La Fine del Mondo

the-end-thats-all-folks

Di mistiche farneticazioni e “La Fine del Mondo” secondo lamelasbacata e RedBavon. E con questo mi sa che ci siamo giocati il Paradiso.

Sostengo sempre che i commenti sono la linfa vitale di un blog. Da uno scambio con Mela è partita una scheggia mistica, complice anche la mia terza birra e in queste sigarette “che diamnine di tabacco ci hanno messo?”

La Fine del Mondo secondo lamelasbacata, che cita un passo di “Io Speravo che me la cavo” di Marcello D’Orta

“Io, la parabola che preferisco è la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo. Dio separerà le capre dai pastori, una a destra e una a sinistra. Al centro quelli che andranno in purgatorio, saranno più di mille migliardi! Più dei cinesi! E Dio avrà tre porte: una grandissima, che è l’inferno; una media, che è il purgatorio; e una strettissima, che è il paradiso. Poi Dio dirà: “Fate silenzio tutti quanti!”. E poi li dividerà. A uno qua e a un altro là. Qualcuno che vuole fare il furbo vuole mettersi di qua, ma Dio lo vede e gli dice: “Uè, addò vai!”. Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Corzano si farà in mille pezzi, i buoni rideranno e i cattivi piangeranno. Quelli del purgatorio un po’ ridono e un po’ piangono, i bambini del limbo diventeranno farfalle. Io, speriamo che me la cavo. “

 

La Fine del Mondo secondo RedBavon

(questa è un pò più lunghetta, scritto all’impronta…avvisati eh)

Ebbene, io ho una teoria sulla Fine del Mondo.
Solo Paradiso. Niente Inferno, niente Purgatorio, niente Limbo. Quei bimbi sono già in Paradiso. Ed è una cosa logica.

Il Signore è buono, si sa, voglio dire se fosse un minimo permaloso, avrebbe già sterminato la vita su questo pianeta con un diluvio o una meteora, robe così che già sono accadute. Lo dice Kazzenger!

Corzano si salverà perché è in Padania. E la Padania non esiste su questo pianeta, perché se esistesse, allora La Terra di Mezzo esiste e voglio subito trasferirmi lì, baVacca e burattini.

Quando ci sarà il Grande Appello, finalmente potrò stringere la mano a quei due miti che, al primo anno di Università, non si sono mai presentati a nessuno degli appelli, cioè Vacca Carlo e Pozzi Moana. Ci sarà un gran casino e i cherubini avranno un bel da fare per dirigere il traffico, faranno i vigili urbani, la divisa bianca ce l’hanno già.

Si formerà una lunga fila, ci sarà da aspettare il proprio turno, ma dopo le code sulla Salerno-Reggio Calabria sotto la calura estiva e dopo che hai aspettato per un’eternità sotto-terra in un monolocale umido, che manco c’era posto per un comodino, sgranchirsi le gambe non potrà che fare bene alla circolazione e anche per scambiare quattro chiacchiere con i vicini di fila dopo essere stati in silenzio per così tanto tempo. Quando penso a quando starò sotto il classico metro di terra, la cosa che non digerisco è che – logorroico come sono – non riesco a immaginare di starmi zitto per così a lungo…Diamine, questa cosa mi ucciderà!

A uno a uno sfileremo davanti alla porta del Paradiso. Un po’ come si fa alle Poste il sabato mattina, ma con più ordine e senza essere sballottati da uno sportello all’altro solo perché hai sbagliato a prendere il bigliettino dell’ “elimina-code”. A chi si è inventato questo “nome” dovrebbero dare il premio Nobel e pure il Pulitzer, così a caxxo. Tale è la caxxata che si è inventato e ci ha propinato.

Alla porta, ci accoglierà il Buon Signore, sorridente e felice come quando aspetti una persona cara che non vedevi da tantissimo tempo e ti viene a trovare a casa. C’è San Pietro che ha le chiavi della porta, San Pietro sa tutto del condominio e dei condomini: un valido aiuto per smistare tutta quella ggggente e non creare i tipici problemi di “overbooking”.

