Perché la definizione “fantasy” sta stretta a Il Signore degli Anelli come una t-shirt taglia “S” a una supermaggiorata

Gollum O_O: “Supermaggiorata?!? Dov’è, dov’è !?! …Doveeeeee?!?”

Il titolo sembra partorito dal grafomane titolare di questa webbettola, posseduto dallo spirito di Lina Wertmüller (riposi in pace). Se chi inizia bene è a metà dell’opera, mettetevi l’anima in pace: qui c’è ancora parecchio da faticare.

Il post precedente ha zig-zagato tra vari temi:  il piacere della lettura, cosa rappresenta un libro per il lettore, se la “vecchia” carta sia importante o meno affinché il libro continui ad avere diritto di cittadinanza sulle nostre librerie, nei nostri cuori e memorie. Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien (chi altri sennò) nella mia esperienza rappresenta il crocevia di questi temi.

Come sostengo sempre, i commenti sono la linfa vitale di un blog. In giardino pianti un bell’albero, ma se non lo innaffi seccherà. Nello spazio dei commenti alcuni visitatori generosi hanno lasciato traccia del loro passaggio condividendo la loro esperienza e opinioni. Sedici naviganti spiaggiati su questo lido hanno prodotto, anche con la mia complicità, oltre 100 commenti che, a parte il mio usuale rutilare di facezie, si sono distribuiti sui vari temi citati e, in particolare, sul fatto che Il Signore degli Anelli non è la pietra angolare come lo è stata per me: c’è chi lo ha letto e non si è innamorato, c’è chi non lo ha letto.

Il Signore degli Anelli, tradotto in 38 lingue, è il terzo romanzo più venduto di tutti i tempi. Ma se ai 150 milioni di copie vendute sommiamo i 100 milioni di copie de Lo Hobbit, l’opera di Tolkien scavalca Racconto di due città di Charles Dickens conquistando il secondo posto, alle spalle dei 500 milioni di copie del Don Chisciotte della Mancia di  Miguel de Cervantes, pubblicato però circa 350 anni prima. In questa classifica, il libro che impressiona di più è Harry Potter e la pietra filosofale di Joanne Rowling poiché, pubblicato nel 1997, è già a quota 120 milioni di copie (fonte: Wikipedia).

Fonte: Wikipedia (Clicca per ingrandire l’immagine)

Le vendite de Il Signore degli Anelli sono emblematiche della diffusione romanzo, tuttavia non ne discende alcun obbligo “morale” di leggere questo tomo di 1300 pagine. Io, per esempio, non ho letto Harry Potter e la pietra filosofale  e non ne sento affatto l’esigenza.

Per comprendere quanto Il Signore degli Anelli significhi per molte persone, piuttosto che lo sciorinare dati di vendita, trovo molto interessanti i risultati del World Book Day Fest del Regno Unito e Irlanda nel 2014.

Il World Book Day è la celebrazione mondiale dei libri e della lettura, promossa dall’UNESCO a partire dal 1995 e oggi coinvolge oltre cento nazioni. In occasione di tale evento nel 2104 nel Regno Unito e Irlanda è stato chiesto alla popolazione di tutte le età di citare i libri che gli ha cambiato la vita e trasmesso il piacere di continuare a leggere.

Il Signore degli Anelli è stato nominato tra i primi dieci libri “to blow your mind”

Writes of Passage – the ultimate list of 50 books that will change YOUR life (fonte: http://www.worldbookday.com/writes-of-passage/)

Le preferenze non si discutono e leggere non è un piacere se è in qualche modo imposto, vuoi a scuola vuoi per “moda”.

Il Signore degli Anelli è considerato il capostipite del genere “fantasy” e non solo in letteratura. Dungeons & Dragons, il capostipite dei giochi di ruolo, ha un debito di riconoscenza verso Tolkien. Prima ancora del grande successo della trilogia cinematografica di Peter Jackson, ha ispirato fumetti, libri e videogiochi e ha ricevuto diversi adattamenti a teatro e alla radio. Se avete qualche capello bianco, ricorderete senz’altro gli “sceneggiati radiofonici” della Rai e la loro capacità di calamitare l’attenzione del radioascoltatore come un bardo in una taverna affollata; nel marzo del 1981 la BBC Radio 4 trasmise per la prima volta le storie della Terra di Mezzo e diventò un classico intramontabile grazie a un adattamento e una recitazione stellare. Sono disponibili gli Audio CD e l’ascoltare le voci chiaramente molto “british” con differenti sfumature di accento, fa venire i brividi perché sembra che lo stesso Tolkien ci stia raccontando la storia tutti intorno a un camino, lui seduto sul divano, la pipa in bocca, e noi per terra con il naso all’insù e lo sguardo assorto. Chi ha detto che le case degli Hobbit non esistono?

Spaventati dalle 1300 pagine? Non leggetelo, fatevelo raccontare.

Tuttavia, continuo a sostenere che non esiste alcun tipo d’imposizione a leggere Il Signore degli Anelli, come per esempio I Promessi Sposi, che tutti abbiamo letto a scuola. All’epoca ero più pronto a credere all’esistenza degli elfi piuttosto che il matrimonio potesse essere un tale delirio organizzativo e destinato a scontentare una parte degli invitati, senza poi parlare delle maledizioni da parte degli esclusi.

Se si è allergici al “fantasy” Il Signore degli Anelli non verrà toccato nemmeno da lontano con un bastone magico che lo riducesse a un quarto delle pagine; se si è allergici a elfi, nani e orchetti, l’opera di Tolkien non avrà lo stesso effetto, eucaristico e devastante insieme, che ha avuto su di me.

I commenti al post precedente hanno così generato quell’insieme di gorghi e disordinato moto ondoso quando due onde si scontrano: l’una che procede naturalmente verso la riva e l’altra, generata da una risacca molto violenta, di traverso in senso contrario. Se vieni colto nel mezzo, dopo lo schiaffo ricevuto dalle due onde messe insieme, sei in balia dei flutti e di una sensazione delle più stranianti: il mare non è come “dovrebbe essere”. Così un pensiero emergeva e affondava, ritornava appena in superficie per poi sprofondare nuovamente. In superficie non capivo in quale direzione iniziare a nuotare. “Fantasy…Il Signore degli Anelli è un libro fantasy…no, non è “solo” un libro fantasy, è qualcosa di più”.

Quando Zeus ha scritto questo commento, ho visto oltre le creste delle onde di pensieri frastagliati e tumultuosi: in lontananza, una linea sottile di sabbia, la spiaggia!

