Remember Me

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Prendete Blade Runner, Strange Days, Johnny Mnemonic, Inception. Shekerate il tutto in un codice macchina che permette di interagire con la storia, i personaggi e, persino, con i loro ricordi. Il mix così ottenuto è Remember Me.

Neo-Parigi, 2084. La Memorize Corporation ha creato la tecnologia Sensen che permette di digitalizzare le memorie personali, di conservarle, di caricarle e scaricarle, ma anche manipolarle, venderle, acquistarle: sono nient’altro che una merce di scambio. Nilin, una formidabile “cacciatrice” di ricordi, si sveglia in prigione e con ogni memoria cancellata. Il viaggio di Nilin alla (ri)scoperta della sua identità è avvincente e la (vera) storia verrà alla luce solo un piccolo tassello alla volta.

Il nostro alter ego è una donna e ciò non è una cosa scontata. Almeno nei videogiochi.

Remember Me, videogioco d’esordio nel 2013 dello sviluppatore francese, Dontnod Entertainment, riceve pareri discordanti dalla critica specializzata e un’accoglienza tiepida da parte del pubblico, con un totale di vendite di circa 600.000 copie in tutto il mondo (fonte: Vgchartz). Remember Me è stata una sorpresa un po’ per tutti.

Donne nei videogiochi

Dontnod ha difficoltà nel trovare un editore perché sembra che non sia gradita la presenza di una donna come alter ego. Dopo Lara e Tomb Raider avrei detto che questo maschilismo, parecchio strisciante nel Videogioco, se non addirittura dichiarato in alcuni casi, fosse un atteggiamento relegato al passato e, invece, nel caso di Remember Me si ripresenta.

Quando i videogiocatori maschi scelgono di giocare con un personaggio femminile, lo fanno in base all’estetica delle forme femminili dell’avatar, non già per interpretare un personaggio femminile. Le donne sono molto più restie ad assumere la “forma” di un alter ego maschile poiché nella norma ritrae ciò che si aspetta un uomo: il potere, la forza, un uomo “in gonnella” in realtà.

Gli alter ego femminili, spesso, raffigurano lo stereotipo maschile di bellezza e attrazione sessuale. Per questo motivo, l’immagine in apertura di questo post è una specie di piccola provocazione: più sexy e seducente, decisamente più spogliata e formosa di quella originale.

L’immagine utilizzata da Dontnod, anche sulla copertina del videogioco, ritrae Nilin di spalle, ma girata nella direzione dell’ipotetico videogiocatore, come per dirgli:”Che ti guardi!?!

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Quest è l’artwork originale dellla copertina di Remeber Me: non è Lara Croft ma la postura la ricorda.

Piuttosto che all’icona dei Videogiochi, Lara Croft, Niln si ispira alla protagonista del franchise di Masanori Ota (in arte: Masamune Shirow), Ghost in The Shell: il Maggiore Motoko Kusanagi si ispira, infatti, a un trattato femminista del 1985, scritto da Donna Haraway, A Cyborg Manifesto.

Voulez-vous jouer avec moi ce soir?

Dontnod  non demorde e, quando trova l’editore, è Capcom, una delle più famose aziende giapponesi di videogiochi, nota però per una serializzazione estrema delle sue I.P. famose, come Resident Evil e Street Fighter, piuttosto che per una vocazione innovativa e lungimirante.

Remember Me è, nel panorama degli action-adventure in terza persona una ventata di aria fresca, particolarmente caratterizzata. Negli anno Novanta, Infogrames, Delphine Software e Ubi Soft Entertainment Software (oggi il colosso Ubisoft) rappresentava il videogioco francese, che si distingueva dal resto, cioè quello britannico, americno e giapponese. Alone in The Dark, Another World, Unreal, rappresentano ognuna delle tre software house e lasciano un segno nei Videgiochi, come i francesi sanno già fare nel Cinema.

A pochi mesi di distanza dalla pubblicazione di Remember Me, la stampa specializzata dà la notizia che Dontnod è sull’orlo della bancarotta. La storia, per fortuna dei lavoratori della software house francese e i videogiocatori, non è andata così: nel 2014 con Square Enix ha pubblicato una piccola perla quale Life is strange, un altro videogioco sul potere di modificare il Tempo e, in particolae, sull’“effetto farfalla”, ovvero la teoria che un piccolo cambiamento nelle condizioni iniziali di un sistema dinamico e non lineare produce conseguenze su scale più grandi nel lungo termine.

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Neo-Parigi ha molta atmosfera ed evoca magnificamente il cybergusto à la francaise

A fronte di una Neo-Parigi resa meravigliosamente con una coerenza estetica e musicale raramente riscontrabile in un videogioco, l’esplorazione degli scenari è piuttosto limitata. La linearità nello svolgimento dell’intreccio e una mancanza di libertà nell’esplorazione degli scenari è stata una delle principali critiche.  La giocabilità è però risollevata da un “combat system”, che trasforma la brutalità degli scontri da pestaggio meccanico di tasti a una danza di colpi da eseguire fluidamente e con ritmo.