Poi ci stanno Gesù – perché in Paradiso finalmente i giovani hanno le loro opportunità di fare una buona e giusta carriera – e la Madonna, perché se il pianeta non è andato a ramengo prima del Grande Appello è solo perché esistono le donne.

Accorreranno anche i Santi, stanno tutti assiepati oltre l’uscio in fremente attesa, un po’ come la schiera degli animatori in un villaggio turistico attende i villeggianti dopo la registrazione. Non vedono l’ora di ringraziare quei devoti che hanno speso un capitale in cannele, cannelotte e lumini, accompagnati da richieste e preghiere che spesso li hanno fatti sbellicare dalle risate. No, non offrono il caffè.

La mia teoria è che tutti varcheremo la soglia del Paradiso. Basta avere un amico, un parente, un caro che entri. Ne basta uno, uno solo.

Vale il motto dei Tre Moschettieri: “uno per tutti e tutti per uno”.

Ecco come.

Mi presento al buon Signore. Non ho rubato, non ho ammazzato nessuno – le zanzare non contano – e ho sul groppone qualche peccato minore, roba che va via con il Dixan o un qualsiasi smacchiatore di fabbricazione cinese (oddio speriamo che l’Appello sia in ordine alfabetico così io sono “B” e vengo prima della smiliardata dei cinesi). 

Sono a un passo dal Paradiso: il Signore mi muove il dito in segno di paternale rimbrotto così da farmela fare comunque addosso (Dio ha ironia e auto-ironia da vendere) e poi mi accoglie con un largo sorriso, mi chiama per nome e mi fa cenno di entrare. La mia anima si solleva in alto, in alto, fino al soffitto, mi sembra di volare, quando San Pietro mi fa: “Uhè guagliò – in Paradiso parlano tutte le lingue – che bbuò fà? Bbuò trasì a via ‘e dint’? Ccà tenimme che ffà!”. Incontro lo sguardo amorevole di Maria e quello complice di Gesù…Sto quasi per chiedergli di andare insieme a giocare a pallone.

Mi blocco proprio sull’uscio e mi rivolgo al buon Signore: “Signore, so che è impegnato, ma avrei una richiesta importante da fare. Questione di vita o di mort…è importante, insomma”. Il Signore è buono e con santa pazienza anuisce e mi fa: “Dimmi, Claudio”.

“Buon Signore, vede io sono felicissimo di entrare in Paradiso, è una vita che volevo venirci! Però, ho sempre creduto che il Paradiso è il luogo dove sarò felice al massimo e per sempre”

Il Signore: “Certo, è così!”

“Buon Signore, io però non sarei felice qui e da nessuna parte se con me non ci fosse mia moglie, i miei figli, mia mamma, mio papà, mio fratello, mia sorell(i)na, il mio cane, il gatto di mammà, i miei amici…”

Il Signore mi squadra come per dirmi “Guagliò, ma tieni voglia ‘e pazzià?!”. Poi si rivolge a San Pietro, chiama al conciliabolo volante Gesù e Maria. Attimi di consultazione che sembrano ancora più interminabili dei momenti in cui aspettavo mia moglie uscire dalla sala parto.

Poi si rivolge ancora, sempre sorridente (un sorriso che ti entra dentro e già ti riempie di gioia tripudiante):”Ma dimmi, così anche con il terzo occhio, direi che la lista non è finita…”

Il buon Signore non lo puoi fregare, Lui sa tutto: pensieri, opere, insoluti e omissioni.

Timidamente e con tutta la buona educazione che mammà e papà mi hanno insegnato, faccio presente: “Sì, in effetti ci sarebbe pure mia moglie che non sarebbe felice se non ci fossero la mamma, il papà, il fratello, che poi è pure mio cognato, quindi starebbe pure nella mia lista di prima, i 6 cani dei genitori e…”

Il buon Signore mi fa cenno con la mano di fermarmi.

