Scrivere, un libro di Anne Lamott

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“Ma non si può insegnare a scrivere”, mi dicono. Io rispondo: “E tu chi cavolo sei, il Magnifico Rettore dell’Università di Dio?”. La scrittura ha moltissimo da offrire ed è piena di sorprese. La più bella e preziosa è che imparare a scrivere vuol dire anche, e prima di tutto, imparare a vivere” (cit. Anne Lamott).

In quel Viaggio Allucinante al Centro del Blogger, ovvero una delirante introspezione del mio personale rapporto tra l’Idea, il Blogger-che-è-in-me(esci da quest’orrido simulacro) e quello che ci sta in mezzo, mi capita tra le mani questo libro di Anne Lamott, scrittrice finita nella Hall of Fame dello stato della California (mica Sgurgola!). Finalmente in I.Blogger, la rubrichetta votata all’ O.T. a manetta, un post al suo postO: scrivere.

“Scrivere. Lezioni di scrittura creativa” di Anne Lamott, pubblicato da De Agostini nel 2011, può attirare il lettore per i motivi sbagliati. Chi si aspetta un manuale per migliorare il proprio stile di scrittura fa bene a girarne alla larga, onde evitare di rimanerne deluso. In Rete, diverse recensioni o commenti negativi dimostrano che chi ha letto il libro non ne ha colto il reale spirito ed è rimasto fermo al titolo e sottotitolo. Il sottotitolo “Lezioni di scrittura creativa” è frutto di una spinta marchettara e ruffiana. Il titolo originale del libro di Anne Lamott, pubblicato la prima volta nel settembre 1994 negli USA dall’editore Pantheon, è “Bird by Bird. Some Instructions on Writing and Life”.

Il titolo italiano gioca al rialzo sulle reali intenzioni dell’autrice dichiarate nell’originale: “qualche suggerimento sulla scrittura e la vita”. Per capirne lo spirito correttamente, al potenziale lettore basta girare il libro e leggere la quarta di copertina, in cui l’autrice racconta la genesi di questo libro:

“Trent’anni fa il maggiore dei miei fratelli, che allora aveva dieci anni, si trovò alle prese con una ricerca scritta sugli uccelli, per la quale aveva avuto tre mesi di tempo e che doveva consegnare il giorno dopo. Eravamo a Bolinas, nella nostra casetta di villeggiatura, e lui era seduto al tavolo della cucina con le lacrime agli occhi, tra fogli di quaderno, matite e libri sugli uccelli ancora intonsi, sopraffatto dall’enormità del compito che lo attendeva. Mio padre allora gli si sedette accanto, gli mise un braccio sula spalla e disse: ‘Un passo alla volta, figliolo. Un passo alla volta’

“Bird by bird, buddy. Just take it bird by bird”

“Scrivere” è un libro in cui l’autrice racconta come la scrittura sia diventata parte della sua vita quotidiana. La vita dell’autrice è stata parecchio travagliata; non ne faccio cenno in quanto le pagine del libro ne sono letteralmente imbevute e vi rovinerei la sorpresa. Non vi si trova un mero discorso d’incoraggiamento o, per la maggiore parte dei detrattori, una sessione di psicoterapia. Tenendo presente  l’aneddoto familiare all’origine di “Bird by Bird”, Anne Lamott ci offre dei suggerimenti su come scrivere e come gestire la propria vita da “scrittori”, su come sopravvivere a questo istinto di esprimere all’esterno amore, grazia  e dolore, gelosia, paura e quant’altro sentiamo dentro che spinge per venire fuori.

“Scrivere” è una lettura consigliata anche a chi non è interessato alla “scrittura” poiché Anne Lamott, con uno stile informale e sincero, fornisce dei consigli sul difficile mestiere di esprimersi scrivendo, raccontando attraverso la scrittura, in un modo non didattico e all’inizio spiazzante.

Attraverso la storia della sua vita, delle sue avventure e disavventure di vita quotidiana, gioie, psicosi e drammi assortiti, non ti spiattella un decalogo per essere un “bravo scrittore”, semplice da seguire e tanto American style, ma riesce a fare entrare alcune paroline, alcune esperienze in una tua “certa” porta socchiusa e a farti intravedere strade da percorrere e orizzonti nuovi, che erano sempre stati sotto i tuoi occhi ma non vi avevi fatto caso finché non ti sei seduto a leggere queste pagine. Con Anne Lamott ti sei fermato e, quando hai sollevato lo sguardo dal libro, hai finalmente capito in che direzione guardare. È sempre stato lì. Non ci avevi ancora fatto caso.

Il sottotitolo “Lezioni di scrittura creativa” è ingannevole solo nella prima parte, cioè “lezioni”. Un processo di genesi creativa viene effettivamente messo in moto: ciò che verrà creato non è ancora noto, ma è certo che qualcosa di nuovo sarà dato alla luce, indipendentemente se poi troverà la sua manifestazione in una forma scritta.

