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Hasta la Raíz (testo e traduzione) – Natalia Lafourcade

Dedicata a tutti quelli che ci portiamo dentro: che ci hanno sbattuto in faccia la porta / con i quali abbiamo sbagliato / che non ci hanno dato tempo… /che il tempo non c’era perché era solo un’illusione / che il tempo non c’era perché è durato un attimo lungo una vita che avremmo voluto vivere insieme / che sono andati via perché il loro tempo era finito / che si sono allontanati perché non avevano più tempo per noi / che non ci sono più / che sono lAssù / che sono lontani e non abbiamo mai il tempo di salire su un’automobile-corriera-treno-aereo / che sono vicini e non abbiamo mai il tempo di bussare al citofono e al campanello / che gli hai mandato un e-mail e sono talmente tanti mesi che non ti è arrivata una notizia che pensi al peggio / che hanno i tuoi telefono-email-uoZappe-fessebuk-tuittè-e-pure-telegràm ma nulla da dirti / che finalmente hai capito che non hanno tempo per te / che sono fuori tempo massimo (e – stanne certo – torneranno nel recupero dell’ultimo dei tempi supplementari) / che “scusa, non ho avuto tempo” /che fanculo-basta-non-ti-richiamo-ma-poi-ci-speri-da-morire / che fanculo-non-ti-richiamo-e-poi-basta-veramente-affanculo / che oddio-vorrei-tanto-chiamarti-ma-ho-paura / che occhei-ho-deciso-ti-richiamo-(hounapaurafottutaperò)-e-ti-risponde-la-segreteria / che fanculo-a-tutte-le-segreterie / che ricevi una bella notizia da una lontana conoscenza / che non ricevi più notizie. Mai più.

Hasta la raíz di Natalia Lafourcade

Dedicata a tutti quelli che, nonostante tutto, ci portiamo dentro.

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Home (testo e traduzione) – Depeche Mode

Home
Casa

Musica, testo di Martin Lee Gore. Cantata da Martin Lee Gore

Here is a song
Ecco una canzone
From the wrong side of town
dalla parte sbagliata della città
Where I’m bound

Dove sono legato
To the ground
a terra
By the loneliest sound
Dal più solitario deisuoni
That pounds from within
che martella dal di dentro
And is pinning me down
e mi tiene inchiodato lì

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Slow Train (testo e traduzione) – Joe Bonamassa

Slow Train  (testo e traduzione) – in Dust Bow di Joe Bonamassa

There’s a slow train coming
Sta arrivando un treno lento
It’s movin’ on down the line
Si muove lungo la linea
Steel wheels on iron rails
Ruote d’acciaio su rotaie di ferro
Tonight I’m fixin’ to die
Stanotte sono pronto a morire
Woo, I hope you don’t mind pretty mama
Ooh, spero che non te ne abbia a male, bellezza (*)
Woo-hoo, hope you don’t mind if I go
Ooh-oh spero che non te ne abbia a male se io vado
‘Cause when the steam from the slow train rises
Perché quando il vapore si alza dal treno lento
I ain’t gonna see you anymore
Io non ti vedrò più

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Pictures of You – The Cure

picturesofyou_cloud

Song cloud by RedBavon

Millenovecentoottantanove, quasi 1990. Pictures of You. No, non è la data di inaugurazione di questa omonima webbettola; sono vecio, ma non così vecchio nella blogosfera. The Cure pubblicano in Disintegration, il loro ottavo album, questa canzone, che  è – insieme a Just like Heaven –  la mia canzone preferita del mio gruppo preferito. Sia sempre lode al mio amico Riccardo per avermi fatto conoscere e amare la loro musica.

Se Lullaby si ispira a un personale vissuto, particolarmente cupo e ansiogeno, di Robert Smith, Pictures of You ha una genesi – se possibile – ancora più confusa e confondente. È lo stesso Smith a dare spiegazioni differenti.

Gli artisti dovrebbero evitare di spiegare le proprie opere, in particolare i cantanti. Ognuno dovrebbe essere libero di crearsi il proprio immaginario. Come quando si legge un libro e ne fanno poi un film: si rimane sempre delusi, in parte o in toto, perché il film distrugge il nostro immaginario, che per quanto afflitto da un persistente effetto “blur”, si adatta perfettamente a noi come il vestito cucitoci addosso da un sarto, punture di spilli incluse.

“Per dovere di cronaca” riporto di seguito le spiegazioni.

Robert Smith dichiara che dopo avere letto un saggio di Myra Poleo, The Dark Power of Ritual Pictures , ha distrutto un buon numero di vecchie foto e video personali per disfarsi del suo passato. Ha ammesso anche di essersi amaramente di questo insano atto qualche giorno dopo. Il disclaimer Don’t Try This at Home qui ci sta davvero bene.

Altra ipotesi è quella riportata da Wikipedia, in cui Smith in alcune interviste ha dichiarato che questa canzone trae ispirazione dopo un incendio scoppiato nella sua casa: tra i resti della casa, trovò il proprio portafogli che conteneva delle foto di sua moglie, Mary. La copertina del singolo ritrae una di queste fotografie.

La mia “versione” è un’altra , però.

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Remember the name (testo e traduzione) – Fort Minor

Molti ragazzi oggi pensano che per essere dei grandi rapper occorra soltanto fare rap e ce la faranno. Non comprendono che nel rap – come in tante cose della vita – vi sono impegno, sofferenza, sudore, lacrime e, forse, le loro rime infuocate e di denuncia diventeranno famose in tutto il mondo. Questa canzone dei Fort Minor, un progetto di Mike Shinoda dei Linkin Park, parla di loro che ce l’hanno fatta, di gente che lavora sodo, gente alienata per il lavoro, che si impegna con tutte le forze e crede nella loro passione, scrivendo, rappando e affinando le proprie rime, continuamente.

