Lo confesso, sono un violento ed è tutta colpa di Street Fighter II!

Sono un violento, lo confesso.

Ed è tutta colpa di un videogioco! Street Fighter II di quei diavoli giapponesi della Capcom.

In verità, questa storia esecrabile di cui non vado certo fiero è iniziata prima che Capcom mi facesse cadere nella spirale della violenza.

Trovo la forza di fare pubblica ammenda solo grazie al fatto che la mia mamma non si è fatta convincere da questo mentecatto tecnofilo a imparare come navigare in Internet e quindi non potrà mai venirne a conoscenza leggendo il mio blog.

A dirla tutta (leggi: prendendola alla lontana come mia esecranda consuetudine), la storia ha origine ben prima del 1995, anno di pubblicazione di tale diavoleria elettronica e strumento di corruzione dei giovini virgulti. Mi è già sufficientemente penoso tornare indietro alla memoria dei fatti del lontano 1995, perciò evito l’eccesso di amarcord. Vado dritto al punto.

Ho acquistato la mia prima console Nintendo solo nel gennaio del 1995: il suo nome è – con uno sforzo di rara fantasia e altrettanta megalomania – Super Nintendo!

Questo è il mio Super Nintendo. Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio Super Nintendo!

Avrei già potuto farlo l’anno prima, ma utilizzai i primi mesi di paga da militare durante l’allora obbligatorio servizio di leva in uno slancio di tipica generosità dell’innamorato stordito: comprai alla mia morosa uno splendido stereo compatto JVC, completo di radio, registratore a cassetta, lettore CD e due casse.

Nei mesi seguenti, accumulate duecento carte da mille lire, un giorno nel bel mezzo di gennaio mi viene recapitato a casa il pacco spedito da un negozio di Bologna contenente l’ambita console: Super Nintendo Entertainment System. Questo è l’altisonante nome completo che in italiano suonerebbe “Sistema d’Intrattenimento (elettronico) Super Nintendo”, il cui acronimo “SISN” rimanda più a un’agenzia dei Servizi Segreti, perciò ben venga l’acronimo dall’inglese, adottato comunemente, ovvero  “SNES”.

Erano tempi in cui ancora c’era gente raziocinante e meno avida al marketing delle aziende di videogiochi, perciò era consuetudine che la console venisse venduta con un gioco già incluso nella confezione. Nella confezione della SNES era inclusa la cartuccia di Street Fighter II Turbo!

Per chi ancora non ha capito cosa stia leggendo e tuttavia è ormai preda della sindrome del DMVA (ovvero DoveMinchiaVuoleArrivare), faccio presente che Street Fighter II Turbo era un valido motivo per acquistare una SNES, ovvero ciò che in gergo si definisce una “killer application”.

Street Fighter II Turbo: un valido motivo per acquistare una console Super Nintendo

Street Fighter II:The World Warrior, primo cabinato “arcade” apparso nel 1991 nelle sale-giochi di tutto il mondo è tuttora considerato una pietra miliare del genere “rulla-cartoni” o, più comunemente noto come “picchiaduro”; non è una forzatura definirlo “pietra miliare” dell’intero universo video-ludico, vista l’influenza che ha esercitato nei videogiochi degli anni successivi e il suo contributo al rilancio di tutta l’industria del videogioco a livelli che non si riscontravano dai tempi di Pac-Man (1980).

Davanti a questa “macchinetta” la scena in sala-giochi era sempre identica: due ceffi di incerta moralità (per il semplice fatto che frequentano una sala-giochi) sono in piedi, spalla a spalla, gli sguardi fissi a uno schermo che rimanda luci intermittenti e, a giudicare dallo strepito e dal  turpiloquio, è in corso uno scambio di opinioni che non hanno trovato un punto di contatto, se non quello delle nocche delle mani e le punte dei piedi; insomma, se le stanno dando di santa ragione.

Nel 1992 viene introdotta una seconda versione con alcuni innovazioni, ritocchi grafici e un bilanciamento di alcuni elementi di gioco: Street Fighter II: Champion Edition.

Il successo di SFII è tale che viene copiato da moltissimi altri operatori del settore: nelle sale-giochi, infatti, iniziano a spuntare come funghi dei cloni di questa macchinetta mangia-soldi, ovvero dei cabinati prodotti da altre aziende senza avere chiesto la licenza a Capcom. Era una pratica normale dell’epoca.

Capcom risponde all’invasione dei cloni modificati senza autorizzazione (“hack”) sfornando altre tre versioni in altrettanti anni:

  • Street Fighter II: Hyper Fighting (1992)
  • Super Street Fighter II – The New Challengers (1993)
  • Super Street Fighter II Turbo (1994)

Si stima che tutte le versioni di Street Fighter II abbiano incassato un totale di oltre dieci miliardi di dollari, principalmente dal mercato “arcade”, rendendo questa serie uno dei primi tre videogiochi di maggiore successo di tutti i tempi, dopo Space Invaders e Pac-Man.

Inevitabile che un fenomeno di queste proporzioni non avesse una “ricaduta” nel mercato dei videogiochi domestici. I videogiocatori, novella genie di rissosi, almeno quanto i marinai ubriachi dalla proverbiale facilità di venire alle mani, non vedevano l’ora di potersele dare di santa ragione con il fratello, il cugino o gli amici, anche tra le mura domestiche. Possiamo considerare Street Fighter II nel ricco novero di “futili motivi” delle frequenti risse adolescenziali.

Un altro innegabile vantaggio è di tipo economico: a parte l’iniziale e salato costo iniziale dell’acquisto della cartuccia, era possibile dare sfogo al primordiale istinto rissoso senza il limite dei gettoni o monete, disponibili tipicamente in quantità sempre troppo scarsa. Finalmente ci si poteva menare senza soluzione di continuità, per pomeriggi interi o fino a notte fonda o fino a quando un genitore piombasse in stanza sbraitando di spegnere quell'”aggeggio”. Alle mazzate virtuali potevano seguire le mazzate reali.

La versione “arcade” di Street Fighter II ebbe un tale successo che molti giocatori spesero somme davvero notevoli per importare una SNES giapponese e una copia della cartuccia, pure di essere i primi a giocarci. All’epoca era diffusa questa forma d’idiozia tra i rampolli di ricche famiglie, che ingrassavano dei negozianti dall’avidità che al confronto Zio Paperone è un discepolo di San Francesco d’Assisi.

