Un libro per domarli, un libro per ghermirli e nel buio incatenarli…

Rilassante panorama di rilassante estate? Già l’ho visto…da qualche parte

Chi è quel pirla che ha spento la luce?!? Non lo vedi che sto leggendo!?!

Deve essere passato Attila, sì deve essere passato di qui. Se i miei pensieri fossero i primi timidi germogli di margheritine nel prato, allora ho la certezza che Attila è passato dalle parti del mio cervello. Pensieri rasi al suolo, deserto. Dove passa Attila non cresce più l’erba. Ma ‘sto Attila era dell’Anti-droga?

L’andazzo è a zig-zag tra tasti, abbozzi d’idee, trascrizione, tasto “cancella”, ritorna all’abbozzo e così in loop infinito da istruzione “10 PRINT “…”20 GOTO 10”. A proposito di grandi guerrieri è obbligatoria una citazione a effetto: “Per un grande guerriero, ci vuole una grande spada!”

Un segno di “visto” appare accanto a una celletta del mio cervello.xls e contemporaneamente una vocina.mp3 annuncia “CELL’HO’“: per qualche strana coincidenza le ultime gesta del mio avatar videoludico hanno avuto come protagonista tamarri che ostentavano spade e spiedi di misure e potenza crescenti in un tripudio di testosterone e tipica (vana)gloria maschilista delle più basse origini (basse, anche in senso anatomico). Da re-cessi di memoria grezza, con lo stesso imbarazzo (…e sfiga) di ricevere dal banco del “Sette e mezzo” come prima carta, quella del 4, spuntano derive leghiste sulla durezza dell’“arnese”: totalmente speciose e ininfluenti, visto che gli avi in cui costoro si riconoscono, cioè quel miscuglio multietnico di popoli barbari – extracomunitari, in termini moderni – genericamente noti come “Galli” sperimentarono sulla propria pelle che è importante la punta e il taglio: il gladius del legionario, più corto della spada gallica, aveva la lama a doppio taglio che permetteva maggiore mobilità in formazione serrata ed era usata spesso di punta perché “seppur due dita si ficca, è mortale”. (cit. L’arte della guerra (Epitoma rei militaris) di Publio Flavio Vegezio Renato)

Dove questo discorso voglia andare a parare non è dato saperlo neanche a chi scrive, ma l’oscuro figuro al di là dello schermo si è appena riagganciato a una connessione a banda larga dopo un’astinenza di quasi un mese e quindi batte e ri-ba-ba-tte-tte sui ta-tasti i pe-pensieri come vengono con il viscerale entusiasmo e la dolce follia di uno sciame di bambini sotto il metro di statura, che si rincorrono in un giardino, disegnando traiettorie per niente geometriche che – per esigenze del “pensiero ordinato” di noi adulti – possono assimilarsi a un cerchio dalla circonferenza molto vaga e accennata, con protuberanze tipiche dell’incertezza del cerchio disegnato a mano-libera. A onore del vero, io avevo difficoltà a disegnare un dignitoso cerchio anche con il compasso.

Ferie agli sgoccioli e un’estate passata per lo più sul dondolo di Sabaudia in compagnia di diversi libri acquistati per impulso compulsivo e letti soltanto molto tempo dopo (il consumismo, e chest’è!). Finalmente questi libri riprenderanno a impolverarsi sullo scaffale e a ospitare acari che ivi dimorano, ma le pieghe della copertine e le orecchie delle pagine daranno loro l’ambito status di “letto”, saranno lì ritti tra gli altri e potranno guardarli con un’ espressione spocchiosa come per dire “io sono stato letto, tu no”.

Quando passerò davanti alla libreria, scorrerò le coste e le copertine con il pensiero di prenderne uno e leggerlo, riconoscerò i libri da leggere e quelli già letti in quella confusione di formati che alle menti più devote all’“ordine” danno un vago senso di nausea da saliscendi di otto-volante, soltanto un po’ più squadrato. Guarderò con affetto alla mia copia dalla costa piegata de “Il Signore degli Anelli” e per piegare a “U” la costa di un libro di oltre 1300 pagine potete immaginare che è uno di quegli amori che non ti lascerà mai, anche se è l’altro che ti ha sbattuto la porta in faccia. Vai Pino (Daniele), attacca Pino! E come un vento di passione o una rosa rossa, il ricordo di un amore ci cambia e non ci lascia. (…) Il ricordo di un amore lascia in bocca il sale e arriva dritto al cuore senza nemmeno avvisare.

Continuerò, come il console rassegna i manipoli dei suoi fidi legionari schierati prima della battaglia, scambiando uno sguardo d’intesa e gratitudine ai libri compagni di pigre mattinate, pomeriggi assolati e notti insonni per tutto quello che mi hanno dato e non parlo solo del loro contenuto, ma dei ricordi e delle emozioni di quei giorni.

