Intellivision Flashback console

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Davanti a questa scatola, mi è venuto da esclamare:”Apriti sesamo!”. Oui, je suis BaVAladin!

Se vivessi negli USA,  a ottobre del 2014, aggirandomi per Toys”R”Us mi sarebbe venuto sicuramente un colpo al cuore perché sugli scaffali avrei trovato esposta una scatola con su scritto “Intellivision”.

A guardare bene, non proprio l’Intellivision, ma una console “plug & play” che replica l’Intellivision e diverse decine di giochi, tra cui un buon numero di cassette che ho desiderato e mai avuto, alcuni grandi classici e qualcuna misconosciuta.

La confezione urla “60 built-in games!”, sessanta giochi!  Il tempo di girare il retro dello scatolone e vedere in fila le immagini dei giochi, sebbene in versione francobollo: fuck the presbiopia! Quelle confezioni le riconoscerei anche se miniate dai maestri cesellatori cinesi dei chicchi di riso!

E i cinesi c’entrano. La società produttrice di questo bengodi a oltre 30 anni di distanza, è la cinese AtGames, già nota per avere prodotto diverse versioni di una console replica dell’Atari VCS, del Mega Drive e del Colecovision.

Così, qualche tempo fa, grazie a un importatore inglese, questo baule di ricordi si è materializzato anche sotto la mia TV: è l’Intellivision Flashback.

L'Intellivision Flashback è poco più grande ed è più leggero di un joypad per PlayStation 4

L’Intellivision Flashback è poco più grande ed è più leggero di un joypad per PlayStation 4

La console è una piccola scatola di plastica che replica in scala ridotta l’Intellivision originale. La sua estrema leggerezza fa capire subito che all’interno, senza neanche bisogno di smontarla, trova posto una piccola scheda madre con un paio di chip e le porte per i controller. A giudicare dal peso, le dimensioni della console sarebbero potute essere quelle di un pacchetto di sigarette.

L’alimentazione è esterna grazie a un piccolo trasformatore che termina con una spina americana di tipo A, cioè quella con due lamelle piatte: è sufficiente un semplice adattatore alle nostre prese elettriche, nessun problema di voltaggio. Essendo un prodotto per il mercato statunitense, la console funziona con TV in formato NTSC or multisistema: tutte le TV moderne sono ormai multisistema, potreste avere dei problemi solo con dei vecchi CRT.

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Gli unici due pulsanti presenti sulla console sono quelli per il “reset” e l’accensione, differenti da quelli originali poiché di forma rotonda e non rettangolare. Sessanta giochi sono preinstallati sulla scheda madre. Manca lo slot per inserire le cartucce. Non sono presenti gli alloggiamenti per i pad (grande scelta di design persa nel tempo, che evita di avere controller e fili in disordine). Non vi è alcuna  porta di comunicazione all’esterno (SD card, USB o Ethernet), quindi il prodotto è “a scatola chiusa” e non è upgradabile in nessun modo. In verità qualcuno lo ha già modificato e parecchio in meglio.

I controller sono repliche esatte degli originali, nel bene e nel male (soprattutto dei polpastrelli), sebbene di dimensioni inferiori e garantiscono una migliore presa nella mano: ciò si traduce in una migliore risposta del disco direzionale, del tastierino e, perfino, dei tasti laterali, che necessitavano di un certo contorsionismo delle dita per essere pigiati.

Come nell’originale Intellivision, su ogni tastierino numerico è possibile inserire una mascherina plastificata personalizzata per ogni gioco, che funziona da “memo” delle funzioni assegnate ai tasti; utilissime sopratutto alle prime partite e comunque importanti nei giochi più complessi. La confezione dell’Intellivision Flashback contiene però solo dieci paia di mascherine per altrettanti giochi, le altre cinquanta andrebbero acquistate a parte (sono già esurite).

La potenza è nulla senza il controller

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i joypad sono di dimensioni inferiori rispetto all’originale, ma il feeling è rimasto invariato. Perfino il tastierino in mylar (PET) è identico al tocco.

