Archivi tag: paura

Dark Souls, Bloodborne, Demon’s Souls e li mejo mortacci loro

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Per Videogiochi da paura, dal Giappone, un trittico di titoli (in realtà sono cinque) che di anime ne hanno fatte perdere parecchie…

Demon’s Souls è un videogioco per PlayStation 3, sviluppato dalla giapponese From Software e pubblicato da Namco Bandai in Europa nel 2010. Rientra nel genere “gioco di ruolo” (RPG) e, più precisamente, nel sotto-insieme dei “dungeon crawler”, in cui la parte “ruolistica” è limitata alla crescita delle caratteristiche e abilità del personaggio; la maggiore parte del tempo di gioco, infatti, lo passerete esplorando labirinti, grotte, castelli, rovine e altri luoghi della tradizione fantasy-ruolistica, combattendo contro le creature ostili e recuperando oggetti ed equipaggiamenti utili per portare a casa la pelle, anzi,  nel caso di Demon’s Souls, l’anima.

Cui prodest?

Ora che ci hai “illuminato” con queste imprescindibili informazioni, [prendete un bel respiro e leggete tutto-di-seguito-senza-fermarvi] senza delle quali la nostra vita non avrebbe avuto più alcun senso, perché dovrebbe interessarci un videogioco e, per giunta, vecchio del 2010?
Ne hanno già scritto e sulla Rete trabocca di recensioni, informazioni, guide, wiki, faq e video, cui prodest questa tua recensione?

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Videogiochi da paura! Dead Space

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“Nessuno potrà aiutarti”…E nemmeno darti una mano.

Dead Space è ambientato nel 2508. La razza umana è sull’orlo dell’estinzione, a causa di un utilizzo predatorio delle risorse del pianeta. L’unico modo per ottenere le risorse vitali per la sopravvivenza è l’esplorazione spaziale. Così è il turno della Concordance Extraction Corporation, che costruisce l’astronave che potrà salvare l’umanità: la USG Ishimura, dotata di una nuova tecnologia mineraria, il “planetcracking”. Dopo la scoperta di un antichissimo manufatto su un lontano pianeta, si perde ogni contatto con la USG Ishimura.
Questo è il classico rovo di rogne dove ogni videogiocatore vi si infila e anche di buon grado (ci spende addirittura dei soldi!).

Avete presente quelle scene di film horror in cui un personaggio deve andare a prendere nello scantinato un oggetto ordinario o insignificante come una lampadina da sostituire, un martello, il set da cucito o un vecchio manoscritto di sua madre morta suicida perché, nonostante il corso di recupero “3 in 1”, non ha superato l’esame di terza media?

Avete presente quelle classiche scale scricchiolanti, la luce tremolante, gli strani accadimenti antecedenti,  le voci che girano tra i vicini sulla casa, tuttavia – nonostante gli avvertimenti precisi e concordanti – il protagonista decide di percorrere quelle maledette scale. Da spettatore, si assiste alla scena, quasi sull’uscio di quella certa anticamera dell’Inferno: diciamoci la verità, chiunque, munito del minimo buon senso, non scenderebbe mai lì sotto…Tuttavia seguiamo lo scellerato insieme al movimento della telecamera in un crescendo di tensione in un climax ansiogeno fino al prevedibile, certo colpo apoplettico al limite del nostro infarto!
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Videogiochi da paura! Alan Wake

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Arriva Halloween e, a dispetto di zombie e altre mostruosità assortite, l’anima del commercio è sempre viva! Le offerte online di videogiochi sono il “dolcetto” per chi ha questa passione o, a maggiore ragione, per il videogiocatore occasionale, grazie a un deciso taglio prezzo sia su titoli recenti sia su quelli più datati il cui tema è la paura, l’horror o, in qualche modo, riconducibile ad Halloween.

Inauguro perciò la rubrichetta Videogiochi da paura!, prendendo in prestito dal gergo romanesco “da paura”, espressione di meraviglia per qualcosa di straordinario, e confondendolo con il tema principale dell’horror e survival, della paura, appunto. In tale rubrichetta andrò a descrivere vecchi e nuovi titoli, da quelli che vi faranno saltare dalla sedia a quelli che riescono a catturare, in qualche modo, uno spirito ansiogeno, distrubante o di tensione.

Non vi troverete delle recensioni tecniche , che snocciolano “la rava e la fava” dell’ultima mirabolante novità, ma una sintesi di ciò che potete aspettarvi o un focus su un aspetto particolare poco sviluppato dalle recensioni delle riviste specializzate; insomma, è un invito a sperimentare un po’ di brivido e tensione al sicuro davanti a uno schermo: un dolcetto secondo la “ricetta” che potete leggere in VideO’gioco quant’è bello, spira tanto sentimento. Attenti allo chef, potrebbe farvi qualche scherzetto.

Chiaramente, siete invitati a dire la vostra sul videogioco che (non) giochereste in una notte buia e tempestosa.

Visto che siamo su un blog e ci piace scrivere, iniziamo con un videogioco il cui protagonista è uno scrittore con un focus sulla sua colonna sonora, davvero da paura!

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Glia famo

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Si sente nell’aria e si vede nei commenti del piccolo post precedente, che ho scritto senza alcuna velleità, se non per dire che io…Non ci sto a tutta questa retorica della guerra, di gente che accetta lo status quo o, magari, esulta per i bombardamenti a Raqqa e, peggio, si auto-assolve perché i missili “intelligenti” colpiscono solo i soldati “cattivi”. Mi addoloro per i morti francesi quando ho issato la bandiera francese su questo blog, scrivendo solo il titolo “Allez, enfants de France!”.