Ricordo come fosse accaduto un minuto fa, quando un piccolo di 10 anni febbricitante nel letto chiese al papà di andargli a comprare un libro che aveva ispirato un film visto la vigilia di Natale. Questo film gli si era infilato dentro o meglio, gli aveva tirato fuori “qualcosa” dal profondo che era sempre stato dentro di lui, ma solo ora e grazie alla sua visione gli si era manifestato. Una versione della Rivelazione di Fatima…in scala rapportata a un bambino di 10 anni. Questo papà, da bravo papà, davvero un bravo papà in generale, si recò in libreria, estrasse il tipico pezzo di carta volante, sciorinò il titolo al libraio, interloquendo che il libro era per Claudio, suo figlio di 10 anni che era a letto con la febbre. Il libraio – papà me lo raccontò con soddisfazione mista all’”orgoglio di un papà” per il figliolo che ha fatto qualcosa da andarne fiero – ci rimase di stucco sebbene non fosse un barbatrucco: si complimentò con papà per il figlio che aveva scelto una simile lettura. Credo che anche papà rimase di stucco quando il libraio tirò fuori dallo scaffale quel tomo di oltre 1300 pagine, tutto d’un pezzo, rilegato a brossura e con copertina non rigida. Il film era “Il Signore degli Anelli” di Ralph Bakshi , Natale 1978.

Quel libro eraIl Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien.

Il MIO Signore degli Anelli

Quando mi consegnò il libro, ero nel letto, ricordo esattamente la stanza in ogni suo più piccolo particolare, il mio letto in legno laccato arancione, ricordo quando papà entrò, quando mi raccontò dello stupore del libraio, riesco a sentire anche l’odore delle pagine, che con il tempo e l’uso ormai è un po’ sbiadito, risale su la felicità per il regalo ricevuto (eccheregalo! Papà, non puoi immaginare che bel regalo sia stato!), ritorna con una fisicità quasi palpabile il gesto di quella mano che mi porse il libro. La febbre? E chi se la ricorda! Divorai il libro in 10 giorni che per un bambino di 10 anni e quel tipo di libro sono – come direbbe il caro zio Gennarino – “un bel successo personale”. Anche papà lo notò. E io ne ero orgoglioso, di quell’”orgoglio di un bambino” che ha fatto qualcosa da rendere fiero il papà.

Sarà per questo che con una certa ritrosia e a pochissime persone presto i miei libri; sarà per questo che certi libri non li presto a nessuno.

Pacifista convinto e alfiere della “non violenza” fino all’ultima possibilità, l’unica volta che sono andato veramente molto vicino all’omicidio è stata per questa copia de “Il Signore degli Anelli”. Contravvenni alla mia regola “mai prestare i libri” quando un ragazzo conosciuto ai corsi all’Università, amico di altri amici, mi chiese di prestargli il libro. Sarà perché mi era molto simpatico, sarà per spirito di evangelizzazione (all’epoca in Italia non erano poi così tanti a conoscere Tolkien), sarà per gioia di condividere una così bella opera, che mi colse la cojonella e glielo prestai. Trascorsi diversi mesi, non ricevendo più notizie dal tipo, capitò d’incontrarci in una di queste aule affollate dei corsi universitari e gli chiesi educatamente se l’avesse finito di leggere. La risposta fu ferale: “Sì, bellissimo grazie…Ma non ce l’ho io ora…”.
EEEHHH?!? WhatttTtttheFffffucK?!! L’omicidio non mi sembrò più un’opzione, ma una “solida realtà”!
Il tipo andò davvero molto vicino a raggiungere le verdi praterie di Manitou per mia mano perché aggiunse: “L’ho prestato a un’amica.”.
Già stavo per lanciare l’urlo “Baruk Khazad! Khazad aimenu!” e tirargli via il fastidio di avere una testa tra le spalle, quando si affrettò ad aggiungere che sarebbe andato a prenderlo a casa dell’amica e assicurò che me lo avrebbe riportato nel giro di qualche giorno. Fu di parola o comprese il grave pericolo incombente, non saprei, ma alla fine ritornai in possesso del mio tessssoro, mio tesssssoro! Ed ebbi ancora più compassione per il povero Gollum (vedi anche Gollum: disprezzo o compassione?).

Per questi motivi, a quanti in ambiente lavorativo o pour parler profetizzano la scomparsa del libro a favore della distribuzione digitale, oppongo la ferma convinzione che i libri non spariranno mai, almeno da casa mia. Il Kindle mi salva dalla schiavitù degli occhiali ed è utile per risparmiare spazio e peso nello zaino quando viaggio. Continuo ad acquistare libri (e non solo), faccio una selezione più accurata, preferendo il digitale quando non sono certo di quanto il libro potrà piacermi. Li conservo con cura, anche se lo spazio è davvero tiranno e tutte queste cose, lo so, sono una zavorra che spesso ci rende schiavi. La “scelta” tra digitale o non digitale sembrerebbe ovvia, ma è un falso dilemma. Non si tratta di scegliere tra due modi di consumare contenuti,  piuttosto  la vera scelta è un’altra: oblio o zavorra? (vedi Il falso dilemma: digitale o non digitale)

Ogni libro, al di là del contenuto, è un momento della nostra vita: sensazioni, emozioni, ricordi, la cui somma non è la nostalgia-nostalgia-canaglia o modaiolo vintage, ma fermo-immagine di ciò che siamo oggi, “becoming who we are” si canta in una bella ballata e continua “as my memory rests, but never forget what I lost. Wake me up when september ends”. E settembre è arrivato.