Il “combat sustem” permette di creare le proprie combo in un apposito menu. Vi sono quattro tipologie di abilità (dette “pressen”) ognuna assegnata a un tasto del joypad e sono:

Rigenera: rigenera la salute, tasso di danno esiguo Raffredda: diminuisce tempo d’attesa di ogni S-Pressen (mosse speciali), tasso di danno esiguo
Potenza: colpi più potenti, tasso di danno ingente Catena: duplica il Pressen precedente e raddoppia il suo effetto

Il giocatore può personalizzare la combo creando delle “catene” a proprio piacimento, anche se la libertà è limitata dal fatto che alcune combinazioni sono più efficaci di altre. Le S-Pressen sono delle mosse speciali e si rendono disponibili  nel corso del gioco.

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Nelle recensioni, il “combat system” è stato avvicinato a quello implementato da Rocksteady Studios per gli episodi di Batman, ma la nostra Nilin non è un omone mascherato con mantello che mena come un fabbro. La nostra protagonista ricorda per certi versi Lara Croft alle sue prime apparizioni, come esponente femminile nel mondo dei Videogjochi spesso maschilista e con protagonisti delle aberrazioni meccaniche o dei personaggi buffi, tutto piuttosto che una donna.

Nilin è una donna e, quando c’è da picchiare, non si tira indietro, ma lo fa con stile perché ogni “pressen” è ispirato a differenti tipi di combattimento: Tai Chi, Karate, Judo, Capoeira, Taekwondo. Perciò, una volta presa confidenza con il sitema di combo, il combattimento si rivela uno degli aspetti meglio riusciti di questa esperienza cyberpunk in salsa francese: una danza in cui inseguirete naturalmente la fluidità dei movimenti e l’armonia delle combinazioni per…menare come un fabbro.

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Menzione d’onore va al “Memory remix”: vi sono quattro momenti in cui Niln dovrà entrare nella testa di alcuni personaggi-chiave e manipolarne il ricordo di alcuni eventi tanto drammatici quanto topici per la storia. La manipolazione avviene con un mixer il cui unico comando è la rotazione della levetta sinistra in senso antiorario/orario e cioè rewind/forward. I puzzle sono per lo più meccanici nella soluzione, ma la sensazione di trasformarsi in veri e propri DJ mnemonici è davvero unica.

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Sottovalutato dalla critica, snobbato dal pubblico, Remember Me è realizzato con competenza tecnica e uno stile originale; l’unico peccato di gioventù ascrivibile è quello di essere stato pubblicato in uno stadio di maturità dello sviluppo tecnico delle due piattaforme Xbox360 e PlayStation 3, tale da dovere trovare un quid distintivo dalla massa di prodotti simili, omologati e ben realizzati, ma sempre troppo simili tra loro e riconducibili  alla grande inflazionata famiglia degli “action adventure” in terza persona. I punti forti di questo videogioco sono da ricercarsi in un mix: la storia di ricordi e di ricordanti; l’ambietazione cyberpunk che strizza l’occhio al Quinto Elemento di Luc Besson; la caratterizzazione della protagonista femminile, un po’ “eroe per caso”, un po’ dotata di una buona dose di strafottenza, risolutezza e aggressività.

Una scena del "Quinto Elemento" di Luc Besson. Sulla sinistra, la protagonista femminile Leeloo, interpretata da una mervigliosa Milla Jovovich.

Una scena del “Quinto Elemento” di Luc Besson. Sulla sinistra, la protagonista femminile Leeloo, interpretata da una mervigliosa Milla Jovovich.

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Un panorama di Neo-Parigi in Remember Me

L’unico reale difetto risiede nell’intelligenza artificiale: gli avversari tendono ad accerchiare Niln e a convergere tutti insieme su di lei. Ciò rende difficile sincronizzare la pressione dei tasti con il corretto tempismo per ottenere la combo perfetta sopratutto nelle catene più lunghe e più spettacolari. Si rischia perciò di individuare un numero limitato di combo e fossilizzarsi su quelle. Nulla che la pratica non possa risolvere, ma il grado generale di difficoltà non è tale da obbligare a perfezionismi.

Remember Me non merita di essere considerato un prodotto “di nicchia”. Remember Me è uno di quei videogiochi che non dovete…dimenticare di giocare.

Il gioco è tutto doppiato in italiano. Disponibile per Xbox 360, PlayStation 3 e PC Windows. Oggi si trova nell’usato e anche come nuovo a prezzi accessibili.

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