Bella esperienza vivere nel terrore, vero?

In questo consiste essere uno schiavo.

Queste le parole iniziali del famoso monologo di Roy Batty nel finale di Blade Runner.

Parole che vengono da una fonte così inaspettata e così fortemente calzanti alla situazione di questi giorni e di un prossimo futuro, in cui  i missili “intelligenti” non potranno sanare terrore e schiavitù.

Politici e governanti nei loro proclami roboanti e inneggianti alla Guerra, per vendetta? Per giustizia? Per riportare la pace? Per esportare la democrazia?

Poveri morti la cui certa innocenza è macchiata forse dall’avere creduto o votato uno di questi figuri che lanciano urli di guerra e vi mandano i figli di les autres: i figli dei francesi, dei libanesi, dei russi, degli arabi, dei curdi, degli iracheni, comunque non i loro figli. Questi politici e governanti stanno al sicuro dagli indicibili orrori, normaltà di ogni fottutissima guerra da quando l’uomo ha scoperto come ammazzare l’altro, riparandosi dietro scorte armate e tenendosene a distanza di qualche migliaio di chilometri.

Quando, invece, per il bene dei popoli che rappresentano, avrebbero già dovuto provare a tutti i costi a seguire il solco di queste di parole:

“Ho imparato la lezione della non-violenza da mia moglie, quando ho cercato di piegarla alla mia volontà. La sua ostinata resistenza alle mie pressioni da un lato e la sua paziente sottomissione alle sofferenze che la mia stupidità le causavano dall’altro, alla fine mi fecero vergognare di me stesso e cacciarono dalla mia mente l’assurda convinzione che avevo di essere in diritto di comandare su di lei, e inoltre fecero di mia moglie la mia maestra di non-violenza.” cit. pag. 236 M.K. Gandhi “Teoria e pratica della non-violenza” © 1973 e 1996 Giulio Einaudi Editore.

E tutti quei momenti
andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
NON È tempo di morire.

Onda sonora consigliata: “War” © 1970 Edwin Starr.

Nel video interpretata da Bruce Sprengsteen.

War © 1970 Edwin Starr – Testo e traduzione. Ici en francais

War, huh, yeah  / La guerra
What is it good for / A cosa serve
Absolutely nothing / Assolutamente a nulla
Uh-huh
War, huh, yeah  / La guerra
What is it good for / A cosa serve
Absolutely nothing / Assolutamente a nulla
Say it again, y’all / Ditelo ancora, tutti

War, huh, good God / La guerra, buon Dio
What is it good for / A cosa serve
Absolutely nothing / Assolutamente a nulla
Listen to me / Ascoltami

Ohhh, war, I despise / La guerra, io la disprezzo
Because it means destruction / perché significa distruzione
Of innocent lives / di vite innocenti

War means tears / Guerra significa lacrime
To thousands of mothers eyes / degli occhi di migliaia di madri
When their sons go to fight / quando i loro figli vanno  combattere
And lose their lives / e perdono le proprie vite

I said, war, huh / La guerra
Good God, y’all / Buon Dio, tutti
What is it good for/ A che serve
Absolutely nothing / Assokutamente a niente
Say it again / Ditelo ancora

War, whoa, Lord / La guerra, Signore
What is it good for/ A che serve
Absolutely nothing / Assolutamente a niente
Listen to me / Ascoltami

War, it ain’t nothing / La guerra non fa altro che
But a heartbreaker / spaccare il cuore
War, friend only to the undertaker / La guerra, amica solo del becchino
Ooooh, war / La guerra
It’s an enemy to all mankind / E’ un nemico di tutta l’umanità
The point of war blows my mind / Pensare alla guerra mi fa esplodere la mente
War has caused unrest / La guerra causa inquietudine
Within the younger generation / nelle generazioni più giovani
Induction then destruction / arruolamento poi distruzione
Who wants to die / Chi vuole morire
Aaaaah, war-huh / La guerra
Good God y’all / Buon Dio, tutti insieme
What is it good for / A cosa serve
Absolutely nothing/ Assolutamente a niente
Say it, say it, say it / Dillo, dillo, dillo
War, huh
What is it good for / A cosa serve
Absolutely nothing/ Assolutamente a niente
Listen to me/ Ascoltami

War, huh, yeah / La guerra
What is it good for / A cosa serve
Absolutely nothing / Assolutamente a niente
Uh-huh
War, huh, yeah / La guerra
What is it good for / A cosa serve
Absolutely nothing / Assolutamente a niente
Say it again y’all / Ditelo ancora tutti
War, huh, good God / La guerra, buon Dio
What is it good for  / A cosa serve
Absolutely nothing / Assolutamente a niente
Listen to me / Ascoltami

War, it ain’t nothing but a heartbreaker / La guerra, capace solo di spezzare il cuore
War, it’s got one friend / La guerra ha solo un amico
That’s the undertaker/ ed è il becchino
Ooooh, war, has shattered / La guerra ha spezzato
Many a young mans dreams / tanti sogni di giovani uomini
Made him disabled, bitter and mean /  li ha resi invalidi, afflitti e incattiviti
Life is much to short and precious / La vita è troppo breve e preziosa
To spend fighting wars these days / per impiegarla nei conflitti bellici di oggi
War can’t give life / La guerra non dona vita
It can only take it away / può solo portarla via

Ooooh, war, huh
Good God y’all
What is it good for
Absolutely nothing
Say it again

War, whoa, Lord
What is it good for
Absolutely nothing
Listen to me

War, it ain’t nothing but a heartbreaker / La guerra, capace solo di spezzare il cuore
War, friend only to the undertaker / La guerra, amica solo del becchino
Peace, love and understanding / Pace, amore e comprensione reciproca
Tell me, is there no place for them today / Dimmi, non c’è posto per queste cose oggi?
They say we must fight to keep our freedom / Dicono che dobbiamo combattere per conservare la nostra libertà
But Lord knows there’s got to be a better way / Ma Santo Iddio! Ci deve essere un modo migliore

Ooooooh, war, huh
Good God y’all
What is it good for
You tell me
Say it, say it, say it, say it

War, huh
Good God y’all
What is it good for
Stand up and shout it
Nothing

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12 responses to “Bella esperienza vivere nel terrore, vero?

