando sui riquadri degli altri leader, al centro della schermata appare la nazione del rispettivo antagonista, le sue città e la popolazione.

Colui che capisce quando è il momento di combattere e quando non lo è, sarà vittorioso

cit. L’Arte della guerra, Sun Tsu

Le città sono il fulcro del gioco: alla distruzione di una città, la relativa icona è sostituita da un cratere e non vi è modo di ricostruirla; una città distrutta riduce la capacità di costruzione di armi e dei sistemi di difesa; alla distruzione di tutte le città è “game over”.

Un’importante attività nel “Diplomacy Terminal” è impostare il proprio atteggiamento nei confronti degli altri leader. Cliccando sull’emoticon nel riquadro di ogni leader è possibile scegliere tra cinque atteggiamenti: nemico, ostile, neutrale, amichevole, benevolo.

Gli effetti dipendono dalla personalità dei leader: una “faccina felice” non risolve tutti i problemi; per esempio, l’atteggiamento ostile ci fa entrare nelle grazie di un guerrafondaio, ma innervosirà un pacifista.

Ho selezionato un emoticon ostile verso la Satcher. Non ha battuto ciglio. Il “50” conferma che è neutrale

L’atteggiamento degli altri megalomani nei confronti del giocatore viene mostrato attraverso l’espressione dei visi e un numero.

Nell’angolo in basso a destra del riquadro in cui è rappresentato il viso del leader è presente un numero che varia da zero a novantanove e indica il grado di tale atteggiamento. Per esempio, un punteggio di zero di Jimi Farmer confronti del giocatore equivale a un odio profondo e il giocatore sarà l’obiettivo di tutti i prossimi attacchi di Jimi; cinquanta invece equivale a un profilo neutrale; novantanove significa che il giocatore non ha nulla da temere da Jimi, a meno che la nazione del giocatore sia l’unica altra nazione rimasta.

La politica del grosso bastone 

Speak softly and carry a big stick; you will go far

(Trad.: Parla gentilmente e portati un grosso bastone; andrai lontano”)

cit. Theodore Roosevelt nella lettera a Henry L. Sprague 26 gennaio 1900

Finito il tempo della diplomazia, è il momento di usare il grosso bastone.

Nel “Diplomacy Terminal” vi sono una serie di icone:

  • in alto, “Build” (Costruzione) e “Prop” (Propaganda)
  • sul lato sinistro, le icone e le informazioni sulla disponibilità di missili e testate nucleari
  • sul lato destro, la disponibilità di bombardieri e sistemi di difesa

La combinazione di costruzione, propaganda e attacco con un’attenta valutazione degli altri megalomani è essenziale per non essere ricordato come l’ultimo capo di Stato (che riposi in pace con tutti i suoi abitanti). L'”incastro” strategico è semplice nelle regole, le risorse utilizzabili sono limitate nel numero (e quindi facili da ricordare), chiare negli effetti (e quindi rapide nella scelta tattica).

Una volta effettuata la propria scelta e cliccato sulla scritta “Nuclear War”, appare la schermata del “Global Monitor Screen” che mostra le conseguenze delle decisioni del giocatore e degli altri leader con delle animazioni e testi.

La schermata del “Global Monitor Screen” mostra gli effetti delle decisioni di tutti i megalomani

Costruire armi e sistemi di difesa

Si vis pacem , para bellum. Gli antichi Romani suggerivano che per scoraggiare eventuali propositi aggressivi dei nemici, occorreva mostrare di essere bene armati e pronti alla guerra. In oltre duemila anni di storia sembra sia ancora valida questa anonima sentenza latina. Spendere un fantastiliardo di talleri per costruire missili e bombe nucleari è quindi il modo migliore per dare sicurezza ai propri cittadini e renderli felici.

Quando però la popolazione inizia a diventare scarsa, è altamente probabile essere il prossimo obiettivo di un attacco nucleare, quindi è tempo di mettere da parte gli istinti bellicosi e organizzare la difesa.

Un sistema difensivo protegge da un attacco nucleare durante lo stesso turno. Ne esistono di due tipi: il “Laser Net Defense System” può distruggere qualsiasi missile, ma non i bombardieri; il “Peacekeeper MegaCannon” tiene fede al suo altisonante nome poiché è capace di vaporizzare sia missili sia bombardieri.

Il “34” di Infidel Castro suggerisce che potrei ricevere un pacco atomico al prossimo turno. Meglio prepararsi

Cliccando sull’icona “Build” si avvia il processo di costruzione nel turno. Non è possibile scegliere cosa costruire e dipende dal numero di città e di abitanti: più è elevato, più alte sono le probabilità di ottenere armi e sistemi di difesa più potenti ed efficaci.

Ciò non significa che cliccare sull’icona “Build” in continuazione sia una soluzione: la costruzione per due turni consecutivi infatti attira le attenzioni degli altri capi di Stato e ne influenza il loro atteggiamento.