Allora menzione d’onore a: “I cacciatori del Vesuvio” di Carlo Saggiomo (Controcorrente), “Strategia Oceano Blu” di W. Chan Kim (Rizzoi Etas), “Le guerre afgane” di Gastone Breccia (Il Mulino), “I signori della droga” di Edward Follis (New Compton) e “The Ultimate History of Videogames” di Steven L. Kent (Three Rivers Press), che trovate recensito su queste pagine.

Tutte letture che hanno accompagnato il cortometraggio di questa estate arrivata senza attesa del “sabato del villaggio” e passata in compagnia di famiglia, amici, figli di amici, un gatto zoppo, le solite tapparelle che si incastrano e non vanno nè giù nè su se non dopo un’abbondante sudata e un ripasso ad alta voce dei nomi di tutti i santi sul calendario, un po’ di mare, un po’ di sole, dondolo a go-go, nessuna partita di calcio al Bava Claudio Coliseum di Borgo Hermada che a questo punto potrà finalmente fregiarsi del titolo “Memorial”, il ritorno di feste di bei tempi ubriachi, questa volta invece morigerati visto che il pargolame convivente e quello al seguito degli amici non ha avuto bisogno di additivi né carburanti alcolici per fare smodata baldoria, ma ci ha dato giù di suo, naturale e festoso sciamare, urlare, rincorrersi.

Alla fine, da qualche parte ho “parato”: sento nelle falangi sopraggiungere la leggerezza del soffio liberatorio cui ci si abbandona quando ciò che hai da dire o da fare giunge a compimento, sempre accompagnato dal timore che tutto questo sbattere di tasti sia un mero sbattimento nonché spreco di diottrie ed elettricità. Come i consoli romani portati in trionfo dopo una campagna vittoriosa sfilavano sul carro trainato da quattro cavalli bianchi tra il tripudio generale, ma anche tra i lazzi dei soldati e gli ammonimenti dello schiavo che lo accompagnava sulla biga.

Insomma, è innegabile che tutto questo sbattersi su un blog porti inevitabilmente a entrare in contatto con egocentrismo, megalomania, auto-celebrazione, esibizionismo, un retrogusto di individualismo adolescenziale, esasperato come tutte le manifestazioni adolescenziali, misto a un’arroganza e supponenza tecnofila, ma io non sono che un umile artigiano della tastiera, che attraverso una solida base nel lavoro manuale di tastiera prova, con l’aiuto del buon Dio e in rari momenti d’ispirazione che trascendono la volontà, a trasformare impressioni sperimentali e idee in emozioni e pensieri “vivi”.

Si può scrivere un testo “bellissimo”, in un italiano corretto, una forma asciutta, un ritmo incalzante, uno stile personale, ma se non trasmette a chi legge un’emozione, anche solo una, è assolutamente un testo inutile, un vuoto a perdere. E’ sempre in agguato il rischio di creare un ammasso di parole stanche, chiacchiere sparse per questo monoblogcale semi-interrato di Internet per compiacere se stessi e cercare i consensi tra chi ha pietà.

Voi non abbiate pietà. Io non mi arrenderò.

No retreat, believe me, no surrender!

Onda sonora consigliata: No Surrender di Bruce Springsteen (Born in the USA)

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103 responses to “Un libro per domarli, un libro per ghermirli e nel buio incatenarli…

  • Elish_Mailyn

    ancora non ho letto molti dei tuoi post, ma quei pochi promettono bene… 😀 😀 😀

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    • redbavon

      Benvenuto nella mia webbettola e fammi sapere se la “promessa” viene rispettata. Ogni reclamo viene preso in considerazione, l’Oate qui ci tiene moltissimo ai suoi avventori. “Mi casa es tu casa” è il suo motto ed è capace di fare il quarantotto se qualcosa va storto. Non posso spararmi la più classica delle garanzie “Soddisfatti o rimborsati” perché qui è tutto rigorosamente gratis 😉
      Grazie per la visita e il follow sulla fiducia.

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  • Conte Gracula

    Io non ho avuto quasi mai problemi, prestando libri. Certo, qualcosa non è tornato per interruzione rapporti – soprattutto fumetti – ma le cose perdute che mi interessavano le ho sempre recuperate 🙂

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  • romolo giacani

    Tolkien è un’altra pietra miliare della mia formazione (pseudo)culturale. Poi chiudi con la citazione del Boss che ho nel profilo Twitter…gemelli diversi!

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    • redbavon

      Tolkien puoi tranquillamente citare nella formazione culturale (elimina quello “pseudo”) perché chi legge Tolkien può avere solo due reazioni:
      1) si ferma alla sfilza di nomi di famiglie di Hobbit, colto da un giramento di testa come se avesse bevuto dieci tequila bum-bum di seguito, con annessi altrettanti scuotimenti di testa (alla maniera messicana)
      2) lo ama perdutamente e rimane nel suo patrimonio culturale per il resto dei suoi giorni, ritornadovi di tanto in tanto e ritrovandolo nei non-luoghi più inaspettati

      Il Boss è un mio caposaldo musicale. ho rischiato più volte di rompermi tibia e perone, ballando selvaggiamente Dancing in the Dark in tutte le condizioni psico-fisiche possibili.

