Nintendo Switch [Parte #1]

nintendoswitchlogo

Switch è la nuova console di Nintendo. Data la mia passione per il Videogioco, le dita hanno iniziato tamburellare sulla tastiera e ne è venuto fuori un monster-post che, per non lasciare nulla indietro, necessita di essere suddiviso in due parti. Chi vuole seguirmi in questo viaggio tra abnegazione, testardaggine, innovazione, un pizzico di follia e un’eco lontana di un bimbo che ride, lieto sia. Di doman c’è una certezza: la parte seconda.

Uno schiocco di dita e sei nel “sogno” Nintendo

Il 13 gennaio è stata presentata la nuova console di Nintendo: il suo nome è Switch.

Tra queste pagine di anarchia creativa, spuntano periodicamente su Nintendo dei feuilleton, che il suono della parola, piuttosto che il significato, suggerisce siano di difficile digeribilità e generati da qualche contorsione d’intestino, oltre che di cervello. Prova ne è il tag “Nintendo”: spicca tra la nuvola di parole nell’apposito box “Facimm’ammuina!”, che in webbettole meno malfamate di questa, è noto come “cloud tag”.

Data l’età di questo anarchico cre(a)tiNo, non si tratta di “fanboysmo“, ma di semplice passione per il Videogioco, di cui Nintendo è “player” blasonato e, in passato, sinonimo di “videogiochi” come oggi lo è la “Pleistescion”.

La storia di Nintendo parte da lontano e sarebbe utile capire lo spirito con cui produce i suoi giochi. Per chi volesse approfondire suggerisco due post: il saluto al prematuramente scomparso presidente Nintendo Satoru Iwata, Iwata-sama, dōmo arigatō e la recensione di The Legend of Zelda Skyward Sword, Zelda ti amo.Firmato: Nintendo.

Un buon punto di partenza è la dichiarazione di Satoru Iwata il 19 maggio 2005 in un’intervista al Seattle Post-Intelligencer: “Non mi ha mai creato imbarazzo il fatto che i bambini abbiano da sempre supportato Nintendo. Sono fiero di ciò. Il motivo è che i bambini valutano i prodotti in base all’istinto”

Immagine tratta da: “8 memorable quotes from Nintendo president Satoru Iwata” (c) 2015 Elaine Yu and Wilfred Chan, CNN

Immagine tratta da: “8 memorable quotes from Nintendo president Satoru Iwata” (c) 2015 Elaine Yu and Wilfred Chan, CNN

E’ arrivato l’arroti…No! Nintendo Switch!

La presentazione dell’attesa nuova console si è tenuta a Tokyo ed è stata trasmessa in livestream con una traduzione (voiceover) in inglese. Presentazione per gli standard americani (ed europei) assolutamente surreale. Sul palco sono intervenuti vari responsabili dello sviluppo hardware e software di Nintendo, alcuni dei quali dal look stravagante che cozzava con l’atmosfera molto formale. La platea ha assistito in religioso silenzio, non un gridolino, non uno “yeah!”: surreale se il confronto viene fatto con quella chiassosa (a tratti pacchiana) atmosfera di analoghe presentazioni in terra statunitense dell’E3 o del recente PlayStation Meeting dello scorso settembre.

Nintendo è una sintesi tra il tradizionalismo giapponese, con una cura attenta al dettaglio e rispettosa della “tradizione” dei suoi personaggi e giochi, da Mario a Kirby, da Donkey Kong a Zelda, e una tensione al futuro, nella ricerca di qualcosa che differenzi i propri prodotti in un mercato ingessato in schemi triti  e ritriti. Nintendo riassume il contrasto della società giapponese, stretta tra tradizione/formalismo e innovazione/apertura verso l’esterno.

A ben vedere, questa è l’interpretazione più moderna ed evoluta della “Nintendo Difference“, nel bene e nel male. Shigeru Miyamoto, considerato uno dei padri del Videogioco, da sempre in Nintendo, ha sempre dichiarato di essere riluttante a reiterare un titolo, anche che avesse riscontrato successo, senza apportare dei miglioramenti all’esperienza di gioco. In contrasto con la pratica selvaggia di serialità e riciclaggio dell’industria videoludica, Miyamoto è noto per essere capace di rifiutare lo sviluppo di un seguito senza che vi siano apportate nuove idee. A chi sostiene che Nintendo “fa solo giochi di Mario”, andrebbe chiesto quante volte un gioco di Mario abbia deluso?