 Propaganda

La propaganda sugli abitanti di una città di un altro Stato può attirare nel proprio fino a dieci milioni di cittadini. Esiste però la probabilità che si possa ritorcere contro e perdere così cittadini a vantaggio dell’avversario preso di mira.

Quattro città ridotte a crateri, resta un’isolata capanna di paglia con tre milioni di anime; l’ultimo tentativo di propaganda per ripopolare è andato fallito e la Satcher è parecchio adirata. Non resta che raccomandarsi al Creatore.

 Attacco

Abbiamo i magazzini pieni di bombe e missili nucleari, stanno per diventare vecchi e ci toccherà spendere dei soldi per sotterrare le scorie radioattive. Questo spreco di denaro del contribuente è inaccettabile! Facciamone un “buon” uso.

Per scatenare l’attacco sono necessari due turni.

Nel primo turno, si costruisce un vettore: un missile di una certa dimensione (disponibili in quattro “misure”: dieci, venti, cinquanta, cento megatoni) o un bombardiere. I bombardieri sono di due tipi e si differenziano per capacità di arsenale nucleare trasportabile: il “Nuclear Postman”(Postino Nucleare) effettua consegne – anche di domenica – fino a cinquanta megatoni; il “Grim Reaper” (Triste Mietitore) può trasportare fino a cento megatoni.

Nel secondo turno, dopo la selezione della dimensione di uno o più ordigni secondo la capacità del vettore, si seleziona la città bersaglio. I missili possono essere usati una sola volta, mentre i bombardieri possono continuare a bombardare a ogni turno fino a quando la loro capacità è esaurita.

Ron Raygun ha fatto decollare un bombardiere (visibile in alto a sinistra); al prossimo turno qualcuno riceverà un confetto da cinquanta megatoni

L’apparente semplicità non equivale a mancanza di profondità: una sessione di gioco di Nuclear War ricorda infatti una partita a scacchi e Risiko! con una prevalenza di elementi del primo.

A rendere più movimentata la situazione, vi sono anche degli eventi “disastrosi” casuali, che rafforzano il tono satirico del gioco: terremoti, fusioni nucleari, esplosioni demografiche, epurazioni di dissidenti (che vengono catapultati contro le nazioni avversarie), defezioni di massa, mucche volanti (analoghe alle catapulte umane dei dissidenti), UFO, un peso da sedici tonnellate (che rade al suolo la città su cui cade), cadetti spaziali.

Un esempio dei bizzarri eventi casuali: al centro una catapulta, ha appena lanciato una mucca

Confrontato con il moderno gioco di strategia in tempo reale, il meccanismo dei turni rende il ritmo decisamente meno frenetico e pressante, tuttavia non viene a noia sia grazie alla sfida nel “pilotare” o prevedere le mosse degli avversari sia all’umorismo presente anche nei piccoli dettagli.

L’intelligenza artificiale, per quanto limitata in un videogioco per computer 16-bit, è adeguata e sa riconoscere i comportamenti ipocriti: bombardare le città di un leader per il quale abbiamo scelto un atteggiamento “amichevole”, scatenerà una reazione feroce del leader tradito. In una sessione di gioco, ho selezionato un atteggiamento ostile nei confronti del Primo Ministro Satcher, che ha gradito poiché personalità guerrafondaia. Satcher mi ha ignorato, concentrando i suoi bombardamenti sugli altri leader, fino a quando ho avuto la malaugurata idea di consegnargli un pacco-bomba atomica. Non mi ha perdonato il tradimento: sono diventato il suo unico obiettivo e ha nuclearizzato tutte le mie città.

 Nuclear War è un videogioco strategico ancora divertente: una grafica gradevole e spiritosa, effetti sonori funzionali, nessuna schermata di statistiche e numeri, sessioni veloci (tra i quindici e i venti minuti), semplice da imparare e sufficientemente profondo nelle meccaniche da generare l’effetto “FUEPS” (Faccio l’Ultima e Poi Smetto).

Per chi vuole giocare a Nuclear War

Di seguito il link per la versione Amiga installata su hard-disk. Occorre solo inserire il file .lha (senza scompattarlo) nella cartella delle rom dell’emulatore Amiga che preferite.

Per Mac, Windows o Linux suggerisco FS-UAE, l’emulatore Amiga gratuito che ho utilizzato per giocare a Nuclear War.

Per essere nella legalità al 100% occorre acquistare i Kickstart dell’Amiga, disponibili in Amiga Forever della Cloanto. Amiga Forever, che acquisto a ogni aggiornamento da svariati anni, ha a un prezzo davvero contenuto: 9,95 euro per l’edizione “Value” e 29,95 euro per quella “Plus”. In entrambe le edizioni vi è un certo numero di giochi già installati.

Un altro modo per giocare legalmente e senza preoccuparsi di configurazioni o sbattimenti di tastiera vari, è possedere la recente mini-console TheA500Mini. Basta copiare il file .lha su una penna USB (istruzioni qui), scaricare e copiare sulla pendrive il database aggiornato (file whdload_db.xml disponibile su github), avviare la console.