      PS: visto che per te è una pietra miliare, suggerirei di seguire il link su Gollum in questo post. Ho una lettura diversa su Gollum. Sono curioso del tuo punto di vista.

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      • romolo giacani

        Tolkien è una malattia incurabile, almeno per me (Il SdA è l’unico libro che ho letto 3 volte, a distanza di decenni l’una dall’altra. Forse lo batte giusto Tex). Vado subito a vedere cosa scrivi su Gollum!

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      • redbavon

        Io rilancio gnè gnè 😉 Metto sul tavolo una lettura extra dei 3 libri di SdA e Lo Hobbit in inglese. Se mastichi la lingua di Albione, te lo consiglio vivamente perché nella madrelingua Tolkien è ancora più denso di dettagli.

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      • romolo giacani

        No, non conosco così bene l’inglese da riuscire ad apprezzare Tolkien nella sua lingua. Però ho letto oltre allo Gobbi, il Silmarillon, Racconti perduti, Racconti ritrovati e Albero e Foglia (gnè gnè) 🤣

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      • redbavon

        Vuoi tirà? Però potrei risultare antipatico. Se sei curioso e mi prometti che non tieni il grugno, vado di elenco. Potresti trovare delle chicche…;)

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      • redbavon

        IO ti ho avvisato, però ci tengo a ribadire che non è sfoggio di libreria, ma potresti trovare qualcosa di interessante. Chiedi pure.
        Non inserisco i libri dedicati al film, che sono degli illustrati piuttosto didascalici, tuttavia decenti viatici quando sei in astinenza, includo però la produzione pubblicata postuma dal figlio e libri dedicati alla Terra di Mezzo.
        Vado allo scoirinamento antipatico:
        Il Signore degli Anelli
        Lo Hobbit
        Il Sirmarillion
        Il bestiario di Tolkien (spettacolare illustrato con testi davvero ben curati, ma purtroppo fuori catalogo!)
        Immagini (con disegni dello stesso Tolkien)
        Racconti incompiuti
        Racconti perduti
        Racconti ritrovati
        Tom Bombadil
        Albero e foglia (il saggio è stupendo e imprescindibile per capire Tolkien)
        Il Cacciatore e il Drago
        Le Lettere di Babbo Natale
        Poesie di J.R.R. Tolkien
        The Hobbit
        The Lord of The Rings
        L’Atlante della Terra di Mezzo
        Lo Hobbit a fumetti (delizioso)
        Il Signore dei Tranelli (parodia che Tolkien approvò)
        I Figli di Hurin (è l’ultimo che ho letto)

        Ora che me lo ricordi mi manca il più recente, Beren e Lúthien, che vado subito a ordinare sull’Amazzone spendacciona.
        Mi hai fatto venire voglia di Tolkien! 🙂

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      • romolo giacani

        Chapeau! (Che poi come ho letto recentemente su FB è un modo un po’ più elegante per dire “alla faccia del cazzo!”)

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      • redbavon

        Preferisco la seconda 😉 Più geniuna e non si nasconde dietro un barbarismo.

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  • Liza

    …mon dieu.. come ti capisco.. anche io vidi quel film e anche io andai a cercare il libro in biblioteca (nn mi si poteva comprare all’epoca ma risolsi da me qualche anno piu’ tardi..)
    Lo presi e lo restituii ben 4 volte .Poi con il primo stipendietto me lo comprai e come Gollum divento’ il mio tessssooooroooo e sorry ma non lo presto a nessuno mancomortasparata no no!.
    Comprendo benissimo.. 😊

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    • redbavon

      Sacricapante Liza che bello essere capiti così! Non lo prestare pure se ti lanciano occhiatacce di rimprovero. Datemi del “tirchio”, dello “schiavo” delle cose, ditemi quello che vi pare, ma che possiate essere tamponati in una galleria da un’automobile senza conseguenze fisiche, usciste per fare le vostre rimostranze al guidatore distratto e ne uscisse fuori dall’auto incidentata un Balrog incainato abbestia perché era appena uscito con il bolide nuovo di pacca dalla concessionaria e il vostri “stop” erano fulminati…
      In breve: Liza, J’adore.

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  • silviatico

    Anch’io non ho letto”Il signore degli anelli”, seppure un po’ più grande di te, quando lo ebbi tra le mani, ma semplicemente l’ho divorato: sfogliato ed assimilato febbrilmente, mentre passavo da un bus all’altro, correndo da una città all’altra…..

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  • mikimoz

    Grazie per il tuo doppio ricordo LOTRiano.
    Il film di Bakshi vero capolavoro assoluto. Col libro sono stato meno diligente di te: ci ho messo un anno intero e tuttora non lo amo (ma lo apprezzo).
    Quanto ai libri: magari mi sa che sono proprio gli e-reader a star via via scomparendo, no?