“Claudio, ho capito. E così ognuno della tua lista non sarebbe felice se non avesse tutti i suoi cari in Paradiso. E ognuno delle liste di questi ultimi avrebbe altre liste di cari da ammettere al Paradiso altrimenti che felicità sarebbe. Mmmh…Hai ragione, figliolo – a questa parola il cuore pare volere uscire dal torace – basta una persona buona tra i tuoi cari per aprire le porte del Paradiso

“Sì, mio buon Signore, ne basta una e tu sai se è stata veramente buona”

In fondo alla fila del Grande Appello, sembra succedere un parapiglia e si sentono in distanza come urla di uno che sbraita, come un dannato, come un automobilista incaxxato, come un ultrà la cui squadra ha perso all’ultimo minuto del recupero del secondo tempo supplementare. Qualcuno stanco di aspettare? No è il Gran Satanasso che reclama: così gli si svuota l’Inferno, aveva acceso un mutuo importante con una cordata di certi banchieri e chiesto prestiti a gente nella finanza speculativa e imprenditori nella cementificazione per ampliare la sua struttura recettiva e ora si ritrova come ospiti solo quegli stessi banchieri, finanzieri,  loschi imprenditori, che lo tengono, per giunta, per le corna…

Il Signore fa un cenno ai cherubini e l’ammuina in fondo cessa subito. Al Grande Appello non è come alla stazione, con il microfono che gracchia e rischi di perdere il treno. Al Grande Appello, quando il megafono chiama il tuo nome, devi presentarti subito perché se perdi anche un attimo, perdi un attimo di immensa felicità.

Basta una persona buona tra i tuoi cari per aprire le porte del Paradiso.

Onda sonora consigliata: Until The End Of The World di U2

PS per Mela: questo si chiama essere sboroni😉

 

Informazioni su redbavon

https://redbavon.wordpress.com/about/ Vedi tutti gli articoli di redbavon

41 responses to “La Fine del Mondo

  • lamelasbacata

    (Narcì glielo dici tu che la citazione non è mia ed è meglio se cita la fonte (dal libro Io speriamo che me la cavo).
    Sborone com’è capace che lo citano per plagio.
    Io vado ma tu non dirgli che sono passata)

    Liked by 1 persona

    • redbavon

      Ahem, non ho letto il libro.Mi hai tirato un tranello-quiz. Il virgolettato esiste per quello. Ora cito il dovuto. Pardon.
      ‘Notte Mela

      Mi piace

      • lamelasbacata


        Narcì dici che scopre che mi sono nascosta qui dietro? Sì, te lo do l’ovetto ma adesso zitto che mi scopre e tengo paura!
        Perché?
        Ieri ha minacciato di mettermi nell’umido e mi sono spaventata tanto che mi si è ammaccata la buccia.
        Come dove? Qui, proprio qui, vedi?
        Ah quello è un neo di bellezza? Sei proprio un tesoro tu, tieni, ti piace la fiesta? Ecco, assaggia😉
        Ti voglio raccontare come vedo io la fine del mondo perché quel capoccione non ha capito che citavo un libro e c’era pure scritto nell’ultima frase.
        Io non ci credo mica tanto a questa storia del paradiso e dell’Inferno, dei buoni e dei cattivi. Penso che alla fine di noi non rimarrà che una scia di energia, come la luce di tante lucciole. Qualcuno avrà una luce forte, quasi accecante, capace di illuminare tutto ciò che lo circonda. Qualcun altro avrà una luce più fioca, come quella delle candele, ma calda e accogliente. Altri invece resteranno al buio e tutto sarà triste intorno a loro e non crescerà neppure l’erba.
        Io vorrei disperdermi nella luce del giorno che nasce, però anche nell’ultimo raggio che va a baciare la punta del naso delle onde sarebbe molto bello o ancora sai dove? Nei raggi che penetrano attraverso le vetrate di una biblioteca, con i granelli di polvere che intrecciano sentieri di luce e parole in mezzo all’odore della carta. Ecco sì, se la fine del mio essere al mondo fosse accarezzando la costa di un libro, forse sarebbe davvero il paradiso.
        Shhh, ora zitto che ci scopre!