  • The Butcher

    Concordo su tutto quello che hai scritto nell’articolo. Il monologo finale di Blade Runner insegna benissimo questo concetto.

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    • redbavon

      Sembra strano che il concetto sia così chiaramente esplicitato in un film di fantascienza, mentre nella vita reale sia praticamente assente. La fantascienza più reale della Realtà?

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      • The Butcher

        Questo è una cosa che in molti non capiscono. Anche se un film è fantascientifico (o anche fantasy) perché non dovrebbe parlare di tematiche presenti nella realtà?

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      • redbavon

        E allora vogliamo parlare della storia dei due fratellini nell’anime Una Tomba per le lucciole? Una fotografia reale e pulsante della guerra vissuta dai civili in Giappone sotto i bombardamenti incendiari americani. Una storia mai raccontata a scuola, sui libri. Quanta commozione, quante lacrime ho versato, ancora a pensarci mi viene un groppo che serra la gola. E c’è gente che si riempie la bocca con la parola “guerra”. Già dimenticata la ferocia alle porte di casa nostra nei Balcani?

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  • diecidicembre

    Per fare la guerra si bombarda, per fermare la guerra si bombarda uguale. A quanto pare non c’è mai fine. Non si sa bene chi ci guadagna, ma si sa bene purtroppo chi ci rimette. E quelli non hanno giacca e cravatta sicuro.

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    • redbavon

      E sopratutto la guerra, di cui si riempiono la bocca, non la fanno mandando in prima linea i propri figli. Ciò che mi fa davvero indignare – e sono di buone maniere per non fare dispiacere ai miei genitori – è la continua manipolazione dell’informazione e nel modo sottile in cui la porgono: per esempio, l’espressione sbagliata ma comune di “muSSulmani”, cioè “Nazisti travestiti da islamici”? Ma questa non è grave quanto: “musulmani moderati”. Che diamine vuole dire?!? Se dici solo “musulmano” vuole dire automaticamente che è un terrorista con predisposizioni kamikaze?! Non c’è un giornalista, anchormen o semplice conduttore che non utilizzi il “moderato” politicamente corretto di questa emerita ceppa! Un veleno nella verità servito a piccole dosi, un pò alla volta, per poi intossicare la realtà del quotidiano.
      Stuoli di personaggi pubblici, politici, giornalisti, governanti cavalcano l’onda della tragedia e del dolore (degli altri) e la falsità nel manifestare emozioni che non provano Il tutto a vantaggio economico di quell’ 1% in cui si concentra la ricchezza. Nulla di nuovo, è dal tempo in cui si racconta la Storia che esistono. Con le possibilità che abbiamo oggi, il livello tecnologico, culturale e sociale senza paragoni rispetto al recente passato (II Guerra Mondiale), figuriamoci rispetto a un passato più remoto!…Siamo però ancora al livello dei vassalli, valvassori e valvassini. Dai uno sguardo a questo interessantissimo libro Stan Trek. Grazie per il tuo commento e scusa se mi ha stappato il vaso del Pandoro😉

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    • redbavon

      Grazie, pieno di speranza. Ci servono uomini e idee che diano speranza, che lavorino per la speranza fino a ottenere – piccolo passo dopo piccolo passo – la pace. Si può fare! Dopo la guerra il boom e anche Gandhi, Martim Lither King…

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  • tiZ

    Ci deve essere un modo per arrivare dove vogliamo andare senZa lottare, senza deragliare…

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    • redbavon

      Ci deve essere! Sono sicuro che c’è! Con la paura e il terrore ci si annebbia il futuro, si pensa all’oggi. Ci si chiude nel disperato tentativo di tenere fuori la tempesta. Ma la tempesta arriva e in questo mondo globalizzato uno tsunami in Giappone crea problemi qui da noi . È’ successo, come si fa a ignorarlo. Oggi la tempesta e al Bosforo, bussa alle porte dell’Europa. Cosa ci serve per smuoverci, per decidere di provare a cambiare? Non sono mai stato a Istanbul, io voglio visitarla. Sembra dietro una cortina impenetrabile oggi. Ciechi e testardi a replicare un sistema che ha fallito, i soliti noti poteri (malgoverno, finanza speculativa, lobby economiche) stanno facendo un gioco a erodere la nostra libertà sia dall’esterno (guerre e terrorismo) sia dall’interno (riduzione di diritti acquisiti e precariato). Forse è il momento di lottare e farli deragliare

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  • Zeus

    Ti aggiungo due titoli che possono essere altrettanto esplicativi:

    Bob Dylan – Master Of War (anche se, a causa della mia avversione verso le tonalità nasali di Bob, preferisco quella acustica suonata dai Pearl Jam)

    Black Sabbath – War Pigs

    Entrambe canzoni con testi che ti prendono e ti rivoltano.

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    • redbavon

      Anche io non digerisco le tonalità nasali di Bob, quindi mi fiondo sui Pearl Jam, che preferisco. Ascolterò entrambe le versioni. I Black Sabbath non rientrano in ciò che ascolto abitualmente per cui potrebbe essere una bella scoperta. Grazie.

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