    Moz-

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    • redbavon

      Le preferenze non sono discutibili. Difficilmente lo si odia se lo si riesce a finire di leggere. Se non hai in te quelle corde, inizi e ti blocchi alla festa di Bilbo Baggins. E’ lo spartiacque tra chi ama Tolkien e chi no. Normalmente il libro è di quelli da cui non ti stacchi e non respiri fino a che non lo hai finito e, personalmente, lessi avidamente anche le Appendici, affamato com’ero di quell’Universo così fantastico e così verosimile e coerente. Mi sembrava tutto vero. In letteratura questo si chiama fare miracoli 😉
      Se tu invece lo hai letto in un anno, vuole dire che non ti aveva preso granché pertanto il fatto che tu lo apprezzi è un buon risultato.
      Quanto ai libri: no, i reader non stanno scomparendo, è il Kindle di Amazon che facendo scomparire tutti gli altri reader. Oggettivamente il Kindle Paperwhite, che ho ricevuto come regalo, è un ottimo strumento per leggere, sopratutto se la presbiopia inizia a crearti qualche problema con i font piccoli della maledette edizioni economiche (quelle inglesi ormai non sono più alla mia portata se non con gli occhiali)
      Il digitale acquisisce sempre più lettori, in particolare all’estero. L’Italia è un caso (patologico) particolare: i lettori-forti diminuiscono e il digitale aumenta ma non colma ciò che perde il cartaceo.
      Considera comunque che il mercato in lingua inglese propone un catalogo smisurato rispetto a quello dei libri in lingua italiana, la platea di lettori è enormememente più ampia e la propensione alla lettura degli anglofoni è tradizionalmente più elevata.
      C’è un fenomeno singolare: esiste una fascia di consumatori che compra il libro cartaceo e anche la copia digitale. Chi ama leggere non rinuncia ad averlo sulla libreria e portarlo con sè in viaggio.

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      • mikimoz

        Amo le appendici, gli annali e via dicendo: sono le cose che più apprezzo.
        Apprezzo appunto l’opera, Tolkien e il suo mondo, ma non è il fantasy che amo o la storia che mi fa gasare, tutto qui.
        Sempre stato più per Howard 😀

        Quanto agli e-reader, grazie per la spiegazione.

        Moz-

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      • redbavon

        Ora che mi hai parlato di Howard, allora comprendo meglio. Tolkien manca di quelle tinte fosche e personaggi brutali, l’horror è comunque presente con I Cavalieri Neri e Shelob. Ma siamo lontani dall’heroic fantasy di Howard.

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      • mikimoz

        Infatti non per niente amo Berserk e quel genere di fantasy lì 🙂

        Moz-

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      • redbavon

        Anche io amo Guts e compagnia bell(icos)a!
        In questo periodo sto giocando a Berserk su PlayStation 4, come rullacartoni con ammazzamenti a nastro non è malaccio, le scene d’intemezzo sono dei cartoni animati di pregevole fattura.

        PS: finalmente sono riuscito a iscrivermi al tuo blog. Quel faccia da pirla in bianco e nero che sembra pensieroso e invece si è appena bevuto d’un fiato un grande bicchiere di vino cretese colmo fino all’orlo dal nome Claudio Bava sono io 😉

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      • mikimoz

        Uhh, benvenuto allora 🙂
        Cavolo, fan di Berserk anche tu, insomma abbiamo davvero molto in comune.

        Moz-

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  • lamelasbacata

    Tornato ad una connessione come si deve finalmente!
    Mai arrendersi amico mio, parole sante! La ribellione passa anche attraverso i libri (ma almeno uno di quelli che ti ho suggerito l’hai letto???)
    Ti lascio con un saluto doc

    MELLON!

    😉😚

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    • redbavon

      No, giacciono ancora nella lista della spesa.
      Ti avevo detto che ho un arretrato con terrificanti sensi di colpa. Ogni volta che passo davanti alla libreria, mi sento guardato male da tutti i libri che ho acquistato e poi lasciato sullo scaffale. L’estate è il momento in cui riesco a trovare la concentrazione e la contiunuità della lettura. Mi immergo e vado in una lunga apnea. Prima o poi leggerò anche quelli che mi hai consigliato. Non ho butatto via i tuoi suggerimenti, lo sai.

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  • Pupazzovi

    Neanche io ho mai letto Tolkien mi ontimorisce un po……e dire che per leggere leggo. ….

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  • Johnny Cornerhouse

    Bentornato caro RedBavon non so a te ma a me il Gra non mancava per niente ed è giusto da ieri che l’andare a lavoro è tornato ad essere la scalata al Monte Fato.
    Come molti (spero) mi inchiodai nel leggere per la prima volta il signore degli anelli. Poi nel 2014 mi dissi che non potevo non averlo letto. Oggi La Compagnia Dell’Anello è uno dei miei libri preferiti di sempre. Sulla questione prestare, beh a me viene il sangue al cervello, non ci riesco, non mi va e come separarmi dal mio tesssssoro, quindi non presto nulla. Sugli ereader credo che una parte del discorso sia analoga a me piace il possesso, toccare gli oggetti che mi appassionano, guardarli spostarli con il digitale tutto questo viene a mancare e onestamente mi spaventa.