        Liked by 2 people

      • redbavon

        Uhè Narcì che è quella faccia con un punto interrogativo che si vede dalla Tangenziale?!? Mi sembri spaventato…Che è successo?
        Non sei spaventato, ah meglio così…preoccupato, sì! Mmmh…E come mai? Che è tutta sta circopezione, continui a guardarti indietro, che hai le spie del Mossad alle calcagna?!…Che hai combinato? Jà, sputa il rospo…E’ un modo di dire, Narcì!
        [Narciso rompe gli indugi e inizia, gesticolando ampiamente, è visibilmente agitato, non l’ho mai visto così, nemmeno quando mi ha accusato di avergli rubato la sorpresa dell’ovetto “Uno-su-milione-è-un-super-eroe”. Chiaramente l’aveva nascosta talmente bene che si era dimenticato dove l’aveva infilata. La storia che mi racconta potrebbe finire dentro alla sceneggiatura di un nuovo episodio degli X-Files]
        Allora, Narciso, calmati…Ora calmati. Te lo ripeto così vedo se ho capito bene perché non sono “capoccione” come dice Mela, ma solamente “ignorante”. Però, le cose – se me le spiegano – le capisco, pure io.
        Dici che ti ha chiamato in disparte Zia Mela e ha iniziato a parlare sotto voce…così sotto voce che ti hai pensato di dovere correre ai Pellegrini per una visita audiometrica. Te lo consiglio, comunque, ci sono stato ed è fighissimo: ti mettono su una sedia girevole, ti mettono in una cabina insonorizzata e tu devi fargli il cenno con la mano che “Ho capito!”…Sembra di stare tra i pazzi ma senza che ti guardano male…
        Ok Narcì, sì scusa lo sai che mi prende lo scilinguagnolo…Quindi tu dici che hanno hackerato Zia Mela? Ti ha raccontato dell’Al di Là, che non è tanto Là, ma Qua: sta in biblioteca. Beh, però zia Mela ha una bella idea di come potrebbe essere..Tra cent’anni, si intende e…[fatti i gesti di scongiuro di rito]…poi è un’immagine molto poetica. Zia Mela (de)scrive bene, pure a quattro mani…OH! Mica è come me ignorante che leggo quattro libri in croce e di gente morta da tantissimo tempo o vecchiarelli che hanno fatto la guerra…
        Insisti che sei certo al 100% che gli hanno hackerato l’account?!? boh, può esse…Ma quale è il motivo?
        [il nanerottolo mi rivolge uno sguardo impietoso; data la sua statura diversamente alta, dovrebbe squadrarmi dal basso verso l’alto e, invece, sembra diventare un gigante e mi sono sentito guardato dall’alto verso il basso, come un uomo guarda una blatta, ne compatisce la sua infima esistenza l’attimo prima di schiacciarla con non-chalance.
        Infine proferisce le seguenti cinque parole con il tono pacato e fermo di chi sa di avere la Verità]

        “mi ha offerto una F-i-e-s-ta…”
        … …

        Ommadonnellabella! Hai ragione, mi era sfuggito questo dettaglio…Una Fiesta? Argh! Quella specie di spugnetta Stanhome ricoperta di finto cioccolato e ripiena di…Bleah! Una Fiesta…Questo Mondo non ha speranza. Non c’è più posto per noi, qui. Andiamo via, andiamo nella Terra di Mezzo…
        [mi incammino verso la Terra di Mezzo, ma Narciso mi fa un fischio “alla pecorara”, mi giro e lo vede, immobile, che batte solo un piedino a terra…Alza il braccio indica la direzione opposta e mi fa:
        “E di là la Terra di Mezzo, stavi prendendo la strada per la Padania…”
        Uggesù! Narcì quanto ti voglio bene, se non ci fossi tu!…
        … …

