Lettera al figlio: lagne, magagne e rogne di un papà ministro.

Lupin

Ca(i)ro…

Sì, date le attuali circostanze, a Il Cairo me ne fuggirei e, a giudicare dall’ andazzo, l’unica cosa che potrei fare è occuparmi come mummia a ore (con sovrapprezzo in quelle notturne), ma bando alle ciance…

Caro figliolo, avevo promesso di farmi risentire e come tutte le disgrazie (la tecnologia permette ormai di colpire a distanza) eccomi (poco)puntuale all’ appuntamento, funesto che sia..Ammappa che allegria ‘sta letterina…Piena di devozione, oserei. Ma non oso. Sei stato molto gentile a proporti come supporto morale in queste ore in cui s’invocano da più parti le mie “dimissioni”, ma gentilezza per gentilezza ti dico che ‘sta settimana non ero d’ umore e l’ ispirazione di scrivere mi fugge appena tira vento o butta nuvolo. E qui si prepara un lungo periodo di acqua(zzoni) ovvero quello che potrò permettermi di offrirti al bar…vabbè una gazzosa e non crepi la generosità.

Se i miei pidocchi non hanno ancora la pressione bassa come quelli del ministro dell’Istruzione – espressione che indica quanto il soggettazzo sia tirchio tanto da non elargire neanche il sangue a quelle povere bestie, figuriamoci alla scuola! – ça va sans dire che è d’obbligo una bevutina alla mia salutazza a mie spese e, viste le cose come stanno, una bella bevutina augurale e dimentica-guaí. Anneghiamo nell’ alcol i dispiaceri, lagne, magagne e eeetc..ciù (solo il raffreddore mi mancava), che tutta questa incresciosa situazione genera: dimissioni sì? Dimissioni no?

Per adesso no – forse domani – l’occasione non si è ancora presentata…e uno se lo sente dentro quando deve fare certe cose. Ancora non me la sono sentita.
 Ho immaginato il dopo, il futuro : in studio mezza giornata e l’altra mezza giornata, lavoro. Qualcuno a casa deve portare a casa i $$$oldi…eppoi la mamma dice che non mi sacrifico per 
lei, spendo tutto per te e quel che mi resta metto da parte per l’idea definitiva: ci stabiliamo definitivamente a Roma e andiamo ad abitare …che ne dici
 della zona Colosseo, un bel palazzo con vista sull’Anfiteatro Flavio? Mi hanno proposto un appartamento bellissimo, pensa di proprietà di un altro ex-ministro , a pochissimi soldi, ma pochi davvero . Invero, la cifra è talmente ridicola che all’inizio mi ero insospettito, ma l’indecisione è durata un nano-secondo. Chi si permetterebbe di fregare uno come me, io che frego tutti i giorni l’intera Nazione, un ministro! La spiegazione è che il mercato immobiliare ha fatto il botto: prima la povera gente forse si poteva comprare una casa caricandosi un mutuo sulle spalle anche dei nipoti, ma oggi manco chi ha una casa di proprietà riesce a vendere a cifre decenti…Vabbè ma noi che me ne cale, di queste cose ne parlo solo quando mi invitano alle tribune politiche, mi riempio la bocca di parole ai talk-show e in quella poltiglia di scarti di riciclo delle trasmissioni della domenica e dei pomeriggi. Ma tu che ne sai, caro figliolo? Non devono interessarti e poi…abbiamo la TV a pagamento.

Sai, io lavorerei con piacere, ma qui al ministero si sta da Dio. Pertanto, sgobba e ritieniti fortunato, anche se, come tutte le nuove generazioni, ti tocca sgobbare pure di più. Per questo, mi raccomando, accetta quel lavoro presso quell’amico di quel nostro caro amico di famiglia, pure se ora non è pagato granché. Quella genialata del “nuovo contratto a tutele crescenti” non è adatto a uno come te. Va bene per tutti gli altri, che pure ci credono.

Vabbè, non voglio esagerare, tuttosommato sono un’ottimista, voglio rassicurarti che, nonostante tutto, le mie certezze non sono
 scomparse per lasciare posto al vuoto baratro del chissàchefinefarò…Alla mia età, la cosa non è bella nè mi garba fare la fine di esodati, cassa-integrati, disoccupati a cinquant’anni. Ecco, l’umore mi si è guastato, questo sì!

Scusa se mi sfogo, ma tu mi avevi chiesto notizie e io non voglio mai disattendere le tue aspettative e voglio ricambiare la gentilezza di esserti preoccupato per me. Stai sereno e a breve tutto ritornerà uguale a prima di tutta questa fanfara di vecchi tromboni impagliati nelle sedie del Parlamento, involgarita dalla “pancia” del popolo, qualunquista per nostra definizione…Questo è uno dei nostri più grandi capolavori: se il popolo dice qualcosa, fai dire ai giornalisti e ai media che “è qualunquista”. Tutti vogliono sentirisi importanti, non vogliono essere omologati, anche se lo sanno benissimo che non valgono un cazzo! Appiccicagli l’etichetta del “qualunquista” e li smonti, li sgonfi. Tranquillo, questo è solo un contrattempo, non cambierà nulla per me e la nostra famiglia…A meno di improbabili quanto grossolani errori.

Dal momento che l’umore non me lo permette e la lettera rischia di essere pedante, vado a terminare.

Tuo-viva la fica (bentornato ottimismo) papà e ministro.

“…A meno di improbabili quanto grossolani errori”.

L'unico errore...

L’unico errore…

Onda sonora consigliata: Fallen (Image Dragons)

Run for cover, my sense of fear is running thin
Undercover, just like a candle in the wind

Tell everybody, tell everybody
Brothers, sisters, the ending is coming

Oh, we are fallen, we are fallen
Oh, we are fallen, we are fallen
Now we’re just gonna ride it out

[…]

To be continued…

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