La tua copia del Signore Degli Anelli era anche la mia copia del Signore degli Anelli. Trovata così in una libreria comunale, l’ho presa e mi sono immerso in quel mondo stupendo.
Avevo già letto Lo Hobbit e quindi il mondo di Tolkien non mi era sconosciuto, ma dove lo Hobbit era un viaggio fisico più che morale (anche se non è così, visto che tutti i personaggi hanno una modifica caratteriale e/o d’esperienza), il SdA è un viaggio morale più che fisico. Ok, c’è il movimento, c’è la fatica e la paura di dover raggiungere Gorgoroth, ma è la questione morale è talmente forte da mettere “in secondo piano” il viaggio fisico.
Ho letto anche il Silmarillon sull’onda dell’entusiasmo, ma poi mi son fermato.”.

“People don’t take trips… trips take people”.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone

Non sono parole di Tolkien, ma di John Ernst Steinbeck (“Viaggio con Charley” , 1962).

Amo questa citazione perché, al di là di ciò che volesse intendere l’autore, si presta a essere sintesi efficace di diversi temi a me cari, il punto di partenza e il punto di arrivo: un viaggio in sé, un viaggio intero lungo una frase di una manciata di parole. Così potete trovare questa citazione nella senti-recensione del videogioco Journey (vedi Life is (a) Journey) in cui il tema centrale è il viaggiare. Il termine “journey” in un senso figurato vuole significare un lungo e spesso difficile processo di cambiamento personale.

Ricorre ancora perché Il Signore degli Anelli è un viaggio  che, a un certo punto, si suddivide in tanti viaggi. E uso la parola “viaggio”, non “itinerario” o “strada” o “percorso”, indugio nella ripetizione della parola perché voglio sottolineare che ogni personaggio, sia esso hobbit, elfo, nano e orchetto, ha il suo di viaggio.

Se ci fermiamo alla superficie della Terra di Mezzo e dell’universo creato da Tolkien, siamo di fronte alla perfezione di un’opera letteraria: verosimiglianza, coerenza, immersione totale. Ne vieni fuori credendo che gli hobbit, i nani e gli elfi siano esistiti per davvero e, quando ti rendi conto che non è così, ti coglie il rammarico e la malinconia che un mondo così bello non sia mai esistito nemmeno in tempi antichissimi. Vi dò un Agamennone e Menelao, se mi date Gimli e Legolas.

Se si inizia a pensare oltre le orecchie puntute degli elfi, le barbe folte dei nani, i piedi pelosi degli hobbit ed elaborare immagini di idee non immediatamente evidenti o fruibili (forse anche invise), i vari personaggi attraverso il proprio percorso ci mostrano una dimensione più intima e personale…il nostro viaggio. E così, senza che l’onnisciente Gandalf e l’Occhio di Sauron possano accorgersene, alla Compagnia dell’Anello si unisce un silente viaggiatore: il lettore.

Un esempio di uno dei miei “viaggi” organizzati dalla prestigiosa agenzia J.R.R. Tolkien Middle Earth’s Tour potete trovarlo in un post di un paio di anni fa, il cui protagonista è uno dei personaggi più invisi, più subdoli, più magistralmente corrotti di tutto la saga dell’Unico Anello: Gollum.

Perciò, propongo un sano riciclo di post che fa tanto “scrittura etica”:

Gollum, disprezzo o compassione?

Se vi è rimasto del lembas, usatelo e continuate a leggere: converrete che il titolo di questo post non è così strampalato, forse un po’ esagerato. Tutta colpa della supermaggiorata. Samantha Fox mio tessssoro, mio tessssoro…

Gandalf X_X: “Questo RedBavon è un vero idiota!”

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89 responses to “Perché la definizione “fantasy” sta stretta a Il Signore degli Anelli come una t-shirt taglia “S” a una supermaggiorata

  • lamelasbacata

    Ho giusto preparato il tè, ce ne inzuppo un pezzo dentro. Starà bene con la marmellata? 🤔

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    • redbavon

      Vuoi dire che conoscendomi sai che ‘sto pezzo sarà lungo e tocca organiZZaSSe con té, pasticcini, lembas ed erba-pipa?
      Sei un tesoro, i viaggiatori hanno bisogno di ritemprarsi…Benvenuti alla Locanda della Mela Sbacata e del Rosso Sbavato!

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      • lamelasbacata

        Venghino siori venghino! Viandanti e stregoni, nani ed elfi, Ent e hobbit, appassionati lettori e giocatori di ruolo, ognun qui troverà ristoro!

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      • redbavon

        Dite “mellon” ed entrate! Mettetevi comodi e ascoltate i racconti di Lady Mela, bevete e mangiate. Ballate sui tavoli e cantate a squarciagola. Un unico avviso: se vedete un omino diversamente alto, il suo nome è Narciso e pensa di essere uno della Gente Alta. Non dategli dell’hobbit che diventa un Balrog!

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      • lamelasbacata

        Narciso, si sa, è di schiatta nobile e fa invidia a Granpasso
        Suona il violino con grande fracasso
        E vederlo ballare, lo giuro, è uno spasso

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      • redbavon

        Narciso, si sa, è di schiatta nobile ma è davvero molto basso
        sì che un Nano lo guarda dall’alto verso il basso
        Non fategli notare che di statura alta non è dotato,
        vi getterebbe di sicuro nel Monte Fato.

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      • lamelasbacata

        Narciso di Gimli l’ascia brandendo
        Tosto sul posto è arrivato correndo
        Subito in viso di piacere è arrossito
        Venite che è pronto, il riposo è finito
        La taverna è aperta, il banchetto approntato
        Viaggiatore che bussi ora sei avvisato

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      • redbavon

        Lady Galadriel Narciso ha stregato
        In giro si dice che il più nano tra i Nani con l’Oscuro Signore abbia tramato
        Son tutti invidiosi ché Lady rivolge i suoi guardi e cure
        A un nano biondino che al massimo può aspirare a puttino

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      • lamelasbacata

        Del Rosso l’ingresso è stato notato
        Il fuoco è attizzato, il sidro versato
        Con passo sicuro e occhio allenato
        Tende la mano al volume amato
        Le pagine sfoglia con trepida voglia
        Di Aragorn la storia ricorda a memoria
        La voce rischiara, il brusio s’acquieta
        Che inizi la storia la compagnia è lieta
        Mela le rime ha finito di inventare
        Tocca al Rosso ormai raccontare

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      • redbavon

        Il Rosso racconta e Gandalf un silenzio d’incatesimo gli lancia
        ma niente da fare il Rosso continua a ciarlare
        Gandalf rassegnato, sbuffante e immusonito, le orecchie si para dei tappi di cera
        C’era una volta Narsiso, il Rosso inizia
        in questa Terra di Mezzo in gran guaio si cacciò nel mezzo
        Un hobbit birbone un anello gli donò
        Narciso felice di cuore ringraziò
        Il Rosso lo vide e lo rimbrottò
        Narciso dispettoso nel fuoco l’anello buttò
        Accorse lo hobbit che i peli dei piedi nel fuoco si bruciò
        L’anello era salvo e lo hobbit salutò
        “C’è puzza di piedi” Narciso urlò

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      • lamelasbacata

        Applausi e inchini a profusione
        Ecco terminata la verbal tenzone
        😁😁👏👏

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      • redbavon

        Grazie a te Lady Mela, Aa’ menle nauva calen ar’ ta hwesta e’ ale’quenle
        Che scorra grog per tutti,
        belli e brutti,
        elfi e hobbit,
        troll e orchetti,
        nani e putti
        Ma sian avvisati tutti gli orchetti…
        Qui siam tutti campioni di rutti.