        Sì, sì, Narcì nella Terra di Mezzo li vendono gli Ovetti Kinder…Sì e hanno pure delle sorprese fighissime, tipo erba-pipa, pietre che ci vedi la televisione, Anelli…
        … …

        No, ti assicuro – te lo giuro ‘n coppa o’bbbene ‘e mammà – non le vendono le Fiesta.

        PS: mi rimane un dubbio. Ma alla fine La mia Fine del Mondo sarà piaciuta a Mela? Mah…E che sono un po’ capoccione

        PPS: “Io speriamo che me la cavo” mi sono rifiutato di leggerlo. L’autore forse non l’ha previsto, ma l’operazione commerciale che ne è seguita e culminata con il film con un Paolo Villaggio irriconoscibilmente fuori ruolo e decisamente fuori posto, è il solito trito e ritrito cliché del Sud: pizza, mandolino e putipù…E niente più. Speriamo che i bambini protagonisti di quel libro, nella vita reale se la siano davvero cavata…E non solo in Italiano.

        Liked by 1 persona

      • lamelasbacata

        non volevo offendere, a volte sono solo insopportabilmente goffa e capocciona

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Allora siamo in due capoccioni!🙂
        Tesò, non mi sono offeso. Quando qualcuno ci prova, si becca la damnatio memoriae e il mio silenzio (forse è un premio per alcuni).
        Non trovi che questo commento non sia piuttosto lungo, anche per la mia media?

        Liked by 1 persona

  • clipax

    Speriamo che ce la caviamo. Esisteranno quindi le raccomandazioni pure in Paradiso?

    Liked by 1 persona

    • redbavon

      Certo che sì! Ma puoi raccomandarti solo al buon Signore e Lui non ammette favoritismi. Dopo che è passata ‘a livella (come nella bella poesia di Totò) saremo finalmente tutti uguali.

      Liked by 1 persona

      • redbavon

        È una poesia davvero bellissima, senza fronzoli, diretta…Dovrebbero insegnarla a scuola fin da piccoli

        Mi piace

      • clipax

        Il napoletano lo capisco all’85%.

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Sei a buon punto, io pure sto a quel livello. E’ una lingua complicata, piena di sfumature ed è molto antica.Il mio riferimento era il mio caro papà, vissuto nel cuore di Napoli (al Rettifilo): mi ha fatto leggere ‘A Livella, iniziato alle commedie di Eduardo, me ne regalò un lbro e le guardavamo sempre insieme in TV quando le davano sulla RAI. Quando m’imbattevo in qualche parola sconosciuta o espressione difficile da comprendere, chiedevo a lui: le sapeva t-u-t-t-e.
        Il napoletano è molto più facile da ascoltare che da leggere. Come le lingue straniere, le parole si scrivono in un modo e si pronunciano in un altro. Ma poi dà grandi soddisfazioni perchè ha radici profonde.

        Liked by 1 persona

      • clipax

        Ah no allora se tu sei a quel livello io sono molto sotto, mi sono sopravvalutato. Lo capisco come un amatore ecco. Ci sono delle espressioni eccezionali in quella lingua.

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Ne è colma. Potrei iniziare e non finire più. Comuqnue un buon inizio per capirne anche la “storia”, le radici, la “filosofia”, è “Ricomincio da Tre” di Massimo Troisi. Un capolavoro, sebbene di un Troisi ancora acerbo, che troverà compimento in “Non ci resta che piangere” e “Il Postino”, due film diversissimi, chiaramente, che ne sottolineano la “completezza” dell’autore prematuramente scomparso.
        Purtroppo, “Ricomincio da Tre” è funestato da un’accoglienza da parte del pubblico con la frase ricorrente “Non lo capisco”. In effetti, è il film raccontato più “in napoletano” di Troisi.

