Un po’ di pioggia?

"Antonio, fa caldo" questo il tormentone di una campagna pubblicitaria televisiva di cui non ricordo però il prodotto. Quindi è stata un fallimento, almeno nel mio caso (poco male). Fa davvero caldo. Questo luglio mi è sembrato non volere dare tregua, ci si sono messi pure i meteorologi e i giornalisti enfatizzando la nostra percezione di arsura …

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Rain, rêverie digitale

Rain è una storia maliconica di due bambini perduti in una città spettrale che ricorda Parigi della Belle Époque, battuta da una pioggia incessante. L'interazione con l'acqua è l'elemento di novità : l'acqua ci rende invisibili. Nella prima parte impersoneremo un bambino che attraverso il labirinto di strade della città cercherà di raggiungere una bambina in fuga da un oscuro nemico, che diventerà subito anche nostro inesorabile inseguitore. Una volta raggiunta, procederemo insieme verso quell'unica finestra illuminata in città. La luna con il suo diafano chiarore sembra indicarci la direzione. Il chiaro di luna è, non certo per caso, la colonna sonora a questa poetica creazione digitale: le note di Claire de lune di Claude Debussy sottolineano in modo sublime i punti topici della storia. Rain tocca certe corde che non ci aspettiamo vengano fatte vibrare da un videogioco. La storia è tutto sommato banale nell'intreccio, è di breve durata, ma la direzione artistica aggiunge un quid che la sublima e rende Rain un'esperienza da vivere. Goccia a goccia.

I giorni che passano

Ancora zuppo della pioggia e della malinconia di Rain, ultima rêverie digitale di Sony Japan Studio per PlayStation 3, in un programma televisivo intercetto un sottofondo musicale che mi colpisce subito. Sia sempre lode a Shazam e scopro che si tratta di un mia vecchia conoscenza musicale: Patrick Wolf. La canzone è The Days pubblicata nell'album Lupercalia. Questa canzone è una di quelle la cui combinazione armonica …

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