Archivi tag: Storia

L’uomo come la capra

Vancouver Riot Kiss” di Richard Lam

“Vancouver Riot Kiss” di Richard Lam – 2011 Vancouver sconvolta dalla violenza di tifosi per avere perso il campionato di Hockey. una coppia di innamorati si bacia. Intorno, il caos e la polizia in tenuta antisommossa. GLIA FAMO!

L’uomo con l’ideale campa, senza l’ideale crepa.

Dopo uno scambio di commenti con Adelfo e con clipax per me fertili, per altri solo fertilizzanti del tipo organico, una volta tanto le mie falangi così attonite al nunzio stettero orbe di tanto spiro (che il Manzoni mi perdoni). Nel teatrino della mia scatola cranica, però, un fascio di luce si è fatto strada nell’oscurità e ha raggiunto il piccolo schermo: è iniziata la proiezione delle immagini che seguono. Immagini di piccoli uomini, grandi ideali.

Ideali, nella pratica magari disattesi o ancora con tanta strada da fare, ma ormai faro di un’umanità sballotata dai marosi, immobile, pietrificata dalla paura, quasi in attesa di quell’ultima onda, tuttavia anelante a un porto sicuro o una spiaggia accogliente.

Sì, perché – mi avete convinto o lo confesso, fa lo stesso – io sono un’idealista.

Un’ “idealista”  al punto 2 mixato tra lettera (a) e (b) della definizione di treccani.it, cioè:
chi si propone un ideale e cerca di realizzarlo in pratica nel suo piccolo e ha fede nella forza delle idee e nel valore dei principî ideali.

L’ideale forma la mia coscienza, la coscienza di ogni individuo e – per essere messo in pratica – ha necessità che sia condiviso, che diventi l’ideale di molti. Così, parallelamente alla coscienza individuale, si forma una coscienza collettiva e prende forma naturalmente nella pratica, passo dopo passo, errore dopo errore si passa oltre, cercando di mantenere la rotta con l’astrolabio (grazie agli arabi per tale gingillo), fissa verso quel faro che è l’ideale. Che ci si arrivi e quando ci si arrivi, dipende da molti fattori, ma anche da noi, almeno da quanti ci credono.

E ora, silenzio in sala, spegnete i telefonini e godetevi queste immagini, che – anche nel caso non condividiate nemmeno una virgola di questo sbattimento alla tastiera – rimangono delle stupende foto.

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Io sono terrone. Oui je suis emigrante

L'emigrante (Charlie Chaplin, 1917)

L’emigrante (Charlie Chaplin, 1917)

Mentre scrivevo un commento sul bel post di clipax Siamo tutti terroni, sono andato lungo e onde evitare di essere il solito napoletano invadente, straripo qui a casa mia. Narcisiè, puort’e sigarette e ‘na birra che la vedo lunga…

Io sono terrone. io sono emigrante.

La memoria degli uomini è corta, lo è sempre stata, visto che i cicli storici sono noti e oggetto di studio.

Historia magistra vitae, quanto è vero. Nei periodi di crisi, si ricerca sempre la ragione del perduto benessere e sopravvenuto disagio all’esterno del proprio “sistema” o si trova un capro espiatorio. La storia recente del Terzo Reich la dovrebbero conoscere anche i muri. Abito in una strada dove, di tanto in tanto camminando sul marciapiede, davanti alcuni palazzi, ci s’imbatte in alcune piccole piastre di metallo dorato in cui sono scritti i nomi di persone, intere famiglie che vi abitavano e che non sono più tornate dai campi di sterminio. Vittime sacrificali di questa ignoranza e necessità di trovare nell’altro diverso la “soluzione” ai propri errori.

La storia è piena di esempi di questa barbarie. In un mondo occidentale, perennemente connesso a una rete di informazioni a portata di un dito indice, sembra invece che certi fatti storici siano stati dimenticati, più o meno consapevolmente, più o meno in modo indotto. A volte, subdolamente sottile.