La riproposizione su tutte le piattaforme Nintendo dei giochi dedicati ai suoi personaggi, alcuni ormai icone del Videogioco, ha attirato sull’azienda giapponese molte critiche e parecchia disaffezione da parte del popolo dei gamer. Il flop dell’ultima console, la Wii U, è la prova tangibile. Tuttavia, la Wii U, sebbene sia stata snobbata dai più e ignorata dagli sviluppatori è una console che amo e se volete leggere del “suo perché” puntate pure a Uai Uii iu? Why Wii U? Il perché della Wii U.

Dopo tale flop, che non si ricordava dai tempi del Virtual Boy del geniale Gunpei Yokoi, Nintendo si è impegnata in un altro progetto (nome in codice “NX”) e, dopo la prima rivelazione della console il 20 ottobre 2016, il 13 gennaio scorso ha “svuotato il sacco” annunciandone anche data di lancio, prezzo e giochi.

Il 3 marzo 2017 la Nintendo Switch sarà messa in vendita in Giappone, in USA e nelle principali nazioni europee. Il prezzo suggerito per l’Europa è 329 euro IVA inclusa e i giochi previsti al lancio sono: 1-2-Switch, Just Dance 2017,  The Legend of Zelda: Breath of the Wild,  Skylanders: Imaginators, Super Bomberman R. Seguiranno tra marzo e aprile: Arms, Mario Kart 8 Deluxe, Snipperclips Cut It Out Together.

Il piano di uscite per Nntendo Switch

Il piano di uscite per Nntendo Switch

Che cos’è Nintendo Switch?

Dai primi “rumor” che giravano dal 2015, si era capito che Nintendo non avrebbe creato una console come Sony e Microsoft. E’ dai tempi della Wii che Nintendo ha abbracciato la strategia Oceano Blu” e non accetta la tenzone con i suoi avversari su un terreno in cui sono ormai forti e consolidati. Questo passaggio è essenziale per capire cosa è veramente Switch!

La nuova Switch, secondo le dichiarazioni di Nintendo, è la sintesi di ciò che hanno fatto meglio durante questi anni. In effetti, è un bel mix shakerato.

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Switch è una console ibrida, cioè potete giocarci a casa e, con uno schiocco di dita, portarla in giro, continuando la sessione di gioco dove e quando vi aggrada oppure riunirvi con altri possessori di Switch per giocare insieme. Durante la presentazione è stata davvero indovinata la scelta di sottolineare l’inizio e la fine di un intervento con lo schiocco di dita. Lo schiocco di dita è un’associazione perfetta sia perché suggerisce la facilità del passaggio da gioco casalingo a quello portatile, sia perché ricorda il rumore dello scatto di un interruttore, “switch” appunto.

Personalmente non amo il gioco “portatile”, voglio un divano dove stravaccarmi, lo schermo più grande possibile e un audio che mi avvolga e mi scuota grazie a cinque casse e un subwoofer. Non nego però che questa portabilità potrebbe tornare utile quando mia moglie o i nanerottoli occupano la zona più strategica della casa, cioè “divano – televisore” e, viceversa, potrebbe essere essenziale per mantenere il controllo di questa postazione patronale, lasciando che i  nanerottoli giochino con “Lego Marveliiros” (Lego Marvel Heroes) su Switch nella loro camera.

Negli ultimi anni, a parte la Wii, il più grande successo di Nintendo è proprio nel gioco “portatile”: dal primo Gameboy, non ne hanno sbagliata una. Quando Sony ha provato a entrare in questo segmento di mercato ha raccolto magri risultati.

Switch è la sintesi di ciò che Nintendo ha fatto meglio durante questi anni: oltre alla portabilità, è stata “ripescata” l’immediatezza dei “telecomandi” della Wii, dotando la console di due Joy-Con, ovvero due piccoli joypad (l’ideale anche per le mani dei bambini) in cui sono concentrate parecchie meraviglie: Rumble HD, cioè una funzione “rumble” ad alta definizione; un accelerometro; una telecamera IR; un pulsante per la cattura di schermate e video del gioco; un giroscopio; un sensore NFC (Near Field Communication) che permette il trasferimento di dati dalle statuette degli Amiibo.

I nuovi controller Joy-Con

I nuovi controller Joy-Con

Altra notizia, passata in sordina, ma dall’effetto sul mio portafogli come l'”Apriti Sesamo” sull’entrata del covo di Alì Babà, è un grande ritorno al passato per una console casalinga: i giochi Switch risiedono su scheda di memoria, come le cartucce ai tempi del Nintendo64.