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    • redbavon

      Il GRA non lo faccio, ma ti assicuro che le strade del “centro” risentono dei blocchi totalmente a random dell’Unico Anello Stradale della Capitale. Siamo uniti dallo stesso destino metropolitano.
      Se ti inchiodi sul Signore degli Anelli e poi riuscire a finirlo, devi avere dentro di te la passione per il fantasy, anche solo latente. Nella mia piccola opera di “evangelizzazione”, il punto di non-ritorno è la festa di Bilbo Baggins: se reggi alla sbrodolata di nomi delle famiglie hobbit, vai oltre e arrivi fino ai Cancelli Neri di Mordor e oltre. Io volevo imbarcarmi con Frodo insieme agli Elfi e seguirli, ma sono un caso disperatamente innamorato di Tolkien e dell’universo che ha creato 😉
      Per il resto condividiamo l’attitudine dei Nani a essere tremendamente possessivi dei propri tesssssori, un pelino sotto però l’ossessione malata per l’Arkengemma.

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      • Johnny Cornerhouse

        Ti confermo che la prima volta che provai a leggere Tolkien proprio l’edizione come la tua, avevo si e no quattordici anni e una propensione alla lettura piuttosto scarsa per colpa (forse) di un prof di italiano che dire pessimo era poco. Però ero in pieno fermento da D&D giocavamo regolarmente uccidevamo troll, vampiri e draghi come se non ci fosse un domani. tanto che ad un certo punto dovette proteggerli il wwf. Mi bloccai proprio per la parte di Bilbo perché era così diversa dalle nostre avventure. Così -perdonami il termine- pallosa. Poi per mia fortuna tutto è cambiato e i Draghi hanno cominciato a prosperare di nuovo nel regno!

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      • redbavon

        Ahahahahah! Immagino l’impatto devastante! Quella sfilza di nomi con le caratteristiche di ogni famiglia, oddio avrai voluto che Sauron avesse già invaso la Contea e a Hobbitville innalzato la nuova Dol Guldur!
        Direbbe Yoda: Il Lato Oscuro più comodo e rapido e’!
        Nel mio caso, il passaggio nelle Miniere di Moria è stato il mio punto di non-ritorno. Avrò letto e visto nel film un miliardo di volte lo scontro con il Balrog. Ho mandato in protezione l’amplificatore una volta sul punto in cui Gandalf pronuncia: “You shall not pass!”, picchia il bastone e…Sbam salta il povero ampli. Ne ho uno nuovo: testato su quella scena. Sono malaaaaaato, lo so.

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  • Lucius Etruscus

    Quel Tolkien animato lo vidi anch’io da ragazzino ma mettemmo stop dopo neanche mezz’ora: in famiglia siamo tutti allergici al fantasy quindi non mi sono mai interessato ad Anelli od altro. (Credo di essere l’unico a non aver mai visto nessuno dei relativi film di Peter Jackson!)
    La regola “mai prestare libri” l’ho fatta mia sin da bambini, anche perché ora mi sono calmato ma fino all’età adulta sono stato un violento possessivo: ciò che è mio è mio e guai a chi me lo tocca! Figuriamoci per i libri…
    Sul digitale ho ancora in canna un pezzo che ho promesso a Gracula, ma queste settimane una ricerca approfondita per un lungo speciale su “USS Indianapolis” con Nicolas Cage mi ha tolto ogni istante libero 😛 Venerdì presentò il pezzone sul Zinefilo così posso dedicarmi al “Grande Match” cartaceo vs digitale.

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    • redbavon

      “Quel” Tolkien animato oggi può parecchio fare storcere il naso, anche perché finisce bruscamente alla Battaglia del Fosso di Helm, cioè a metà del secondo libro ‘Le Due Torri”. Inoltre, vengono omesse parecchie parti intermedie. Nel 1978 fu salutato come prima trasposizione cinematografica, tra l’altro realizzata con una tecnica di animazione nuova, il rotoscoping,che permette di donare realismo ai disegni. Il film fu un flop commerciale e il previsto capitolo conclusivo non fu mai prodotto. La prima parte è magnifica, verso la fine si nota che i soldi devono essere finiti. Tutto ‘sto polpettone per dirti che non manderò gli orchetti a farti a pezzi per questo, ma a parte il tema a te inviso, è un film importante per la diffusione del libro, sopratutto dalle nostre parti.
      La trilogia è il romanzo più venduto di tutti i tempi, secondo solo a Racconto di due città di Charles Dickens (oltre 150 milioni di copie). In Italia si è iniziato a diffondere veramente dopo i film di Peter Jackson.
      Concludo:
      Tolkien non è “solo” fantasy, è un’etichetta sbrigativa come tutte le etichette e serve per vendere. Indubbiamente difficile da avvicinare se sei allergico a elfi, nani e orchetti. Ma se riesci a tirare via quella patina meravigliosamente fantastica, vi troverai una “pietanza” ricca, varia e attuale ancora oggi.
      Lo so che non ti ho convinto né è mia intenzione, ma Tolkien mi ha dato tanto e ogni volta che ne parlo si aprono le cataratte di parole 😉

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      • Lucius Etruscus

        Io lo vidi all’incirca alla metà degli anni Ottanta, affitato in VHS in una videoteca, ma come ti dicevo non credo di aver superato la mezz’ora di visione. Sono allergico a elfi e orchi e via dicendo, ma capisco cosa vuoi dire: per me funziona così per la fantascienza, in cui non bado a sparatorie galattiche ed astronavi veloci ma mi piace la storia che c’è dietro, di solito universale e slegata dal genere (nei romanzi buoni).

