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Andale ad Andalo#7 – L’Epilogo (giuro)

Segue da Andale ad Andalo#6

Venti minuti dopo, e dico esattamente venti minuti dopo, la Divisione alpina “Tridentina” de Noantri viene accolta tra le mura del rifugio e dodici comodi posti a sedere. Il fatto stesso che la stima dei “venti minuti” di attesa sia stata rispettata già predispone bene, senza contare che la fame – in mezzo a quel bailamme di piatti e ganasce masticanti – è giunta a dei livelli da crampi urlanti nello stomaco.

Quando entriamo, la formazione, sebbene sfilacciata a causa dell’intenso traffico di camerieri, dal passo veloce e determinato (se entri in rotta di collisione, non si spostano), si ricompatta oltre una porta dove sono pronti due tavoli.

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Andale ad Andalo#6 – (antipasto del)L’Epilogo

Dolomiti del Brenta: vista da La Paganella [foto by RedBavon]

Segue da Andale ad Andalo#5

Appollaiato sulla seggiovia vedo avvicinarsi la stazione di arrivo. Come un centurione della Legione Romana, ordino al mio manipolo di familiari di tenersi pronti: per scendere dalla seggiovia, non basta un’andatura al trotto come in cabinovia, ma è necessario un colpo di reni e un breve galoppo in linea retta, come palle sparate dalla canna di un fucile. “Nessuno verrà lasciato indietro”, non è il motto dei Marines, ma una buona regola per evitare che una parte della famiglia sia a 2120 metri e l’altra a valle. Siiiore e Siiiiori, altrrro giiiro! E senza altro gettone. Gratis.

Io, scartato dal Corpo degli Alpini – anche per il reparto di fureria  – raggiungo l’obiettivo: Cima Paganella, quota 2120!
CI HO le prove!

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Andale ad Andalo#5 – SCOOP! RedBavon fotografato in discesa libera!

Segue da Andale ad Andalo#4

Scoop! Esclusivo! RedBavon inchiodato da tre scatti, mentre scia e, perfino, in discesa libera!

RedBavon smascherato! Altro che reietto della neve, altro che “sto alla neve come uno stambecco sugli scogli abbasc’a Margellina”! Abbiamo le prove: tre scatti lo inchiodano sulla neve, sulle piste insieme ad altri sciatori e snow-boarder! 

L’ha menata dall’inizio con la storia della “neve = ambiente ostile”, ha dissacrato il rito della “vestizione” e ancora ha continuato a vituperare la sana e grintosa figura dello sciatore, definendolo come un robot antropomorfo alto un palazzo tipo Godzilla … (NdRed: no, Godzilla mica è un robot…veramente avevo scritto “Gundam e Jeeg Robot”…le solite strumentalizzazioni dei media!)

E cosa dire del suo accanimento in contro delle innocue ciambelle? Il gioco sulla neve preferito dei bambini, teneri virgulti di sciatori e snow-boarder, descritto come il Vietnam del ’67…Infine, non ci incanta con l’ode allo sciatore, goffo e malaccorto tentativo di ingraziarsi il gentile pubblico, nascondendo tra le righe subdoli effluvi di polenta con il brasato e promesse di vini sinceri.

“Sincerità”, una parola sconosciuta a costui e di seguito ve ne diamo le prove!

Tre scatti fotografici che mostrano RedBavon sulle piste: 1) tra le porte dello slalom in discesa libera 2) in sciata solitaria per piste poco battute 3) confuso tra un gran folla di sciatori.

Il RedBavon sciatore svelato!

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Andale ad Andalo#4 – Inizio dell’Epilogo

Segue da Andale ad Andalo#3

Dal titolo vi sarete accorti che sono andato lungo anche questa volta. Maledetto RedBavon, sei stato logorroico anche questa volta! 

L’attacco alla vetta! Il liberatorio Epilogo per chi ha seguito questo scalcinato diario nel mio solito modello “igienico” ovvero, all’occorrenza, uno strappo-e-via. D’altronde per come scrivo, giusto al bagno…

Sapere di essere un’utilità nel momento del bisogno è di conforto. Basta tapparsi il naso e crederci. I Want to believe!

La frase “I Want to believe!”, diventata simbolo della famosa serie X-Files, è particolarmente adatta a questa impresa “Quota 2120” di Sir RedBavon: da principio nessuno, nemmeno lui, ci avrebbe scommesso neanche una moneta da 500 lire uscite fuori corso; infine, la conquista dell’incredibile obiettivo grazie a una promessa alla propria bella, uno slancio generoso, anzi proprio un sogno matto, proprio come canta Francesco Guccini in “Don Chichotte”:

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c’è bisogno soprattutto
d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l’ho promesso alla mia bella […]

Il fatto che mi sia ritrovato nel testo di una canzone di Guccini è un’altra cosa da non crederci visto che il famoso cantautore non rientra neanche lontanamente nelle mie  preferenze musicali. In questo post accadono cose strane.