È una canzone che parla di loro, musicisti di successo, Matthew Ryan Maginn, Mike Shinoda, Takbir Khalid Bashir, del loro amore per la musica attraverso la passione e il sudore, 10% fortuna. Ricordatevi i loro nomi.

Remember the name 

(traduzione by RedBavon)
in The Rising Tied di Fort Minor feat. Styles of Beyond. Autori: Matthew Ryan Maginn, Mike Shinoda, Takbir Khalid Bashir.

You ready?! Let’s go! / / Siete pronti?! Andiamo!
Yeah, for those of you that want to know what we’re all about / Per tutti quelli che vogliono sapere di che pasta siamo fatti
It’s like this y’all (c’mon!) / È tutto qui, gente!

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Doing The Unstuck (testo e traduzione) – The Cure

È dalle 7:30 di questa mattina che ho questa canzone tra i piedi…–>

Doing The Unstuck (testo e traduzione) in Wish dei The Cure

It’s a perfect day for letting go / È un giorno perfetto per lasciarsi andare
for setting fire to bridges, boats / per dare fuoco a ponti, barche
and other dreary worlds you know / e altri deprimenti mondi che sai
Let’s get happy! / Afferriamo la felicità!
It’s a perfect day for making out / È un giorno perfetto per venirne fuori
to wake up with a smile without a doubt / per svegliarsi spensierati con un sorriso
to burst, grin, giggle, bliss / per buttarsi a capofitto, sorridere con un ghigno, ridacchiare
skip, jump and sing and shout / bearsi, ballonzolare, saltare e cantare e urlare
Let’s get happy! / Afferriamo la felicità!

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Morning, night and day (testo e traduzione) – New Order

Morning, night and day (testo e traduzione) – in Waiting for the Sirens’ Call dei New Order

One time didn’t do it / Una volta, non ha fatto effetto
Two times didn’t feel quite right / Due volte, non mi ha fatto proprio bene
I didn’t know where i was going / Non sapevo dove stavo andando
I just knew that i would be alright / Sapevo solo che mi sarei sentito bene

I woke up in a druken haze / Mi sono svegliato, annebbiato da dopo sbornia
The sun shone to my window pane/ Il sole splendeva attraverso il vetro della mia finestra
I said that i’d never do it again / Mi dissi che non l’avrei fatto mai più
What kind of fool do you think I am? / Che tipo di idota pensi che io sia?

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Imparare l’inglese con la musica: 7 Years di Lukas Graham

Traduzione e interpretazione del testo di Laura Fraschetti 

Intro

Imparare l’inglese senza accorgersene si può. Ne sono la prova vivente: lo studio della lingua è necessario, ma ho appreso con naturalezza dovendo leggere manuali di simulazioni di volo e di giochi di ruolo, che non venivano tradotti. L’idea di Laura è fantastica. Bilingue italiano e inglese, è riuscita in un vero miracolo traducendo in inglese un mio racconto, lasciando inalterato il mio stile “gagliardo e caotico”. Ospito Laura qui con grande piacere: la traduzione e l’interpretazione del testo di una hit 7 Years” dei Lukas Graham. Date una possibilità a questi ragazzi, anche se non è il vostro genere. Non ve ne pentirete. A Laura la tastiera.

7-years-cover

Chi non ha mai provato l’ebbrezza di cantare a squarciagola una canzone in inglese inventando strofe intere, totalmente all’oscuro del significato del testo? E scoprire, sbigottito, che motivi entrati nell’immaginario collettivo, hanno testi che anche un bambino alla scuola materna scriverebbe in maniera meno sconclusionata. E chi di noi, pur strenuamente evitando di incrociarne lo sguardo, non si è mai imbattuto in stranieri di ogni nazionalità che bonariamente invadono le nostre città e che padroneggiano la lingua di Albione come fossero cugini di primo grado della Regina Elisabetta, e non ha sudato freddo anche sotto il sol leone per dare semplici indicazioni stradali? Per poi concludere tra sé: “Vengono in Italia e nemmeno sanno una parola d’Italiano…”.

Se è vero che le lingue – anche tante contemporaneamente – si acquisiscono in maniera naturale e senza fatica in età infantile, è altrettanto vero che non è mai troppo tardi per provare a migliorarci, anche in questa sfera.

La musica ci circonda, soprattutto quella in lingua inglese. Perché non sfruttare questo sconfinato patrimonio per imparare un po’ d’Inglese divertendoci? Cantare migliora la nostra pronuncia, arricchisce il vocabolario e grammatica e fissa modi di dire. Dalle strofe di una canzone riusciamo più facilmente a richiamare informazioni che non semplicemente leggendo o ascoltando. Se alla radio passa una canzone che non sentivamo da tempo, è probabile che ci ritroveremo a cantarla senza accorgercene. Non è un caso che proprio con i bambini si faccia un uso intensivo della musica per fissare vocabolario e costruzione delle frasi in maniera naturale.

Con questo intento, abbiamo pensato di scegliere dei testi adatti allo scopo, perché hit del momento o perché ormai ever-green. In questo caso, abbiamo optato per la prima tipologia:

7 Years dei Lukas Graham

i Lukas Graham Continua a leggere