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Sant’Antonio 2.0, una storia di catene e protettori

Sant’Antonio 2.0

Incuriosito dal fatto che in Italia, paese di santi, poeti e navigatori, vi siano 11.811 santi protettori mi sono chiesto se ve ne fosse uno per i blogger. Sono magnanimo e non pretendo che vi leggiate il post precedente Un Santo patrono dei blogger, perciò faccio uno sforzo di sintesi. Parlare di santi, evidentemente già mi rende più buono e comprensivo.

“Ho visto la luce! Ho visto la luce! “[cit. The Blues Brothers]

Da fonti cattoliche esiste il santo patrono dei blogger ed è Francesco di Sales, il santo protettore dei giornalisti. In realtà, il beatificato Francesco francese viene indicato come il santo protettore dei blogger cattolici. 

L’esclusione dei blogger non cattolici ha risvegliato in me quel rapporto particolare e personale che noi napoletani abbiamo con i santi, meravigliosamente descritto in De Pretore Vincenzo di Eduardo de Filippo e in alcuni sketch comici de La Smorfia di Troisi-Arena-De Caro.

La mia proposta, più inclusiva, è ricaduta quindi su: Sant’Antonio di Padova. D’ora in poi lo chiamerò “solo” Sant’Antonio. Continua a leggere


Un Santo patrono dei blogger?

Roma – Palazzo della Civiltà Italiana (foto da web)

“Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”, le virgole le ho aggiunte io. Questa la famosa frase scritta sul frontespizio del Palazzo della Civiltà Italiana, situato nel quartiere EUR di Roma, noto anche come “Colosseo Quadrato”.  In realtà, a essere famosa non è tanto la frase originaria ma la sua esemplificazione: “Italia, patria di santi, poeti e navigatori”, più sbrigativa e decisamente più “2.0”.

Senza chiamare in causa tutti gli Stati Generali e perfino i “trasmigratori”, mi limito ai santi, tralasciando poeti e navigatori poiché, nel caso dei poeti, ci è sempre stato detto che “con la cultura, l’arte e la bellezza non si mangia”; nel caso dei navigatori il disastro della nave Concordia suggerisce un rispettoso silenzio per le vittime e la damnatio memoriae dello scellerato comandante. Rimangono i santi.

Non è la prima volta che in questa webbettola si scrive di Paradiso e si tirano in ballo i santi (e non solo per evocarne a sproposito i nomi dal calendario). In La Fine del Mondo e De Pretore Vincenzo e la festa del papà  mi sono avvicinato alle più alte sfere celesti con garbo e rispetto, un pizzico di ironia e ciò che mi è rimasto della Fede. Riconosco che il mio approccio sia poco ortodosso, tuttavia di estremo rispetto. Chi dovesse sentirsi offeso, mi cancelli dalla cronologia così da non incappare più in questo lido sperduto tra i marosi di Internet, ma – abbiate pietà voi che dite di esercitarla –  non infognatemi lo spazio dei commenti con invettive, caccia-alle-streghe, sante-inquisizioni(che di “santo” non avevano nulla) perché altrimenti mi costringete a citare Ezechiele 25.17:

“E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te”.

Versetti che voi uomini timorati e pronti a imbracciare la spada al grido “Dio lo vuole!” (‘sta frase non mi è nuova…) sapete benissimo essere di pura invenzione nel film Pulp Fiction e che Ezechiele – se potesse – non esiterebbe a definire “fake” o “bufala” sulla propria pagina dei social network più diffusi. Tuttavia, come Oste e “admin” di questa webbettola quoto Ezechiele e ne applico gli insegnamenti.

Spero perciò di avere sgombrato il campo da fraintendimenti, anche in ossequio a ciò che la nonna paterna mi ha sempre consigliato:“Non è buona educazione iniziare a parlare con una persona appena conosciuta di religione, sesso e politica”. Sarà pure buona educazione, ma se escludo questi tre argomenti, ho una fortissima limitazione al solo iniziare un colloquio con chicchessia, visto che capisco poco o nulla di calcio e non guardo mai le previsioni del tempo.

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