Grazie a Nintendo possiamo dire: addio alle installazioni; addio ai caricamenti lunghi; addio agli hard-disk che si riempiono subito tra patch di svariati gigabyte di installazioni copia&incolla di tutto il Blu-ray; addio alla necessità di cancellare giochi dall’hard-disk per avere spazio e dovere ricaricare tutto (incluse patch) quel giorno che ci buoi fare una “partitella”; addio ai “non hai chiuso il sistema correttamente” e ti si è sputtanato l’hard-disk (ricarica tutto da capo, se sei fortunato)

In definitiva, Switch come “concept” non delude le aspettative di chi ha compreso la strategia Nintendo e non pretende l’ennesimo rilancio in teraflop e risoluzioni video. Per le vecchie cariatidi del Videogioco come me, dispiace ammettere (e ormai mettiamoci pure la pietra sopra) che Nintendo abbia abdicato a volere essere protagonista sotto la televisione dell'”hard core gamer”, che ha bisogno di nutrirsi di tecnologia e grafica “spacca-mascella”, anche se spesso non ha le possibilità di goderne appieno, come nel caso della recente PlayStation 4 Pro, che senza una decente televisione 4K (UltraHD), compatibile con 10 bit HDR (cioè dimensioni minime 55” e prezzo tra i 1700 e 2000 euro) migliora solo le prestazioni dei giochi, ma dal punto di vista della resa visiva è praticamente inutile.

Switch per tutto, tutti per Switch!… Non proprio

Dopo la presentazione, inevitabile il ruzzolarmi per la Rete a leggere le reazioni in giro per il mondo, pure se tranquillamente seduto sul divano (bella comodità Internet!).

Non ho mai letto così tanti thread di commenti di hater messi insieme. Un coro di critiche – parecchie senza fondamento  come andrò ad argomentare nella Parte #2 – senza la minima pudicizia intellettuale, figuriamoci l’onestà. Le testate giornalistiche non moderano certi interventi chiaramente fini a se stessi perché evidentemente non interessa sviluppare contenuti né una sana community, ma gli occorre incrementare il contatore delle visite grazie a questa nota pratica di “click bait”. Dopo la sbornia di letture, la mia prima impressione sulla presentazione e su Switch ha ricevuto qualche scossone e ho avvertito un certo sbandamento.

La presentazione di una nuova console è sempre un evento, al limite del sacro. Che la “mamma” sia Nintendo, Microsoft o Sony, è creanza dare il benvenuto alla nuova arrivata (le console sono tutte femmine).

Assisto a questi eventi sempre con gli occhi di un bambino che scarta il regalo lasciato da Babbo Natale per lui sotto l’albero.

Non ho pregiudizi o partigianerie di sorta, è un evento foriero di nuove meraviglie e un carburante per la mia passione. È un evento che fa bene al Videogioco e un contributo alla sua evoluzione. L’aspettativa è in minima parte un fatto personale.

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In versione tutta grigia oppure con Joy-Con blu neon e rosso neon

La mia prima impressione su hardware e presentazione è positiva, ma non entusiasta se non per la possibilità di vedere un altro capitolo di Zelda come Nintendo comanda dopo cinque anni. L’entusiasmo di un nuovo Zelda, che appare già lanciato nell’Olimpo dei Videogiochi (il solo art design è una goduria) contrasta con un certo scetticismo per l’ennesima dimostrazione di nipponica abnegazione e testardaggine. Switch non delude per scelta di design, soluzioni d’interfaccia e potenziale d’interazioni, usa ciò che ha funzionato nel passato, aggiungendo delle innovazioni che possono migliorare l’esperienza di gioco.

Resta amaro come un fondo di caffè, il rammarico di vedere Nintendo proporre nuovamente una piattaforma tecnicamente rinunciataria, destinata a giocare di rimessa nonostante i buoni piedi e l’affiatamento della squadra. Non è un problema di pura tecnica, piuttosto di complessità della comunicazione e capacità di comunicare.

I dubbi affiorano ed erodono l’entusiasmo perchè, sebbene in misura minore rispetto alla Wii U,  la natura “ibrida” di Switch creerà più di un problema al marketing e alla comunicazione di Nintendo, che non è mai stata all’altezza di quella della concorrenza, in particolare di quella Sony, che negli anni ha mostrato sprazzi di autentica genialità.

Tutto quello che volevate sapere si Videogiochi e non avete mai osato chiedere

Cartolina di ringraziamento ricevuta da Sony dopo avere inviato la registrazione della mia prima PlayStation. Ditemi se non è genio questo?