Gli home computer a 16 bit erano molto diffusi e si poteva giocare più a buon mercato, se non addirittura a costo zero grazie alla pirateria, che nel nostro Paese era la “normale” distribuzione. Se compravi l’originale, i videogiocatori tuoi pari e anche i negozianti ti guardavano come se davanti avessero un povero idiota da assecondare per umana pietà.

Sono un violento, lo confesso. E sono pure un povero idiota.

Le conversioni per home computer furono tutte pubblicate da U.S. Gold, l’editore reo di avere mandato in vacca il più alto numero di licenze di giochi “arcade” tra gli anno Ottanta e gli anni Novanta.

All’annuncio di una conversione di un gioco “arcade”, la massima aspirazione di ogni videogiocatore era che fosse “uguale al bar”. L’espressione “arcade perfect” indicava l’eccellenza assoluta ed era il “sogno bagnato” di ogni adolescente dopo Edwige Fenech, chiaramente.

U.S. Gold è perciò responsabile di un numero cospicuo di aspettative schiantatesi contro un muro di cemento-armato, a tutta velocità e senza il minimo accenno di frenata, con la complicità di un’artigianale stampa specializzata, che tuttavia godeva di un’aura di autorevolezza quasi “mitologica”.

Con il senno di poi, all’epoca dei 16 bit la stampa specializzata era quasi tutta da epurare in un gulag in Kamchatka, impegnando la loro giornata per metà a spaccare pietre e per l’altra metà costretta a giocare, a giorni alterni, a “Barbie Inventa la Moda” e al gioco da tavola che buonanima di Mike Buongiorno rifilava come premio di consolazione ai concorrenti dei suoi quiz televisivi. Impronunciabili i pensieri blasfemi di questi concorrenti che avevano partecipato alla famosa trasmissione per diventare ricchi e se ne ritornavano a casa recando una scatola di uno stupido gioco. Pure Gesù Bambino avrebbe rispedito indietro i Re Magi se si fossero presentati con un “regalo” così!

Altrettanti pensieri blasfemi e irripetibile turpiloquio colsero i videogiocatori che si avvicinarono alle conversioni di Street Fighter II per home computer.

Steet Fighter II per Amiga nella sua consueta pacchianeria delle confezioni U.S. Gold

A eccezione delle versioni per ZX Spectrum e Commodore 64, che non avrebbero mai potuto competere con l’ “arcade” a causa dei limiti hardware della tecnologia 8 bit, era lecito attendersi un risultato “(quasi)uguale al bar” per quelle per home computer 16 bit. Le conversioni di Street Fighter II per Commodore Amiga, Atari ST e PC DOS furono piagate da uno sviluppo approssimativo, se non addirittura sciatto. Se grafica, musiche, effetti sonori, nonché “frame” di animazione erano una pallida imitazione dell’originale, si toccava il fondo nei controlli. Il cabinato aveva un joystick e sei tasti, lo standard per gli home computer 16 bit era, invece, di un joystick a uno o due pulsanti: replicare le “combo” era quindi un esercizio di contorsionismo estremo con risultati a schermo spesso differenti da quelli desiderati.

Con la versione DOS, in particolare, si toccò il tragi-comico. Il bilanciamento dei combattenti è un elemento cardine di un “picchia-duro”, così gli sviluppatori pensarono bene di metterci mano e finirono per rendere un combattente, Dhalsim, più forte di tutti gli altri. Circolava anche una versione non ufficiale (“bootleg”) di questa edizione per PC DOS e, sebbene sia lontana anni luce dall’”arcade” e anche dalle ottime conversioni per console, è quantomeno migliore della mediocre versione ufficiale.

Insomma, se volete veramente farvi del male con Street Fighter II avete tante alternative su home computer:

  • Lasciarvi cadere su un piede la confezione del gioco, previo riempimento con ghiaia, sabbione per cemento o altro materiale pesante per l’edilizia: seppellirvi sotto i floppy disk è l’unica cosa buona e giusta da fare.
  • in ordine di progressiva minore sofferenza, giocare a Street Fighter II in:
    • versione DOS PC (equiparabile a “bondage” estremo)
    • versione “bootleg” PC DOS (se vi piace farvi impalare la schiena dai tacchi a spillo, fate pure)
    • versione Amiga (crisi di pianto disperato)
    • versione Atari ST (crisi di pianto, ma almeno un po’ ve lo aspettavate).

Le conversioni per console furono per i videogiocatori come la manna che scese dal cielo sul popolo d’Israele quando si avvicinò al Monte Sinai per ricevere la Torah.

Nella seconda e ultima parte (giurin giurello e croce sul cuore) tutta la vera storia di mazzate con mio fratello e di come sono diventato un violento e pure un “puzzone” che odia maledettamente perdere.

Continua a leggere: Street Fighter Family Club

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54 pensieri su “Lo confesso, sono un violento ed è tutta colpa di Street Fighter II!

    1. Ridiamoci pure su, ma ricordo che tanta era l’attesa e tanta fu la delusione che anche le testate giornalistiche – normalmente assai prodighe in fatto di voti finali – iniziarono a rifilare dei voti da “bocciatura” senza recupero. Qualcuno, senza vergogna e pudicizia, riuscì anche a rifilare un voto intorno al 70/100 allo sfracello combinato, mediamente si tennero pudicamente intorno al 50/100. Sulla versione PC DOS invece ci andarono giù di falce del Mietitore di Anime, ricordo ancora un 15 di PC Gamer. Sì, i videogiochi possono farti male: gioca alla versione DOS di Street Fighter II. Vogliamo parlare di Body Blows del Team17 strombazzato come un picchiaduro per Amiga che rivaleggiava con SFII per console? Preparo il velo pietosso…

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        1. Ecco l’hai detto: TGM, a un certo punto ci scrivevamo dei personaggi deliranti e ci scrivevamo di tutto, tranne del videogioco oggetto della recensione.
          Altro punto interessante quello di come si usufruiva dei videogiochi: per esempio io sceglievo la difficoltà più alta per farli durare di più. In alcuni casi, ciò equivaleva a farsi del male da solo vista la già alto livello di difficolta standard. Ma all’epoca avevo tanto tempo a disposizione.