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Total War Rome. Distruggi Cartagine

Titolo originale: Total War – Rome. Destroy Carthage – Autore: David Gibbins – Ediz. italiana: 2013 – Editore: Magazzini Salani – Genere: Narrativa & Letteratura, Storia – Pagine: 430.

Total war Rome. Distruggi Cartagine di David Gibbins

D’accordo, il centurione in copertina non c’entra nulla con un antico Romano, non fatevi però ingannare dalle apparenze…

Total War – Rome. Distruggi Cartagine è un libro nato come corollario di Total War, una nota serie di videogiochi di strategia in tempo reale, noti in gergo come RTS (Real Time Strategy); pubblicato nello stesso periodo del videogioco Total War Rome II, il libro non è un becero tentativo di “fare cassa”, sfruttando un franchise di successo. Distruggi Cartagine dimostra di essere un godibile libro tra il thriller politico e il romanzo storico, ambientato durante l’epilogo delle Guerre Puniche, lo scontro finale fra Roma e Cartagine.

Il libro condivide con il videogioco il titolo e lo scenario, non vi è altro punto di comunione: se “Ryse. Son of Rome”, titolo esclusivo al lancio della Xbox One e videogioco ambientato nell’Antica Roma, oltre a una grafica spacca-mascella, avesse avuto una trama ispirata a questo libro, ne sarebbe venuto fuori un capolavoro assoluto, una pietra miliare dell’intrattenimento elettronico.

Ryse - Son of Rome per Xbox One (Crytek, 2013)

Ryse – Son of Rome per Xbox One (Crytek, 2013)

L’autore, David Gibbins, non nasce romanziere, è un autorevole ricercatore e archeologo, specializzato in studi sul Mediterraneo antico, con all’attivo numerose spedizioni di archeologia subacquea in tutto il mondo. Autore di numerosi saggi, dal 2005 ha iniziato a scrivere romanzi, riscuotendo grande successo, tradotti in 30 lingue e con oltre 3 milioni di copie vendute. Grazie a questo patrimonio di conoscenze ed esperienza, Distruggi Cartagine è un’opera, basata scientificamente su fatti e personaggi storici, il cui intreccio, seppure di fantasia, riesce a conservare verosimiglianza grazie a una sapiente infusione di thriller politico.

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Legio XIII

Legio XIII è una “manna” per chi ama i film di ambientazione storica e, in particolare, la storia dell’Antica Roma. Si tratta di un cortometraggio che prende spunto dalla gloriosa Legio XIII, che, dopo avere combattuto al comando di Giulio Cesare durante la vittoriosa campagna gallica, ebbe l’onore di essere la prima legione ad attraversare il Rubicone e, con questo atto, dichiarare guerra a Pompeo. E’ ambientato in Pannonia nel I secolo d.C. , dove al comando del futuro imperatore Tiberio, la Legio XIII insieme alla IX , XIV , XV  e XX e quelle comandate da Aulo Cecina Severo (VII, VIII e XI), furono inviate a domare la rivolta dalmato-pannonica, terminata con la vittoria romana sotto le mura di Andretium il 3 agosto del 9 d.C. La trama vede una rivolta in seno alla legione, in cui i traditori attaccano il proprio Aquilifero per sottrargli le sacre insegne con l’intento di riportarle ai castra, fingendosi i salvatori della stessa e quindi guadagnandosi un ritorno a casa con grandi onori. Scopriranno che chi non è degno di tali sacre insegne, sarà dannato per sempre. Qui indignus damnabitur.

Nei 15 minuti di questo cortometraggio si respira aria di grande kolossal in pectore! Dalle prime immagini accompagnate dalla voce narrante è chiaro che si sta cercando di creare un’atmosfera di solenne epicità, introducendo qualche elemento romanzato, com’è ormai consuetudine in certa letteratura di successo come i romanzi di Valerio Massimo Manfredi. Vista la sciatta trasposizione del romanzo “L’Ultima Legione” nell’omonimo film del 2007, per fortuna l’ispirazione si ferma al concept. Una voce narrante introduce brevemente e subito si viene catapultati in una cruenta battaglia tra soldati Romani, c’è grande confusione…Perché i Romani combattono fra loro?

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