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      • redbavon

        Come si usa nella Terra del Sol Levante, segno che ha…gradito 🙂

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  • mikimoz

    Mi sento un po’ chiamato in causa anche io, in questo post XD
    Nulla da togliere a LOTR, per carità.
    E’ un’opera superba, che io apprezzo specialmente dal punto di vista letterario-linguistico. Cioè, ne apprezzo il lavoro che c’è dietro. la costruzione di un mondo, con tanto di lingua. Hai citato tu stesso gli annali e le appendici varie: ecco cosa amo più della storia di Frodo in sé.

    Per me LOTR è il capostipite dell’high fantasy, più che del fantasy in sé. Sarà che non ho mai davvero amato i mondi così “troppo” fantastici (anche giocando a D&D mi annoiavo subito, e… per dire, non amo manco Talisman XD), ho sempre preferito lo sword&sorcery e magari lo space-fantasy non tanto starwarsiano (non mi fa impazzire) quanto più quello di He-Man o delle opere giappo di Manabe (Drakuun su tutte).

    Scusa la digressione personale, torno in tema: certo, il Signore degli Anelli è IL viaggio, l’archetipo di un movimento morale più che fisico. Una crescita, un cammino. La versione fantasy di un modello archetipico per storie, favole e leggende.

    Moz-

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    • redbavon

      Eccerto che sei chiamato all’appello della Compagnia! Lo scambio con te è stato uno dei motivi propulsori di questo post. Quando parlo di “linfa vitale” intendo i pareri diversi, i punti di vista da altre angolazioni. Il lavoro immenso di costruzione dell’Universo della Terra di Mezzo (e oltre se consideriamo anche il Sirmarillion) ha reso LOTR un corpus enciclopedico, un corpus iuris fondante il “diritto fantasy” moderno.
      High fantasy, Heroic fantasy, Mythpunk e via discorrendo sono categorie, “etichette” utili per avere un più rapido riferimento. Appartengono, secondo me, a un unico filone del viaggio dell’Eroe, fondante di qualsiasi racconto o sceneggiatura.
      Non intendo assumere che Tolkien sia il meglio del meglio per tutti, ma – come hai anche tu avuto modo di apprezzare – la sua unicità è data dal fatto che ha creato un Universo, razze, lingue, terre, fiori, piante, animali, esseri sovrannaturali bello e pulsante come nessun altro. E’ un sand-box cui molti, più o meno consapevolmente, possono avventurarsi e trovare un po’ di sé e del mondo che lo circonda. Un’evasione dalla realtà e quando vi ritorni alla realtà, ti senti meglio.
      —-
      NB:
      Le digressioni qui sono sempre nel Menu del Giorno. Digressione mon amour e puoi spargerne a shrapnel.

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  • Conte Gracula

    L’ho letto sui vent’anni, Il Signore degli anelli: ricordo che il primo libro mi aveva lasciato freddino, tra parti che mi piacevano (la festa all’inizio, il Dungeon finale :P) e altre che mi hanno fatto cadere le braccia (canzoncine varie, Tom Bombadil). Tutto è migliorato quando ho iniziato a saltare le canzoni, è diventato molto più scorrevole 😛
    In generale mi è piaciuto, ma non è il mio fantasy d’elezione – lì siamo dalle parti dei librogame di lupo solitario, che per qualche strano motivo hanno catturato di più la mia immaginazione 🙂

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    • redbavon

      Ancora un’esperienza diversa: ti è piaciuta la festa all’inizio?!? Praticamente è il blocco principale per la maggiore parte di chi conosco che ha provato a leggere questo libro. Le Minere di Moria sono l’archetipo del dungeon con tanto di Boss finale del livello, ben detto! 😉
      A Tom Bombadil Tolkien ha dedicato un libro e penso che tu non lo toccherai con un bastone magico nemmeno da lontano. E’ un personaggio antichissimo ed era lì prima che gli Elfi migrassero a Ovest. E’ così potente che non teme nemmeno l’Unico Anello. Tuttavia nel racconto del primo libro rallenta il ritmo prima di accelerare bruscamente. Rappresenta la cesura tra la placida Contea e le nubi nere che si stanno formando più a Est. Insomma, un ruolo ce l’ha 😉
      I librogame rispetto a LOTR sono più immediati, poiché LOTR è un sand-box, i librogame dei racconti a bivi. Dipende probabilmente come la nostra immaginazione lavora.

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      • Conte Gracula

        Capisco l’importanza diBombadil

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      • Conte Gracula

        Dicevo… è praticamente una divinità locale, onnipotente a casa sua, ma è lezioso e stucchevole, per me è troppo macchietta, lo avrei usato come sindaco della Contea, piuttosto che come entità…

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      • redbavon

        Comprendo che Tom sia una figura che può risultare anonima, ma – non sono un esperto, ma sono mie considerazioni – ridurlo a sindaco della Contea mi pare una punizione eccessiva 😂
        Gli Elfi lo rispettavano ed era talmente antico e talmente potente che poteva permettersi di fare spallucce a Sauron! Sauron non era degno nemmeno di una pernacchia di Tom. In effetti, alla prima lettura sembra una parte un po’ artificiosa, rallenta eccessivamente il ritmo e non si capisce da dove sbuca fuori e che ruolo abbia. La mia idea è che sia lì a testimoniare la piccolezza delle cose umane, elfiche e di qualsiasi altra razza. Tom è lì per restare. La Terra di Mezzo è Tom.

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  • Zeus

    Mi aggancio ad un parte dello scambio di commenti fra te e Conte Gracula: le prime pagine sono uno scoglio enorme da passare. Ci sono momenti interessanti, ma per lo più è un grandissimo processo descrittivo che ti introduce al mondo di Tolkien e della terra di mezzo. Tom Bombadil mi ha sempre lasciato freddo, ma forse quando l’ho letto cercavo più violenza e meno canzoni eheh. O, come detto nel commento, ero abituato al viaggiare dello Hobbit e non a questo processo di crescita.
    Che ci vuoi fare, ero un ragazzo.