        Liked by 1 persona

      • clipax

        C’è molta filosofia in queste filastrocche.

        Mi piace

      • redbavon

        Filastrocche? Oddio se alludi a “A’ Livella” mi sembra riduttivo…Oppure ho io un concetto errato di “filastrocca”

        Liked by 1 persona

      • clipax

        Le filastrocche sono una cosa seria, ma comunque non era quello un termine per sminuire l’Arte partenopea. Anzi.

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Infatti, avevo il dubbio che stessimo usando la stessa parola con un significato diverso. Cli, sono pronto a conoscere tutto, ma proprio tutto sulle filastrocche. Spara qui – sai quanto sono curioso – o prepara un bel post apposito (senti che bel suono queste due parole vicine…)

        Liked by 1 persona

      • clipax

        Potrei farlo sì, ma un giorno ti mostrerò qualcosa in merito. Per anticiparti qualcosa, il mio avatar è il protagonista di una filastrocca, si chiama Humpty Dumpty, e Lewis Carroll lo ha utilizzato molto in diverse opere. Sono parte della letteratura popolare queste “nursery rhymes”. Ho visto che hai citato Alice in qualche tuo post.🙂

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Ah certo hai ragione, conosco le “nursery rhymes”, ma non avevo collegato. Ero fermo al senso riduttivo comunemente accetto nella nostra lingua. Un pò come succede con le favole (=robe per bambini) e “fable” e, ancora più “faery” in lingua di Albione.
        Ebbene si,maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta!😉

        Mi piace

  • Pupazzovi

    Che bel racconto….
    Sai che anchevio la penso così?
    Davvero quando arriverà il momento dei momenti saremo accolti con l’ironia e la serenità usata nel racconto.
    Bello !!!
    Un saluto

    Liked by 1 persona

  • intempestivoviandante

    Sempre pensato che se c’è un Dio, non può non avere senso dell’umorismo. Siete fantastici. Potrebbe mai non piacermi un paradiso così?🙂

    Liked by 2 people

  • tiZ

    Cla’ sei il solito!! Te miett’ a’ ffa a caciara oto/logorroica pure lissù? E che mica stiamo al mercato? Mica vale, secondo me, il baratto con le conchiglie davanti all’altissimO? Che poi raccontata così sai che mi pare? Alla dipartita del nostro amico Cla’ tutti i venti si alzeranno, la terra tremerá, le onde del mare si eleveranno verso il cielo e il fuoco dei vulcani arderá ogni cosa. E sarà la fine del mondo, e tutti esploderemo in milioni di particelle, e saremo stelle, e nel buio ci cercheremo per costituire nuove costellazioni… e nell’attesa di rinascere materia altrove speriamo solo che qualcuno lasci la musica accesa ….. 😉
    Ps: avvisami prima però, eh !!

    Liked by 1 persona

    • redbavon

      Vabbuò, aggio capito: non vi è piaciuto. Ci sta. Mi sono beccato del capoccione, mmò pure logorroico da tiZ. E’ proprio ora di andare in ferie. Però, tiZ non è che la tua ipotesi sia meno appariscente della mia…Praticamente ‘a Festa ‘e Piererotta(*) all’enesima potenza!

      (*) la Festa di Piedigrotta è famosa per i grandi fuochi d’artificio…e non solo: https://it.wikipedia.org/wiki/Festa_di_Piedigrotta

      Liked by 1 persona

      • tiZ

        Ahhaha no, no. Io ho ribadito ciò che hai scritto tu, bello mio. Mo non fa che mandi pure i santi all’inferno😉
        Diciamo che tu la fai col bottO, meglio di un deludente trik trak, no?
        We e non ti azzardare ad andare in ferie senza passare dalla mia storia di oggi sá (sto gesticolando con l’indice) che me lo aspetto e se no so’ mazzate e morte…… OpS!!
        HihiHi tiZiena ridenS