Il marketing Nintendo è stato spesso costretto a rincorrere le “stramberie” innovative dei geniacci a corrente alterna del reparto Ricerca & Sviluppo ed è ingessato da personaggi-icona come Mario, che sono brand fortissimi, da toccare con le pinze. Tuttavia, oggi Nintendo deve riuscire a comunicare efficacemente la sua  “difference” sia al pubblico sia agli sviluppatori software, che hanno abbamdonato la precedente Wii U in massa e velocemente. Il rischio di sbattere di nuovo il grugno esiste e, sebbene Nintendo sia un’azienda solida, in questi anni hanno ripetutamente attentato alla fedeltà della loro “fanbase”, rivolgendo le proprie attenzioni al “casual gamer”: il “casual gamer” si è dimostrato una moda temporanea, mentre i sostenitori di vecchia data garantiscono vendite anche in tempi di contrazione di mercato.  Nintendo è rimasta intossicata dal successo della Wii, ha di fatto subito il successo e non è stata capace di fidelizzare nuovi utenti a sufficienza per compensare i vecchi che l’abbandonavano (e anche con un certo astio). Nintendo ha pensato di potere trasformare I “casual gamer” in videogiocatori, ma a oggi – forse i tempi non sono maturi – i “casual gamer” sono non-giocatori che consumano videogiochi senza alcun coinvolgimento emotivo, senza che sentano l’esigenza di coltivare la passione.

Apprezzo la tensione di Nintendo di realizzare una piattaforma che possa offrire esperienze di gioco differenti, apprezzo che abbiano pensato di allargare il mercato e di coinvolgere un maggiore numero di persone, ma vorrei che continuasse a trasferire quel senso di meraviglia di mondi lontanissimi eppure solo a un paio di metri dal divano, a trasmettere quel tocco magico che mette in moto la nostra fantasia e ci fa riempire i vuoti lasciati dagli autori, diventando noi stessi parte di questa avventura, impossibile nella realtà, ma reale nelle nostre teste e cuori.

Nella Parte #2 scriverò del prezzo, dei giochi e di altre novità, anche sulla scia delle accese discussioni sul web, seguite alla presentazione e agli articoli della stampa specializzata. Cercherò di elaborare l’evento con cervello-cuore-viscere, riparandomi in questo angolo di webbettola perché – sarà una mia impressione – là fuori sembra che abbiano vinto troll e mitomani, gente che vomita la sua frustrazione e viene lasciata fare su blasonate e prestigiose riviste.

Prendo a prestito, quanto scrisse Jaco72, mio fratello di joypad, proprio su Zelda: “Non voglio diecimila personaggi non giocanti con cui parlare di nulla, la cui umanità e capacità di dialogo sia pari a quella di una segreteria telefonica, per questo c’è già il mondo reale. Voglio pochi personaggi ma che abbiano un’anima, che sappiano parlare, non necessariamente con parole, ma con espressioni, sguardi, gesti, silenzi, con il cuore. In questo Nintendo é sempre stata maestra. Spero non si perda questa volta in chilometri quadrati di nulla.”

Persone, personaggi non giocanti nella vita. Non voglio.

Zelda docet.

Continua a leggere Nintendo Switch [Parte #2]

 

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37 responses to “Nintendo Switch [Parte #1]

  • Liza

    😍😍😍😍😍😍😍😍 peccato nn poterla avere
    X il momento….

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  • Johnny Cornerhouse

    Amico mio, tu sai che con me sfondi un portone. Sull’amazon è tutto apparecchiato e predisposto alla spedizione. Anch’io sto scrivendo un post lungherrimo che mia moglie mi sta facendo edulcolorare su Switch. Io sono molto positivo verso la nuova console nintendo. Se guardo oggi il parco titoli di WiiU rimpiango di non averla comprata e dato che sono convinto che “peggio” non possano fare, ho la massima fiducia.

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    • redbavon

      Carissimo Mastro, che bello venire a sapere che anche tu stai scrivendo su Switch! Non vedo l’ora di leggerti. Come potrai leggere meglio nella seconda parte, per quanto sia positivamente impressionato da Switch, nutro qualche perplessità che potremmo rivedere Nintendo come driver principale di questa nostra passione. Nutro fiducia e stima in un’azienda che cerca di “fare le cose diverse” e per questo ho prenotato anche io l’aggeggio con Zelda, pure non sapendo dove infilarlo sotto la televisione (ma un posto sicuramente verrà fuori). Credo che dalla WiiU qualcosa abbiano imparato, ne è prova un piano di uscite scadenzato tale da non lasciare “buchi” fino al botto di Natale con il nuovo Mario. Rimango alla finestra aspettando il supporto delle terze parti e l’accoglienza del pubblico.
      A me Zelda basta. Ma a molti no. WiiU è la console con cui ho giocato di più con i miei nanerottoli e non sono affatto pentito di averla acquistata. Mastico amaro quando guardo il numero di giochi che ho acquistato per WiiU: sembra essere ritornato ai tempi del Dreamcast quando avevo poca disponibilità di soldi e la mitica console Sega fu spazzata via dall’isteria PleistescionDue e da un marketing scellerato (Sega America che litigava con Sega Japan, roba da non credere)
      Tieniti pronto che quando riusciremo a incontrarci (e ci riusciremo) di rifilo una bella mazziata ad Arms…