    Dopo aver approcciato Tolkien, ho incominciato ad essere schizzinoso sul fantasy nei libri. Marion Zimmer Bradley mi ha annoiato a morte, la Spada di Shannara era una versione leggera di SDA, ma ho letto diversi libri (ero nel periodo GdR, perciò servivano per l’ambientazione) e altri erano solo troppo banali per essere letti.
    Quando ho letto Stormbringer ho trovato la summa di quello che volevo e ho smesso di leggere fantasy. Per me era arrivato il momento di staccarmi da quel genere e cercare altro.

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    • redbavon

      Su Tom rimando a un altro commento che ho appena fatto @Conte.
      Anche io ho letto quei libri che hai citato cercando vanamente di placare la fame di Terra di Mezzo. Concordo sui tuoi giudizi. Della Bradley ho apprezzato più un suo saggio sulla Terra di Mezzo che Le Nebbie di Avalon, quello sì un autentico mattone del miglior tufo!
      I gusti cambiano come noi cambiamo, le letture anche. Non ho idea di come sarebbe stata la mia reazione se avessi letto il Signore degli Anelli da adulto. Senz’altro più distaccata. Ma è proprio perché eravamo ragazzi che ha un effetto (su alcuni) così devastante. Non la tiro lunga ma se le fiabe siano da relegare all’età dell’infanzia Tolkien in Albero e foglia esprime un concetto che ho incorniciato. Lo ripesco e ritorno….

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      • Zeus

        Ho letto la serie di commenti su Tom, tutti molto interessanti. Non credevo che il personaggio di Bombadil scatenasse questo grande scambio di opinioni… ma forse è questa la grandezza di Tolkien.
        La Bradley l’ho approcciata ma niente, non ce l’ho fatta.. un mappazzone indigeribile. E Shannara dopo un po’ è troppo derivativo e ti chiedi “ma se devo leggere il meglio, perché non mi rileggo Tolkien?”.
        Quando ti fai questa domanda, il tuo percorso fantasy sai che ha i giorni contati.

        Il mio fantasy, come ti ho detto, però finisce con Stormbringer e l’Eroe Immortale. Forse la sublimazione di tutto quello che cerco nel fantasy. Dei, demoni, magia, storie e grandi personaggi (Elric è un grandissimo personaggio, complesso e sfaccettato come solo i grandi personaggi possono essere). Moorcock ha scritto un capolavoro con Stormbringer.

        Tornando a Bombadil. Il suo ruolo è quello che ti letto citare nei commenti: lui è sopra tutto, quasi indifferente a tutto e preoccupato nello stesso modo, ma è il cancello attraverso cui si deve passare per arrivare nel mondo di Tolkien. La Contea, per quanto “strana” e con personaggi “mai visti”, è qualcosa di profondamente umano (le case, i lavori, le feste, i compleanni e tutto quello che c’è nella Contea). Quello che c’è oltre Bombadil è fantasy, è strano e “pericoloso”.
        Superare le sue canzoni e il suo personaggio è difficile (lentezza del racconto), ma è quello il punto di svolta.

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      • redbavon

        Stormbringer non l’ho letto e a questo punto è urgente correre alla lettura tardiva, ma riparatrice. La contea e gli hobbit sono Tolkien, il suo ideale di vita. Gli orchetti, meccanici, industriali, sporchi l’esatto opposto. Come hai ben ricordato tu il segno lasciato dalle trincee della prima guerra mondiale sull’autore e il segno lasciato dalla Rivoluzione Industriale sulla vita degli inglesi.
        Tom è sopra tutto, ma comuqnue legato alla Terra di Mezzo: se Sauron prevarrà, anche Tom, colui il quale era lì prima degli Elfi, scomparirà. E’ un qualcosa che attiene più alla sfera spirituale in senso ampio, molto atavico, prima di qualunque idea di Dio e – secondo me – per tale motivo non necessariamente personificabile in qualche specifica divinità (vedi lo scambio con Gengis).
        Una curiosità: Tom Bombadil era il nome di una bambola fiamminga di un figlio di Tolkien.
        Se vuoi approfondire, qualcuno che spiega molto meglio di me la questione è Gene Hargrove, ovvero Eugene C. Hargrove, professore di filosofia a Denton alla University of North Texas, presidente del UNT Department of Philosophy and Religion Studies, ha scritto molto sul ciclo tolkeniano ed è noto per avere scritto questo saggio su Tom Bombadil
        Qui il suo saggio:
        https://www.cas.unt.edu/~hargrove/tombomb.html
        Qui la sua home page con link a un’esagerazione di articoli:
        http://www.phil.unt.edu/~hargrove/

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      • Zeus

        Io direi che Stormbringer, se lo trovi ancora ehehe, è da leggere. Io ho amato profondamente il GdR e il libro. Se ricordo l’adolescenza, ecco che Stormbringer salta fuori subito.
        Sono anni che vorrei rileggerlo, ma continuo a rimandare. Mi dispiacerebbe distruggere, con gli occhi dell’adulto, l’idea del libro e la sua perfezione.
        Un giorno forse lo riprenderò in mano.

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      • Conte Gracula

        Moorcock è molto trascurato, in Italia, giusto due cose su Urania, negli ultimi anni

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      • redbavon

        Se lo trovo in italiano bene, altrimenti vado di inglese 😉
        Ringrazio i miei vecchi che hanno insistito affinché lo imparassi: una grande libertà!

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      • redbavon

        Conte, per cortesia vedi anche tu la risposta a Zeus sui libri di Moorcock. Se hai suggerimenti, sono graditissimi
        Grazie

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      • Conte Gracula

        Io ho letto solo due cose sue: INRI (titolo italiano, l’originale non lo ricordo) e Il campione eterno. Quest’ultimo è stato pubblicato due o tre anni fa su un laterizio Urania – titolo della raccolta: I riti dell’infinito.

        Ocho che Moorcock ha uno stile altalenante: certi passaggi sono soporiferi o hanno un che di posticcio, và letto da svegli, imho 😉

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      • redbavon

        Grazie Conte, terrò presente.

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      • redbavon

        Sembra che Fanucci sia l’ultima casa editrice a pubblicare qualcosa di recente; Editrice Nord, di cui ho “La saga di Cuchulain”, ne aveva pubblicati diversi ma sul sito la riceerca non dà risultati.
        Questo il libro di Fanucci su Amazon ed è anche l’unico sul sito dell’editore:
        http://amzn.eu/0ECgdy2
        Dagli un’occhiata per cortesia e dimmi se va bene per iniziare, altrimenti dimmi un titolo in inglese e lo prendo su https://www.bookdepository.com che se ne cade letteralmente di libri di Moorcock
        Grazie

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      • Zeus

        Evita quello di Amazon, è solo una parte del racconto. Meglio prendere quello inglese e leggerti tutta la storia (sono curioso del tuo commento una volta che leggerai il libro).

