Storie sgangherate #3: A.D. 2828. The Twins Society

Tutto è iniziato in sordina con Ulisse con il senno di poi. Non me ne sono accorto nemmeno io, ma è lì che ha avuto inizio questo esperimento di racconti sgangherati. Poi c’è stato Il Piccolo Cocomero. Scritto a due mani, tre teste e un solo cuore (senza sole&aMMore) in una notta buia e assolutamente non tempestosa, anzi immota e calda assassina come deve essere d’estate al mare, stile balneare, con il salvagente per paura di affogare.

Racconti sgangherati, versioni rimaneggiate, strappate, lacerate, sbilenche, sgrammaticate e con la punteggiatura sparsa come le spighe rimaste sul campo dopo la mietitura. I Racconti e le Favole scritte bene sui libri, quelli veri, di carta e inchiostro, mescolati e remixati in uno storpiato linguaggio cciofane per venire incontro alle illimitate capacità di resistere al sonno di due nanerottoli gemelli di ormai quasi 6 anni e alle risorse ridotte al lumicino di un papà stremato già alle 7ettrenta del mattino.

Storie brutte (e pure raccontate male) ma non tiratemi le pietre perché sarò pure brutto (come ogni scarrafone) e non so scrivere (così dicono dove lavoro), ma pure permaloso (così dicono…)(…facciamoli contenti).

A.D. 2828 è nata al volo, ispirata alla numerosa genie di film post-apocalittici, distopici universi e peperonata a cena. Temo sarà più breve di questa intro, ma forse per questo motivo il lettore me ne sarà grato e lascerà traccia del suo apprezzamento con una scintillante stelletta (ma poi con le “stellette” ci posso prendere una pentola o un set di bicchieri a fine anno?)

Buon…anzi, brutta lettura!

A.D. 2828. The Twins Society

Anno Domini duemilaottocentoventotto.

Nel 2828 il Presidente della Repubblica Italiana non è uno, ma sono due. Gemelli.

E così sono gemelli anche il Presidente degli Stati Uniti d’America e quello russo, quello della Cina, degli Stati Confederati del SuDDAmerica con capitale Medellin, quello dello Stato di Israele&Palestina (qui i due gemelli non vanno molto d’accordo, ma è una vecchia storia), quello della Corea dell’Est e della Corea dell’Ovest…tutti gli Stati del Mondo hanno due gemelli come presidenti o re o regine, tutti tranne la Germania. In Germania c’è un presidente donna, tutta d’un pezzo e anche un po’ sederona.

I gemelli sono dappertutto. Anche tra le persone normali, non solo tra le persone importanti come i presidenti e i re e le regine. Ottocento anni fa, cioè tanto tempo fa, di bambini ne nascevano pochi, le mamme e i papà facevano i figli quando ormai erano vecchi, si vendevano più pannoloni che pannolini e a un certo punto qualcuno disse: “Oh! Ma mica è normale!”. Allora gli scienziati di tutto il Mondo si misero a studiare un modo per aiutare le mamme e i papà a fare i figli più facilmente.

Gli scienziati studiarono tanto. Studiare è faticoso e sicuramente meno divertente che andare a giocare a pallone o fare i salti sul letto, però studiare ti fa conoscere un sacco di cose belle e, se studi bene, impari a usare la tua testa non solo per dare le testate quando cadi dal letto o andare dal barbiere a tagliare i capelli o per metterci su il cappello.

Gli scienziati studiarono, studiarono e…studiarono. Lessero un sacco di libri, fecero una montagna di disegni, usarono migliaia di colori, penne e matite, fecero tantissime prove ed esperimenti e, alla fine, trovarono la soluzione!

Ora è un po’ complicato spiegare come fecero perché gli scienziati quando scrivono sono scarni come gli ingegneri gestionali e hanno una grafia dei dottori della mutua, comunque – in poche parole – riuscirono a mettere vicini il semino del papà e l’ovetto della mamma e a farli andare d’accordo nella pancia della mamma. Non è proprio una spiegazione perfetta, ma nelle favole le spiegazioni sono poco divertenti e spesso una vera spiegazione non c’è.

Il canta-storie, cioè chi si inventa e racconta le storie, non è un ingegnere gestionale nè un dottore della mutua e quindi non è capace a spiegare le cose difficili e le cose importanti. Il canta-storie è bravo a raccontare balle. Le balle fanno ridere, le cose importanti sono di una noia barbosa e vanno bene per il Mondo dei Grandi, che hanno perso la voglia di ridere.

Insomma, dopo questa scoperta eccezionale degli scienziati, iniziarono di nuovo a nascere tanti bambini e, quando ci sono tanti bambini, ci sono più risate nel mondo. E anche un bel po’ di chiasso e confusione in più. I bambini portavano il buon umore e la voglia di andare avanti anche con tutti i problemi che ci sono nel Mondo dei Grandi. Perciò le mamma e i papà iniziarono a fare dei bambini il prima possibile.

La storia potrebbe finire qui: vissero tutti felici e contenti, ma siete ancora svegli. In tutte le storie c’è qualcosa che va storto: la Regina permalosa, il lupo affamato, qualcuno che si mangia le briciole di pane sul sentiero, mille e uno motivi perché le storie non finiscono subito bene, ma io vi avevo avvisato: il canta-storie non è un ingegnere gestionale. Il canta-storie ne sa almeno una per mille e una notte.

Andò tutto bene per un po’ di tempo. Gli scienziati non avevano detto che c’era un problemino-ino-ino.

Fare i bambini era diventato più facile perché gli scienziati mettevano nella pancia della mamma non un semino del papà, ma due, anche tre, quattro o cinque. Perciò, molte volte nella pancia della mamma crescevano due bambini invece di uno.