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      • redbavon

        Potrei consigliarti di leggere il saggio “Sulle fiabe” scritto da Tolkien e contenuto nel libro “Albero e foglia”. Se ti interessa cosa c’è dietro a un racconto di fantasia, alla sua idea del ruolo che la Fantasia deve avere nei tempi moderni, potresti rimanere piacevolmente stupito. No orchetti, no elfi, no nani perditempo.

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      • Lucius Etruscus

        Ti ringrazio. La fantasia è alla base di ogni narrazione, soprattutto quella di genere. Però soddisfo il mio naturale fabbisogno di fantasia bazzicando altri ambienti, rispetto al fantasy o al simil-fantasy 😛

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  • Tati

    Prestare o non prestare?
    Chi entra in casa mia e guardandosi in giro ( sì, sono abbastanza sparpagliati… ovunque!) trova qualcosa che interessa, lo prende e va. Tendo però a non volerli in prestito: so di non essere ordinata, attenta, per leggere devo aprire benissimo il libro e preferisco non farlo su tesori altrui. 😉

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    • redbavon

      “trova qualcosa che interessa, lo prende e va…” Un buon modo per fare le pulizie e mettere in ordine velocemente 😉

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      • Tati

        Sono abituata allo scambio, anche di vestiti… ho armadio e libreria in condivisione ( anche la musica fino all’arrivo di spotify e al mio vizio dei vinili che son più difficili da prendere e portar via) 😉

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      • redbavon

        Fai bene, io non riesco su alcune cose. Tu sei libera da zavorre inutili. In alcuni oggetti ho riversato un pezzo di me e non riesco a starne lontano se non con sacrificio e ansia. Tutti quegli oggetti sono un album di fotografie mie e dei miei affetti, delle cose successe, delle persone incontrate. Un album di foto sparse. Il mio album non lo presto a nessuno 😉

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      • Tati

        IO non sono libera da quelle zavorre. Anche per me alcuni oggetti sono come le foto sparpagliate nei cassetti però diciamo che ho maggiore fiducia negli altri che in me, quindi sono certa che torneranno 😉

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      • redbavon

        Vero. Però la mia non è proprio mancanza di fiducia, ma essendo “malato” le tengo con una cura che solo chi mi conosce veramente bene può capire e replicare. Alcuni amici lo hanno capito ed evitano di produrmi questo disagio. Quando lo capisco, sono io a proporre il prestito e li rassicuro che “è come se fosse a casa mia”. L’ansia non scompare del tutto, ma è controllabile. Questi amici fidati però si contano sulle dita di una mano di un fuochista (quelli che ho conosciuto avevano una o due dita in meno…).
        Alcune cose come il Signore degli Anelli e la cassetta di Advanced Dungeons e Dragons però non le presto nemmeno a mia madre. Lo so, sono malaaaaaaato!

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      • Tati

        Comprendo perfettamente, anche perché alla fine mi son giocata un paio di cosette decisamente importanti.
        Ogni volta provo a non far usare a Mini i miei colori, poi ci casco e SBADAM! non trovo un pastello, ho pennarelli sparsi in varie scatole, fogli di cartoncino che spariscono…

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      • redbavon

        Ricorda: la casa non ruba, ma nasconde benissimo. Ma vale se non ci sono bambini.
        In tale caso andrebbe ampliato il vecchio caro adagio in : la casa non ruba, nasconde benissimo e i bambini mangiano quello che trovano, qualsiasi cosa trovino.

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      • Tati

        La casa è una gran burlona, secondo me di notte si fa delle grasse risate 😀
        I bambini invece, secondo me hanno la capacità innata di creare buchi neri.. magiamagiamagia!

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      • redbavon

        Interessante teoria…tu lo sai che non mi devi stuzzicare che poi avremmo prima o poi da iniziare quella-cosa-la’-staggggione-2…

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      • Tati

        io non stuzzico, pungolo! 😀
        Lo so… celafaremo… dai, celafaremosicuro!

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  • newwhitebear

    Tolkien? Giammai lo presterò. Resta lì sulla mia libreria a prendere plovere, anche se periodicamente la tolgo per leggerlo.
    Carta vs digitale? Scontro impari, perché è vero che sulla mia scrivania ho grosso modo ottanta centimetri di libri in pericoloso equilibrio e più o meno altrettante pile alle spalle, per non parlare di quelli sul pavimento. Certo che il digitale lo compro, specialmente per i libri meno fidati ma anche perché non voglio rischiare con la moglie 😀

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  • mariluf

    Avevo letto alcuni saggi su Tolkien, ed ero prevenuta. Poi dovevo passare una notte in ospedale, ad un’anziana cugina reduce da un intervento, e sua nipote mi presto’ “Il signore degli anelli”, se non erro in edizione rilegata. Il giorno dopo l’avevo finito (ero una lettrice molto veloce, allora). Il mese dopo l’ho comprato, ed ora possiedo anche l’edizione in lingua originale, che sto rileggendo a poco a poco. Credo sia l’unico libro che ho letto in italiano e in inglese, in tempi diversi. Potrei citarne interi brani a memoria.
    Ho letto anche qualcos’altro: Lo hobbit, Tom Bombadill. Il silmarillion,(d’accordo sulla pena da comminare a chi lo consiglia come inizio…) Albero e foglia….
    Ho sempre prestato allegramente i libri, e purtoppo così ne ho persi alcuni che rimpiango ancora… Non molti, per fortuna.
    Grazie, e ciao! E splendano le stelle sulla tua strada!