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      • redbavon

        Mi sai dire il titolo in inglese perché ce ne sono una caterva!

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      • Zeus

        So che è Stormbringer (io ho il titolo italiano Elric di Melniboné). Il problema è che in inglese era uscito come saga in più libri.

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      • redbavon

        Ok, vedo di barcamenarmi tra quanto mi hai detto tu e il Conte Gracula. Grazie.

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    • redbavon

      J.R.R. Tolkien nel suo saggio “Sulle Fiabe”, nel volume “Albero e foglia”: “[…]la connessione istituita tra bambini e fiabe non è che un accidente della nostra storia. Le fiabe, nel moderno mondo alfabetizzato, sono state relegate alla stanza dei bambini, così come mobili sciupati o fuori moda vengono relegati nella stanza dei giochi, soprattutto perché gli adulti non vogliono più vederseli d’attorno e non si preoccupano se vengono maltrattati.”.
      I bambini – sostiene Tolkien – non possono essere considerati una singola classe di esseri umani dai gusti simili. Alcuni bambini nascono con un appetito naturale per la meraviglia, mentre altri non ne sono dotati; per i primi questo appetito naturale non diminuisce con l’età, a meno che la società non insegni a reprimerlo o a “sublimarlo”.
      Io sicuramente ero un bambino con un appetito naturale per la meravigla e ho lottato per conservarlo, ho “pagato” di mio per trattenerlo e continuare a cibarmi della meraviglia. Mi hanno dato dell’idealista (in senso spregiativo), di avere la testa tra le nuvole, mi ci hanno quasi convinto tanto che mi definisco un Icaro in versione particolarmente pirla…ma per fortuna i miei genitori mi hanno dato gli strumenti per fare sì che mi accettassi per ciò che sono. Senza questo appetito per la meraviglia non credo sarei qui in questa taverna e ringrazio Tolkien per avermi aperto quella porta. Se fossi un faraone, mi farei seppellire con la mia copia de Il Signore degli Anelli e la cassetta per Intellivision Advanced Dungeons & Dragons. Il wi-fi sotto terra non prende, dovrete fare a meno dei miei sproloqui. Questo pianeta sicuramente sarà più silenzioso.

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      • Zeus

        Anche io mi reputo uno “ex-bambino” con un incredibile appetito per la meraviglia. Mi piace scovarla e assaporarla, anche se di idealismo non ne ho più molto. A volte mi chiedo se ho perso qualcosa durante la strada.
        Ma la meraviglia di una grande storia, di immaginare mondi, personaggi e tutto quello che li circonda mi affascina ancora. Mi fa sognare e questo è una cosa che non voglio perdere.

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      • redbavon

        L’età adulta è il momento in cui questa (pre)disposizione per la Meraviglia viene tendenzialmente messa da parte, accantonata, se non annichilita del tutto dal dovere fare i conti con la Realtà delle cose. L’equilibrio è sempre difficile da trovare. Tuttavia è la capacità di proiettarsi in avanti, di sperare e contribuire a un futuro migliore, magari non per noi, ma per chi verrà dopo, il motore di tutto. Sottrai la speranza, sottrai i “sogni” – come li hai chiamati tu – e hai una generazione di giovani che non gli interessa nemmeno trovare un lavoro. Il dato preoccupante che non dicono è quello dell’inoccupazione. Questo per dire che la Realtà e l’Immaginazione sono intimamente legate e l’una non esclude totalmente l’altra.

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      • Zeus

        Certo che sono intimamente connesse. Ci mancherebbe. Una generazione senza sogni è una generazione triste e, senza la capacità di immaginare, di sognare e pensare ad un futuro migliore, si arriva a versioni aggiornate, 2.0 se vogliamo, di quello che c’era circa 70 anni fa.

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      • redbavon

        Sai cosa ci leggo alla fine del libro quando Frodo s’imbarca per l’Ovest insieme agli Elfi per non fare più ritorno a casa? La dipartita dall’infanzia, la dipartita dalla meraviglia, la dipartita dall’ingenuità.
        L’arrivo dell’età adulta.

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      • Zeus

        Penso sia un’ottima interpretazione. Il suo viaggio verso Ovest è la fine di un’epoca: meno fantasia (elfi, orchi, goblin etc spariscono pian piano) e più umanità.

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  • silviatico

    Pienamente d’accordo con te, compadre: non stiamo parlando di fantasy, ma di universo letterario e linguistico. T. ha ricreato un universo tutto suo, dotandolo di lingue, di tradizioni, di popoli e di filosofia nel vero senso della parola: ovvero amore per la conoscenza, amore per la conoscenza dell’inconoscibile, ossia quella parte oscura dell’individuo che si cela nel suo più profondo essere. Ma che, non per questo, non genera realtà, anzi forse è quella più vitale nel generarla. Solo che noi, in genere, la definiamo incubo o sogno. T.,con la sua fantastica opera, ha cercato di conciliare il tutto, per restituircene immagine che non fosse solo onirica…

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    • redbavon

      Compadre dove si sottoscrive questo manifesto dell’amore per la conoscenza dell’inconoscibile?
      Parole le tue da incorniciare, un verbo da adorare (per me).
      Tolkien ci ha regalato esattamente ciò che hai descritto. Molti gli emuli, ma ancora oggi sono una pallida imitazione. Lo confesso: sono un tossico dell’inconoscibile. Mi imbarcherei oggi sulla USS Enterprise laddove nessun uomo è mai giunto. E se un giorno dovessero risbarcare gli Elfi, sarei in prima fila ad accoglierli. Affanculo la chiusura delle frontiere e tutti quelli che – nella realtà o nell’immaginazione – vogliono chiudere confini che non esistono.

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      • silviatico

        I confini esistono solo nelle menti, poichè il mondo non altro confine che quello che noi non riusciamo a superare fisicamente. Grazie al fatto che non esistono confini, l’uomo, è riuscito ad espandersi su tutto il pianeta. E T. anche della morte ha superato i confini, immaginando un continente in cui si possa andare quando ci si sente stanchi e superati dai mutamenti, comunque feriti dal vivere e consumati dalle esperienze…

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      • redbavon

        La prossima volta che ci vado, devo ricordarmi di portarti un po’ di lembas e di erba-pipa. Cena frugale e dopo cena di chiacchiere. Tu ci metti tequila sal y limon.