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      • Johnny Cornerhouse

        Sicuramente un analisi lucida potrebbe far saltare fuori qualche “pericolo” ma sono troppo appassionato per dargli il giusto peso. Se io guardo la mia vita da videogiocatore da qua a Natale, sapere di avere tra le mani Zelda, Skyrim (che non ho neppure comprato per la pleitre) splatoon e xenoblade attendendo Mario non può che essere già riempita tutto il tempo che posso dedicare a questa passione. Se poi nel 2018 mi tirano fuori un Metroid e uno Yoshi (che è il titolo che più rimpiango su WiiU) per me basta, avanza e sazia! e su Arms beh la sfida è accettata!

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      • redbavon

        E’ esattamente questo il modo corretto di porsi. La maggiore parte di chi critica o ha criticato Nintendo sembra affetta da una consumistica bulimia videoludica. Poi andando a vedere bene i dati di vendita sono sempre i soliti COD, PES, FIFA, Assassin’s Creed e pochi altri franchise ad essere acquistati dalla massa. Come sarebbe? Spalate me…lma su WiiU e Nintendo perché ha quattro giochi in croce (a parte che sono tutti ben realizzati, accessibili a tutti e divertenti) e poi comprate quattro giochi in croce per PS4 e, ancora meno, per la One?!?
        È inoppugnabile che su PS4 e One (ottime piattaforme su cui passò parecchio del mio tempo videoludico) ci sia ampia scelta e siano le console d’elezione per godersi un Battlefield o un Resident Evil o un Final Fantasy, ma su Nintendo ho qualcosa di diverso, a volte radicalmente, a volte moderatamente. La lasagna fatta in casa dalla mamma sta alla lasagna fatta da uno chef stellato (prevedibilmente con un tocco personale), come Ps4 e One stanno a Nintendo.
        E’ pure vero che a volte lo chef stellato si fa prendere la mano e la lasagna de mamma è insuperabile. Ma sto anticipando un po’ delle cose che dirò nella seconda parte…Grande Mastro Inquisitore 😉

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      • Johnny Cornerhouse

        Non aggiungerò allora altre e aspetterò di leggere la seconda parte, sperando di trovare un tuo punto di vista al tema del “è solo una console da affiancare”.

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      • redbavon

        Continua pure se hai altro da aggiungere. Il tema che hai tirato in ballo è bello spinoso. Se leggi i commenti qui con Tati, potresti avere già una mezza risposta che non la penso così….

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      • Johnny Cornerhouse

        Mi vien solo da dire che ho visto questo video:
        https://www.youtube.com/watch?v=N7rJPwvjTsc e ho contato almeno una decina di titoli che mi stanno scimmiando. Wonder Boy, Monster Boy, State Of Mind, Fast Rmx, Lego City; Yooka Layle e tutta la robbbba Nintendo…

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      • redbavon

        Se iniziano a tirare in ballo anche i “remastered + DLC” dei giochi pubblicati su Wii U, a me prende una botta di bile, ma tu ci vai di gran lusso.

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      • Johnny Cornerhouse

        Si ma non per il tuo bile! Li mi spiacerebbe parecchio. Però se ci pensi Splatoon e Mario Kart lo sono già… dai solo Yoshi me la fai passare? 😀

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      • redbavon

        Amico mio, la mia bile è già in parte fottuta per il consueto tran-tran lavorativo, perciò fottiamocene allegramente. Yoshi Lana come lo chiamano i miei due nanerottoli è un piccolo capolavoro di tenerezza e, al tempo stesso, acuta bastardaggine nel level design. Altro che gioco per bambini, sono gettonatissimo dai due giovani usurpatori di joypad proprio in questo gioco perché alla bisogna mi usano come risolutore delle parti più rognose, praticamente sono un Game Genie vivente per loro! Non te lo concedo, ma ti dò proprio la benedizione e auguro che lo rimasterizzino aggiungendo qualche altro mondo e, crepi l’avarizia, Yoshi Island per SNES e per N64! Mio, al Day One e crepi l’avarizia!
        Rilancio con un Yoshi’s Isalnd nuovo di pacca per Switch, mi pare il minimo, fra’!