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    • redbavon

      E dopo questo tuo bel racconto di come sei giunta a leggere Tolkien, non posso che salutarti come Frodo a Gildor Inglorion con una delle più belle espressioni di questa lingua Quenya che Tolkien inventò:
      Elen síla lúmenn’ omentielvo.
      Una stella brilla sull’ora del nostro incontro.

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  • cuoreruotante

    Mi son persa tra articolo e commenti 😃
    Non ho letto nessuno dei libri citati, ma ho una lista che finirò tra tre vite. Ho prestato dei libri che non sono tornati, ho regalato dei libri che sono stati regalati ad altri, ora regalo solo bonus 😊

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  • Zeus

    La tua copia del Signore Degli Anelli era anche la mia copia del Signore degli Anelli. Trovata così in una libreria comunale, l’ho presa e mi sono immerso in quel mondo stupendo.
    Avevo già letto Lo Hobbit e quindi il mondo di Tolkien non mi era sconosciuto, ma dove lo Hobbit era un viaggio fisico più che morale (anche se non è così, visto che tutti i personaggi hanno una modifica caratteriale e/o d’esperienza), il SdA è un viaggio morale più che fisico. Ok, c’è il movimento, c’è la fatica e la paura di dover raggiungere Gorgoroth, ma è la questione morale è talmente forte da mettere “in secondo piano” il viaggio fisico.
    Ho letto anche il Silmarillon sull’onda dell’entusiasmo, ma poi mi son fermato.

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  • mariluf

    Non mi era mai successo di essere salutata in alto elfico…. e fatico ancora a rimettermi dall’emozione. Mi ci vorrà qualcosa di più forte di un te
    verde… Grazie ancora!

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    • redbavon

      Chiariamo: io non spiccico una parola di Quenya e nemmeno di Sindarin. Qualcuno dice che mi esprimo come un orchetto, ma neanche la lingua Nera di Mordor parlo. Ricordavo questo bel modo di salutare e trova-tuttoGoogle mi ha aiutato.
      Era però la frase esatta per salutare il nostro incontro. Felice che ti sia piaciuto!

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  • gelsobianco

    “la vera scelta è un’altra: oblio o zavorra?”
    Sì, Red, la vera scelta è questa che indichi, sì sì.
     – leggerò poi l’altro tuo post –
    Io non presto libri perché in ogni pagina c’è tanto di me e io non amo poter perdere mie briciole per me importanti.
    Sono di poche parole, è vero, ma spero tu possa cogliere l’emozione che i tuoi scritti mi danno.
    Sai far sentire ciò che racconti in tutti i sensi. Tu sai raccontare in un modo tutto tuo che apprezzo molto molto.
    🙂
    gb
    Grande la canzone.
    A presto!

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    • redbavon

      Ecco tu lo hai detto in poche parole “in ogni pagina c’è tanto di me e io non amo poter perdere mie briciole per me importanti.”.
      Perchè gli altri non lo sanno, ma lo facciamo per il loro bene a non seminare le nostre briciole in giro. Le briciole non puoi seminarle in giro perché se qualcuno si mette a seguirle finisce in una casa di marzapane dove abita una strega cattiva. Noi lo facciamo per il loro bene…

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      • gelsobianco

        Certo che lo facciamo per il loro bene, Red.
        Sapevo che tu non ne avresti dubitato.
        Poi intaserei gli altri di briciole mie che contano solo per me.
        No no, non va bene.
        Potrebbe anche accadere poi di finire in una casetta di marzapane con la strega cattiva, eh sì.

        Grazie, Red.
        Poi leggo l’altro tuo post con piacere.
        Io mi scusavo con te delle mie poche parole di commento che sono intrise però di emozione.

        Ti invio un sorriso “luceargento” (c’è la luna questa sera)

        gb

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      • redbavon

        Scusarsi? Di cosa?!! Se ti azzardi un’altra volta a pensarlo ti sguinzaglio i Cavalieri Neri appresso 😉
        Semmai sono io che dovrei scusarmi che vi faccio una capa tanta di chiacchiere e parlo parlo e non sputo mai a terra…RedBaV..dovrei pure sapere sputare bene…;)
        Un sorrisone (e scrivi come ti viene! Come faccio io)

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      • gelsobianco

        Non sguinzagliarmi dietro nessuno, ti prego. 😉
        Scriviamo come ci viene. Questo mi piace moltissimo. Ecco, sì.
        Oh, tu sai anche “sputare” per terra, RedBavon… nel modo migliore.
        E sai anche volare alto…
        🙂
        gb

        E poi io amo l’ironia e l’autoironia.

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      • redbavon

        Ho minacciato l’Oste di questa webbettola e il nanerottolo socio di non farla mai mancare: l’ironia e l’autoironia, sal y limon è la morte sua…

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      • gelsobianco

        Che mai manchino ironia e autoironia!
        Saluta L’Oste e il nanerottolo socio… 😀
        gb

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