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          1. Uh, ci sarebbe da parlarne del livello di difficoltà!! Doom a Nightmare era semi impossibile, gli FPS di oggi con l’energia che si rigenera da sola e che non sono altro che shooting corridor fanno ridere! Ma d’altronde il focus è tutt’altro, oggi andiamo sul multiplayer… insomma, sì, discorso complesso, ma anche interessante! :–)

            E sì, TGM a volte era delirante! X–D

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    1. Quesa cosa che riesco a coinvolgere anche i non-videogiocatori o i semplicemente curiosi mi riempie davvero di gioia. E’ bello per me che riesco a trasmettere la mia passione, è bello per chi si mette in gioco e accetta di leggere qualcosa di diverso dal suo solito. Se si ottiene una comunicazione è “Perfect”. Grazie!

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  1. Sempre il top in fatto di videogames, parlo di te, non di Street Fighter II 😉
    Quante partite alle varie versioni, forse senza questo non mi sarei appassionato ai videogiochi, non così tanto, peccato che, pour moi, a parte con la serie Alpha non son più riusciti a replicarne il successo e la bellezza.

    Consiglio la visione della serie anime Hi Score Girl su Netflix, storia pseudo romantica ma i videogiochi sono centralissimi, soprattutto Street Fighter..
    PS: Anche io in sti giorni mi sto dedicando ai videogiochi sul blog.

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    1. Alpha è il top a detta dei videogiocatori di vecchia data. L’ho recuperata con Street Fighter 30th Anniversary Collection che è stata pubblicata l’anno scorso. Sono decisamente arrugginito 😂. Ma SFII è il massimo a due giocatori e quindi i miei ricordi di rissa sono legati alle mazzate con mio fratello grazie alla cartuccia per SNES. Nel prossimo post andrò nei dettagli e parlerò anche della mia brevissima e disastrosa esperienza con l’online di SFIV.
      PS: periodo in cui il Tempo scarseggia più del solito e latito dai blog che seguo. Ma conto di recuperare. Avevo intravisto da te i post sull’Uomo Ragno. Ti farò sicuramente visita.

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        1. Il V ancora non l’ho preso anche se si trova a meno di 20 euro. Un lancio sconcertante, ripreso in corsa sopratutto nei contenuti off-Line. Quando lo capiranno che l’aspetto migliore è suonarmele spalla a spalla, avendo il vicino da sbeffeggiare, invece di giocare con uno sconosciuto dall’altra parte del mondo?!?

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          1. Direi che oggi si può puntare allegramente a entrambi gli obiettivi: supportati da una banda decente, può essere interessante affrontare un avversario seduto a giocare chissà dove, così come vedersi dagli amici per un sabato sera a suon di pizza e “torneo”, quando ancora ci si riusciva a vedere ogni settimana.
            Certo, io non sono in grado di offrire una sfida per chicchessia, si trovi a fianco a me o in Australia, perché quando ero più bravo, comunque non ero granché bravo 😛

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            1. Caro Conte, per esperienza tragi-comica che racconterò nel prossimo episodio ti dico che nello specifico di SFIV non è tanto da prendere allegramente perché ci sono degli autentici mostri online. SF è davvero molto tecnico e la differenza tra il niubbo e l’esperto è abissale. Poi chiaramente uno si può anche divertire a essere mazzolato senza troppi complimenti 😂

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  2. Ti sarà anche penoso tornare indietro con la memoria, ma io leggo un’esaltazione non da poco quando parli di questi argomenti. 😉 Mi sento su di giri anch’io che nel ’95 a malapena sapevo leggere.
    Quanto a Street Fighter, all’epoca ero appunto troppo piccolo, e non appena ebbi l’età per menare le mani puntai direttamente su Tekken. Inutile dire che adesso vado in giro ad attaccare rissa per le strade di Tokyo.

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    1. Ecco un giocatore dell’”altra” parrocchia: Tekken. Hai ragione c’è dell’esaltazione ai ricordi di queste risse. Ma che vuoi farci, sono una bruttissima persona. Nel prossimo post, se vorrai, ne capirai il motivo.
      Ho giacato anche Tekken, ma in quel periodo mio fratello e io ci massacravamo con Soul Calibur per Dreamcast, che per me è il non plus ultra. Meno tecnico, più immediato e anche un niubbo dopo qualche partita può fare il mazzo a un più navigato giocatore.
      Chiaro che dopo questo “allenamento” è naturale uscire di casa e a malmenare il primo che parcheggia in doppia fila e ti blocca la macchina. Peccato non avere una palla di fuoco a disposizione.

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    1. Qualche volta mi è successo con mio fratello, ma nulla di comparabile con le partite a Kick-Off o Sensible Soccer oppure con il vecchio caro Subbuteo. Il Risko comuqnue batte tutti in capacità di tirare fuori il peggio di ognuno. Roba da riformatorio ^_^
      La versione PC sarebbe stato meglio non farla proprio per il motivo che hai citato: il joystick, per giunta con un solo tasto, era un accessorio poco diffuso e in certi casi prevedeva l’esercizio di arti esoteriche – e recitazione di salmi blasfemi a corredo – per una corretta configurazione.
      Un gioco solo per mani tentacolate e contorsionisti della tastiera.
      Giocare a SFII su PC era come volere vedere Star Wars su uno schermo monocromatico dei primi telefonini e poi andare in giro a dire che è una cagata pazzesca.

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  3. Fratello, ecco perchè siamo fratelli! Dopo le nostre santissime madri biologiche, ne abbiamo avuta un’altra in comune che ci ha svezzato l’adolescenza. SFII è il suo nome che tra un Hadoken e un Sonic Boom ha fatto di noi degli uomini delle strada. Che sempre sia lodata! Parlando di facenzie, l’anniversary collection devo prenderla, l’anno scorso ho preso l’ultimate edition per Switch con la versione -per ora- definitiva di SFII, sotto i trenta si parte. Purtroppo ricordo ancora la delusione di quando feci disperare mio padre per comprarmi un pc nuovo avevo un 286 perché Alone In The Dark e SF2 non mi giravano. Comprai subito il titolo Capcom, dio che mostro, ci rimasi malissimo. Fortuna che la versione SNES era decisamente più gagliarda. Come ti ha scritto Arcangelo, e credo tu abbia anche letto sul mio blog, hanno tirato una serie tv su netflix, anzi, un mezzo anime per essere precisi, dal titolo High Score Girl, che mi ha messo su una discreta scimmia multiplayer per giocare SF2. Con Switch in ufficio è stato uno spasso, mi sembrava di essere tornato indietro di vent’anni. Ho preso anche la collection capcom dei picchiaduro a scorrimento, viva Final Fight, non quel mostro che usci per SNES. Pace e violenza, fratello!