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  • Tati

    non posso definirmi un’appassionata e quindi il mio commento vale come le briciole nascoste tra i cuscini del divano e ritrovate quando parlano… ma: se penso al divertimento dei videogiochi… ecco… Nintendo tuttalavita! 🙂

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    • redbavon

      Il fatto ce tu non sia un’appassionata e abbia letto e anche commentato è per me assai lusinghiero è fonte di abnorme soddisfazione. Dici bene: se pensi al divertimento dei videogiochi, Nintendo c’è! Gli altri a corrente alternata. C’è chi crea storie commoventi, chi avventure rocambolesche, chi angoscianti futuri, chi favole fantastiche…Nintendo riesce a infilarci sempre il bambino che è in noi e ne è la prova che i miei due nanerottoli, ormai svezzati all’uso di un qualsiasi joypad, prediligono di gran lunga Nintendo.
      Nintendo ha un tocco fatato…e tu mia cara FaTati te ne intendi.

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      • Tati

        È proprio quello che adoro e dici perfettamente… Nintendo tiene sempre attivo quel mondo bambinesco… E io adoro quel mondo!

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      • redbavon

        Prometto bannamento a vita a chi non capisce questo concetto. Non significa fare prodotti per bambini, ma prodotti con cui ti ci diverto come un bambino e accessibili anche ai bambini…Sant’Iddio lo ha sempre dichiarato Miyamoto-San (che pure “santo” dovrebbero fare) e buonanima di Iwata.
        Questo Natale, come ogni Natale, ho ricevuto caterve di richieste di “consulenza” su quale console comprare al pargolo…Chi aveva disponibilità sborona di pecunia aveva già deciso di comprare PS4 ( va bene? Ottima console per i grandi, non proprio per i piccirilli…). A chi era scettico sui videogiochi e disponibile a spendere il meno possibile, una bella Wii, vecchia di due generazioni ma vuoi mettere le risate che mi sono fatto a Wii Sports e a sportellate a Mario Kart!?!
        Nintendo RuleZ! Sopratutto nel mio cuore…

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      • Tati

        Ti dico solo questa: da sei anni cercavo per casa la Wii, del papà di Mini, traslochi e serate varie l’avevano rintanata chissà dove…
        Mini per Natale ha chiesto la PS4 ( non mi piace, odiami ma non mi piace!) e il babbo ha deciso che ok… E pensava anche di farla tenere da me ( piuttosto avrei bruciato il televisore)… Il 26, come per magia santaWiiiiiii è tornata alla luce e adesso… Ci scassiamo di superMario ( anche la nonna!) perché non mi piace la PS?… Perché i giochi sono come le ultime serie tv: ben fatte, emozionanti ma inquietanti, troppo spesso e a me piacerebbe vedere Mini giocare con spensieratezza… Almeno ancora per un po’ 😉

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      • redbavon

        E tu dici di non essere appassionata? Però hai fatto tuo lo spirito del Videogioco. Non ti odio – per carità – se non ami la Plestescion. È un approccio diverso, più maturo se vuoi, e anche più “industrializzato”.Perde, rispetto a Nintendo, del tocco magico e nella rincorsa al foto realismo erode la fantasia dei singoli, la capacità e la possibilità di immaginare il nostro mondo. È come quando fanno il film del tuo libro preferito: per quanto sia fatto bene e rispettoso dello spirito del libro, finisce inevitabilmente per spazzare via il tuo immaginario. TVB ❤️

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      • Tati

        Partiamo dal presupposto che adoro tutto il mondo del gioco ( se facevo la giocoliera ci sarà un motivo 😉 ) e in quello ovviamente rientrano i videogiochi…
        Direi che ci capiamo alla perfezione : mi interessa il divertimento spensierato, fine a se stesso ( che ci sono cose che DEVONO restare piacevoli solo per il fatto di esserlo senza altri scopi!), fatto di immaginazione e storie semplici ( che non vuol dire banali) e non necessariamente legate all’immagine reale delle cose.
        Anche io OsteMeraviglia ❤

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  • lucasthehig

    Davvero ben scritto, non vedo l’ora di buttarmi sulla parte 2.
    Comunque ricordiamoci che per il momento Sony è fallimentare sulle console portatili. La PSP ha fatto il suo magro corso, la PSP Go non se la ricorda nessuno e la VITA galleggia, ma con difficoltà. Nintendo è l’unica che ha sempre puntato un pieno “all in”, partendo dalla punta del suo recente successo, il DS. La WiiU è stata quasi imbarazzante, ma un passo falso ci può stare sebbene esoso (leggerò i motivi per i quali ritieni la WiiU una buona console eh ;D)
    Ovviamente, tutto ciò senza considerare che Microsoft non ci tiene particolarmente a tentare questa strada e con le ultime scelte che ha fatto si sta quasi scavando la fossa da sola.
    Piccola precisazione finale però… è Miyamoto non Myamoto.
    Keep forging ahead! 🙂

