Disco Boy

Voglio ballare con te e stringerti forte tra le braccia tutta la notte

Come ogni sabato sera, vado a ballare in discoteca. Un locale diverso, ogni uguale sabato sera. Mi guardo in giro. Butto il mio sguardo nella folla, come la rock-star che si lancia dal palco sulla folla. Una foresta fitta di braccia e mani sostengono la rock-star; il mio sguardo atterra con un tonfo sordo a terra, sul pavimento della pista da ballo. L’attimo prima di venire maciullato da tanti tacco-12, ritiro il mio sguardo e vado al bancone. Ordino una vodka per sentirmi a posto. La vodka ha effetti deleteri sulla mia lucidità, ma ha l’indubbio vantaggio di annebbiare la percezione della realtà quel tanto che serve per farmici sembrare a mio agio e con una velocità assai superiore della birra o del vino. Cocktail, no. Non amo queste misture che non mi fanno capire cosa sto bevendo. Voglio capire cos’è che via via mi provoca deficit di coordinazione, linguaggio impastato, rallentamento psichico. La vodka è sincera. Se le parole escono dalle tue labbra e il tuo cervello le registra prima come “estranee”, poi le riconosce come “tue” e ,alla fine, le archivia come “strane”, sai chi è stato. Se cammini e i tuoi passi diventano incerti e barcollanti come quando avevi 2 anni e andavi in giro con il pannolino, sai chi è stato. La vodka non ha colore. Ci vedi attraverso. La vodka è trasparente.

Bevo la mia vodka d’un fiato…Aaaah mi sento bene. Faccio un cenno con il pollice verso al ragazzone che sembra uscito da un giornale patinato di moda, ma è finito dietro al bancone a servire drink: mi versa un altro pò di quel liquido trasparente che mi dà finto sostegno e una sana spintarella, oltre.  Il locale è pieno, non riesco  a intravedere il pavimento, dappertutto colori, visi, luci, gambe dappertutto. Labbra che bisbigliano in un movimento asincrono con la musica che martella con i bassi e sovrasta tutto, occhi che si cercano, corpi che si sfiorano, ci sono tante coppie che ballano. Io sono solo. Mi metto in un angolo e resto lì a guardare.

All’improvviso TI VEDO.

Sei lì che balli, anche tu insieme alla folla, in mezzo a tutta quella gente. I tuoi fianchi ondeggiano. Ondeggiano e io rimango incantato, come quei cobra nei cesti al suono del flauto. Non so cosa fare. Voglio parlare con te, ma la mia bocca è secca. Maledico me stesso perchè non riesco a trovare il modo per sgusciare via dalla mia timidezza, DEVO trovare una scusa per rivolgerti la parola e passare anche un solo momento vicino a te. Fissare i tuoi occhi da vicino, respirare il tuo profumo.

Voglio essere il ragazzo che balla con te, qui. Stasera. Anche solo per stasera. Voglio ballare con te e stringerti forte tra le braccia.

Il modo in cui ti muovi, fa movere farfalle nel mio stomaco. Non ti fermare. Continua, ti prego. Più ti guardo, più i miei occhi ne chiedono ancora, il mio corpo non può più fare a meno di venirti vicino e se non trovo il modo, una scusa per avvicinarti, finirà per separarsi da questo uomo folle, così folle da farsi scappare una come te. Non voglio essere io il folle che si lascia scappare questo momento, anche se destinato a durare solo stasera, per stare vicino a una come te.

Il modo in cui ti muovi, mi fa sentire come …non mi sono mai sentito, è strano, annebbia, avverto difficoltà nell’articolazione di pensieri sensati, se ti rivolgessi la parola in questo preciso momento sono sicuro che pronuncerei la Madre di tutte le Fesserie. Alla tua vista, balbetta la mente, l’impulsività dei sensi scardina il recinto della logica, barcolla ogni mio interesse e considerazione per la realtà, perde di ogni significato la valutazione delle conseguenze, scarico tutta la zavorra! …Avverto un rallentamento psichico. E non può essere la vodka: non ho finito nemmeno la seconda!

Non riesco a distogliere lo sguardo da te, i miei occhi e tutti i miei sensi seguono i tuoi movimenti come se fosse una scena al rallenty. Potessi davvero rallentare il tempo, durerebbe di più. Sto davvero impazzendo, devo trovare un modo per venire da te. Voglio essere il ragazzo che balla con te, qui. Stasera. Anche solo per stasera. Voglio ballare con te e stringerti forte tra le braccia.

Ma come puoi pensare che una come lei possa guardare proprio uno come me?!… Non so che fare. Allora, vado di nuovo al bar per un’altra vodka. Sì, mi serve un’altra vodka per pensare, trovare la soluzione. Sì, un’altra vodka per sentirmi un tipo a posto. Il tipo giusto per te.

Cinque vodka più tardi, ho un piano.

Tiro fuori tutto il coraggio che ho. Sono un uomo (o no?!?) e devo comportarmi di conseguenza (Sìììì!!!). Mi faccio largo tra la folla e inizio a ballare lì, proprio davanti a te. Accorrete gente, venite a vedere come si balla veramente, cadrete in trance, guardando i miei passi al ritmo di questa discodance. Avvicinatevi, tenete gli occhi fissi su di me e le orecchie spalancate a questa canzone che dedico a te:

Non male eh?...Non male davvero il disco di Shantel, DJ tedesco di successo, che miscela musica balcanica e gitana con musica elettronica. Ascoltate la canzone "Disko Boy"...vi sentirete in discoteca a Istanbul!...Spiazzante!

 

yabadabaday yoboboboboy
I wanna be your disco boy
I wanna dance with you and i hold you tight
I wanna make you mine tonight

Onda sonora consigliata: DISKO BOY (da Disko Partizani di Shantel)

 


Si ringraziano: 

Disko boy (Shantel), Hypnotic (Craig David), il modo di camminare di alcune donne, Dance Central per Kinect (Xbox 360 )

 

 

Informazioni su redbavon

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11 responses to “Disco Boy

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