Quel mago di mio fratello JacOz

oz“E ricordati, mio sentimentale amico, un cuore non si giudica solo da quanto tu ami, ma da quanto riesci a farti amare dagli altri.” – Il Mago di Oz.

SA-CRI-PAN-TE! Sacripante, tanta la meraviglia per lo tsunamico commento di Jaco al mio umile ma onesto post “Aloha”, che mi si è risvegliata una cellulla pazza di memoria tirandomi fuori un verso di un sommo poeta di quando l’Italia era famosa per essere terra di poeti, santi e navigatori. Quando ero giovane, eravamo già ridotti a una citazione su una maglietta “Italians do it better”, ora “Bunga bunga”. Le spoglie dell’Alessandro Manzoni perciò non resteranno attonite al nunzio del suo verso che sto per dedicare a Jaco: Jaco di mille voci al sònito, mista la sua non ha.


Subito ho buttato giù la mia prima sensazione perchè tanto le dita – si sa – quando vedono quella zoccola della tastiera, si eccitano come un adolescente in pubertà al primo incontro con la ragazza più bella del bigonzo (e lei lo sa). Ma ora mettiti comodo perchè – Can you feeel it, Can you feeel it, Caaaan you feeel it (feat. Jackson Five “Can you feel it”) –  come il fulmine tenea dietro al baleno, dopo il tuo commentONE, sicuro è il mio commenTWO (pessima, ma la dovevo scivere, deh!).
Dunque, la prendo alla lontana, astenersi lettori mordi e fuggi, per voi ci sono i bigliettini nei Baci al cioccolato. Non è spocchia o randellata a titolo gratuito, è avviso ai naviganti. Beware of flutti e onde anomale di lettura multi-strato e pensiero lateral-obliquo: solo per coraggiosi marinai e solidi scaf(at)i.
E con questo i due-tre che gironzolavano da queste parti, Olè, se ne sono andati. Rimaniamo io e te, Jaco. Sigaretta? T’LAcK…ffffffff….Caccio via una grossa boccata di fumo e…si inizia per davvero.

Stamattima, già era prevista giornata piena, quindi anima in pace, dopo la doccia mattutina, i miei sensi erano attivi peggio di quell’Uomo che se ne va vestito come un Ragno, anche se non è Carnevale. Ma che gli frega, lui CI HA i superpoteri. Ce li avessi io, andrei in giro pure in mutande e se uno mi facesse una smorfia per sberleffo, lo incarto con la ragnatela a testa in giù e lo appendo a un pennone tra la bandiera greca e quella tedesca, in segno di monito alla Community Europesca. Tale è l’attuale “politica” ispirata alla mattanza dei popoli come in una tonnara.

In tale bailamme di operosa attività mattutitna, l’ io-telefono mi notifica che c’è un commento sul blog. Il mio smartphone è poco “smart”, ha un ego molto sviluppato e riesce con precisione da cecchino a scegliere sempre il momento sbagliato. Deve averlo progettato quella mia zia che riusciva a telefonare sempre nel momento esatto in cui non c’era nessuno a casa e quasi quasi mi faccio uno shampoo, entro nella doccia, tutto insaponato con tantissima schiuma soffice, morbida, bianca, lieve, lieve, sembra panna, sembra nnneve…Sciampooooo Sciaaaaampooo Sciammmpoo. Seconda passata. Drrrrrrin!

Al tocco dello schermo, si illumina e…SBAM! Appare una spataffiata che inizi a scorrere con il dito, ma pare essere finiti nel labirinto di Pac-Man: esci a destra e rientri a sinistra, non ha apparente fine. Vedo la firma dell’autore “Jaco72” e approvo con risoluta schiacciata di dito sull’apposito segno “v”, senza tema che nel tumultuante testo vi siano in realtà maleparole e maledizioni assortite al mio indirizzo, ai tre quarti della palazzina mia e  quella della mia famiglia nonchè mia razza salente e scendente. Giornata piena e non è perchè mi devo atteggiare a uomo dai molteplici impegni: sono fatti miei [cit. spot TV Raz Degan]

Pregusto, dopo la cena, una sacrosanta lettura rivelatrice che, contrariamente alle aspettative del mio Narciso, invece di essere un gradito commento di approvazione o di costruttiva critica, potrebbe farmi piombare in una puntata della trasmissione Kazzenger, meglio nota come Voyager, i misteri della miseria televisiva e unico caso di legalizzato trollamento mediatico ai danni dell’abbonato RAI, dandogli l’UNICA ragione davvero valida per non pagare il canone l’anno che verrà.

Disbrigate le ultime formalità tipo mandare la lavastoviglie (Santa subito!), pulire la tavola da ogni micron di briciola o residuo atomizzato di cibo,  ritirare a lucido “come nuovo” il lavello in acciaio bastardo che non si scalfisce con una sega circolare ma si macchia abbbestia con una goccia d’acqua, finalmente è giunto il momento sacro per soddisfare la curiosità, che se è vero “che è femmina”, allora mi sa che devo pure fare “outing”.

Ho la fortuna di avere un bel giardino condominiale e un albero bellissimo di banano (prima o poi, ne scriverò), compagno di tante nottate e quasi albe: il banano, la sigaretta, io e un bicchiere di ratafìà o, in assenza di tale nettare preferito, altro alcolico stimolante una gran folla di pensieri, parole, opere e omissioni. Ammmèn.