I controller sono l’elemento essenziale di questa nuova console. La comparazione con gli emulatori software, che esistono da moltissimo tempo su PC è inevitabile. Questi software, alcuni gratuiti, altri venduti come compilation di giochi, emulano perfettamente le cassette dell’Intellivision, ma falliscono miseramente quando si va ad analizzare l’esperienza di gioco. Vista l’originalità e complessità dei controller dell’Intellivision, usare la tastiera è consigliabile solo a un sadomasochista o un dattilografo estremista. Mappare i sedici tasti del controller Intellivision è al di fuori della dotazione, sebbene ben fornita, degli attuali joypad, senza considerare che poi occorrerebbe impararne a memoria la disposizione. Insomma, l’emulazione software dell’Intellivision è un bell’esercizio di programmazione e un’opera meritoria per la conservazione della memoria di questo patrimonio videoludico, ma l’esperienza di gioco ne esce annichilita, distrutta. Prova ne sono le recensioni delle compilation per Xbox, PlayStation 2 e Gamecube, che concordavano tutte sulla quasi ingiocabilità di buona parte dei giochi, non per motivi di trascuratezza tecnica, ma per mancanza di un controller adatto.

Intellivision Lives! per PlayStation 2, Gamecube e Xbox ci provò a fare rivivere l'Intellivision, ma senza il suo controller, l'esperienza di gioco era frustrante

Intellivision Lives! per PlayStation 2, Gamecube e Xbox ci provò a fare rivivere l’Intellivision, ma senza il suo controller, l’esperienza di gioco era frustrante

“Vayomer Elohim yehi-or vayehi-or” (“Dio disse sia fatta la luce e la luce fu”)

Ho disposto la piccola console come una reliquia sacra sul mobile sotto la TV e, sebbene la nuova arrivata fosse la più piccola tra tutte le reginette del divertimento elettronico moderno, spiccava dal resto come la più bella invitata alla festa.  Il momento del primo avvio di una console è per me un momento sacro, ammantato da un’aura di religioso timor di Corto Circuito. In questo primo avvio c’era anche qualcosa di più, addirittura biblico: c’era la gioia compressa del papà al quale hanno annunciato l’arrivo del figliol prodigo e, in trepidante attesa sull’uscio di casa, ne vede la silhouette in lontananza.

L’accensione è il momento della verità.

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Una delle 6 schermate del Menu di selezione di giochi

Tutto funziona e la prima schermata appare: un menu piuttosto scarno, al limite della sciattezza, enuncia i primi titoli del bengodi dei 60 videogiochi promessi e illustrati sul retro della confezione della console. La navigazione nel menu è di una tale farraginosità che le prime bestemmie iniziano a detonare al nostro interno, ma per non rovinare la festa, vengono compresse in attesa di vedere ciò che conta: i giochi. Inizio anche una silenziosa preghiera. I titoli dei giochi sono disposti su due colonne e l’elenco è distribuito su più schermate: per scorrere i titoli dei giochi sulla colonna occorre muovere in direzione “su” e “giù”, per spostarsi di schermata occorre muovere in direzione destra e sinistra. Per rendere meglio l’idea del “pasticcio” dell’interfaccia: immaginate su un foglio Excel di volere cambiare colonna e posizionarvi su quella accanto, pigiate il tasto con la freccia a destra e invece di vedere il cursore sulla colonna di destra, vi ritrovate su un altro foglio!

A ogni selezione di gioco, andrà in scena questo “balletto”: volete selezionare nella schermata il gioco sulla colonna di destra, premete il disco in direzione destra e verrete trasportati all’altra schermata con un elenco parziale di altri giochi. Fatevene una ragione e acquistate un pacchetto “deluxe” di indulgenze in vendita in tutte le migliori parrocchie.

Sarebbe stata cosa buona e giusta che il menu fosse presentato come un elenco scorrevole verticalmente e per ogni gioco fosse presente una breve descrizione, un’immagine del pad riepilogativa dei comandi, la foto della confezione e una schermata. Cose viste in altre compilation similari, non miracoli.