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    • redbavon

      Sony non ce l’ha fatta a battere Nintendo sul suo stesso terreno come successe in epoca della prima PlayStation, che – tanto per ricordarlo – nacque da un accordo finito male tra Sony e Nintendo. PSP e PS Vita (PSP Go proprio nata morta) sono ottime piattaforme, superiori tecnicamente alle corrispondenti Nintendo, ma i giochi sono troppo simili a quelli che puoi giocare sullo schermo grande…E vuoi mettere nella magnificaenza del 46 pollici! Microsoft non si avvicina nemmeno da lontano al mercato delle “portatili”, ha i suoi grattacapi per recuperare ciò che ha buttato alle ortiche con la One (la 360 è una signora macchina, io l’ho preferita a PS3, poi questa a fine ciclo di vita è risuscitata!). Che Switch possa rappresentare la convergenza tra console portatile e quella casalinga è tutto da dimostrare. Ma il tentativo va lodato e incoraggiato.
      Grazie per la correzione, che il grande maestro Miyamoto mi perdoni…Corro a correggere;)…L’avrò riletto non si sa quante volte e quella “i” si è nascosta bene.

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  • The Butcher

    Quello di Nintendo Switch è un argomento che sta facendo discutere tantissimo il pubblico. Hanno fatto una presentazione della console molto interessante (mai quanto quella disastrosa di WiiU) e il prodotto mi interessa.

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    • redbavon

      Wii U non è mai stata capita nemmeno da Nintendo, erano ubriachi dal successo della Wii, inquinato dai casual gamer e dalla pirateria. Wii si vendeva ai casual gamer perché potevi facilmente fare girare i giochi-pirata, per giunta gratis perché si scaricavano dal web.
      Switch ha un’idea più chiara per quanto difficile da comunicare per via della sua natura “ibrida”. Ha delle potenzialità che descrivo nella seconda parte, ma tutto dipende dal supporto delle terze parti, dalla capacità di Nintendo di mantenere diverse promesse e dal “sentiment” degli hard-core gamer, che sembrano averla accolta tra il tiepido e l’astioso. Non si fidano più di Nintendo, la virata verso i casual li ha spaesati ai tempi della Wii e pensavano alla Wii U come un ritorno ai vecchi fasti. Chi l’ha acquistata, è rimasto scottato, anche se non sono completamente d’accordo che Wii U sia star un completo disastro dal punto di vista del divertimento che ha saputo dare. Pochi ma buoni giochi potrei sintetizzare.
      Nintendo.
      Io ho fiducia in Nintendo proprio per la loro “filosofia” nel pensare al Videogioco, sono degli “artigiani” rispetto a Sony e Microsoft.
      Ma io forse non faccio testo perché ho già PS4 e Xbox One.

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      • The Butcher

        Non dico che WiiU sia stato un completo disastro ma che c’è stata una comunicazione sbagliata verso l’acquirente. Con la Wii e in seguito WiiU sono cambiate tante cose, nel bene e nel male. Con questo Switch spero che le cose per Nintendo vadano meglio.

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      • redbavon

        Su Wii U ci sarebbe da dire parecchio, ma se sei curioso di come la penso e non sei stanco dei miei pistolotti, ti lancio in pasto questo:
        Uai Uii iu? Why Wii U? Il perché della Wii U.
        Switch dovrebbe essere la summa della “lezione imparata”, ma lo è solo in parte. Se vedi i giochi presentati, c’è una doppia anima e non è chiaro neanche a Nintendo da che parte andare: vorrebbero la moglie ubriaca (casual gamer/ampliare il numero di clienti a livello di mercato) e la botte piena (conservare gli hard core gamer a loro leali). Non ci pensano minimamente a sottrarre quota di mercato a Sony. Gli utenti di PS4 preferiscono migrare alla Pro (prima o poi) anche se non hanno un televisore che supporta tutto quel ben di Dio. Sono fattori poco razionali e parecchio fluidi che intervengono.
        Nintendo con Zelda in lavorazione per Wii U ha colto l’occasione per avere un titolo killer application per il lancio di Switch, ma sembra più frutto di una “coincidenza” piuttosto che di una precisa strategia, scelta dall’inizio, per riportare “a casa” gli hard core gamer.

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      • The Butcher

        Penso che la Nintendo voglia cercare di avere una bella fetta di pubblico. Vorrebbe sia far in modo che la sua console attirasse un pubblico di casual gamer (quindi diciamo le famiglie medie) sia un pubblico esperto e preparato. Però cercare di accontentare entrambe le fasce non è un’impresa facile e penso che la Nintendo se ne renda conto. Comunque spero che questa Switch sia un ottimo prodotto è che riesca a sfornare titoli degni di nota. Già alcuni di quelli presentati mi hanno interessato. Speriamo nella Nintendo.