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  • cuoreruotante

    Il like va a tutto l’impegno e la passione che ci hai messo nel parlare di un libro che non ho letto e non leggerò, io e i fantasy non andiamo d’accordo 😊

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  • GengisJokerKhan

    Adoro Tolkien, ho letto quasi tutto di lui.
    Ho letto i commenti; Tom Bombadil (adoro il libro dedicato a lui) è testimone pure dell’arrivo del primo dark lord, che non è Sauron ma il suo maestro; Morgoth. Se Gandalf è vecchio, Tom è primordiale. Tom, lui dice, ricorda la prima goccia di pioggia. Il che fa capire che è Tolkien stesso trasformato in un personaggio, seppur importante e con storie uniche. Tolkien non è il tipico fantasy ma è a mio avviso molto di più. È la mitologia nordica riadattata e ricreata per farci romanzi e storie. Unico nel suo genere, se ti piace.
    Tornando a Tom, lui non è ammaliato dell’anello di Sauron e vede Frodo quando lo indossa. Ha una classe di potenza paragonabile agli Istari e Sauron stesso. Gandalf propone, durante il consiglio di Elrond, di lasciare l’anello a Tom ma dato che questi è piuttosto distratto, si rischia di fare peggio che meglio. Tom è la purezza, una purezza che non ha nemmeno Gandalf (il cui vero nome è Olorin che significa “colui che suggerisce sogni”) quando è bianco. Le canzoni di Tom per calmare gli alberi (uno in particolare… il Salice) sono bellissime. Mi vengono in mente le Arti Marziali che insegnano la totale armonia fra Uomo e Natura. I miei sport…

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    • redbavon

      Uheilà! Un altro estimatore di Tolkien e uno dei rari afiocionados di Tom. Tom è un mistero, Tolkien non specificò mai la sua vera natura. La cosa più importante nell’ambito del Signore degli Anelli è che era immune al potere dell’anello: non scompariva con l’anello al dito. Anche Gandalf esitò in presenza dell’Unico Anello, ne temeva l’influenza malefica tanto che Saruman vi cedette.
      Comunque qui posto un link molto approfondito su Tom Bombadil per capire quanto sfaccettata e misteriosa la figura di questo Antichissimo essere per lo più incompreso:
      http://www.eldalie.it/saggi/TomBombadil/bombadil_2.htm

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      • GengisJokerKhan

        Saruman voleva l’anello per se, comunque si… certo. Su Tom basta capire che viene diretto dai Valar… gli dèi di Arda. Poi si, è l’unico vero personaggio enigmatico.

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      • redbavon

        Ade, tu e io siamo tra i pochi estimatori di Tom. Quasi tutti i lettori di LOTR lo considerano come non necessario nella storia. Tolkien affermò che era consapevole di questo effetto, tuttavia lo inserì deliberatamente. Sui motivi non si espresse, perciò c’è un’ampia letteratura fatta di congetture supportate dall’analisi di tutto il ciclo tolkeniano.
        L’ipotesi che hai citato e cioè che sia uno degli Istari entra nel “tecnico” della mitologia di Arda e quindi occorre leggere almeno il Sirmarillion e Racconti Incompiuti.
        Un altro paio di teorie sono interessanti e anche per i non “addetti ai lavori”.
        Tolkien ha creato un universo immenso e pur sempre credibile; ebbene in mezzo a tutti quei particolari, dettagli, razze, lingue, un bestiario ricchissimo, era necessario anche un vero e proprio mistero. Tom Bombadil rappresenta quel mistero. Insomma, per noi un mistero può essere Atlantide o il Continente di Mu o, più banalmente, come caxxo è possibile che Razzi sia un rappresentante del popolo italiano e segga in Parlamento se non avrebbe passato l’esame di quinta elementare? Un vero mistero 😉

        Un’altra lettura è la seguente: il ruolo di Tom è quello di mostrare che esistono esseri non interessati al dominio, al potere, al controllo, alla sopraffazione. Superficialmente, alla luce degli imminenti eventi nella Terra di Mezzo, Tom appare anomalo, estraeo.Tuttavia,Tom Bombadil è scelto da Tolkien per interpretare un’ideale morale: è l’esemplificazione di una posizione morale indifferente, se non immune, alla brama di potere e di possesso.

        Tutte queste congetture possono coesistere e contribuiscono a rendere Tom Bombadil un’enigma.

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      • GengisJokerKhan

        Li ho letti… ho letto tutte le opere importanti su Arda.

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      • redbavon

        L’ho capito, io dicevo per chi ha letto solo il Signore degli Anelli o lo Hobbit il discorso sugli Istari, Valar e Maiar gli sembra una supercazzola prematurata… troppo “tecnico”. Le altre sue ipotesi invece danno una possibile spiegazione anche a chi non ha letto neanche un libro di Tolkien 😉

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      • GengisJokerKhan

        Al di là dei vari personaggi (comuni o super) lo sai che Tolkien fonde Paganesimo e Cristianesimo?

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      • redbavon

        Ade, io sto lontano da teorie di religione, teologia, politiche…Mi sono fatto un’idea personale leggendo sia i suoi scritti sia saggi di altri che Tolkien non volesse includere nessuno di questi messaggi. Poi le successive analisi hanno voluto vedere di tutto, ma solo per strumentalizzare un libro che arriva a così tante persone.
        Come anche ha scritto Zeus, la sua esperienza della prima guerra mondiale lo ha sicuramente segnato: l’unico messaggio chiaro e non equivocabile è che oppone hobbit e orchetti, Natura e Macchine, ma anche qui non c’è un messaggio “ecologico” nel senso moderno. Semplicemente ama la vita rurale rispetto a quella dei sobborghi cittadini dell’era industriale. Come dargli torto?

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      • GengisJokerKhan

        Mi sa che non hai capito, come al solito 😀
        Io non strumentalizzo nulla… che ti viene in mente?
        Non sono io a dirlo ma tanti dibattiti.
        I Valar assomigliano agli dei del Politeismo (c’è uno che si chiama Tulkas e rappresenta il combattimento… dunque tipo Ares), poi c’è Illuvatar che è il Dio onnipotente che assomiglia vagamente al Dio del monoteismo e Morgoth (il primo dark lord) che viene bandito tipo Lucifero.
        Prima di giudicare ragiona, no?

        Ogni racconto inventato prende spunti dal reale. Quella di Tolkien è mitologia norrena a tutti gli effetti, seppur con nomi inventati e scene create da 0 😀

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      • redbavon

        E ja’ perché la prendi sul personale? Non ho scritto che tu hai strumentalizzato. Ma che c’è stata strumentalizzazione perché il libro ha avuto una così grande diffusione. Solo che i discorsi teologici non appartengono all’autore, ma sono speculazioni, alcune legittime altre meno, di altri peraltro postume alla sua morte. E’ talmente vasto l’universo tolkeniano che si è detto di tutto. Tra i commenti c’è quello di Silviatico che secondo me inquadra meglio di tutti lo spirito del libro.
        Che Tolkien sia partito dalla mitologia norrena e celtica è certo.