Iniziarono così a nascere tantissimi gemelli.

Molto, ma mooolto tempo fa, cioè più di ottocento anni fa, i gemelli erano una cosa rara, quando nascevano era una sorpresa per tutti! I gemelli erano una cosa un po’ strana, bella ma un po’ strana perché non succedeva così spesso. Dopo la scoperta degli scienziati, iniziarono a nascere tanti gemelli, tantissimi gemelli.

A scuola i gemelli venivano separati, uno in una classe, uno in un’altra. Ma non puoi separare i gemelli, i gemelli sono nati nella stessa pancia e hanno dormito nella stessa stanza da quando sono nati. I gemelli non sono uguali, anche quando si somigliano come gocce d’acqua. Ognuno dei due ha un suo carattere e le sue abilità, anche se spesso gli altri bimbi li considerano come “uno solo” e li chiamano “i gemelli”.

I gemelli hanno un vantaggio: possono aiutarsi, possono fare le cose insieme, uno è più bravo in una cosa, uno in un’altra. Uniti, insieme possono fare qualsiasi cosa. Certo, non è facile andare d’accordo, ma se un problema non si riesce a risolvere da soli, riuscire a trovare la soluzione insieme dà una bella soddisfazione.

Così i gemelli a scuola, al lavoro e in tutte quelle “cose importanti” del Mondo dei Grandi iniziarono a essere i più bravi. I bimbi singoli iniziavano ad avere problemi, non perché erano stupidi o non si impegnassero, ma perchè erano soli.

Nel 2828 nascono più gemelli che bambini singoli.

Ne 2828 nei supermercati non esiste più la confezione singola, ma sono tutte doppie. A scuola si inizia a contare dal numero “due”. La bicicletta esiste solo in tandem, gli anni sono tutti bisestili, al gioco del Poker il punto più alto è la “doppia coppia”, non si dice più “cioccolata” ma “cioccolaTTa”, per tutti il numero fortunato non è più il “13” ma il “33” (a parte per quelli che si chiamano Gesù, ma questa è una storia vecchia di 2828 anni fa), le mamme e i papà non si separano più, le vacanze e gli stipendi sono raddoppiati, le sedie e le poltrone sono tutte così:

Dedicata a mio papà che non ha mai visto i miei due gemelli.

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52 pensieri su “Storie sgangherate #3: A.D. 2828. The Twins Society

  1. Mai !! Ste dita troppo grandi e l’occhio cecato. .. sto invecchiando mOoooolto rapidamente.
    Penso alla mia : unica nella sua fase adolescenziale. Con una sorella gemella dividerebbe questo momento. Ho sempre avuto l’idea che i gemelli siano più uniti degli altri fratelli…

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    1. io ho un fratello e una sorella…Loro due hanno un quid di osmotico, non so ancora, è una sensazione a pelle, una di quelle cose “da genitori” oppure una semplice impressione illusoria, ma è come se l’uno abbia bisogno dell’altro più di quanto accada tra fratelli. Poi si ammazzano di mazzate come i fratelli…

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        1. Davvero non saprei. In 6 anni hanno fatto cose che non mi aspettavo, subito cambiamenti non solo fisici, ma riconosco sempre uno nocciolo duro fisso è molto specifico in ognuno dei due. E’ come hai detto tu: empatia. Non analisi razionale. Pe’tramente Diego è nu scugnizz’ mentre Jacopo è un bimbo già da sposare. Io starei a guardarli per una vita intera e anche oltre! E non è detto che non sia possibile, vero papà? Besos Tiz!

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    1. nel bidone mi ci hanno buttato quasi sei anni fa. C’era una vecchia pubblicità tanto tanto tempo fa: un tipo belloccio si presentava a una massaia che stendeva il suo bucato (in giardino?!?) e le chiedeva: “Farebbe a cambio con questi due fustini in cambio del suo Dash”. E la massaia, prototipo arcaico di attenzione a fare quadrare alla lira la gestione della casa, gli oppone un netto rifiuto “non rinuncerei mai al mio Dash”….Ecco se mi dicessero: invece di tutti e due insieme, potresti avere un figlio prima e dopo qualche anno l’altro? Manco per idea! Mi tengo i miei due bei fustini: nella foto in apertura post, Jacopo è il fustacchione di sinistra, Diego è quello con il fisico a…fustino!
      PS: amo queste loro foto di spalle a coppia. Mi sembrano un unicum e quasi non ci credo.

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            1. E canto pure:
              Guarda come gongolo
              guarda come gongolo
              con i twist,
              Con le gambe ad angolo,
              Con le gambe ad angolo ballo il twist
              Sarà perché io gongolo,
              Saranno gli occhi tuoi che brillano,
              Ma vedo mille mille mille lucciole
              Venirmi incontro insieme, insieme a te!

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                1. No tesò, non immagini…una buona metà di unmetroeottantatrè cioè gli arti inferiori sono un monoblocco granitico come il monolite nero in Odissea 2001 nello Spazio. Il twist potrebbe crearmi danni tipici di una rovinosa caduta dagli sci: legamenti S-crociati, rotule e menischi buoni per il brodo e per il carrello del bollito

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            1. Per me chi si comporta così non ha capito veramente cosa sia l’ironia. Se ne comprendi lo spirito, non puoi fare a meno di ripeterlo su di te. Anzi, secondo me l’autoironia è un’ottima palestra per potere permettersi di ironizzare su tutto il resto. Si imparano i rudimenti, i tempi e la tecnica prima su se stessi e poi si applica all’esterno. E’ il principio primo sapere ironizzare su se stessi.

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