Cartelli paradossi #7 – A zonzo per Napoli, il fumo fa male

Terza foto a zonzo per Napoli: scuusate, tenite 'na sigaretta? Altra foto di Napoli, colta da mia sorella a zonzo per la città. Dopo lo street-food, un esemio dell'ingegno o dell'arte di arrangiarsi napoletano: lo street-smoke. Su questo bancariello, bene attrezzato e tutto sistimate, la gentile clientela fumatrice può trovare "tutto quello che serve" per …

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WordPress: categorie e tag, chi erano costoro?

Nel tentativo di venire in aiuto a xoxangelxox sull'utilizzo dei tag e delle categorie nel post Help: WordPress & Tag, mi sono reso conto che stava venendo giù un commento-fiume (sai che novità...), ma sopratutto che la risposta poteva essere utile anche ad altri (o forse no). Non sono un "addetto ai lavori" e gli …

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Stop Making Sense. I Talking Heads hanno ragione.

Mentre ero in fase di revisione di un post sull'utilizzo di tag e categorie - mi sono cimentato in una roba nuova sul te(c)NNico-Andante-Moderato-con-ironia - mi cade l'occhio su un DVD. Il DVD è Stop Making Sense, un film concerto dei Talking Heads registrato live nel corso di tre serate al Pantages Theater di Hollywood …

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Innamorarsi a El Bavón Rojo – In tequila veritas. Epilogo

Segue da Ep.#2 In tequila veritas. Parte Segunda Epilogo Il gringo e Luna, mentre si baciavano, non erano soli. Sotto il portico di El Bavón Rojo, quattro occhi li osservavano, nascosti nel buio: l’Oste e Narciso, in silenzio, erano seduti sul dondolo. Quando il gringo e Luna furono inghiottiti dal buio in fondo alla strada. Narciso …

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Innamorarsi a El Bavón Rojo – In tequila veritas. Parte segunda

Segue da Ep.#1 In tequila veritas Vittime ed eroi. Just for one day Al bancone di El Bavón Rojo. Cinque tequila dopo… Sei lì che balli ancora, in mezzo a tutta quella gente. Con il bicchiere vuoto della quinta tequila in mano, rimango incantato a guardare i tuoi fianchi come ondeggiano. Voglio parlare con te, ma …

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Cartelli paradossi #6 – A zonzo per Napoli, United Lasagne of Naples

Seconda foto a zonzo per Napoli: è ora di pranzo...o cena, vale lo stesso. United Lasagne of Naples Cartello che alla sola vista porta trigliceridi e colesterolo a livelli di guardia (medica). Una vasta scelta di cibi provenienti da varie parti del globo, all'insegna di una contaminazione che caratterizza tutta la storia e cultura napoletana: il …

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Cartelli paradossi #5 – A zonzo per Napoli, San Valentino, ma con calma

Da una passeggiata a zonzo per Napoli, una foto-reporter d'eccezione, mia sorell(in)a, mi invia una serie di foto come "graffiti" della città, che tra le mie dita prendono la forma di un ennesimo appuntamento con una delle infami rubrichette che popolano questa webbettola: Cartelli paradossi. A zonzo per Napoli vi propone una vista sulla mia città …

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Viva il Messico! Ep.#24 – Topeeees!

Segue da Ep.#23 – Para Ticul? 9° dia: da Ticul all'Hacienda Yaxcopoil Da Ticul, alla guida c'è sempre Francesco. Sebbene abbia provato a sabotare il viaggio a causa di un banale errore di vocale e portarci così a Tikal con una leggerissima deviazione di circa un migliaio di chilometri, decidiamo di rinnovargli la fiducia come pilota …

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[Petizione] Un barbiere per il Presidente USA: Edward Mani di Forbice

Dico io: il web è pieno di blog e siti di moda, fashion addict e consigli per il look; il nostro Paese è noto per alcune cose poco edificanti e altre molto folkloristiche, ma un paio buone ce le riconoscono tutti: la moda e il look. Eppure, nessuno, ma proprio nessuno si è preoccupato di …

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Viva il Messico! Ep. #2 – Succo di pummarola, forte

Seppure postuma, ovvero con il senno del poi, vado a enumerare quanto già accaduto fino a ora e cioè le 11:30 circa: cedimento di una bretella del mio zaino, preso a prestito dal Palmera, che è uno dei soprannomi dei tanti che appioppiamo a Francesco. E' un buon inizio, non c'è che dire. "Check-in"...indolore. Vedremo …

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Viva il Messico! Ep. #1

Un lungo viaggio da Napoli, toccando New York, anzi Newark, poi Houston (We-have-no-problem) fino al Chiapas, attraverso lo Yucatán e ritorno. Un vecchio diario scritto a mano, come i buoni sapori di una volta e ripassato nella padella come il fritto con l'ojo bbbono de mamma. Non è leggero, non fa male al fegato (anzi, lo tiene in allenamento) e, sopratutto, è fatto con il cuore e la cura di chi vi vuole bene.