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    1. Gesummaria che hai fatto fratello?!? La versione DOS di SFII! Va beh se per questo a me piacque da morire la versione Amiga di Strider, poi quando comprai quella per Mega Drive capii quanto ero stato fesso. Fatti un bel regalo e prenditi per XBox One la collection. Ho anche io nel mirino la collection dei rullacartoni a scorrimento della Capcom e ti segnalo per SNES (mi pare che lo hai recuperato o no?) una cartuccia con i rullacartoni a scorrimento della Data East a una trentina di euro.
      Ho preso nota della segnalazione tua e di Arcangelo: sicuramente me la vedo. Pace e violenza, fratello!

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    2. E a questo proposito, sto allevando i due virgulti di nanica statura alla rissa con Smash Bros Ultimate su Switch. In tre è l’assoluto delirio e si adatta perfettamente alla loro innata attitudine a seminare il caos tra le mura domestiche.

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  4. Non ricordavo se fosse il 1994 o il ’95, ma leggendoti sono dunque sicuro fosse il 1995, quando la mia consueta abitudine di spulciare ogni edicola di Roma mi capitasse a tiro portò ad un risultato inedito. Teoricamente ero a lavoro, avevo 21 anni ed ero il “ragazzo di bottega” di una tipografia che saltuariamente mi mandava a consegnare robe nel centro di Roma, dove l’unica forma di locomozione è su due ruote, a meno di non impiegare dieci ore a fare dieci metri. Girando con il motorino, ogni edicola o chiosco di giornali era mio: riconoscevo a occhio le testate e le uscite e mi impicciavo di tutto: un giorno vidi Chun-Li che dava un calcio, da un disegno stampato su una scatola. Come potevo resistere? La mia memoria dice che lo pagai 5 mila lire, ma forse era troppo poco: magari erano 10. Di più non avrei mai speso.
    La scatola era “Street Fighter II” per PC, stampato su un formato moderno e futuristico: il CD-Rom! (Credo c’entri qualcosa l’arrivo al cinema del film con Van Damme) I miei sensi furono sommersi da piacere orgasmico e quella rimane una delle rarissime volte in cui ho speso soldi per un videogioco, medium a cui sono notoriamente schiappa quindi non vale la pena spenderci. A parte il fastidio di una password – quindi per giocare toccava avere il libretto a portata di mano – ricordo ore di piacere sconfinato: non ho mai giocato ai cabinati da bar, quindi ero “vergine” di Street Fighter.
    Giocavo tranquillamente da tastiera e non ricordo particolari problemi a fare le combo, ma forse è una cosa mia: non tocco un joystick dal 1987, quindi ho sviluppato con la tastiera un rapporto simbiotico. E’ anche vero che nella foga del combattimento spesso premevo così tanti tasti che per semplice statistica una combo dovevo beccarla 😀
    Non ricordo squilibri eccessivi, anzi credo di aver fatto buoni risultati con tutti i giocatori, anche se c’erano quelli che mi piacevano di più. I calci a getto continuo di Chun-Li rimangono la mia tecnica preferita ^_^
    Avendo giocato da solo per il 99,99% della mia carriera videoludica, non mi sono mai dovuto preoccupare della mia aggressività…

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    1. Il problema non erano tanto le combo, piuttosto le mosse speciali come hadoken, shoryuken etc, che richiedevano archi di circonferenza con una leva (paradossalmente, abbordabili anche con un joypad).
      A meno che non avessero progettato un sistema semplificato come per Darkstalkers su psp, dove il quarto di giro avanti + pugno era sostituibile con avanti + pugno.

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  5. Mentre mi recavo in Tibet per trascorrere un week end diverso dal solito, mi chiedevo “come farà redbavon ad assumere quelle movenze tipiche di un lottatore giapponese o limitrofi” ??? Ora ho capito tutto !
    Mi fa altamente sorridere la coincidenza di aver citato entrambi Street Fighter praticamente in contemporanea, anche se in due discorsi completamente diversi. Ciao !

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    1. Hai colto in pieno l’autentico senso di questo post e, sopratutto, del prossimo e conclusivo, dedicato sopratutto ai non-videogiocatori che non li leggeranno e cioè il bello di stare insieme e di condividere un’esperienza, fosse anche di uno stupido videogioco di mazzate. Ciao fratellone!

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  6. ho sempre detestato street faiters, perché sono sempre stato una pippa astronomica. e dire che o provato ha cambiare il mio destino fino a poci mesi fa. ma niente. non ci e stato nulla da fare! adesso pero ne conosco il motivo! la verzione con cui giocavo era ingiocabile! per questo, io che sono uno serio, mi rifiutavo di vincere.
    zi, anche io sono della sponda di tekken! lì almeno vincevo, anche se non sempre… e ci era anche una bella storia dietro (si fa per dire!)…

    ps: amico, mi sembra che tu non abbia capito la lezione. continui a sfrugugliare chi ci ascolta nascostamente, con i tuoi rimandi espressi ai servi. segret, per esempio. io sono dovuto sparire per mesi, dopo aver parlato con te. ma te vedo che ancora intigni… beh, io ti o havvertito, poi non venire a piagnere da me se in carcere la playstation non te la danno… guarda che li pure se sei violento ti fanno scivolare il sapone nella doccia lo stesso…

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  7. Denis

    Tra l’altro Street Fighter 2 usci pure su Gameboy originale e Advance, ho visto e provato quella del Super Nes (un falso 16 bit perchè aveva due chip a 8 bit ) ha un’amico gli ho venduto su Ebay , Super Street Fighter del Megadrive e pure quello del Dreamcast ho giocato ed e la versione arcade perfect, Soul Calibur ho quello jap su Dreamcast e il 2 su Xbox 360, ho pure Super Street Fighter 4 ( uscito in 4 versioni pure questo) e il bellissimo Street Fighter Alpha 3 su Psp.
    La versione Ps2 e Xbox mi sembra chiamata Anniversary ha dentro Super Street Fighter 2 e Street Fighter 3 e il film animato che e in lingua inglese.
    Anche se i beat’ em up 2d più difficili all’epoca erano quelli della Snk.
    Ha dimenticavo ho pure Marvel vs Capcom 2 su Dreamcast, ma è piu semplificato come gioco.