Esco, mi siedo sui gradini oltre la porta-finestra che dà sul giardino, scambiamo uno sguardo d’intesa il banano ed io. Mi accendo la sigaretta. Socchiudo gli occhi per gli attimi che il fumo sale in alto lungo la faccia, investendomi con il suo carico da 1015 (10 seguito da 15 zeri) di sostanze ossidanti e irritanti. 

Caccio la prima bella boccata e inizio a leggere. Pausa. 

Vado, ho bisogno di una sigaretta prima del rush finale.

Rieccomi, dita impuzzolentite dal fumo (ragione per cui passerò ai mini-Montecristo, appena comprati), veniamo al commento del commento. Contorsione mon amour.

A trovare una metafora per il tuo modo di scrivere, visto che sei un fratello di joypad, non ti sorprenderai se lo spunto mi viene da un videogioco, “Alien Isolation“. Lo sto giocando di notte sia per esigenze di tempo che non ho (e che sottraggo al sonno dei Giusti) sia per aumentare l’effetto, in rigoroso ordine di apparizione, “ansia->terrore->mutanda sbafata”. Per i non-addetti-ai-videogiochi, “Alien Isolation” è uno dei più riusciti adattamenti videoludici alla celebre serie cinematografica di fantascienza, iniziata da Ridley Scott, proseguita da un James Cameron in stato di particolare grazia e poi…lasciamo perdere. Un videogioco, che a volerlo rinchiudere in un concetto fruibile anche ai non-addetti-ai-videogiochi, è una rivisitazione in forma digitale del “nascondino” con la variante che, invece di doverti nascondere dal bambino più bullo del cortile incavolato abbbestia perchè ha perso la conta per chi “andava sotto”, ti viene a cercare un alieno brutto e cattivo, alto tre metri, silenzioso e mimetico come Solid Snake, più veloce di Usain Bolt, munito di zanne, artigli e uncini che non disdegna di utilizzare perchè ha un pessimo carattere e perchè è brutto e gli tirano le pietre…Con il solo effetto che gli rimbalzano e lo fanno inca##are di più.

Alien-Isolation-XenomoephFinita la dotta esposizione di cotanta cultura videoludica, espediente per aumentare la tua aspettativa e curiosità (e definitivamente eliminare l’ultima resistente fronda di lettori di passaggio), sveliamo l’originale quanto balzano legame. Citazione del dialogo in Alien tra la testa mozzata dell’androide Ash e Lambert :

Testa di Ash: Ancora non capisci con che cosa hai a che fare, vero? Un perfetto organismo. La sua perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità.
Lambert: Tu lo ammiri.
Testa di Ash: …Ammiro la sua purezza. Un superstite… Non offuscato da coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità.

Jaco, in quello che scrivi, come lo scrivi, ravviso quella “purezza” ammirabile, a volte “ostile” alla comprensione facile, allo stile “take-away” dei media, dei sistemi di instant messaging o social network. Io ti ammiro, come Ash. La reazione più comune (e legittima) potrebbe essere quella di paura di Lambert, ma ammiro la tua purezza, sei un superstiteNon offuscato da coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità.

E non è un salamelecco procacciatore di reciproci “follow”, “ai laik” o “pinning”, ma la spontanea voglia di ribadire la bellezza – sì la Bellezza – di scrivere for no one e, nonostante your day breaks, your mind aches continuare a volerlo condividere con chiunque passi di qui, con l’umiltà e l’attenzione che sia sempre un atto di generosità, non di vanità.

Uno, nessuno, centomila rappresentano una statistica per Google Analytics, sicuramente gratificante per il blogger: oggi c’è stato il picco mensile di visite y ni lo sepas cuanto lo aprecio, con toda mi alma y corazon. Che poi gli internauti in media siano stitici di dita, beh è motivo di svariati (sup)post qui in giro, ma se iniziassero tutti come te, io quando finirei “Alien Isolation“?

“E ricordati, mio sentimentale amico, un cuore non si giudica solo da quanto tu ami, ma da quanto riesci a farti amare dagli altri.” – Il Mago di Oz.

Tu resta così, non cambiare, stesso sole (oggi caldissimo anche qui), stesso mare virtuale. Chi vorrà partecipare, condividere o semplicemente leggere è sempre benvenuto. L’importante è che lo faccia con la tua “purezza” espressiva , senza compromessi e qualche divertente numero di “magia” con le parole.

Si è fatta l’ora che i vampiri stanno nel meglio, la partita a nascondino con lo xenomorfo nella mia PS4 è rimandata, Morfeo mi batte sulla spalla destra e sento appesantirsi – insieme – le palpebre e le dita.  Non resta che salutare come da tradizione epistolare con carta,  penna e calamaio. Il mio saluto non può che essere un rinnovato…

…Aloha!

Onda sonora consigliata: For no one – The Beatles

Nota: la prima versione pubblicata intorno alle 2 di notte era funestata da refusi e qualche nefandezza di analisi logica. Ho apportato qualche pezza…Anche se si è persa quella “purezza” ostile.

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