Fluidodinamica di un sentimento

In caduta libera

Da abissi insondabili (si dice così?) della mia mente (abissi, confermo; insondabili, meglio così) rispunta, anzi, sprofonda il tabagista dell’Amore, quel fumoso figuro che di tanto in tanto fa capolino tra i post di questo b(av)log, lasciando dietro di sé un odore acre  e qualche cicca qua e là. A dire il vero, è un po’ che non fuma poiché nell’ultima storyetta, s’è trovato  in mezzo al mare (ssssh non gli dite che sono stato io…è permaloso) e ha iniziato una discesa lenta sott’acqua. E’ andato a fondo alla ricerca della sua Piccola Venere, inseguendone il suono del pensiero-di-lei. Ma perché proprio nelle profondità del mare? Naturale: Venere…nasce dalle acque.

Quella che segue è la storia del suo sprofondare nella caduta incontrollata di quella “malattia” dell’anima…

Cado, vado giù, continuo in questa discesa, non resisto, mi abbandono, anzi avrei voglia tanto di fumare una sigaretta leeeentameeeente, con tanto di sbuffo prolungato, a fissare il fumo fintanto che non scompare, ammirare le sue volute e come curvano sinuosamente con l’aria…e quando il Signor Fumo ha finito di “contorcersi” con la Signora Aria, rifare un tiro per vedere come va a finire questa storia…

Niente da fare: quando sono caduto in mare, le sigarette si sono tutte bagnate.

Sono caduto tante volte, caduto dall’altalena, caduto dalla bicicletta, caduto in un fosso, caduto da un albero, caduto con la faccia a terra, caduto nel fango, caduto dal “pero”, caduto dalle “nuvole”, caduto in errore, caduto nel ridicolo, caduto in disgrazia.

A volte ho voglia di cadere, ho voglia di sentire quel momento  liberatorio dell’inizio da cui poi tutto…ssssscende. L’inizio della libertà da ogni legaccio e laccioli. Finalmente libero, cado giù. E non mi interessa quando toccherò il fondo. Intanto vado giù e ho voglia di cadere attraverso l’acqua perché mi dà sollievo. Cadere non è di per sé un problema, perché in caduta libera sono in pace con me stesso. Soltanto quando raggiungerò il fondo e non dovessi trovarti là ad accogliermi tra le braccia, allora sentirò tutto il dolore e la sofferenza.

Questa è una storia per un nome scarabocchiato, pasticciato, come i nomi che da bambini scrivevamo sulla sabbia della battigia e ci divertivamo a farli cancellare dall’onda…e a riscriverli. L’onda ne erode un pezzo alla volta, ammorbidendo dapprima angoli e spigoli delle lettere, poi riempiendo gli avvallamenti delle linee fino a lasciare una forma appena accennata del nome che era. Ma appena l’onda sembra avere cancellato tutto, i bambini riprendono a scrivere ancora e ancora e ancora e ancora.

Così questa è una storia di un nome scarabocchiato, pasticciato, che il mio Amore continuerà a scrivere ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora (*)

Questa è una storia per chi ha trovato l’amore, è caduto, rimasto solo, ha iniziato ad annegare. Questa è la storia per chi SA che la caduta termina rovinosamente sul fondo, ma nulla fiacca la voglia di (ri)cadere. Soltanto quando raggiungerà il fondo e non dovesse trovare là ad accoglierlo l’abbraccio amato, allora avvertirà tutto il dolore e la sofferenza. E sia.

Non ho paura di lanciarmi di sotto, non ho paura di cadere. Troverò la mia Piccola Venere lì sul fondo? Sì…sento un rumore, quel suono che rimbomba dentro me ogni volta che tu ti aggiri nei paraggi o sei proprio vicino a me, quel suono che ogni volta che sento quei tuoi passi, ogni volta che incrocio i tuoi occhi inizia a risuonare, si espande fino a riempire il mio corpo e rimbomba nella mia testa forte, forte , sempre più FORTE, più forte di quello delle sirene quaggiù nelle profondità marine, giurerei che è proprio quel suono e viene proprio dal fondo…giù

giù

giù

giù

Vostro-precipitevolissimamorevolmente-RedBavon

Lasciatevi accompagnare sul fondo dall’Onda Sonora Consigliata, che ha liberamente (d)ispirato queste parole in caduta libera:

FALLING, tratto da LUNGS di Florence and The Machines

(*) n.d.r. non ho usato il “copia e incolla”…ogni “ancora” è scritto uno dopo l’altro)

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