Introducing: Good Old Games Ads

[Immagine da Personal Computer Museum – http://www.pcmuseum.ca/%5D

In the attic lights
Voices scream
Nothin’ seen
Real’s the dream 

Cosa succede quando vieni colto dalla furia berserk di fare pulizia in un ripostiglio della casa dei tuoi genitori e una forza oscura ti trasforma in un folletto, non la creatura fatata nelle favole, ma quello Vorwerk con un unico grande potere magico: aspiratutto.

Piegato in configurazioni di gambe e braccia alla Big Jim, Barbie o veterano del Cirque du Soleil, la schiena duole, hai già rimediato tre-quattro bernoccoli per le testate al basso soffitto…la furia berserk è montata almeno quanto le bestemmie all’indirizzo delle generazioni passate che hanno lasciato tracce in quel ripostiglio tali da potere risalire al Pleistocene senza bisogno dei test al Carbonio-14.

In un angolo, capita di imbatterti in una scatola di cartone, malandata come tutte le altre, anonima se non vi fosse appiccicata un’etichetta scritta a mano. Riconosci la grafia di quella scritta ormai sbiadita: ti fa sobbalzare il cuore in gola, salire su una lacrima e ributtarla giù in gola. La scritta recita: “Riviste Claudio”. Scritta da papà che non c’è più.

Cose vecchie da lasciare in soffitta? Già ci avevo provato l’anno scorso con l’arrivo dell’Anno nuovo, ma i giocattoli vecchi in soffitta non ci vogliono andare…

La scatola contiene, oltre a vari strati di polvere, fogli di vecchie riviste di videogiochi e computer di tanti, tanti anni fa. Per molti solo pagine di pubblicitarie per nerd, quando questo termine era unicamente spregiativo; per me e molti altri, che potevano permettersi forse tre-quattro videogiochi all’anno, panorami d’improvviso incanto su mondi fantastici e squarci su dimensioni temporali alternative e parallele.

Ho quindi deciso di creare un archivio digitale di queste pagine, non sia mai che alla prossima furia berserk vadano perse (anche se gli hard-disk non sono altrettanto affidabili quanto la soffita o il ripostiglio). Condividerle sul web mi pare il minimo per conservare la memoria e diffonderne – come si usava dire tempo fa –  le #goodvibrations.

In giro per la Rete, su piattaforme social come Instagram o Pinterest, si trovano in abbondanza collezioni di vecchi annunci pubblicitari di ogni specie, capaci di tirare fuori la nostalgia-nostalgia più canaglia che ci sia. Ma anche un mucchio di sane sensazioni o, come in una vecchia canzone del 1957, “Magic moments”.

Potete andare in giro per il web e trovare delle eccezionali testimonianze dei passati in cui più vi riconoscete e ne troverete di bellissime e organizzate a puntino, c’era bisogno di un’altra di queste collezioni nel web?

No, ma QuestA è la mia collezione. Ce ne sono tante come lei, ma QuestA è la mia collezione!

Domani la prima pagina, ne seguiranno altre con periodicità di una alla settimana, almeno nelle buone intenzioni del discorsetto d’inaugurazione, ma mancava solo lo scanner a rosicchiare il mio Tempo…

Leaving the things that are real behind
Leaving the things that you love from mind
All of the things that you learned from fears
Nothin’ is left for the years

Onda sonora consigliata: Thanks for the Memory interpretata da Bing Crosby

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