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Guida la(i)conica di Napoli – Cap.2: O’ Munaciello

Zona Pendino foto da “La Napoli di Bellavista” di Luciano De Crescemzo, 1979 Arnoldo Mondadori Editore

Una parola, una frase in napoletano, un motivo per visitare Napoli

La Guida la(i)conica di Napoli vuole invitare a visitare Napoli, prendendo spunto da una sola parola o una singola frase del dialetto partenopeo. La parola di questo secondo appuntamento è:
o’ Munaciello.

Il Munaciello (piccolo monaco) è una delle figure più rappresentative di quel ricchissimo sistema di folclore, credenze, tradizione napoletani. E’ uno spiritello del focolare domestico, benigno ma anche dispettoso, molto amato dal popolo partenopeo, cui si ascrivono diverse manifestazioni. Tra le più comuni vi sono la sparizione di oggetti e certi eventi inattesi come una gravidanza non prevista o l’arricchimento improvviso di qualcuno: “Ma chi è stato? O’ Munaciello!”.

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Cartelli paradossi #7 – A zonzo per Napoli, il fumo fa male

Terza foto a zonzo per Napoli: scuusate, tenite ‘na sigaretta?

Sigarette e ‘na tazzulella ‘e cafè [Foto by Giorgia]

Altra foto di Napoli, colta da mia sorella a zonzo per la città. Dopo lo street-food, un esemio dell’ingegno o dell’arte di arrangiarsi napoletano: lo street-smoke.

Su questo bancariello, bene attrezzato e tutto sistimate, la gentile clientela fumatrice può trovare “tutto quello che serve” per il suo vizio: dal pacchetto di marca, sotto-marca e marca sconosciuta all’accendino alla tazzulella ‘e cccafè. Perché il caffè deve essere con tre “C”: Cumme Cazze Coce, ovvero caffè bollente in tazzina bollente. Da sorseggiare rigorosamente con lentezza onde evitare di lasciarci attaccate le labbra al bordo della tazzina. Il caffè è un rito, non è un consumo di bevanda in velocità, va sorseggiato. Chiano chiano. E poi, ‘na sigaretta ci sta proprio bene. In mezzo, tra l’aroma del caffè persistente in bocca e le acri volute di fumo, una chiacchiera con il barista, con il vicino di bancone o l’amico. Ricordatevi di lasciare un caffè pagato.

Questa foto è una poesia. Recita tutto il rito del caffè e della sigaretta. Quella tazzulella appoggiata, sporca di un caffè consumato, è un invito di convivialità e, insieme, una genialata di marketing spontaneo.

Dedico a questo genio dei tabacchi caserecci, in barba agli odiati monopoli (qualunque essi siano), un mio post del 2010, sette anni fa, avevo iniziato a fumare da poco:

Bacco, tabacco e una piccola Venere

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Guida la(i)conica di Napoli – Cap.1: Puozze scula’

Napoli da Mergellina [foto by RedBavon]

Una parola, una frase in napoletano, un motivo per visitare Napoli

La Guida la(i)conica di Napoli vuole invitare a visitare Napoli, prendendo spunto da una sola parola o una singola frase del dialetto partenopeo.

“Laconico” il suo spunto, “iconica” nell’immagine che ambisce a trasmettere. La Guida la(i)conica di Napoli non è altro che l’ennesimo (in)trip(po) mentale in un momento di irresponsabile megalomania di chi scrive. Anche perché dopo questo capitolo ne ho pronto un altro e poi c’a Maronna m’accumpagne. Potrebbe essere la guida di un logorroico grafomane più laconica di sempre.

Non proprio una prefazione ortodossa , ma Napoli non è una città “ortodossa”: conformità e stretta adesione alle regole non appartengono, nel bene e nel male, né alla storia della città né ai suoi abitanti.

La frase scelta per questo primo capitolo non è sicuramente un inizio “ortodosso”.

“Puozze scula’!”

Letteralmente: “Che tu possa colare!”

I napoletani che hanno letto questa frase saranno subito sobbalzati. Il resto degli abitanti del pianeta – ve l’ho detto che ero in modalità “Megaloman” – avranno stretto le spalle, inarcato le labbra verso il basso, le sopracciglia hanno seguito il movimento dei muscoli facciali, portandosi appresso il tessuto epiteliale.