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    1. Bella collezione, non c’è che dire. Le versioni GB, GBA e, in genere, per le console portatili sono mutilate dall’assenza della componente più importante: il gioco a due giocatori spalla a spalla. SFII, come tutti i picchiaduro, esprimono il massimo potenziale nelle sfide a due giocatori. L’online permette di ovviare all’assenza di un giocatore, ma a mio avviso non ha lo stesso “sapore”. Guardare in faccia il tuo avversario, che conosci, mentre trasfigura per la rabbia di avere incassato una solenne mazzolata non ha prezzo. Mio fratello e io ancora ci ricordiamo in una mescolanza di ghigno, affetto e risate certi combattenti (ognuno aveva il suo preferito e il suo più “sfigato”). Su SNES avevo anche Killer Instict, come anche Eternal Champions per Mega Drive, ma con SFII Turbo non ci fu storia: mio fratello e io eravamo devoti solo a SFII.
      La generazione PlayStation mi ha regalato qualche soddisfazione con Battle Arena Toshinden (il primo), Soul Edge e un picchiaduro con gli X-Men (non malaccio). All’epoca Tekken non mi strego’. Li ho recuperati oggi grazie all’usato.
      Ho saltato SFII per PS2 e XBox, perché orami eravamo devoti a Soul Calibur per Dreamcast e, in misura minore, a Dead or Alive sempre per Dreamcast
      In questo periodo lavoravo e vivevo fuori dalla mia città natale nonché casa dei miei. Perciò dovetti fare a meno di mio fratello. Nella generazione dopo ho ripreso a “combattere”, anche se per lo più in solitaria: esperienza assai meno gratificante sebbene il salto grafico sia ormai “arcade perfect”. Soul Calibur rimane il mio “idolo”: ho tutte le edizioni distribuite per varie console, ma quella per Dreamcast è insuperata tuttora, non già per il pure eccellente è ancora dignitoso aspetto grafico e tecnico, ma per il suo intenso carico emotivo. Soul Calibur sara infatti il protagonista nel prossimo episodio. The legend will never die!

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      1. Denis

        Come ultimo picchiaduro 2d ho 2 versioni di Blaz Blue che sarebbe un seguito spirituale di Guilty Gear ha una grafica da paura, mentre su Wii ho la Samurai Shodown Collection, su Ps 2 ho solo Tekken 4 e pure il sommo Virtua Fighter 5 su Xbox 360, avevo pure il 3 su Dreamcast.
        Tieni conto che all’epoca della prima playstation i picchiaduro 2d giravano meno bene che su Saturn infatti caricavano tra un match e l’altro e avevano pure meno frame al secondo di animazioni, invece il Saturn girava meno con la grafica 3d ma bene con il 2d, aveva pure uno slot per pen una cartuccia che permetteva di rendere la console region free.
        Avevo Tekken 3 jap masterizzato giapponese che rispetto alla versione pal girava più veloce e gli omini erano più grandi questo perchè il sistema ntsc rispetto al pal gira a 25 fotogrammi al secondo, infatti anche i film da noi rispetto a quelli americani durano meno perchè il pal gira a 24 fotogrammi al secondo, su un film di 2 ore, 5 minuti vanno persi cosi come nel videogioco la versione europea era più lenta.
        Di Soul Calibur 2 ho avuto quello del Gamecube che aveva Link come personaggio speciale, quella Ps 2 Heiachi di Tekken e quella che ho attualmente della Xbox ha Spawn.
        Killler Instict ne uscito uno nuovo sulla One e quelli vecchi si trovano nella Rare Collection sempre e solo per la One.

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        1. Data la mia anzianità d’età e di videogiocatore, mi dai il “la” per partire con una sinfonia videoldica, con tutta probabilità noiosa per hi non è videogiocatore ^_^ Tu sei un videogiocatore e pure collezionista, quindi immagino che posso spingere il piede sull’accelleratore.
          I picchiaduro 2D li ho visti nascere e in sala giochi mi pestavo con gli amici dai temoi di Karate Champ e il resto non lo enumero altrimenti divento barbosamente enciclopedico (Rocky per Colecovisione con i Super Action Controller, anyone?).
          Da quanto mi enumeri posso suggerirti alcuni titoli che andrebbero giocati e, se non li hai già, meritano un posto nella collezione di ogni malato di videogiochi e pure picchiaduro. Chiaramente non cito i “mostri sacri” delle serie famose.
          Per la Wii non puoi lasciarti sfuggire Tatsunoko Vs Capcom
          per PS3 la collection Vampire Resurrection (da noi lo trovi sugli shop online, ma io ho quella fisica giapponese, che trovi a prezzi morigerati)
          per Gamecube direi di puntare su Bloody Roar Primal Fury, che ho recuperato di recente, ancora oggi fa la sua figura ed è un piacevole rullacartoni. Killer Istinct su One da consigliare a tutti i possessori di One: l’ho acquistato a 10 euro (nuovo) e venendo dai vecchi fasti della conversione SNES (la storia è lunga e probabilemente la conosci), sono rimasto piacevolmente soprpreso, ma dopo poco ho abbandonato.
          Di tutte quelle menate dei 60 fps, il formato NTSC vs PAL, le “bande nere” orizzontali, la migliore fluidità delle versioni NTSC e quelle “castrate” PAL sinceramente – per quanto tecnicamente possano corrispondere a verità – me ne sbattevo all’epoca e me ne sbatto pure oggi, che acquisto in tutta tranquillità e facilità dal Giappone e da tutta Europa. I lag e l’alta risoluzione degli schermi già Full HD e ancora peggio 4K creano più di qualche problema alla resa grafica dei videogiochi più vecchi e – cosa più grave ai finid ell’esperienza – alla risposta agli input. Non sono problemi esistenziali, ma un altro modo per farsi del male con SFII e in genere i videogiochi SNES e Mega Drive è giocarli su un 4K. SFII Turbo per SNES giocato sullo schermo di un vecchio e buon CRT Toshiba 32 pollici straccia senza “se” e senza “ma” la tecnologia 4K e HDR.
          Su Virtua Fighter non inizio, altrimenti mi parte la vena barbosa enciclopedica, ma lo preferisco a Tekken: dirò una bestemmia per gli esperti di VF, ma l’ho trovato una giusta via di mezzo di tecnica necessaria e immediatezza tra SF e Tekken.
          In Yakuza 6 (serie che adoro) è presente la versione di VF5 Final Showdown (praticamente la versione definitiva, prima che ne facciano prima o poi una -qualcosa ^_^), giocabile anche in due in locale. Cosa vuoi di più?