L’unica vera regola che l’autrice ripete a chi non riesce a fare a meno di scrivere e (de)scriversi è: sforzarsi ogni giorno di buttare giù sul foglio un po’ di sé sotto forma di caratteri, in modo sistematico, come uno sportivo che allena il proprio corpo per prepararlo a dare il meglio, a superare i limiti fino a quel giorno conosciuti. Sacrosanto allenamento. Condivido e sotto-e-sopra-tutto-scrivo.

Mens sana in corpore sano…E nelle mie condizioni, avrei dovuto allenare  il mio corpo da molto prima.

Ora capisco tutto. Ho contratto il bacillo dello “scrivere”. Devo allenarmi.

RedBavon Born to Shoot Down Bacilo

Scrivere. Lezioni di scrittura creativa

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Scrivere, Anne Lamott, De Agostini 2011

Titolo originale: Bird by Bird. Some Instructions on Writing and Life

Autrice: Anne Lamott

Traduttore: C. Silipigni

Editore: De Agostini

Anno edizione: 2011

Pagine: 240 p. , Rilegato

EAN: 9788841867198

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22 pensieri su “Scrivere, un libro di Anne Lamott

    1. Insegnare a scrivere non credo e sopratutto non da un paio di libri. Piuttosto imparare qualche trucco e arnese del “mestiere” da chi è uno scrittore affermato credo di sì. Questo libro, proprio perché è un racconto della vita dell’autrice, ti dà delle indicazioni valide,seppure da calare nel tuo di contesto. Ti indica delle possibili vie per migliorare. Non è un capolavoro imprescindibile della letteratura, ma è un’occasione per confrontare la propria esperienza e approccio alla scrittura con qualcuno più bravo ed esperto.

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        1. Lo stile puoi raffinarlo, limarlo, modificarlo con la tecnica. Sicuramente è un quid di “innato”, la tecnica riesce a fartelo esprimere al meglio ed evolvere. Negli anni si cambia e il tuo stile con te, rimane comunque uno “zoccolo duro” che è la Fonte della Giovinezza della propria Scrittura.
          La copia in sé è un male dilagante con l’avvento del web. Google penalizza i testi ripetuti e premia quelli originali. Tuttavia, utilizzata come esercizio può essere utile: da copia diventa ispirazione e nasce qualcosa di nuovo, anche se non è detto che sia meglio dell’originale…Al liceo i compiti in classe di latino e greco, avevano una forbice di voti dal 4 al 7 anche se la fonte era la stessa 😉

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  1. Sono sempre più perplesso dall’attitudine tutta italiana di storpiare i titoli inglesi (o stranieri). Potrebbe essere un acquisto futuro, lo ammetto. Sono sempre curioso sul processo di scrittura, conscio, come dici te, che insegnare a scrivere è quasi impossibile. Quello che si può, invece, è dare un’indicazione, un suggerimento o, come descrivi nel testo, raccontare la propria visione della scrittura, quello che l’ha portata a fare una cosa o l’altra, e incominciare una propria storia.

    Lo scrittore è un mestiere solitario.

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    1. Concordo che è roba da “solitari” ma poi ti scontri con il fatto che non puoi isolarti. Vivi in un contesto familiare, sociale…che tu lo accetti o no, è una condizione naturale.
      Questo libro – se ci si sforza di entrare in sintonia con l’autrice – esplora questo aspetto e, nel mezzo, elargisce dei “suggerimenti” derivati dall’esperienza personale dell’autrice. Il lavoro del lettore è di calarlo nel suo contesto: quindi, dopo che hai finito il libro, inizia la vera “lettura”. Molti lo hanno criticato perché si aspettavano un decalogo…Errore grosso in tutti i casi.

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      1. Certo che ti scontri con la socialità ma, per definizione, lo scrittore è un solitario che prende e si immerge in un mondo che ha creato nella sua testa, con personaggi che ha fatto crescere etc etc. La definizione assoluta di solitario.
        Se lo trovo in libreria gli do uno sguardo… almeno mi rendo conto di cosa, e come, ha scritto.

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    1. OnPaoloBello! Io infogno questo spazio con le mie parole contorte, provando a riversarvi una mia visione, tutta opinabile, anzi ben vengano le visioni altrui. Il bello è proprio questo, anche perché se queste parole continuassi a dirle a me stesso, mi servirebbe un abbonamento di sedute di psicoanalisi. E pure da uno bravo!
      Bentornato, non mi stancherò mai di dirti quanto mi manchi. Ma la vita è un’altra e non è fatta solo di parole su uno schermo.

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                1. Allora il rosicamento è comune 😉 ieri sul web fioccavano recensione spettacolari su Zelda. Mi sono guardato bene da leggerle e pure ho evitato le rece sulla console. Chi fa poi l’unboxing ora sia dannato per l’eternità.
                  Si fa una recensione a quattro mani tra un paio di settimane?

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