Chi non è napoletano ed non ha staccato il proprio sguardo dallo schermo può essere stato colto: A) da paresi (sono ammessi scongiuri di rito) B) da – più salubre – curiosità.

Da un’espressione apparentemente senza senso e innocua, non ci si aspetta però che sia una delle maledizioni più pesanti che un napoletano possa proferire.

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Napolì

Vista del Golfo, Vesuvio e Napoli…mmò puoi pure murì! [foto by RedBavon]

Tra un Andale ad Andalo, la neve e il freddo pungente dell’alta montagna, mi è venuta voglia di Napolì.

Napolì, con l’accento sulla “i”, è una canzone dei 99 Posse, pubblicata nel 1993 nell’album Curre, curre, guagliò, tuttavia, a parte qualche sigla di partito politico scomparsa, rimane di estrema attualità per la città e per la popolazione. C’è un gran trambusto per dare nuove sigle ai partiti e movimenti, un gran lavorio per i professionisti della grafica per inventare mirabolanti loghi “parlanti”, ma dei problemi della gggente (disoccupazione giovanile, chi era costei?) non se ne parla. La gggente viene tirata in ballo in occasione dell’ennesimo, chiamato come un numero a tombola, tragico attentato: scendete in strada, dimostrate che non abbiamo paura, continuiamo a vivere come abbiamo sempre fatto, difendiamo i sani valori occidentaliblablabla“. Imperterrito cito il famoso monologo di Roy Batty nel finale di Blade Runner:”Bella esperienza vivere nel terrore, vero? In questo consiste l’essere schiavo”.

“Napoli è una città piena di contraddizioni” è la frase di rito per chi è educato e non vuole dire apertamente ciò che pensa e cioè,”è una cittàdimmerda e non ci vivrei per tutto l’oro del mondo”. E poi tutto l’oro del mondo lo verrebbero a dare a te, ca’faccia ca’ tieni? E jà!

Sicuramente viverci non è altrettanto facile quanto vivere ad Andalo o altre città del Trentino. L’Alto Adige non lo cito perché si sentono tedeschi e non vorrei che qualche figlio-di-madre-crucca-e-passaporto-italiano se la prendesse a male per averlo confuso in questo melting rut che è l’Italia di oggi. E non c’è nessuna allusione all’immigrazione, parlo proprio di noi itali(di)oti.

Napoli te fa attaccà e’ nierve!

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Cartelli paradossi #6 – A zonzo per Napoli, United Lasagne of Naples

Seconda foto a zonzo per Napoli: è ora di pranzo…o cena, vale lo stesso.

napoli_graffiti_lasagne_1

United Lasagne of Naples

Cartello che alla sola vista porta trigliceridi e colesterolo a livelli di guardia (medica). Una vasta scelta di cibi provenienti da varie parti del globo, all’insegna di una contaminazione che caratterizza tutta la storia e cultura napoletana: il “cuoppo” ovvero carta oleata arrotolata in forma di cono riempito con ogni ben-di-Dio-Fritto (e ogni mal-di-fegato); il panino con la porchetta di Ariccia, una vera squisitezza tipica della zona de’li Castelli de Roma (il calice di vino è fortemente consigliato); l’americano “hot-dog”. Ma la vera chicca è la lasagna.

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Cartelli paradossi #5 – A zonzo per Napoli, San Valentino, ma con calma

Da una passeggiata a zonzo per Napoli, una foto-reporter d’eccezione, mia sorell(in)a, mi invia una serie di foto come “graffiti” della città, che tra le mie dita prendono la forma di un ennesimo appuntamento con una delle infami rubrichette che popolano questa webbettola: Cartelli paradossi.

A zonzo per Napoli vi propone una vista sulla mia città di origine grazie a cartelli, scritte, immagini che creano un mosaico in cui parecchie tessere mancano, tuttavia un napoletano conosce esattamente il loro posto. Una faccenda complicata per chi non conosce Napoli e, sopratutto, per chi non ama la mia città (e ce ne sono). “Graffiti” anche se non lo sono in senso stretto, ma li considero tali perché rappresentativi di un certo tessuto sociale e culturale, basato sull’espressione della propria creatività grazie a scritte, immagini e simboli nel contesto urbano. Graffiti, appunto.

La prima foto è dedicata alla “ricorrenza” di questo giorno.

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