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  8. Denis

    Grande ma i giochi con le bande nere me li ricordo su Ps2 che se non ricordo male aveva solo i 50 hertz mentre il Gamecube tenendo premuto b (il tasto rosso) andava a 60 hertz, si e vero per le console vecchie meglio il tubo catodico, però su Wii o Ps 2 va bene il cavo component (480 p) che alza la risoluzione evitando l’effetto acquerello bagnato, mi ricordo che gia il cavo rgb sulla prims ps1 alzava la definizione di immagine il bello che quello che cambia con il cavo scart e un filo in più e un pin solo che te lo facevano pagare.
    Ma adesso che ricordo Street Fighter 2 e uscito anche su Switch ( in sostanza una Wii U pagata a peso d’oro senza hard disk), un mio mio amico a Zelda Breath of wild su Wii U e gira meglio e con più effetti che su Switch.
    Di Yakuza ho solo il primo che è l’unico sottotitolato in italiano.
    Vampire Resurrection sarebbe Darkstalker ?

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    1. Le “bande nere” sono vecchie quanto la differenza tra i due formati televisivi: nel gaming il tema è saltato fuori al tempo dei 16 bit.
      La differenza è essenzialmente che:
      50hz (quindi i giochi PAL) = perdita di fluidità, ma migliore resa grafica e una più alta risoluzone (625 linee).
      60hz (giochi NTSC) = più fluidi, ma minore risoluzione (525 linee) e “scanlines” (interlacciamento) più evidente.
      C’è chi vedeva questa grossa differenza di fluidità come un vulnus insormontabile dei giochi PAL, ma onestamente spendere cifre esorbitanti per una console di importazione parallela (più la spesa di un convertire dell’alimentazione) non era nelle mie possibilità. Non mi ha certo impedito di divertirmi.
      Su PS1 sopratutto per i picchiaduro i “puritani” della frequenza verticale gridavano allo scandalo (e le stesse identiche critiche sono state fatte in occasione del lancio della PS Mini).
      Il cavo SCART per la PSX era di due tipi: uno standard (con segnale composito, cioè il jack giallo), uno RGB (che aveva appunto i pin aggiuntivi e andava inserito in una specifica presa nella TV che accettava il segnale RGB. La differenza dal giorno alla notte, per quei tempi.
      Il segnale Component, diffuso nei CRT statunitensi, è praticamente sconosciuto nei CRT europei: io ho un Toshiba con gli input component e la PS2 e la Wii rendono ottimamente; ho modificato la prima Xbox perché il segnale è praticamente castrato di fabbrica, ma è possibile ripristinarlo con una mod software. Il Gamecube PAL non è compatibile con il segnale component (solo le versione NTSC) e il segnale migliore è l’RGB (che comunque è sempre immensamente meglio del cavo standard che è composito). Chiaramente sto ancora parlando di connessioni dell’era CRT.
      Con l’avvento di LCD e Full HD il component è diventato uno standard, ma a soffrirne è l’immagine delle vecchie console con output composito o RGB che senza un upscaler di qualità rende l’effetto “marmellata” e quello che io chiamo “a punto croce”, per via i pixel che venivano sfumati dalla più bassa risoluzione del CRT, ora sono evidenti e li fanno apparire “più brutti di come ce li ricordavamo” (senza contare il lag che molti pannelli hanno particolarmente alto).Con i nuovi pannelli 4K la situazione è andata anche peggiorando: il component si sta perdendo a favore dell’HDMI e i convertitori economici restituiscono un’immagine al massimo decente. La PS2 collegata al mio Sony 4K tramite un convertitore economico si vede prevedibilmente peggio che sul vecchio CRT Toshiba. Chiaro che la conversione causa una perdita anche se il processore X1 del mio pannello è uno dei più performanti a oggi. Peggio mi sento con la Dreamcast che aveva anche la possibilità di un’output VGA, che nelle nuove TV è sparito.
      Insomma l’HDMI è una iattura per tutte le vecchie console escludendo la scorsa generazione (le prime XBox 360 non avevano nemmeno l’HDMI).
      Sì, Vampire Resurrection è la versione JAP di Darkstalkers Resurrection (USA): è una compilation HD che contiene due giochi, Vampire Hunter: Darkstalkers’ Revenge (aka Night Warriors: Darkstalkers’ Revenge) e Vampire Savior: The Lord of Vampire (aka Darkstalkers 3).
      Definire la Switch una Wii U è una fesseria grossa come una casa. Evidentemente il tuo amico non ci ha giocato, ma avendo entrambe, siamo su due pianeti diversi per tante differenze. L’ultimo capitolo di Zelda è stato sviluppato originariamente per Wii U e poi il progetto è stato scelto come titolo di lancio della nuova Switch. E’ una meraviglia su quest’ultima e viaggia a 900p su schermo (720p se in modalità portatile). La versione Wii U è a 720p ed è grazie alla più bassa risoluzione che gira fluida, laddove quella Switch a 900p ha qualche singhiozzo, ma nulla da strapparsi le vesti e sopratutto da rinunciare alla più alta risoluzione su grande schermo.
      La Switch è fedele alla filosofia Nintendo anche in questa generazione: nulla di paragonabile al resto, è qualcosa di differente. Può piacere o non piacere e, in quet’ultimo caso, screditarne le sue qualità non è corretto.

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      1. Denis

        A me un’elettricista vedendo il cavo rgb che aveva un filo in più, mi modifico la ciabatta scart per leggere i cavi rgb del Gamecube e Dreamcast perchè avevo prestato a sua moglie il Gamecube per provarlo ( una mora veramente figa).
        Per il Dreamcast ho preso su Ebay dalla Polonia un convertitore Vga-Hdmi che rende però illegibile la modifica del disco boot e legge alcuni giochi.
        Delle console vecchie per via della Hd non si crea il paradosso che vedendolo meglio in realtà si vede peggio per via dei minori poligoni?
        Boh? per me la Nintendo dovrebbe volere bene i fan, ma vedo che ad esempio le remastered le fa pagare a caro prezzo tipo Dark Soul che costa 20 euro in più del corrispettivo Xbox One-Ps4 ed la versione peggiore, cosi come quella di Doom e Wolfstein 2 o Diablo 3, 60 euro un gioco di 7 anni fa (la reaper of soul lo pagata 5 euro nuova per 360) cosi come Super Mario U sempre 60 euro un gioco di 7 anni fa, alcuni generi mancano: corse, fps, open world , ad esempio di corsa c’è solo Mario Kart forse per evitare concorrenza.
        Ma fare una console con potenza come le altre per avere subito i giochi multipiattaforma e fare almeno dei tagli di prezzi no?
        Riconosco che la Nintendo fa capolavori e i suoi sistemi non si rompono o danno problemi quasi mai, ma il rischio che si rimane con poche uscite e senza ottimi titoli per mesi.
        Comunque la potenza un pò migliorata dello Switch e quella della Wii U quindi 256 bit mentre One E Ps4 sono 512 bit per via della storia del raddopio dei bit.

