Disney e videogiochi: il gigante si è risvegliato.

The Walt Disney Company, ma per tutti semplicemente Disney, non ha certo bisogno di presentazioni, visto che è una delle più grandi aziende dell’intrattenimento del pianeta e, potete scommetterci, della galassia quando finalmente – addio al traffico sulla tangenziale – scopriremo il teletrasporto. Però vi avverto: io la calzamaglia attillata come il comandate Kirk non la indosso…a meno che non mi affidiate 5solocinque minuti il timone dell’Enterprise. Ognuno ha il suo prezzo.

“Ognuno ha il suo prezzo” sembra avere pensato Robert Alan “Bob” Iger, presidente e amministratore delegato di Disney, quando ha deciso che era giunta l’ora per il venerabile gigante dell’animazione di entrare nell’intrattenimento digitale dalla porta principale e con il piede pesante: a gennaio 2006, Disney acquisisce Pixar Animation Studios. La “scommessa” (pari a ca. 7,4 milioni di dollari) su Pixar e il suo approccio digitale all’animazione è quasi obbligata visto che Lilo & Stich del 2002 è l’ultimo vero successo di Disney. Tuttavia, siamo sempre in un mercato in cui Disney è il punto di riferimento, un po’ appannato, ma pure sempre un gigante. Tutt’altra storia in un altro mercato dove il piccolo cliente di Disney sta migrando sempre più: i videogiochi.

"...It was all started by a mouse"

L’ultimo gioco che la mia vecchia memoria ricordi in cui la magia di Disney sia rimasta intrappolata tra i pixel risale ai tempi di Sega Megadrive: Castle of Illusion starring Mickey Mouse, sviluppato da Sega of Japan e pubblicato in Europa nel 1990.

Ricordo ancora quando lo andai a comprare in un assolato pomeriggio di fine agosto, regalo di compleanno (parecchio in anticipo) per la mia cara solrell(in)a, che alla tenera età dei suoi futuri 8 anni ancora mi chiedeva videogiochi per balocco, prima di passare al Lato Oscuro di vestiti, trucchi, profumi, borse, monili. “Se anche una sola volta il sentiero oscuro intraprendi, per sempre esso dominerà il tuo destino.” (Yoda)

Castle of Illusion era al tempo un capolavoro di un genere di videogiochi oggi quasi estinti, il “platform”, in cui in principio era Harry Pitfall e oggi è New Super Mario Bros. Capolavoro anche l’immagine del ricordo di quell’espressione sul visino di una bimba di 8 anni tra il concentrato e il divertito, tra la soddifazione e il disappunto per quel salto andato a buon fine e l’altro in bocca al “cattivone” , il joypad stretto a malapena tra le manine che si muovevano all’unisono in su e in giù, a destra e a sinistra, in un movimento sincronizzato di tutto quel corpicino con i salti di Topolino sullo schermo. Nintendo farà muovere i videogiocatori nello stesso modo 16 anni dopo grazie alla Wii.

Lasciandoci alle spalle il gusto agrodolce del ricordo e della nostalgia di Castle of llusion, veniamo ai giorni nostri snocciolando la serie di acquisizioni e “start-up” di Disney dal 2005 a oggi:

Avalanche Software (USA) a giugno hanno pubblicato il buon Toy Story 3, dedicato ai più piccoli ma con una giocabilità non proprio elementare, che potrebbe dare qualche soddisfazione anche ai più cresciutelli.

Black Rock Studios (Regno Unito) sorprendono prima con Pure, confermano di essere uno sviluppatore talentuoso con il recente Split Second, due giochi di corse “arcade” davvero notevoli.

Fall Line Studios (USA), società fondata da Disney appositamente “per sviluppare prodotti innovativi per le console Nintendo”: all’attivo la serie High School Musical e Narnia.

New Horizon Interactive (Canada), ora Disney Online Studios Canada, curatori del famoso social network per bambini, Club Penguin: 12 milioni di utenti iscritti, di cui 700.000 abbonati paganti (ca. al mese)

Gamestar Ltd. (Cina): ancora nessun progetto annunciato.

Junction Point Studios (USA), fondato nel 2005 da Warren Spector e Art Min, sviluppatori di primo piano dell’industria dei videogiochi. Il primo lavoro, pubblicato a novembre, è Epic Mickey: unisce in un riuscito mix una direzione artistica curata e rispettosa dello stile Disney, la componente  esplorativa “platform”, combattimenti a suon di pennellate di Wiimote e scelte morali del giocatore che hanno conseguenze sulla giocabilità.

Propaganda Games (Canada): hanno appena pubblicato Tron Evolution, un riuscito esempio di legare cinema e videogioco che narra le vicende collocate temporalmente tra il film-cult del 1982 e il nuovo Tron Legacy in uscita il 12 gennaio del prossimo anno.

Wideload Games (USA), autori dell’indimenticabile e originale Stubbs the Zombie in Rebel Without a Pulse e ora in uscita con Guilty Party su Wii, un gioco per tutta la famiglia che riprende con successo le meccaniche di Cluedo.

Tapulous (USA), nota per il grande successo su Iphone della serie Tap Tap (gioco musicale)

Playdom (USA), sviluppatore di giochi per social network di grande successo: 42 milioni di utenti mensili suFacebook e MySpace.

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Ai più questi nomi diranno poco, ma giusto per dare un’idea più precisa della dimensione degli investimenti e che i “giochini” sono diventati giochi molto seri, consideriamo che New Horizon Interactive è costata circa 350 milioni di dollari, più altri 350 milioni da corrispondere al raggiungimento di un obiettivo di crescita (che pare non essere stato raggiunto); la più recente acquisizione di Playdom batte la precedente con oltre 560 milioni di dollari (e altri 200 legati al raggiungimento del target).

A parte le questioni di “vile denaro”, fate due calcoli sugli utenti/clienti (12+42 fa 56 milioni AL MESE), pensate che Bob Iger stia…giocando?

Disney ha costruito una squadra di sviluppatori che ha già prodotto buoni risultati, promette faville e qualche piacevole sorpresa fuori dal “coro” dell’industria dei videogiochi che è sempre meno incline a rischiare con nuove proprietà intelletuali (I.P.) e sperimentazioni, ma sempre più appiattita su format consolidati e seguiti di best-seller.

Nel piccolo villaggio scozzese di Kinloch Rannoch, c’è una collina il cui profilo assomiglia a testa, spalle e torso di un uomo e per questo motivo è stata chiamata “il gigante addormentato”. Secondo la leggenda locale, il gigante si sveglierà soltanto se udirà suonare il flauto del suo signore. Bob Iger, signore di Disney, ha suonato il flauto…e il gigante si è risvegliato!

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