Una lettura al manuale (in inglese) è anche utile.

10 pensieri su “Nuclear War, l’attualità in un videogioco degli anni Novanta

    1. Eh ma c’è di molto più inquietante. Theatre Europe, gioco di strategia a turni come questo, sempre sul tema della guerra nucleare, pubblicato per computer e console 8 bit tra cui Commodore 64 e ZX Spectrum nel 1985, che sollevò un polverone perché – prova a indovinare – fu considerato “diseducativo” dal movimento per il disarmo nucleare. Alcune catene di negozi britannici si rifiutarono di distribuirlo. Per lanciare un attacco nucleare rendeva le cose molto più complicate di Nuclear War: occorreva chiamare un numero telefonico e farsi dare un codice che autorizzava al lancio. Curiosità: di giochi ambientati nel post-olocausto nucleare ce ne sono a bizzeffe. Giochi che invece che in qualche modo trattano della guerra nucleare, molto pochi. Un tabù?

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  1. letto fino in fondo e ignoravo la sua esistenza, nemmeno per sentito dire. Da come l’hai tratteggiato con maestria mi sembra un videogioco che potrei giocare anch’io. È tutto dire 😀 !
    Quella Zx Spectrum ne ignoravo l’esistenza. Forse come hai scritto nella risposta ha suscitato le ire dei pacifisti. e quindi non è stato pubblicizzato.
    Le immagini sono divertenti ed è evidente il tono ironico del gioco.

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    1. Sì, ti ho pensato mentre scrivevo di Nuclear War: questo è un gioco che CarOrsobianco potrebbe giocare. Io l’ho giocato con FSUAE, un ottimo emulatore di Amiga, ma esiste una versione MS-DOS che è anche liberamente scaricabile poiché è un abandonware. Poco noto come anche Theatre Europe perché i giochi di strategia a turni erano veramente di nicchia e l’unica pubblicità si trovava sulle riviste specializzate. Theatre Europe per il tuo ZX Spectrum è un ottimo gioco di strategia, vinse anche un premio per il miglior strategico dell’anno ai Golden Joystick Awards. Fu convertito per Amiga, Atari ST e MS-DOS con il titolo Conflict: Europe, quindi potresti trovarlo anche per DOS.

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      1. In effetti l’ho trovato su abondoware e ho scorso alcune schermate online, mentre ho scaricato entrambe le versioni in attesa di ricaricare retropie. Il gioco online l’ho eseguito da Linux e dopo poche schermate si è bloccato, almeno questa è stata l’impressione. Fra l’altro sono riuscito a rendere i quattro selezionati tutti nemici 😀
        Cercherò anche Theatre europe.

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        1. All’inizio i leader avversari sono tutti neutrali. Dopo averli selezionati, nella schermata seguente quando puoi scegliere il tuo atteggiamento nei loro confronti: cliccando sull’emoticon giallo, scegli se essere ostile o altro.
          Per Retropie dovresti riuscire a emularlo facilmente per Amiga (che è la versione migliore). Hai scaricato il file .adf o .lha? Quest’ultima è la versione su hard-disk Amiga (preferibile).

          Ho inserito in fondo al post in paragrafo con il manuale e il link alla versione Amiga in formato .lha
          Non ho Retropie, ma il file della rom è ok anche per Amiberry, che è un emulatore nativo di processori ARM. Il database xml che aggiorna la TheA500 Mini è infatti una build per Amiberry. Funziona che è una bellezza ed evita parecchi sbattimenti di configurazione.

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          1. Non ho controllato l’estensione perché era zippato. Grazie per le indicazioni sulle estensioni.
            Retropie lo devo ricreare. Ho perso un bel po’ di rom salvate sul pc, quando per un’intrusione sul pc ho perso un po’ di roba. Pazienza

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  2. Quando ero alle medie, ci giocavo con l’Amiga a questo gioco, ci impazzivo per questo gioco. Anche per la intro. Per motivi personali. Facevo i compiti in classe in fretta e furia per poter battermi a colpi di missili nucleari contro i vari capi di stato… era un giocone.
    Anche io faccio recensioni di videogame, di recente, ho fatto una preview di Bus Driving Simulator 22, la trovi a questo indirizzo. https://mondodivideogames.wordpress.com/
    E li trovi anche una preview su Regiments, strategico del settore “come ti invado la Germania nella guerra fredda che poteva diventare calda”. Fatti vivo ok? Bellissima la tua recensione. Non hai tralasciato niente.

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    1. Benvenuto in questa mia webbettola! Se giocavi a NW alle medie, sei più giovane di me, ma comunque negli “anta” 😂👍l’Amiga ha infatti accompagnato le mie serate e pomeriggi durante gli anni dell’Università. Sicuramente ti vengo a trovare anche se i simulatori di autobus non sono il mio genere 😜

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