Cartelli paradossi #2: Braccio di Ferro fa il metronotte ed è innamorato

Come un girasole, giro intorno a te che sei il mio sole, anche di notte. Popeye

Amo la “Street Art” e i graffitari incarnano nella vita reale lo spirito primigenio della Rete, all’insegna della libertà di espressione e condivisione,  una condivisione reale e non cliccando un tasto “share” e poi liberare frustrazione e ira, senza uno straccio di ricerca delle fonti.

Perciò un cartello o una scritta su un muro attira la mia (dis)attenzione ab blog condito: è successo proprio nel post d’inaugurazione di questa raccolta di mie frattaglie assortite comunemente nota come bl(eah)og, “Il mutuo dell’amore”, e di recente con Cartelli paradossi #1

Quando ci si autocita, non si è “alla frutta”, ma “all’amaro”…ma non il Lucano, quello del Capo, lo Jegermaister o come diavolo si scrive, quello del veterinario fico e bravo (questi non mi hanno pagato la “mazzetta” per la pubblicità …), bensì la scolatura di un amaro di quart’ordine.

Non è elegante, d’accordo, m’è sfuggito un po’ di autocompiacimento tra il solito zig-zag di pensieri.

Ritorna una scritta su un muro. Ritorna un genio del paradosso. Ritorna un innamorato.

Come un girasole, giro intorno a te che sei il mio sole, anche di notte. <firmato>Popeye

Nel quartiere romano del Collatino, su una delle strade alternative per l’ufficio, di fronte a un semaforo è affisso questo manifesto su un muro, in verità una recinzione dei lavori della Metro “C”. Erano giorni che il rosso del semaforo me ne faceva fissare le parole e ripeterle dentro di me fino al sopraggiungere del verde. Un po’ come una degustazione di un buon vino, lo sorbivo – inconsapevolmente – un po’ alla volta.

Oggi, fermo a quel maledetto rosso (mi ha rovinato il record sul giro casa->ufficio->casa…), ho notato che la carta stava cedendo agli agenti atmosferici o a qualche invidioso o a qualche gelosa. La scritta iniziava a perdere di leggibilità, qualche carattere spariva, prestopresto, subito una foto con il telefono! … …una foto con il telefono?! E lo fanno, lo fanno…Miracoli della tecnologia.

La foto è quella che è. Non vincerò il premio di “Fotografo dell’Anno”, ma almeno immortala appena in tempo ciò che rimane della scritta per poterla mostrare ancora alquanto intellegibile.

Come un girasole, giro intorno a te che sei il mio sole, anche di notte. <firmato>Popeye

Mio caro Braccio di Ferro (scusa Popeye, ma l’italiano mi mette meno in soggezione…), l’immagine del girasole che segue il sole è di sicuro effetto.  Ottima scelta! Un fiore alto, di portamento fiero, svetta su tutte le pratoline, dal colore caldo, il giallo lo stacca decisamente dal fondo blu del cielo e dal verde del l’erba, ma senza stonare. Infonde sicurezza e dolcezza insieme. Bella immagine, non c’è che dire.

Ripeto la frase tra me e me a ognisssanto semaforo rosso di quell’incrocio tra il Collatino e Cinecittà: ti immagino girare intorno al palazzo della tua splendida morosa (il sole), passando e ripassando sotto la sua finestra, anche di notte.

Ora voglio dirtelo con il cuore sanguinante in mano:

esclusa l’ipotesi che tu faccia il metronotte e quindi per lavoro tu debba girare intorno al palazzo della tipa, optando più ragionevolmente che “il sole, anche di notte” sia un’audace iperbole per rappresentare la bellezza della ragazza, chedddiamine stai facendo ancora lì sotto?!?! Corri CORRI! Corri subito a bussare al citofono, raccogli una pietra – ne hai in abbondanza grazie ai lavori della Metro “C” – e lanciala alla finestra della ragazza (mira alla persiana chiusa…), corriCORRICORRI a chiamarla.

Falla scendere. Dille quanto le vuoi bene e quanto la desideri. Non aspettare. Il cartello che hai messo sul muro  per ricordarglielo ogni sera quando va a dormire, tra poco, non ci sarà più.

Sei ancora qui?!?

Onda sonora consigliata: Fenesta Vascia (canzone popolare napoletana – Massimo Ranieri e Giorgia)

Testo e traduzione di Fenesta Vascia

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39 responses to “Cartelli paradossi #2: Braccio di Ferro fa il metronotte ed è innamorato

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