Iniziamo male. L’impressione è che AtGames si sia limitata a eseguire il suo “compitino” e non si sia posta come obiettivo prioritario il ricreare “ l’Esperienza”, che le persone ricordano e che, con tutta probabilità, è il motivo per cui sborseranno la sudata grana. Non parlo nemmeno di quella particolare attenzione ai dettagli in un’ottica “fan service”, bensì di una semplice cura del target elettivo, cioè gli ex-possessori di Intellivision, che oggi hanno anche una certa età.

l’Intellivision Flashback sembra, infatti, realizzato come videogioco per i bambini più piccoli a basso costo (in USA il prezzo iniziale era di circa 40 dollari, oggi si trova tra i “clearance” a 15 dollari ). Non mi stupirei se nei grandi magazzini fosse nel reparto “giocattoli” e anche nel ripiano più basso. Il “retrogaming” è stato utilizzato solo per attirare il vero decisore dell’acquisto sulla base di un rinomato e senza scampo effetto “nostalgia nostalgia canaglia”.

Due immagini valgono più di mille parole. A destra una schermata del Baseball per Atari VCS; a sinistra il Baseball per Intellivision. Home run per Mattel!

Due immagini valgono più di mille parole. A destra una schermata del Baseball per Atari VCS; a sinistra il Baseball per Intellivision. Home run per Mattel!

I 60 giochi inclusi rappresentano una selezione di tutto rispetto, sebbene non sia la “collezione definitiva” a causa dell’assenza, per motivi di “copyright”, di titoli di “terze parti” come Imagic, Activision, Parker Brothers e anche a qualche titolo Mattel come Lock’n’Chase, Masters of The Universe, Bump’n’Jump, Burgertime e i due titoli dedicati a Tron. Ma non si può avere tutto dalla vita (digitale). Ottima l’inclusione di alcuni titoli per l’Intellivoice, che necessitavano di questo modulo hardware aggiuntivo per ottenere il primo esempio di sintesi vocale. All’epoca, posso assicurare, era roba da rimanere con la mascella a terra. La sintesi vocale non è perfetta, ma i suoni sono piuttosto chiari e intellegibili.

Vi è anche un certo numero di giochi definiti da AtGames come “unreleased”, cioè quei giochi che non riuscirono a essere pubblicati prima che il mercato collassasse e si portasse dietro anche la divisione elettronica di Mattel. In teoria, delle “perle rare”, in pratica un contenuto interessante, se fosse stato meglio documentato. Le istruzioni sono limitate a poche pagine di libretto sull’ermetico andante e per i titoli più complessi o gli “unreleased” occorre smanettare sul web per trovare quanto necessario per capire come giocare: un grazie a Mark Thompson che ha riunito in un unico file pdf tutti i manuali originali dei giochi dell’Intellivision Flashback. Anche intv.mphokie.com è un’ottima fonte di manuali e altre memorabilia dell’Intellivision.

Insomma, anche nel caso dei titoli “pubblicati per la prima volta” si ha l’impressione che questi contenuti siano stati inseriti per “fare numero”.  L’elemento essenziale, oltre al videogioco in se stesso, è la memoria dei momenti passati divertendosi insieme alla famiglia o agli amici: un videogioco “nuovo” per Intellivision di certo oggi non impressiona e non riuscirebbero a regalarlo nemmeno nelle confezioni di corn-flake (anche se certe “app” sfigurano per giocabilità rispetto a certi giochi dell’Intellivision).

A che gioco giochiamo?

I miei figli di 5 anni giocano a Shark!Shark! Non siamo mio fratello ed io...O forse un po' sì

I miei figli di 5 anni giocano a Shark!Shark! Non siamo mio fratello ed io…O forse un po’ sì

L’hardware ha i suoi pregi, per la presentazione e la documentazione si poteva fare di più, ma i giochi come sono?

Di seguito l’elenco dei titoli, in grassetto quelli che nella mia memoria o esperienza sono dei “classici”:

Armor Battle • Auto Racing • Astrosmash • Backgammon •Blowout (unreleased) •Body Slam! Super Pro Wrestling •Bowling •Boxing •Bomb Squad •Brickout (unreleased) •Buzz Bombers • B-17 Bomber • Checkers • Chess • Chip Shot: Super Pro Golf • Crown of Kings (ovvero Advanced Dungeons & Dragons) • Deep Pockets: Super Pro Pool&Billiards (unreleased) • Frog Bog • Golf • Horse Racing • Hard Hat (unreleased) • Hover Force • Learning Fun I • Learning Fun II • Las Vegas Poker & Blackjack • Las Vegas Roulette • Math Fun • Minotaur (ovvero Advanced Dungeons & Dragons: Treasure of Tarmin) • MotocrossNight StalkerPinball • Royal Dealer • Sea BattleShark! Shark! • Sharp Shot • Slam Dunk: Super Pro Basketball • Slap Shot: Super Pro HockeySnafuSoccerSpace ArmadaSpace Battle • Space Cadet (unreleased) • Space Hawk • Space Spartans • Stadium Mud Buggies • Star Strike • Sub Hunt • Super Pro Decathlon • Super Pro Football • Spiker: Super Pro Volleyball • Takeover (unreleased) • TennisThin Ice • Thunder Castle • Tower of Doom (ovvero il terzo capitolo di Advanced Dungeons & Dragons) • Triple ActionUtopia • Vectron • World Championship Baseball • Word Fun.

C’è davvero da divertirsi tra sparatutto, battaglie navali, giochi di carte e scacchi, corse di automobili, moto e cavalli (?!), puzzle, i primi due Advanced Dungeons & Dragons (il terzo ha un bug per cui la collisione con i mostri non funziona) e i mitici sportivi in cui Intellivision davvero eccelleva.

Pubblicità di questo genere, facevano perdere diottrie e sbavare copiosamente

Pubblicità di questo genere, facevano perdere diottrie e sbavare copiosamente. Notare la grafica nel riquadro in basso, un contrasto tuttavia di forte potenza evocativa.

Non sono un “esperto”. C’è chi riesce a percepire differenze di hertz nel suono emulato o un lag di micron nella risposta dei comandi a schermo tra il gioco originale e quello emulato. Certo è che viste le differenze tecnologiche rispetto agli anni Ottanta, sarebbe lecito attendersi un’emulazione al 100% fedele all’originale. Ma esistono vari motivi per cui ciò non è scontato e non lo è nemmeno in questa Intellivision Flashback.

L’Intellivision Flashback compie il suo compito egregiamente. I segnali di output sono il minimo sindacale: l’output video è composito (jack giallo dietro la TV), l’output audio è mono (jack bianco). Tuttavia, è una miglioria non indifferente visto che la console originaria si collegava alla TV con un sintonizzatore TV e il cavo antenna. L’immagine a video è  – sorpendentemente per l’output composito – cristallina e nitida, nettamente meglio dell’originale e, considerati i noti problemi di “impastamento” dell’immagine che hanno tutte le vecchie console una volta collegate a uno schermo LCD, fa gridare al miracolo!  A essere pignoli, i colori sono un po’ saturi, ma il pignolo di turno può mettere mano al telecomando della TV e trovare il giusto bilanciamento.

La risposta ai comandi è perfetta. Il banco di prova è Triple Action e, in particolare, il “gioco dei biplani” in cui occorre manovrare in velocità, utilizzando il disco con accortezza per le cabrate e le picchiate e abilità per le uscite controllata dagli stalli. Se la risposta avesse anche un piccolo ritardo, il risultato sarebbe una fila di schianti subito dopo il decollo. Mio fratello ed io, che a Triple Action abbiamo inanellato un numero impressionante di sfide all’ultimo proiettile (e sberleffo), abbiamo messo mano ai pad con una certa trepidazione: sono state sufficienti due partite per recuperare “la mano” alla cloche e svolazzavamo sullo schermo con una naturalezza sorprendente, come se non fossero passati 30 anni dall’ultima partita!

In conclusione, l’Intellivision Flashback funziona e restituisce quasi intatto il piacere di quei momenti in cui, seppure bambini, fummo pionieri e assistemmo all’alba del divertimento elettronico. Rimane solo un’ombra di retrogusto amaro perché, con un minimo sforzo in più da parte di AtGames, avremmo potuto avere sotto la TV un autentico “gioiello” di console.

L’assenza di una documentazione è forse il difetto più grave in quanto rende l’esperienza meno “plug & play” di quanto la vetustà della console e le immagini dei giochi possano fare intendere. Non fatevi ingannare dalla semplicità della grafica poichè alcuni giochi avevano già un buon grado di complessità e i 16 tasti non erano messi lì “per bellezza”. Per alcuni giochi, è necessario un po’ d’impegno e il sano esercizio di un minimo di materia grigia. Ne trarrete soddisfazioni.