Lasciatemi scrivere. Sono un italiano vero e…precario

Carattere Times New Roman 10. Titolo: non ce n’è. Non mi sovviene al momento, ma tant’è che ce ne voglia uno. Mi verrà scrivendo…chissammaichilosà. E' la solita storia dell'uovo e della gallina, viene prima il contenuto o il titolo? E il sottotitolo di chi è figlio? Poco importa visto che si tratta di un'unione in …

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Rain, rêverie digitale

Rain è una storia maliconica di due bambini perduti in una città spettrale che ricorda Parigi della Belle Époque, battuta da una pioggia incessante. L'interazione con l'acqua è l'elemento di novità : l'acqua ci rende invisibili. Nella prima parte impersoneremo un bambino che attraverso il labirinto di strade della città cercherà di raggiungere una bambina in fuga da un oscuro nemico, che diventerà subito anche nostro inesorabile inseguitore. Una volta raggiunta, procederemo insieme verso quell'unica finestra illuminata in città. La luna con il suo diafano chiarore sembra indicarci la direzione. Il chiaro di luna è, non certo per caso, la colonna sonora a questa poetica creazione digitale: le note di Claire de lune di Claude Debussy sottolineano in modo sublime i punti topici della storia. Rain tocca certe corde che non ci aspettiamo vengano fatte vibrare da un videogioco. La storia è tutto sommato banale nell'intreccio, è di breve durata, ma la direzione artistica aggiunge un quid che la sublima e rende Rain un'esperienza da vivere. Goccia a goccia.

Life is (a) Journey

Che voi siate Robinson Crusoe, Indiana Jones o un viaggiatore del "week-end lungo", Journey non deluderà le vostre aspettative, a patto che non vi trinceriate dietro le consuete e schematiche tipologie di videogioco. Journey è di breve durata (circa due-tre ore), ma ha il pregio che ogni volta che intraprenderete il “viaggio”, l’esperienza sarà differente. La prima volta lo finirete d’un fiato, presto, troppo presto e rimarrete con la sensazione di non avere visto tutto e proverete un moto compulsivo a ritornarci. La seconda volta sarà per sfida ed voglia di esplorarne ogni segreto, ogni affratto. La terza volta sarà per concentrarvi nella condivisione del viaggio insieme a un altro “viandante”. La quarta volta vi sentirete ormai a proprio agio in quel luogo inospitale e intraprenderete di nuovo il viaggio desiderosi di proporvi come guide dei “viandanti” più inesperti, accompagnandoli e aiutandoli lungo la strada. Journey,è un viaggio fisicamente individuabile in termini di tempo e luoghi e, allo stesso tempo, un percorso in una dimensione più intima e personale, attraverso le emozioni. Alla fine di questo viaggio, esiste una fondata possibilità di sentirsi diversi rispetto a come eravamo quando siamo partiti.

Quell'improbabile drago viola mi ha fatto vedere...i sorci verdi!

Io non ho paura…

...Dei Draghi. Ho iniziato con una console Mattel Intellivision che ebbe regalata a Natale mio fratello. Era il 1983. Ancora la conservo, è funzionante e ogni tanto non disdegno di riaccenderla per farmi una partita ad Advanced Dungeons & Dragons. Il respiro del drago ancora mi mette ansia e salto dalla sedia, sparando frecce a …

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Cheap’n fun…per un solo giorno!

Per questa rubrichetta di grandi videogiochi a prezzi piccoli, occasione da cogliere al volo da Get Games, rinomato portale britannico di distribuzione digitale, cioè scarichi la copia del gioco sul tuo PC, legalmente. Nessuna spesa di spedizione, nessuna scatolina, nessun disco, nessun manuale cartaceo (viene fornita la manualistica in formato pdf), nessuna raccomadazione all'Altissimo affinchè …

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Dark Souls. Gutta cavat lapidem

Dark Souls. Gutta cavat lapidem. La goccia scava la roccia. Questa non è una recensione, questo è un avvertimento: Dark Souls non perdona. E c’era da aspettarselo. Come promesso dagli stessi autori, From Software, e seguito spirituale di quella “brutta bestia” di Demon’s Souls, porta con sé lo stesso conflitto interiore: voglia di fissare il record mondiale di lancio del joypad dalla finestra e attrazione fatale da sindrome “un'altra partita e poi smetto”, al limite del sadomasochismo.