Si va alla Paganella!

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Andale ad Andalo#3 – Sempre più in alto…

Segue da Andale ad Andalo#2

Tutto ha una fine. Ogni vacanza ha una sua fine. La mia prima tragica Settimana Bianca ha una fine a dire poco epica: La Paganella, quota 2120 metri!
Talmente epica che devo dividere in due parti il racconto: 1) la fase preparatoria e campo-base 2) l’attacco alla vetta.

Il mio nick, RedBavon, si ispira, più o meno, al leggendario Barone Rosso  e – sebbene siate refrattari alla Storia – tale appellativo di Manfred Von Ricthofen dovrebbe già suggerire al vostro retro-cranio che sono avvezzo a ben altre altezze. Se, tuttavia, non doveste ancora cogliere il nesso, l’apposita sezione About” può essere d’aiuto, ma sinceramente non vedo perché dovreste avere una simile curiosità per questo mentecatto fino a spingervi nel retro-bottega di questa webbettola. Bontà vostra.

Ammetto che raggiungere certe altezze montando su un gioiello dell’ingegneria aeronautica come il General Dynamics F-16 Fighting Falcon è una cosa e farlo con i propri piedi è ben altra.

Il Buon Signore non ci ha donato delle ali, ma – a ben vedere – ci ha dotati dell’Immaginazione, che permette voli che nessun uccello, aeroplano o astronave permette di fare.  Il fatto che gli unici esseri antropomorfi ad avere le ali siano gli angeli, che – ci assicurano – essere asessuati, mi lascia soddisfatto delle scelte operate dal Buon Signore, senza alcun rimpianto. Go(o)d Fella.

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Andale ad Andalo#2

Andaloooooole’!

Segue da Andale ad Andalo#1

La montagna è bella. La neve è bella. Tranquilli non mi hanno hackerato il blog, è sempre il solito mentecatto che pigia a caso su una tastiera, nel tentativo di dimostrare che dal Caos può venire fuori – a volte e non necessariamente qui – qualcosa di sensato. Olé!

Il fatto che non mi trovi a mio agio tra montagne con l’aggravante della neve è una semplice questione di punti di vista, di preferenze. Voglio dire: a chi non piace il gelato? Il gelato è una delizia e se mi chiedi di scegliere un gusto, un solo gusto tra cioccolato e limone, io scelgo senza esitazione il cioccolato. Non mi sogno di dire che il limone non sia buono, anzi d’estate è una vera goduria.Altro discorso è il ban a vita dalle gelaterie che darei a chi unisce il cioccolato al limone: condannati a vita a dovere rispondere al citofono a quel triturabballe del Gigi e, per smammarselo, avere in freezer una scorta  della sua Cremeria chimico-popolar-industriale.

Dopo il rituale della Vestizione, mi accorgo di avere solo scalfito la liturgia dello Sci.

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Andale ad Andalo#1

Segue da Andale ad Andalo

La prima volta, per quanto bella, è sempre traumatica. Ansiogena ed esperienza liberatoria, insieme. La mia prima tragica settimana bianca non riserva sorprese da questo punto di vista. Sintetizzando in una parola: il delirio. Se non ve ne sbatte di leggere oltre di un diario di un marinaro ncopp”a muntagna, ciò vi basta. Arrivederci alla prossima.

Chi frequenta questa webbettola però sa che non sono un uomo di poche parole, quindi infieriro’ rigirando le dita sulla tastiera come si farebbe nella proverbiale piaga.

C’è sempre un evento, un episodio, un momento in cui la domanda “chi me lo ha fatto fare?” riceve nella tua testa una risposta chiara, nitida, senza incertezze e risuona come una campana a morto per le tue già modeste aspettative e risicata voglia.

Ebbene, quel momento è giunto il primo giorno: la vestizione.

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Andale ad Andalo


La neve. Avete presente la neve? Quella che deve fioccare a Natale per forza pure se sei a Pantelleria, altrimenti l’atmosfera natalizia va a farsi benedire. La neve non è il mio ambiente. Io definisco la neve: ambiente ostile. E non esagero.

Percepisco la neve come un ambiente ostile.

Il fatto che abbia natali partenopei, forse, ha influito, ma non da farlo sfociare in un’avversione così fondamentalista. La verità è che il mio ideale di vita è quasi inconfessabile in una società che riconosce nei soldi accumulati e negli status lavorativi le principali misure del successo e della felicità. A me non me fotte: mi vedo in riva al mare, una camicia di lino o una waikiki coloratissima, una mutanda fiorata e basta così.

Per quanto irrealizzabile e bollabile come “infantile”, potete comprendere quanto il mio ideale di vita cozzi contro l’ambiente freddo e innevato.

Aggiungiamo che il ghiaccio è pericoloso anche se stai fermo…Io sto alla neve come uno stambecco sugli scogli abbasc’a Margellina.

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