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Bella d’a ‘sora…E allora tene raggione Mela: sono capoccione. Tu sei, però, disattenta. Io ci sono già passato da te e apprezzatO purO.
        Non ho lasciato traccia nel bocs apposito per non insozzare con le mie logorroiche esternazioni una storia di rara sensibilità, delicatezza ed equilibrio, ma allo stesso tempo partecipazione e commozione…Mi sa che questo te lo dovevo scrivere di là, ma davvero non me la sono sentita. La tua storia racconta da sola. Il mio commento superfluo.

        Mi piace

      • tiZ

        GoMblOttOoooooo !!!!

        Grazie, hai visto che non ci voleva assaie?
        Lascia scegliere a mme quando sei superfluo, lo vedi che fai tutto tu? 😉

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Le dita sono le mie e ci faccio quello che dicono loro! (che le femministe mi perdonino, no offense!)

        Liked by 1 persona

      • tiZ

        Gne gne gne pure dispettOso 😉

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Tu lo sai a Narciso com’è…

        Mi piace

  • Tati

    UuuuMaCheMeraviglia!😀
    quasi quasi il Paradiso inizia a piacermi!

    Liked by 1 persona

    • redbavon

      Guarda ci stanno sempre i soliti disfattisti, quelli che vedono sempre il bicchiere mezzo-vuoto (ma sono incavolati perché qualcuno se l’e’ bevuto mentre erano in bagno), che proveranno a dire che non è così. Ma se La Vita è una Cosa Meravigliosa, il Paradiso deve esserlo di più.
      Niente lavori sotto-pagati, niente traffico, niente riunioni condominiali…

      Mi piace

      • Tati

        “..perché qualcuno se l’e’ bevuto mentre erano in bagno”… con questa, mi inchino e parte un applauso da spettacolo del CirqueDuSoleil e tutta la banda che arriva e fa caciara intorno a te!!!😀
        In effetti è così facile, logico non può che essere diverso… e lì avremo tutto quello che più ci piace… cheincanto!

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Grazie, mi inchino alla giapponese con un’inclinazione al massimo grado di referenza per tale spumeggiante commento…Anche se – ora che sono in-chinato – temo il Colpo della Strega… ….Amooooore! Amo’! Amooooreeee [richiamo alla moglie con tono da non turbare i due nani di 5 anni]…Vieni qui un attimo…

        Mi piace

      • Tati

        ahahah!… ( ecco che arriva LEI a salvare la situazione : “quante volte t’ho detto di piegare le ginocchia?… quante volte?”… e con fare amorevole ristabilisce la retta via..)
        devi imparare a fare gli inchini accennati degli attori di teatro impostati, con una mano sulla pancia e l’altro a tenere la schiena – che non è un gesto fine, in realtà lo fanno per tenere a bada l’inclinazione ed evitare la rottura
        😉

        Liked by 1 persona

      • redbavon

        Ahahah!🙂 Ci ho provato una volta! Ero tanto giovane, 12 anni o giù di lì. Il Saggio di Pianoforte più disastroso della Storia di quell’Auditorium! Dopo un’esecuzione del Cavaliere Selvaggio che pareva gli avessero azzoppato il cavallo, mi alzo dall’immenso Stainway & Sons a coda intera, indegnamente pestato dalle mie dita. Mi rivolgo al folto pubblico (tra cui i miei emozionati genitori e quel bastardo di mio fratello che mi disse voleva nascondersi), è buio e si intravedono solo delle silhouette di altezza variabile, ma giurerei che stessero tutti ridendo a crepapelle. L’inchino che feci mi servi’ a distogliere quello sguardo che min stava portando oltre le Montagne della Follia del buon Lovercraft!
        L’inchino, non sarà un gesto fine per i motivi che condivido, ma a volte salva la vita.
        Arigato Tati-San

        Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: