Nintendo Switch: On o Off?

RedBavon alla tipa:”Vuoi salire su a casa mia, così swicciamo un po’!”
Tipa:”Sì, dai!”
Potere dei funghi di Super Mario.

Autori: Johnny Cornerhouse e RedBavon

Nintendo Switch è in pianta stabile sotto la TV, accanto a quel marasma di scatole e scatolotti di varia foggia, da cui fuoriescono un numero imbarazzante di fili, in barba a Bluetooth e Wi-Fi.
Johnny Cornerhouse e io apparteniamo a quella specie di pollame, che il marketing definisce “pionieri” ovvero quel tipo di consumatore che sgancia la vile pecunia per assicurarsi maledettamente subito l’oggetto del proprio selvaggio desiderio, nella consapevolezza che il primo acquirente paga il prezzo più alto di tutto il ciclo di vita del prodotto.

Uniti da questa maledizione consumistica, abbiamo deciso di stendere una recensione a quattro mani su questa console fantastica. Potrebbe essere altrimenti viste le 329 eurococuzze investite?

Negli anni l’industria del Videogioco è cambiata, il mercato altrettanto, noi consumatori invecchiati e raggiunti da nuove leve (joystick?): Nintendo non è riuscita sempre a interpretare al meglio questi cambiamenti: ha perso malamente il treno dell’introduzione del lettore CD nelle console, favorendo la nascita di un concorrente agguerritissimo, Sony e la sua PlayStation.
Nintendo ha avuto fasi alterne: da leader incontrastato a secondo classificato (Gamecube), di nuovo leader (Wii), sprofondato nell’inferno delle vendite più basse di tutta la sua storia (a parte il Virtual Boy) con la più recente Wii U.
Sulla Wii U ho già scritto e in questa sede ritorna utile il confronto con la nuova arrivata per verificare se Nintendo ha imparato la lezione o, con tipica ostinazione della casa di Kyoto, è incappata in errori ormai non più accettabili.

Bando alle ciance e mani sulla console!

Che cos’è Nintendo Switch? Un grosso aiuto nella selezione naturale?

Che cosa è Nintendo Switch?

La prima apertura della confezione di una console è un rito sacro: nel riporre i vari componenti, l’uno di fianco all’altro sul tavolo, come soldatini che si dispongono ordinatamente per la parata d’onore, è subito evidente che siamo di fronte a un’opera di ingegnerizzazione miniata. Tutto è più “piccolo”, in una forma miniaturizzata, ma non ridotta. Facendo il confronto con PlayStation 4 e Xbox One, entrambe già al loro posto sotto la TV, la Swicth è Lilliput, le altre due sono Gulliver e il suo gemello segreto (anche a Jonathan Swift).

Nintendo Switch: scatola e contenuto

Una volta disposti i vari “pezzi”, inizia il momento della Verità. Si sente la mancanza del corposo “manuale d’uso” in tutte le lingue del mondo (quindi anche nella nostra). Non chiedetemi perché ma nell’aprire la prima volta il manuale mi sono sempre fiondato sulla pagina in finlandese:”Suomi”.Mi fa ridere. Mi mette allegria. Non so perché. Anche questo fa parte del Rito.
Alla mancanza del manuale suppliscono alcune istruzioni stampate in lillipuziano su un lato della scatola: le immagini sono chiare ed è abbastanza intuitivo mettere insieme i pezzi. Nintendo si è ikeizzata. Prendete nota: un punto a sfavore.
Cariatidi del videogioco come Johnny, Jaco72 e me non hanno sicuramente problemi a procedere spediti nella messa in opera della nuova console; altrettanto si può dire per un adolescente tecnofilo, ma un verginello del videogioco, magari sulla quarantina, potrebbe avere qualche legittimo tentennamento. È come se gli avessero incluso il manuale solo in finlandese. Questa non è una console per vecchi. Segnate: un punto a…pareggio (io sono vecchio).

Wii U VS Switch

Nel maneggiare i”pezzi” viene trasmessa anche una sensazione di solida qualità costruttiva. In particolare lo schermo, un touch screen, poco più di 6 pollici in formato 16:9, gratifica per la compattezza, l’eleganza del design, la cura dei dettagli. Scatta immediato il confronto con l’analogo touch screen, il “paddone”, del Wii U: non c’è storia, c’è la differenza tra il giorno (Switch) e la notte più buia e tempestosa (Wii U).
Il “paddone” della Wii U, infatti, è: plasticoso, ingombrante, troppo leggero rispetto al formato, trasmette una sensazione di “plasticaccia”, insomma un prodotto “cheap”. Lo schermo dello Switch è perfetto in ogni suo particolare, pesa il giusto, si impugna bene anche con i due Joy-Con collegati alle estremità laterali, e non ti fa vergognare di tirarla fuori dallo zaino in metropolitana o in treno.
Nintendo ha curato molto anche l’aspetto “estetico”, mirando a trasmettere all’acquirente la sensazione di essere “cool” e non uno sfigato, imparando la lezione da Apple, maestra nel trasmettere valore emozionale, piuttosto che tecnologico, ai suoi potenziali clienti.
E già da qui si inizia a intuire in che direzione va Switch….

La Switch di profilo

Sulla parte alta della scocca dello schermo sono disposti:

  • il pulsante “ON/OFF”, leggermente incassato per evitare che un involontario sfioramento possa causare lo spegnimento della console. Un punto a favore: Nintendo ci salva dalle inevitabili fiamme dell’Inferno poiché sappiamo quali e quante bestemmie potremmo lanciare nel caso di “involontario” spegnimento a un tanto-così dallo stendere l’ultimo boss dell’ultimo livello;
  • due pulsanti “+/-“ per la gestione del volume dell’audio;
  • una generosa presa d’aria
  • una presa per le cuffiette
  • l’alloggiamento per le SD card dei videogiochi. Una linguetta di plastica protegge l’apertura. Unico appunto: sembra un po’ leggera e nutro dubbi che possa resistere a un utilizzo continuato. La scheda di memoria viene inserita dall’alto verso il basso fino allo scatto, che la ferma all’interno. Per estrarla è sufficiente una leggera pressione verso il basso per vedere sporgere all’esterno un’estremità utile per estrarla.
    Due punti a favore di Nintendo:
    un gesto semplice, alla portata di un bambino, senza rischio che possa danneggiare il supporto fisico (ho visto dischi che voi umani…)
    fine dello sbattimento del Day One: inserisci disco, aspetta l’installazione (anche per decine di minuti), aspetta l’aggiornamento, puoi finalmente giocare. Con Switch, inserisci scheda, (nel caso di Zelda c’è stato un breve aggiornamento) e gioca subito.

Sulla parte inferiore della scocca dello schermo è presente una presa USB, che si incastra nel “dock” in dotazione.

Infine, sul retro dello schermo, sono presenti:

  • due sottili altoparlanti, che nonostante le ridotte dimensioni hanno dimostrato di riuscire a produrre un brillante e nitido suono
  • una linguetta di plastica incassata che, estesa, fa da sostegno allo schermo quando appoggiato perpendicolarmente al piano di un tavolo.
Switch-ed We Stand

Dunque, come soprammobile o accessorio di “tendenza” la Switch ha passato la prova, ma acceso com’è?

Avete presente i colori sbiaditi e un po’ spenti del “paddone” della Wii U? Oppure i primi schermi del 3DS che dovevi metterti in posizioni del Kamasutra per vedere l’effetto 3D senza occhiali? Anzi no, vi ricordate il mitico schermo del primo GameBoy?
Ecco, siamo su un altro pianeta! E vorrei vedere.
Le legittime aspettative dopo avere speso 329 eurococuzze non vengono solo soddisfatte, ma debordano: inizi a masticare amaro, immaginando che spettacolo elevato a potenza logaritmica sarebbe stato con uno schermo di dimensioni più generose. L’Homo Videoludens è un essere ingrato di natura.
D’altronde uno schermo più grande avrebbe reso la Switch più ingombrante: non è tascabile come uno smartphone, ma in uno zaino o una borsa occupa poco spazio. Un punto a favore di Nintendo: grazie Nintendo di non averci rifilato un altro smart-qualcosa, ne abbiamo le tasche piene.

Lo schermo ritorna colori e tonalità che gratificano gli occhi, non viene interrotta la sospensione d’incredulità.
Rispetto al grande TV del salotto buono, il piccolo schermo non mortifica l’esperienza portatile. Ho sempre considerato l’esperienza videoludica portatile come la sorella racchia di Cenerentola dopo che Cenerentola è diventata principessa e schifosamente felice. Sono un giocatore fedele al suo divano, monogamo, ma è probabile che Switch mi convincerà a qualche “scappatella”. Nintendo fedifraga.
Il touch screen funziona bene, non hai più bisogno del pennino (Wii U ne aveva uno, usato poco in realtà) e risponde subito.

L’interfaccia di base e il sistema operativo, un autentico disastro su Wii U, sono veloci, design minimalista, gradevole e intuitivo. I contenuti sono ancora limitati, ma se ricordo Wii U mi vengono i brividi e lancio bestemmie. Non è scontato che vi siano miglioramenti da una generazione di console a quella successiva: vedi XBox One. Sulla XBox 360 si navigava che è un piacere, sulla One spesso mi fermo a guardare lo schermo inebetito con una domanda che mi rimbomba nella testa, una domanda resa famosa dalla campagna promozionale Microsoft di tanti Windows fa: “Dove vuoi andare oggi?”. Risposta:”Boh”.
Sicuramente c’è tempo per complicare le cose, ma “Tara Tara, domani è un altro giorno”. Un punto a favore per Nintendo: non voglio invecchiare davanti alle icone dell’interfaccia di gioco.

Passo la tastiera a Johnny, andate in bagno, mettete su il caffè, rifornite la scodella con le zuzzumaglie di conforto che state sgranocchiando, perché lo Switch scorre forte in quest’uomo e ne ha delle belle da raccontare.

Nintendo Should I stay or Should I go?

Caro RedBavon, c’è davvero poco da aggiungere a quanto tu hai già diligentemente scritto a proposito della confezione e del suo contenuto, ad ogni modo, lasciami scherzare un po’, più che pionieri io credo che siamo dei polli da spennare innamorati di un ricordo, di un’idea, intortati da un marchio che ha condizionato le nostre esistenze di videogiocatori da più di trent’anni.

Da pischello non mi sono mai potuto permettere una console al “Day One”, quando mi furono regalati il NES e il Super NES da quei santi dei miei genitori, ricordo solo che era Natale, ma già avevano compiuto qualche anno nel loro ciclo di vita. Solo il Wii, uscito quando già lavoravo, l’ho comprato abbastanza presto prendendo anche ‘The Legend of Zelda: Twilight Princess’ e ‘Excite Truck’ pochi giorni dopo l’acquisto della console. Questa volta però, fin da ottobre, qualcosa è cambiato. Il mio primo impatto – solo visivo e quindi prettamente emotivo –  con Switch è stato davvero amore a prima vista. Finalmente il tipo di console adatto alla mie esigenze. Portatile ma fissa, fissa ma portatile. Sicuramente avremo modo di capire in quale percentuale e fissa e in quale è portatile. Io dopo un mese di utilizzo un’idea abbastanza precisa me la sono fatta ma per ora shhhhhh.

Sì perché per me Switch è la console perfetta per trentenni Nerd che hanno la moglie sul divano che guarda Montalbano o i figli che si ammazzano di Peppa Pig davanti alla tivi. La console è perfetta per essere portata a lavoro nella valigetta e tirata fuori in pausa pranzo. Io poi la tiro fuori anche aspettando la moglie che esce da lavoro o per sopportare le domeniche a pranzo dalla suocera.

Questo non significa che un ragassuolo non possa trovare interessante Switch, ma che semplicemente potrebbe non considerarla come la sua primaria console da cameretta. Ps4 Pro e Scorpio sono troppo avanti tecnologicamente e questo non fa altro che alimentare la solita aspra diatriba fonte di trollaggio, flame e guerre sparse nell’internet. Ma suvvia non tiriamo fuori subito tutte le conclusioni quindi ti racconto il mio primo approccio con Switch

Consegnata per tempo da Amazon che per l’occasione si affidata a quei burloni di SDA (ho temuto nel ritardo) ho dovuto aspettare fino a sera per poterci mettere davvero le mani sopra e complice una serata organizzata a tema giochi da tavolo ho dovuto aspettare sabato mattina per immergermi nella vastissima Hyrule.

Il primo impatto con la console, durato un’oretta, è stato assolutamente positivo, l’ho pacioccata, avendo parecchia paura di sporcarla e graffiarla maldestramente, ma poi ho subito capito che non sarebbe stato facile rovinarla. Inoltre ho notato che pesa il giusto e le dimensioni le ho trovate interessanti. Ho immediatamente montato i Joy-Con per assaporarne il feeling con le mie mani medie e grassocce che ci si sono subito trovate a loro agio.

L’impressione che ho avuto è stata quella di un oggetto di design, come altri brand Hi-tech, la forma morbida ispira grande solidità ma anche stile. Non si ha la sensazione di avere tra le mani uno smartphone o tablet da soli trecentotrenta sesterzi ma qualcosa che tranquillamente potrebbe valere anche di più. Scelte del tutto analoghe alla Mela di Cupertino, perché è questo il vero status a cui Nintendo ambisce: essere l’Apple del videogame.

Switch si è accesa subito, non ho mai visto niente di così veloce e la prima configurazione è piuttosto banale. Lo schermo l’ho trovato ben fatto, per una mia idiosincrasia ho subito modificato il menù in grigio scuro che mi pare più leggibile del bianco e con mia moglie ci siamo fatti subito i nuovi Mii. La densità dei pixel mi è parsa adeguata mentre la risposta del touch screen è stata davvero ottima paragonabile ai più blasonati aifon e samsung.

Una cosa che mi è balzata subito alle orecchie è che la console non emette alcun rumore, finora non ho mai sentito la ventola girare. Come tutti i dispositivi portatili se toccati sul retro dopo qualche ora di utilizzo si sente un po’ di calura ma niente che si percepisca durante una sessione di gioco anche lunga.

In un lampo si riesce a navigare tra il menù minimalista: i giochi sono nella parte superiore dello schermo, rappresentati da grandi icone, e, nella parte inferiore, le varie impostazioni di sistema, l’album della foto e l’eshop. Sì, l’album degli scatti è un’altra fonte di autoerotismo, lussuria e libidine; dobbiamo certamente parlarne e non vedo l’ora che aggiungano la possibilità di riprendere i videogameplay a quel punto beh… ovvio che non è nulla che le altre console non facciano ma vuoi mettere il farlo mentre giochi in quattro a Mario Kart?

Non ho dubbi che domani usciranno parecchie altre funzioni, dal browser, ai social e ai vari Netflix ma come hai detto tu per questo c’è ancora tempo che tanto ora si deve giocare a Zelda e a nient’altro.

Il primo difetto però, saltato all’occhio guardando le icone di sistema, è che il Wi-Fi della console sembra scarsino perché, anche a venticentimetri dal mio router, non ha mai preso il segnale a piena potenza. Questo un po’ mi preoccupa in ottica di sfide online a Splatoon o a Mario Kart.

Oltre a questo ho installato anche sul mio telefonino con l’androide l’app di controllo di Switch per gestire il filtro famiglia, non che mi sia utile per qualcosa in particolare ma l’idea che mi dica ogni giorno quanto gioco per me amante delle statistiche è comunque divertente.

Io non vorrei aggiungere altra carne al fuoco caro RedBavon che poi si fa la fine degli struzzi sul monte morte ma mi piace quello che i nostri appassionati amici sOpportatori e lettori possono leggere in questo e nei prossimi post per il motivo che è evidente come noi due usufruiremo della console in maniera piuttosto diversa e – oh sì devo dirlo! Non so tenermelo, sorry –  ditemi quello che volete ma per me Switch è 75% portatile e 25% Fissa. Ho una teoria che credo approfondiremo nelle conclusioni a riguardo. Ma sia chiaro sono felice che sia così.

To be continued

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26 pensieri su “Nintendo Switch: On o Off?

  1. L’ha ribloggato su e ha commentato:
    Ragassuoli, vi si vuol invitare nella webbettola di un caro amico, il “broggher” RedBavon per condividere con voi le nostre impressioni su Nintendo Switch.
    è vero siamo un po’ di parte ma quando c’è il cuore e l’amore per il videogioco non si vuol dire mai le bugie!
    Enjoy It

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  2. Delle banali SD al posto di qualche esotica memoria flash a nanomacchine con la forma o le dimensioni completamente diverse da tutto ciò che esiste in commercio?
    Scandaloso! Mi aspettavo un aggeggio a forma di truforza in 3D, come formato… 😛

    L’aspetto è carino e che la tecnologia non sia a livelli sturbotronici come prestazioni, chi se ne frega: basta che i giochi siano belli e non ci girino sopra come brutte conversioni fatte alla cazzomannaggia.
    Personalmente, superata una certa età, di Mario & Co. non mi è più interessato molto. Zelda è già un’altra faccenda 🙂

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    1. Benvenuto a questa webbettola di malascrittura e gente-per-me-per-bene! Primo commento e perdindirindella se non è da farmi cadere le falangi di falangette e falangine, compatte sulla tastiera. E dire che l’ora è più consona a fare cadere le palpebre, ma tra vampiri si ci intende. Scandaloso, concordo con te! Scandalosamente immorale fare debuttare la nuova console senza 4K, un minimiliardo di teraCip&Ciop, il Dolby Atmos o la VR?!? Dico io, che vuoi fare come la Apple che ottimizza i componenti così lavorano tutti come si deve, invece di mandarsi a DLL una patch sì e due pure. Ho sempre avuto PC che mi sono fatto con le mie manelle, ma da quando mi sono svenato per regalare alla mia morosa un MacBook ed è durato 10 anni senza mai bloccarsi, ho capito che il troppo stroppia, sopratutto nelle mani di chi non sa cosa farsene. Se Wii U non è piaciuta nemmeno a quelli su Marte, a me ha invece alla fine convinto, nonostante fosse nata male e supportata peggio. Pochi giochi, ma me li sono goduti a pieno, anche con i le mie due pesti di quasi sei anni.
      Il vero scandalo è che Nintendo ci propina sempre ‘st’idraulico baffuto (aridatece Metroid e quella grangnocca della Samus!) e riesce sempre a farmi divertire: Galaxy su Wii e 3DWorld su WiiU sono dei gioiellini. Kart su Wii e WiiU portano dipendenza da giostra delle macchinine del’auto-scontro. Zelda è gran bella faccenda….
      Benvenuto in questo scandalo di webbettola, frequentata da qualche vecchia cariatide dei VG e anche da qualche giovane virgulto. Accomodati pure, serviamo un ottimo grog.

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    1. Eh già, gemelli! Come si dice: “un figlio è una benedizione”, allora io sono stato benedetto due volte…Evidentemente ne avevo bisogno.
      Ma contrariamente alla vecchia pubblicità del Dash , se provassero a rifilarmi due fustini al posto di uno, mi terrei i due fustini.
      I due nani, come li chiamo io per via delle somiglianze con i Nani descritti da Tolkien, non sanno in che mani sono capitati:
      già dalla tenera età di 4 anni educati alla Forza: Star Wars a 4 anni. Grazie Lucas
      istruiti all’arte dei perdi-tempo e decerebrante dei Videogiochi seguendo le 10 Regole d’Oro: I bambini piccoli sono…piccoli, non fessi
      Si sono fiondati sulla Switch con le loro untuose manine:

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    1. Muy tranquilo, non sei il solo. Ce ne sono tantissimi. In USA nel 51% delle abitazioni c’è una console di videogiochi (fonte ESA 2015) e nel mondo, nel 2014, erano solo 1 miliardo e 200 milioni di persone che giocano ai videogiochi. Sei ancora uno dalla parte più affollata del pianeta.
      Vista la tua estraneità (ma ai tempi di Monkey Island bazzicavi anche tu i bit&bytes) al mio ringraziamento si applica un moltiplicatore 3X.

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      1. Mi sento in compagnia adesso.
        Al tempo bazzicavo, ma sempre su PC fisso… poi ho appeso il mouse e la tastiera al chiodo e mi sono ritirato a dire sì con l’Uomo del Monte.

        La recensione è fatta bene e attendo la seconda parte. O ulteriori sviluppi post-giocate.

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        1. L’Uomo Sul Monte ha detto “si'” e credo che se a Johnny e a me regge la tastiera seguiranno altre recensioni, in un palleggio tra questa webbettola e la sua. Anche perché sono positivamente impressionato
          Mi sorprende dal numero di stellette per un articolo a simile tema e di tale “lunghezza”….mi aspettavo le 4 o 5 solite vecchie cariatidi affezionate e invece…

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          1. Beh, quando è un prodotto (la recensione nel blog) utile a chi è indeciso o curioso, allora il riscontro è maggiore rispetto ad articoli di carattere “generale” (tema di cui ho parlato nell’ultima entrata di Music Wizard, fra l’altro).

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            1. E me lo sono perso pro(fe)sso’…c’avevo il gatto malato e la nonna (la settima) in ospedale, sta più di la’ che di qua. Recupero in questo fine settimana, promesso 😉
              A parte le mie solite divagazioni e baggianate, non ho avuto molto tempo, il tema mi acchiappa, andrò a recuperare.
              Comunque sarà forse un fuoco di paglia, ma immagino che per molti vale la regola di tenersi a distanza di un paio di pertiche dai videogiochi, è roba per bambini come i fumetti, i cartoni animati and so on. Quindi sono felice che nella mia webbettola, ci sia spazio e persone con cui condividere anche argomenti non comuni

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              1. Ma figurati… era una riflessione random, più che qualcosa di strutturato e pensato in anticipo.
                Ma c’è uno spunto sulla questione blogger “free” e blogger “pagato”, sarebbe interessante sapere il tuo punto di vista.

                Tornando sul tuo blog: certo, i videogiochi sono sempre visti come “cosa da bambini” – e questo è errato. Ma il preconcetto è quello… come se, per esempio, un fumetto non riuscisse a trattare degli argomenti forti e profondi più, e meglio, di un giornale o un libro (tanto per fare esempio).

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                1. Per carità hai fatto bene a ricordami i doveri di un seguace (follower questo significa no?) a sua Divinità Olimpica 😉
                  Visto che ci tieni non solo leggerò, ma tenterò un commento che non sia il solito tsunami di lettere contorte.
                  Sul secondo punto, mi sono specializzato in tenera età in passioni socialmente poco accettate (legali, tuttavia). Lotto da allora contro il pregiudizio e credo morirò – tra 100 anni – ancora combattendolo. Come esempio cito sempre L’anime Una Tomba per le lucciole. Film devastante da non fare vedere ai bambini, un tema delicatissimo per ogni giapponese e non potevano trovare un medium migliore del disegno animato per poterne parlare senza eccessiva crudezza. Voglio farne una recensione ma desisto ogni volta perché mi viene sempre da piangere e ho troppo rispetto per questo film per rischiare di non dargli una degna interpretazione. Altro che roba per bambini.

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                  1. Avevo letto una recensione di quell’anime su un blog che seguo… peccato non scriva più niente. Dalla recensione mi era passata la voglia di vederlo proprio per il tema! Troppo triste, troppo TROPPO. Ecco, non so cosa aggiungere oltre a troppo.

                    Poi mi fai passare per dittatore mediatico 😀

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                    1. Troppo triste, esageratamente triste. Ma tutto successo. Grazie alla Guerra di cui si riempie la bocca certa gente e gioisce quando bombardano da qualche parte tanto è abbastanza lontano.
                      Dittatore mediatico? No, dai. Tu ormai mi conosci e anche uno di passaggio si accorgerebbe che scherzo visto il volume di fuoco di panzane….o no?

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