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      • GengisJokerKhan

        Ma quale personale, ti dico come stanno le cose (ti ho anche scritto su Whatsapp).
        I riferimenti, anche indiretti, ci sono. Il signore dei Valar (Manwe) ha la stessa funzione di Zeus o magari Odino (mitologia norrena): garantire e difendere il Cosmo. Non si tratta tanto di speculare ma di fare analisi e nulla più.
        L’Occidente nasce dai miti e dalle leggende.

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      • redbavon

        Non ci capiamo Ade. La prendi sul “personale” perché sembra che ti abbia detto che quanto hai citato sia una panzana. E invece no: ho aggiunto altre due interpretazioni più accessibili a chi non ha letto Il Signore degli Anelli, figuriamoci il Sirmarillion. Hai citato un’interpretazione e – personalmente – io non faccio questa lettura. Non faccio questa e altre letture (e ce ne sono a bizzeffe, dalla teologica alla politica), mi limito al racconto strettamente inteso e ciò che trasmette singolarmente al lettore. Il succo del post e di quello precedente è questo, non vuole entrare in analisi più dotte, più complesse (che pure ho letto), ma ripeto agli occhi di chi non è addentro al ciclo tolkeniano possono sembrare una supercazzola.
        Infine, la speculazione è “analisi”, non è intesa per forza in senso spregiativo: diciamo la stessa cosa, ho usato un sinonimo di “analisi”, anzi speculare ha un significato di “analisi a fondo”, migliorativo.

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      • GengisJokerKhan

        Questo l’ho capito ma indirettamente, il buon T, ha riadattato molte mitologie (in primis quella nordica, dato che nani ed elfi sono solo nei miti del Nord, idem gli orchi).
        Quello è il tuo punto di vista ma quello che ti ho spiegato non è necessariamente il mio punto di vista ma un tipo di analisi che ho letto in molti forum a cui ho partecipato.
        Il mio punto di vista è che le opere su Arda non sono un semplice fantasy ma molto di più e si capisce in maniera palese (la struttura dei vari libri e romanzi).
        La differenza fra Manwe e Odino è minima… in senso fisico sicuramente.
        Ad esempio: il Valar che rappresenta i Mari (si chiama Ulmo) è la fotocopia di Poseidone. Di certo T non dice che ha riadattato il dio greco ma la funzione di quel preciso Valar è quella di tenere buone le acque o scatenarle in caso di pericolo e punizione. Poi c’è Aule il fabbro (creatore dei nani) che è unto e bisunto come Efesto 😀

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      • redbavon

        Poseidone è Nettuno e ha un’altra caterva di nomi presso altre popolazioni, anche extra-Occidente. Che Tolkien si sia ispirato e abbia modellato il suo Universo sui miti – ripeto – è indubbio, e – se vuoi – un ottimo espediente letterario per agganciare l’immaginario del lettore, sebbene Tolkien di questi “mezzucci” non ne utilizzava.
        Questa fusione e melting-pot divino, secondo me, non è l’aspetto più originale dell’opera di Tolkien, tutto qui.

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      • GengisJokerKhan

        Non ho mica detto questo ma quando si scrive su questi temi, è normale che poi vadano ad assomigliare a roba venuta prima. Mica si toglie il suo genio, ci mancherebbe.

        Se scrivi su divinità che hanno vari ruoli (i Valar appunto) è normale che poi vadano ad assomigliare ad altri dei.

        Per il resto, le opere su Arda le consiglio a tutti.

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  • Giancarlo Buonofiglio

    Il mi piace è sulla fiducia (tanto lo so che poi non resisto e ti ribloggo). Non sono nelle condizioni di leggermi tutto con calma, commenti compresi. Domani mi prendo il mio tempo. Per ora mi limito a dirti che Tolkien proprio non riesco a leggerlo e non so il perché. Mi hanno detto che le sagre fanno male e fanno diventare cieco. Ma non credo sia solo per quello. Mi incuriosisce questa cosa del non-fantasy (se un libro porta in copertina la scritta fantasy non lo apro neanche dietro concessione sessuale da parte della libraia, sono fantasyfobico) e a occhio e croce posso intuire il perché. Ma mi ci vuole tempo, devo metabolizzarti. Domani, a sbornia smaltita

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    • redbavon

      Sei in buona compagnia. Qui troverai altri miscredenti fantasy e altri di frangia moderata. Io sono taliban-fantasy, ma solo di Tolkien. Ma Tolkien non è “solo” fantasy, quindi siamo dalla stessa parte, no? Mmmh meglio a domani anche per me…grazie per la fiducia.
      PS: Le sagre se er vino non è bbono fanno malissimo. La storia che si diventa ciechi è una leggenda metropolitana e anche contadina.

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  • mariluf

    Puoi aggiungermi alla breve lista dei fan di Bombadil. Anzi, a volte mi vien fatto di pensare che io “sono” Tom Bombadil: quando, per esempio, non trovo qualcosa che avevo in mano cinque minuti fa, o quando raccolgo piante agonizzanti per portarle a morire in pace a casa mia. A parte gli scherzi:io ero adulta (forse) quanod ho letto Tolkien, e l’ho apprezzato davvero molto anche dal punto di vista linguistico. Il passaggio dal linguaggio familiare della Contea dei primi libri a quello più dotto e aulico del regno negli ultimi, è magistrale. Mi sono indignata non poco nel leggere La Spada di Shannara… Ma perdonate la mia ignoranza. che cos’è il fantasy? Ho letto molte definizioni, ma non le trovo chiare… ciao!

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    • redbavon

      Ecco, ci mancavi! Oltre a ingrosare le fila dei simpatizzanti (Tolkien sarebbe rabbrividito alla parola “fan” nell’accezione moderna ;)) , ma sopratutto perchè hai fatto esperienza da adulta del libro. Io da bimbo: approccio e impatto iniziali sono totalmente diversi. Quando si dice che la lingua inglese è una lingua semplice e “povera”, la lettura in inglese di LOTR ti fa capire che è una panzana epocale. La sola descrizione di un prato con dei fiori può mandarti al manicomio – in senso buono – per ricchezza di dettagli e sfumature (non sono un madrelingua nè uno che parla fuentemente inglese).
      Da questo punto di vista il passaggio ad altro fantasy è stato traumatico: passare da Il Signore degli Anelli alla Spada di Shannara per me è stato come passare dall’eroina quasi in purezza al metadone per un tossico.
      Alla tua domanda su cos’è il fantasy si possono aprire le cataratte del Nilo e stracciare il velo del Tempio di Gerusalemme, senza trovare una risposta univoca, che metta d’accordo tutti. Sull’onnisciente Wikipedia c’è una definizione e poi uno sbrodolamento di generi e sotto-generi.
      Io ti consiglierei – se già non lo hai fatto – il saggio di Tolkien “Sulle Fiabe”, contenuto in Albero e Foglia. Ti puoi fare tu un’idea personale del fantasy (che è sempre la cosa migliore rispetto a un’etichetta appioppata da altri)
      Vedi anche ia mia risposta a Zeus che cita un passo di questo saggio che ha a che fare con bimbi dall’appetito per la meraviglia 😉 Sono certo ti piacerà di più di tante definizioni altisonanti e dotte.
      LOTR viene inserito – come giustamente fatto notare da Moz – nell’ High fantasy, detto anche Epic fantasy.
      Comunque se vuoi accomodati e se mi dici cosa non trovi chiaro in ciò che hai trovato, magari ne nascono quattro chiacchiere in libertà e senza alcuna velleità di Verità.

