Dettato (e)musicale ovvero…

Idea senz’altro balzana, un’idea balza..ta dall’insieme di emozioni, visioni, immagini e altra paccottiglia tra viscere-cuore-testa (sparsa esattamente in tale ordine) nell’ascoltare/sentire alcune canzoni in un determinato periodo. La musica mi ha dettato le emozioni e, come alle scuole elementari, ho trascritto le parole che appartenevano a quella musica. Un taglia&cuci studiato però, nella scelta delle canzoni da usare per esprimere una storia di senso compiuto, per arrivare a tirare fuori uno stato d’animo con un risultato finale comprensibile. “Quanto” comprensibile giudicate voi.

Una lettura di certo non fast-food come sms, e-mail, MSN o FaceBook…No, lo so, richiede tempo. Una lettura in cui ognuno può scegliere la sua direzione, tanti collegamenti ad altrettante canzoni, ad altrettante emozioni. Tutte le strade portano a Roma, tutte le strade portano al post principale, ma ogni strada porta a un post-o differente. Ognuno è libero di scegliere. Un dettato è una costrizione di per sè, ho voluto mantenere la forma e cambiare la sostanza. Ho usato parole non mie, sono stato “costretto” a usare parole di altri, per potere liberare le emozioni mie e  – spero – di chi avrà la pazienza di (ri)tornare e (ri)leggere.

Io (ri)tornerò ad aggiungere immagini e collegamenti, lavori in corso finchè non gli avrò dato una forma che mi piace. Una beta release permanente come quella mia anagrafica: 40.1

Dopotutto, se non vi piace questo esperimento, rimane della buona musica da ascoltare…Un Juke-box di emo…ahia, ci risiamo! Autocensura! STOP.

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5 responses to “Dettato (e)musicale ovvero…

  • onenight

    mi piace quel che scrivi, mi piace come scrivi
    e allora?…SCRIVI!

    Mi piace

  • tiZ

    me piace assaje !!!!

    acchiappa tiè

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    • redbavon

      Mamma d’ ‘a Saletta, che hai tirato fuori dal giuccbocs! Edoardo De Crescenzo…E la musica va. Indimenticabile nella kermesse sanremese che canta con la fisarmonica, oggi lo si considererebbe in una forbice schizofrenica dallo “sfigato” alla “haute culture”, ai due estremi.
      Ma dov’è finita la musica napoletana di quegli anni, sempre alla ricerca di contaminazioni, da sempre contaminata, ma con fermezza coerente e ricorrente alle sue rafici! De Crescenzo – sarà per il suo aspetto poco cool – è sottovalutato. Ancora si scrivevano album in napoletano. La collaborazione con Toquinho…Mi viene quasi da piangere di quanto si è perso. Oggi abbiamo…Gigggi….Sto piangendo.
      A sollevarmi dall’amarezza me serve ‘na carezza e me la piglio con “In fondo al mare”:

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