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      • redbavon

        Io l’ho prenotata subito, ma – ripeto – non faccio testo. Soddisfare le esigenze di due target con lo stesso prodotto, è un errore classico da evitare nel segmentare il mercato. Piuttosto può accadere che il prodotto/servizio possa soddisfare anche una parte delle esigenze di un altro target, ma dovrebbe essere marginale. Altrimenti il messaggio che passa è confuso alla base. La promozione ne risente, i messaggi cozzano come successo con Wii. Diciamo che Nintendo forse ha capito che senza il suo leale gruppo di hard core gamer non ce la fa a stare a galla: i casual vanno e vengono, non è fidelizzabile. Ma neanche prendere a calci nelle gengive i clienti fidelizzati è una mossa saggia…Comunque Mario è inaffondabile 😉

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  • vincenzomobys

    Da GROSSO (non specifichiamo il significato intrinseco estrinseco di tale aggettivo accostato alla mia persona) videogiocatore, non posso non avere questo nuovo gingillo ! Del resto nel mio apposito mobile è rimasto lo spazio lasciato libero dopo che ho venduto la Playstation 4. Adesso sono ai “minimi termini”, nel senso che posseggo “solo” la xbox One. Volli provare la Apple Tv ma da quel momento il mio portafogli mi guarda in cagnesco (per fortuna Apple ha il suo appeal e sono riuscito a sbolog…ehm… venderla). Mi stavo avvicinando alla wii-U ma poi un uccellino mi disse che Nintendo stava per partorire qualcosa di succulento. Ed eccoci qua. Grazie per post.

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    • redbavon

      Devi essere sicuramente un grosso estimatore del Videogioco per vendere la PS4 e al suo posto sotto la TV mettere la Switch! Sei paurosamente contro-corrente. E ti sei tenuto la One!
      Obbicienzo (permettimi di chiamarti con il suono del tuo nome dalle mie parti) ti dò il benvenuto in questa webbettola per la seconda volta perché sei pure un appassionato di videogiochi! Entri subito nel Club VIP….Anche dovrei crearlo da zero perché non c’è 😉
      Domanda: cosa ti ha spinto a vendere PS4 e preferire One? Il tarlo mi sta mangiando…

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      • vincenzomobys

        Mi resi conto che accendevo la Ps4 solo quando usciva il mio gioco superpreferito di sempre (dopo Kick-Off per Amiga), ovvero: Uncharted (unico gioco che ho SEMPRE portato a termine). Ovviamente dieci minuti dopo aver venduto la suddetta console è uscito l’annuncio di The Last of Us 2… Tipico del Mobys… Insomma due console per un casual game come me erano fin troppe ed avevo il “pallino” dell’Apple Tv. Così feci praticamente un cambio alla pari. Domenica andrò a prendermi un gingillo con dentro un miliardo di rom per giocare a Mame con il mio esimio 50″. Ho capito, anche per maledetti problemi fisici (i giochi troppo “mossi” come Call of Duty mi fanno venire il mal di mare), che sono un tipo da “giochetti senza pretese”, quindi mi dispiace per gli amici che mi aspettano a The Division sulla One, ma io tornerò al mio caro “Braccio i fierru” 🙂

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      • redbavon

        Sanntamadonnellabbbella! Separati alla nascita!
        Kick-Off e Sensible Soccer non lo vogliamo citare?
        Braccio di Ferro ce l’ho per Colecovision! (Quasi) Uguale al bar! In realtà ci andava vicino per l’epoca, ma c’erano ampi margini di miglioramento.
        Uncharted tutti finiti anche io, The Last of Us capolavoro assoluto!
        Non ho problemi di nausea con gli FPS e vista la carenza endemica di tempo ultimamente si prestano bene a una partitella-e-via, non necessitando di tempi biblici tra l’inizio e la fine. Halo per me è il Vangelo secondo FPS.
        Tempo fa acquistai un tablet JXD S7800 (se non erro) e per l’emulazione è una benedizione perché puoi anche collegarlo via HDMI alla TV.
        Mame ci gira bene anche se è un castigo di Dio configurarlo all’inizio. Il tuo nuovo gingillo come si chiama?

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      • vincenzomobys

        Una cosa fatta a mano a quanto capisco. Scatoletta con dentro Raspberry 3. Il kit è acquistabile anche su Amazon. Io ci spenderò 100€ perché non sono smanettone e preferisco una cosa pronta da montare per poi giocare. Vado altrimenti faccio tardi e becco un ” cartellino GAILLO” 😀😀😀

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