Gli appassionati “duri e puri” potrebbero storcere la bocca di fronte a piccole imperfezioni dell’emulazione, la sciatteria della presentazione e l’assenza di una valida documentazione; per tutti gli altri che vogliono ritornare alle radici del Videogioco, quando si gridava al miracolo quando “era quasi uguale al bar”, raccomando questa console perché ci ricorda che la Meraviglia non è nella grafica, nella risoluzione video o nei teraflop, ma è nella nostra immaginazione e voglia percorrere nuovi “mondi”. E conservare questa capacità anche da adulti è rendere onore a Icaro, al suo sogno e potere scrivere, a caratteri cubitali su un muro: “Icaro non era un pirla”.

Non solo per bambini. Pubblicità di Lock'n'Chase per Intellivision. La Vidiot t-shirt è una genialata.

Non solo per bambini. Pubblicità di Lock’n’Chase per Intellivision. La Vidiot t-shirt è una genialata.

OndE sonorE consigliatE:
Era il 1983…
In ossequio alla cinese AtGames, produttrice di questa console, che tra pregi e difetti, è pure sempre una figliol-prodiga
China Girl di David Bowie

Era il 1983…
Come ringraziamento ai sogni a occhi aperti che l’Intellivision mi ha permesso di fare:
Sweet Dreams di Eurythmics

Informazioni su redbavon

https://redbavon.wordpress.com/about/ Vedi tutti gli articoli di redbavon

10 responses to “Intellivision Flashback console

  • tiZ

    come mi piacerebbe tornare a giocarci !!!

    ma le hai conservate tutte?????

    Liked by 1 persona

  • Pupazzovi

    L’originale resta sempre er mejo….. 😀

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    • redbavon

      Sì e no.
      “No” perchè…
      Tutto ciò che ha un contenuto “tecnologico” tende a diventare inutilizzabile o di difficile fruizione. Il Consumismo ha gioco facile con la Tecnologia a programmare sistematicamente l’obsolescenza precoce.
      L’Intellivision si collega con il cavo dell’antenna e ricordo che, già allora. dovevi un po’ penare per cercare il segnale più “pulito” possibile. Considera che lo spinotto con il tempo si usura e le saldature all’interno tendono a cedere. Se pure riesci a beccare il “canale”, gli schermi moderni tendono a “impastare” l’immagine sia per risoluzione troppo bassa sia per la gestione del colore, senza considerare altre amenità più tecniche connesse alle differenze tra segnale analogico (Intellivision) e digitale (TV LCD). Insomma l’effetto sulle TV attuali può essere peggiore di quello su un vetusto Grundig a valvole. Pertanto è benvenuta la “copia” dell’originale.
      “Sì” perchè…
      La cartuccia ha senz’altro il suo fascino, che vira al feticismo. Le immagini sulla scatola, le schermate sul retro, l’apertura della scatola, l’inserimento della cartuccia, il libretto delle istruzioni (ah quell’odore come mi piaceva!). Non mi separerei da quella “zavorra” di carta e plastica nemmeno se un giorno la console decidesse di raggiungere il Dio Byte! Forse non avrei nemmeno il coraggio di buttarla la console…

      Il discorso tra Intellivision e questa console Flashback è similare, con i dovuti distinguo, al discorso tra “pirateria” e “originale”.
      Se vuoi, qui trovi un mio vecchio post sull’argomento: Sono un pirata (digitale), sono un signore (virtuale)

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  • Johnny Cornerhouse

    Questa è una vintaggeria veramente vintaggia molto più di quello che avrei potuto mai immaginare. Robbba più anziana di me! Respect Brogger!

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    • redbavon

      In Grog & Brogger We Trust!
      Contento che ti garbi questo revival. I Classici dovrebbero essere in ogni casa di gamer che si rispetti yo!
      Black4more con Atari e Colecovision. Promesso.
      (Quando sono in deriva vintaggia non so perché mi piglia di infilarci il gergo sgarzoncello…Sarà che mi fa rivivere quei momenti di tanti anni fa. Mah!)

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  • The Butcher

    Davvero affascinante. Hai elencato molto bene pregi e difetti di questa Intellivision Flashback.

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