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        1. Non è tanto il numero di poligoni (sicuramente minore rispetto a oggi) oppure le texture a bassa risoluzione, ma sopratutto l’output video che sui nuovi pannelli deve elaborare il segnale delle vecchie console che è 240p, 480i e 480p. La soluzione 480p e cavo component non sarebbe poi così male, ma le risoluzione interlacciate (480i, 576i) restituiscono unìimmagine sfocata, affetta da flickering più o meno intensamente avvertibile.
          Nintendo ha sempre avuto una politica di prezzi differente, le fee che chiede agli editori per pubblicare sulle sue console non sono mai state morigerate; i prezzi dei titoli first party non subiscono l’usuale riduzione progressiva. Dark Soul è una remastered per XBox e PS, ma non per Switch visto che è la prima volta che viene pubblicato un soulslike su una console Nintendo. Quindi questo prezzo ha un senso per chi utilizza esclusivamente una console Nintendo o vuole giocare questo titolo per la prima volta in modalità portatile. Non sempre i videogiochi per console Nintendo sono stati i più elevati: nella generazione PS3, XBox 360 e Wii, i videogiochi per questa console Nintendo costavano in media 20 euro in meno degli altri. Le remastered dei titoli WiiU per Switch ha un prezzo elevato perché la Wii U è stata un tale flop commerciale che probabilmente alla Nintendo si sono fatti due conti di quanti utenti hanno giocato le versioni Wii U (pochi) e quanti nuovi clienti Switch non li hanno mai giocati (una marea): Wii U, infatti, ha venduto in tutto il suo ciclo di vita, meno di 14 milioni di unità; Switch l’ha già doppiata con oltre 30 milioni di unità vendute in poco meno di 2 anni.
          In ogni caso, quando scrivi “Ma fare una console con potenza come le altre per avere subito i giochi multipiattaforma…”, la risposta di Nintendo è chiara dal post-Gamecube: Nintendo ha scelto un’altra strada per rispondere alle esigenze dei suoi clienti, cercando modi nuovi e formule differenti. Ma poi c’è davvero bisogno di una terza console per avere un altro gioco multipiattaforma? Un gioco identico nei contenuti che gira un po’ meglio o ha una risoluzione di poco superiore all’una o all’altra? Preferisco avere un altro gioco che mi dia una differente esperienza, anche se devo attendere un po’ più tempo.
          Se non ti ho ancora tediato sulla Switch, qui puoi leggere parecchi motivi per cui Nintendo si muove sul mercato in modo differente da Sony e Microsoft:
          https://redbavon.wordpress.com/2017/01/19/nintendo-switch-parte-1/

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          1. Denis

            Ho letto e tutto vero ma Nintendo da sola non riesce a sfornare molti titoli, ci sono periodi che non ci sono uscite di rilievo nei primi 2 anni ha sparato tutte le killer application.
            Nintendo e come un’artigiano giapponese che raffina sempre lo stesso titolo sempre meglio del precedente ma non sperimenta molto e dopo 2 anni almeno un taglio di prezzi delle console e dei giochi più vecchi potevano anche farlo.
            I giochi vecchi hai provato a metterli in modalità 4:3?

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            1. Se parliamo dei titoli first party è una questione di mercato: Nintendo evidentemente riesce a venderli ancora a quel prezzo per più tempo. Ai suoi clienti evidentemente non serve avere un’uscita ogni mese. Nintendo ha scelto di non combattere la concorrenza sul loro stesso campo e propone le sue IP modificandole quel tanto da riscuotere in ogni caso un successo commerciale. Chi accusa Nintendo di fare sempre gli stessi giochi, ha perso interesse nelle IP Nintendo (legittimo), ma le critiche non hanno senso se non ci giochi. Mario Galaxy e Mario Odyssey sono due giochi differenti anche se è sempre Mario il protagonista.
              Per la Switch ho acquistato giochi a prezzi variabili tra i 30 e i 45 euro, ad appena un mese dalla loro uscita. Prezzi in linea con le altre piattaforme. I giochi multipiattaforma convengono invece su PS o XBox anche per migliori performance e caratteristiche tecniche. Non ho bisogno di acquistarli su Switch a meno che abbiano delle feature studiate apposta oppure mi interessi la portabilità. In questo ultimo caso, la Switch è l’unica console che ti permette di giocare in metro e continuare a casa sul grande schermo. Considera infine che i titoli first party sono un’esclusiva Nintendo. Hai provato a contare le esclusive per PS4 e per XBox One? Non è che siano più numerose di quelle Nintendo. D’accordo, alcuni generi su Nintendo sono endemicamente scarsi nella frequenza di uscire e nelle caratteristiche tecniche, ma è un tema di target che a Nintendo evidentemente interessa poco. Aspetto il nuovo Metroid (anche se ci sarà tanto da attendere) più dell’ennesimo capitolo di COD o Battlefield (e apprezzo anche questi ultimi) perché da Metroid mi attendo qualcosa di differente e curato ai livelli da fine artigiano come lo hai correttamente descritto anche tu.
              Insomma è una strategia di Nintendo e ha le sue ragioni: puoi ricadere nel suo target ma anche accade l’opposto. Criticarlo con asprezza come ho letto spesso nei commenti di riviste online è senza senso, significa non avere compreso come funziona il mercato e le differenze di ogni player. La maggior parte delle critiche che ho letto sono infantili o trollate di gente frustrata per altri motivi che abbonda sui vari social network. Si può non condividere la strategia di Nintendo e chi ha tutto da perdere è la stessa Nintendo; le vendite dicono il contrario, devono migliorare parecchie cose (sopratutto l’online) . Personalmente Nintendo a me sta bene così. Pochi titoli e fatti come DioBit comanda, per tutto il resto c’è PS4 o XBox One, che ormai hanno ingranato alla grande con una produzione anche di contenuti più maturi.
              PS: Si, certo sempre a 4:3 per i giochi fino alla generazione PlayStation (inclusa), altrimenti aggiungi anche una distorsione dell’aspect ratio. Non c’è niente da fare se vuoi un’immagine decente ho ti tieni un vecchio CRT oppure acquisti un upscaler professionale (prima o poi faccio questa pazzia 😜)