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    • Giancarlo Buonofiglio

      Ecco appunto, come ha detto Mariluf, è anche la mia domanda: cos’è il fantasy?

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  • Giancarlo Buonofiglio

    Non entro nel merito del libro (dei libri): non l’ho letto, ma come dice Checco Zalone, ho visto il film così ho fatto prima. La mia idiosincrasia per le favole la conosci, la fantasia la eccitavo in altro modo. Niente di zozzo, per carità; mi sono chiuso in casa una settimana da ragazzino per leggermi tutto Shakespeare (e forse è pure peggio). Da quel che so Tolkien è un po’ il mentore di quella letteratura che verrà chiamata fantasy; chi crea un genere non è però mai generalizzabile, è un’altra cosa. Sono gli allievi/furbi/copioni che fanno i maestri e costruiscono le scuole (e poi il libro vendeva, era pure un affare). Tornando alla mia idiosincraZia (la chiamo così: credo mi sia venuta nel parentato, il meglio di cui si discuteva in casa era Tribuna politica), sono stato un lettore accanito di fumetti, ma i Marvel proprio no. Sarà il genere che non mi piace o piaceva. Perché ora ci riprovo. Sulla fiducia; a suo tempo ho spolpato Dostoevskij dopo avere letto la critica di Bachtin; mi sembra il minimo che legga Tolkien dopo la tua. E poi il mostriciattolo che ripete come una nenia: “Il mio tesoooro” mi assomiglia, vediamo insomma quanto

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    • redbavon

      OnGiancà! Dopo ‘sto popo’ di gran commento e citazioni di nomi che tu fai sembrare la norma (sei un maestro della divulgazione di cose complicate facendole apparire non “semplici”, ma accessibili), il fatto che ora abbia la responsabilità morale di averti spinto a leggere il Signore degli Anelli mi pone in una situazione d’imbarazzo: sono felice come un evangelizzatore di avere sparso la “parola” e sia stata accolta; sono terribilmente preoccupato dell’effetto…Dovessi finire nel ban a vita della tua webbettola…;)

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      • Giancarlo Buonofiglio

        ahaha no, no. Era una lettura che mi ero promesso da tempo, il tuo blog è solo una SRL, a responsabilità limitata. Saranno le mille pagine (un minimo di sintesi mi avrebbe invogliato). Sempre sulla fiducia, penso che Tolkien andrebbe letto a scuola, più dei promessi sposi, perché il romanzo è brutto, inattuale e diseducativo. L’Italia è il Paese dei Don Abbondio, ma si ostinano a presentarlo come quello di Renzi e laCia. L’ho appena ordinato e niente: mi tocca. Ma ora lo leggo con uno spirito diverso. Su Fb ti mando il mio telefono, magari ne parliamo anche a voce

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      • redbavon

        No, quale SRL! Vedi se poi non si fa vedere l’Agenzia delle Entrate e mi tocca pagare tasse con lo spesometro, anche se non ci racavo nemmeno un tallero bucato!
        Mi assumo tutte le responsabilità e mi impegno a rimborsarti il prezzo del libro in bisboccia alcolica se lo ritenessi uno spreco di soldi e tempo. L’Italia è il Paese di Don Abbondio, vero: c’è una bella canzone di Brunori sas

        PS: senz’altro, mi fa un immenso piacere una chiacchiera con te dal vivo 🙂

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  • newwhitebear

    il Signore degli anelli è un qualcosa di fuori categoria in tutto. Ti prende tutto e ti trascina nel suo mondo incantato, che tanto incantato non è, perché rappresenta l’eterno conflitto tra il bene e il male, tra la perfidia e l’onestà, tra il tradire e la fedeltà.
    Ho letto anch’io quella tabella libri – lettori ma il vero dato è lettori – anni.
    Per quanto riguarda Harry Potter… bé devo dire che non l’ho letto e credo non lo leggerò mai.

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  • redbavon

    [eri finito nello spam. E oggi sono tre che ne ho ripescati]
    Il dato della tabella di Wikipedia sembra essere coerente con altre fonti, anche se vi sono controversie sull’esclusione de Il Piccolo Principe. Anche per il primo della lista, Don Chisciotte, le vendite sono più un buttarsi a indovinare a causa della data di pubblicazione. Insomma sono da prendere con le molle i dati di vendita sopratutto di quelli più vecchi, ma sono indicativi di quante persone abbiano letto il libro. Harry Potter non mi incuriosisce e credo lo leggerò mai (ma avendo due bimbi di 6 anni, non si sa mai…), ma il dato di vendita è davvero impressionante.

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  • mariluf

    La provocazione ha avuto effetto, vedo, per cui attendo con ansia di leggere il post promesso… Albero e foglia l’ho letto, parecchi (forse troppi) anni fa: ma sulle definizioni di fantasy mi sono espressa male. Non le trovo oscure, ma semplicemente riduttive. Già io non amo molto le classificazioni.E condivido l’opinione che qualunque classificazione per Tolkien sia inadeguata.
    La sete di meraviglia, ringraziando Dio, l’ho sempre avuta, e non è evaporata con gli anni… Mi si dice che ho la testa nelle nuvole ora come quando avevo pochi anni . E mi auguro che questo risulti vagamente rassicurante anche per voi giovani, che ancora la coltivate.
    Ho letto, ed anche apprezzato, le storie di Harry Potter. Ma è tutta un’altra cosa. Se mi riesce, (e se ti interessa) ne possiamo parlare.
    Buon proseguimento.

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    • redbavon

      Sto studiando, ma come potrai immaginare il dibattito è immenso. Tuttavia ne tirerò fuori uno dei miei spiegOni insopportabili ai più, temo almeno un paio perché la mia idea da fiume è diventato un delta. Chiaramente si tratta della mia idea, senza nessuna velleità. Ti ringrazio comunque perché ne sto scoprendo di belle.
      Se ti dicono di avere “la capa fra le nuvole” sei in compagnia: presente!
      Su Harry Potter magari! Non l’ho letto e non ne ho nemmeno la curiosità (zero, ma proprio zero)…magari riuscirai a incuriosirmi.

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