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              1. Denis

                Di Metroid ho la collection su Wii pagato 0,99 centesimi come anche Xenoblade Chronicle ma si hai ragione ognuno applica la propria politica commerciale, Nintendo punta ai giochi pg13.
                Sto cosa dell’upscaling non lo faceva anche il primo modello di Ps3 sui giochi Ps1 e Ps2 che l’altro era l’unico modello retrocompatibile, poi fu tolta per abbassare il prezzo, anche Wii U e retrocompatibile con Wiii, il 360 che ho legge i titoli (non tutti) della Xbox originale ma alcuni li gira a 4:3 e non sono un tecnico ma penso che nel sistema operativo ci siano in memoria i giochi che partono con la traccia del disco originale e faccia l’upscaling cosi come il mio vecchio dvd Panasonic recorder del 2005 con cui posso ancora registrare tramite decoder
                Comunque preferisco il gioco jap a quello americano.
                Ho visto girare la Street Fighter Collection ma i contorni neri dei personaggi erano seghettati non vorrei dire minchiate mi sembra che il termine sia scalettatura..

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                1. No, la retrocompatibilità delle varie piattaforme che hai citato non c’entra con l'”upscaling”. Se per Wii, Wii U, PS2 e PS3 la retrocompatibilità replica gli originali, caso diverso è per i (pochi) titoli della prima XBox che girano sulla One in realtà girano a una maggiore risoluzione rispetto all’originaria, ma questo perché sono stati ottimizzati (ovvero modificati); infatti, una volta inserito il disco, viene letto il seriale e certificato che è un titolo acquistato, dopodiché esegue il download dell’immagine del disco dallo store. Il contenuto di questa immagine del disco non è lo stesso di quello originale.In ogni caso non è “upscaling”.
                  Il processo di “upscaling” non converte “magicamente” una risoluzione più bassa in una risoluzione più alta, ma è un processo di approssimazione grazie all’applicazione di alcuni algoritmi di post-processing video.E’ un processore apposito che normalmente si occupa di assolvere a questa funzione.
                  In altre parole, un’immagine SD che viene convertita a una più alta risoluzione più alta non sarà mai qualitativamente equivalente alla stessa immagine nativa alla risoluzione più alta.
                  Un’altra cosa da considerare è che il risultato dell’upscaling potrebbe anche peggiorare se l’immagine a bassa risoluzione contiene artefatti di compressione, come per esempio rumore video eccessivo, l’effetto “scalettatura” che hai citato (ovvero un rumore scalettato lungo linee curve e bordi) o l’effetto “scacchiera” per citarne alcuni.
                  Soprattutto se visualizzati su schermi di grandi dimensioni, la qualità peggiora a causa del fatto che i difetti già presenti nel segnale-sorgente vengono amplificati e sono più evidenti perché ingranditi insieme al resto dell’immagine.Per fare un esempio pratico, guarda un filmato in CG di un’introduzione di un gioco per PlayStation e noterai una quantità di “sporcizia”, effetto quadrettatura e rumore di fondo che non ti spieghi come mai te li ricordavi meglio al momento della loro originaria uscita.Questi filmati utilizzano algoritmi di compressione video per potere essere contenuti in un CD-Rom.
                  Per esempio i tanti filmati di Wing Commander IV che ho giocato su PlayStaion fecero dire a un mio amico la fatidica frase:”Ma è come un film!”. In effetti, all’epoca era lo stato dell’arte e la mascella cadeva a terra. Prova a guardarli ora su un pannello Full HD o peggio su un 4K…
                  Su PC è estremamente evidente perché i filmati dell’epoca girati a risoluzioni basse vengono visualizzati in un’area tipo francobollo; se provi a metterle a schermo intero, sono indistinguibili dal ricordo dell’originale. Questo per dire che l’upscaling non fa miracoli, ma può migliorare il segnale video SD, a patto che la sorgente non sia troppo compressa e il porcessore di “upscaling” sia ben progettato. I converitori economici perciò normalmente sono un’opzione se ti accontenti.
                  Le differenze tra Jap e USA non esistono a livello di frame-rate perché entrambi sono in formato NTSC e a livello di grafica tutte le versioni (anche europee) sono teoricamente identiche. Per ridurre l’effetto scalettatura (“aliasing”) si usa l’Antialiasing che ne smussa i bordi. Per esempio, la PS2 nell’emulazione dei giochi PS1 ha una funzione “smussamento” che però tende a sfocare la qualità generale. Se hai notato quella differenza, con tutta probabilità, hai visto il gioco JAP girare con questa funzione attivata, metre quello USA era disabilitata (che è la condizione di default).
                  PS:
                  0,99 eurocentesimi per Metroid Trilogy per Wii è un affarone! Se non è coperto da segreto militare oppure è uno “spacciatore” di tua esclusiva fiducia, mandami per cortesia il link di questo onesto negoziante (su EBay, a parte qualche eccezione, con la scusa del retrogaming e del vintage l’usato di venti anni fa è quasi più cara del loro prezzo originale)

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                  1. Denis

                    Grazie per la parte tecnica di cui sono ignorante, in sostanza i giochi vecchi quasi converebbe giocarli sul portatile Gpx per dimunuire l’effetto di tutti gli artifatti video, o trovarsi un tv catodico.
                    No Metroid e Xenoblade li ho presi all’Unieuro perchè c’erano i titoli Wii in offerta a 15 euro, ma nessuno dei due rientrava nell’offerta quindi la commessa mi li ha passati a 0,99 centesimi, fanno sempre dei cestoni convenienti anche altre volte presi a 0,99 cents Dead Space 3 e Battlefield 3 e Micheal Jackson Experience poi venduti a 30 euro in totale, c’è chi ha trovato pure BloodBorne e Witcher 3 a 0,99 cents, ma più delle volte sono in offerta a 5 euro e via, insomma L’Unieuro si e rivelata una miniera d’oro.

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