Non ci sto all’ipocrisia dei governi e dei politici che sono lì, in quella posizione di “eletti” nel senso di “i migliori di noi”, e che – in teoria – dovrebbero rappresentare le nostre esigenze e, in primis, quella della pace, mentre invece provocano la “pancia” degli elettori, perché non li considerano “cittadini” né hanno la concezione di “popolo”, ma “voti su due gambe e senza testa”. Mi indigna che tirino fuori l’”orgoglio nazionale” solo in occasione delle manifestazioni internazionali sportive, alla Festa della Liberazione (e, vergognosamente, neanche tutti), a Capodanno e nei fatti tragici di una strage.

La ricerca di alternative, da fare prima che deflagri tutto, è un diritto di tutti gli uomini che vogliono vivere in pace. Non è “buonismo”. Ora sono diventati tutti Charles Bronson, ma ce ne fosse uno che partirebbe per la Siria a combattere per i decantati “valori occidentali”. Cosa che è riuscita a fare – ahimè – lo scellerato Stato Islamico, che in questa sua auto-proclamazione già presenta una contraddizione: rappresenta, infatti, solo di una piccola parte dell’Islam, quella jihadista salafita. La “novità” devastante, che ha colto di sorpresa anche autorevoli analisti, è che riuscita a fare proselitismo con successo sia tra le masse non colte sia tra gente con legittime aspirazioni e un futuro davanti.

Normale è restare interdetti, attoniti, pietrificati. Ciò vale per il singolo individuo, assurdo che chi è preposto a evitare un'”escalation” – magari prevedere – sappia solo minacciare guerra, mandarvi a morire un popolo dimenticato e fiero come i curdi, lanciare una confettata di missili per qualche centinaio di milioni di dollari di costo, alzare muri. Siamo arrivati al rischio di un governo di destra ultra-nazionale in Francia (bestemmia per la terra di “Liberté, Égalité, Fraternité), in Ungheria già ci siamo, aggiungiamo pure la “Brexit” (bella prova di alleati, nel momento in cui occorre stare uniti, dagli al fuggi-fuggi).

La Siria è scomparsa dai media, non se ne parla più…c’è un dittatore feroce, vabè…In Turchia il golpe fallito, ma che sospiro di sollievo eh? Ora possiamo gioire che il popolo turco ha scelto il dittatore che erano quasi riusciti a mettere in minoranza, ma ora si è ringalluzzito ed è partito a razzo con epurazioni di massa e ripristino della pena di morte: “se il Parlamento la richiede” ha detto…E ci mancherebbe, mio caro Pinocchio! Vabbè, ma è “amico” nostro…Ah! I sani valori occidentali di una volta!

Da più parti si chiede “azione” 

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Bella esperienza vivere nel terrore, vero? #2…

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“Bella esperienza vivere nel terrore, vero? In questo consiste essere uno schiavo.”
Sullo sfondo di un non ancora chiaro “golpe” in Turchia, dell’ennesima strage in Francia, di una guerra di matrice salafita all’Occidente e suoi alleati (ma la salafita Arabia Saudita non è “nostra” alleata?), di un aereo di un “coraggioso” presidente che abbandona il suo popolo per poi , molto “coerentemente”, per mezzo dei vituperati “social network” lo incita a scendere in piazza, disarmato contro i tank (e i soldati nei tank si sono dimostrati molto più responsabili del presidente a non sparare o passare sulla folla con i cingoli) sento prepotente l’esigenza di riproporre questo mio post scritto all’indomani della strage a Parigi. E temo non sarà l’ultima.

Non è riciclo, ma abbarbicamento a un’idea di cui sono fermamente convinto.

Bella esperienza vivere nel terrore, vero?

 


Io sono terrone. Oui je suis emigrante

L'emigrante (Charlie Chaplin, 1917)

L’emigrante (Charlie Chaplin, 1917)

Mentre scrivevo un commento sul bel post di clipax Siamo tutti terroni, sono andato lungo e onde evitare di essere il solito napoletano invadente, straripo qui a casa mia. Narcisiè, puort’e sigarette e ‘na birra che la vedo lunga…

Io sono terrone. io sono emigrante.

La memoria degli uomini è corta, lo è sempre stata, visto che i cicli storici sono noti e oggetto di studio.

Historia magistra vitae, quanto è vero. Nei periodi di crisi, si ricerca sempre la ragione del perduto benessere e sopravvenuto disagio all’esterno del proprio “sistema” o si trova un capro espiatorio. La storia recente del Terzo Reich la dovrebbero conoscere anche i muri. Abito in una strada dove, di tanto in tanto camminando sul marciapiede, davanti alcuni palazzi, ci s’imbatte in alcune piccole piastre di metallo dorato in cui sono scritti i nomi di persone, intere famiglie che vi abitavano e che non sono più tornate dai campi di sterminio. Vittime sacrificali di questa ignoranza e necessità di trovare nell’altro diverso la “soluzione” ai propri errori.

La storia è piena di esempi di questa barbarie. In un mondo occidentale, perennemente connesso a una rete di informazioni a portata di un dito indice, sembra invece che certi fatti storici siano stati dimenticati, più o meno consapevolmente, più o meno in modo indotto. A volte, subdolamente sottile.

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Io non ho paura…

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…Dei Draghi.

Quell'improbabile drago viola mi ha fatto vedere...i sorci verdi!

Quell’improbabile drago viola mi ha fatto vedere…i sorci verdi!

Ho iniziato con una console Mattel Intellivision che ebbe regalata a Natale mio fratello. Era il 1983. Ancora la conservo, è funzionante e ogni tanto non disdegno di riaccenderla per farmi una partita ad Advanced Dungeons & Dragons. Il respiro del drago ancora mi mette ansia e salto dalla sedia, sparando frecce a casaccio, quando da un tunnel sbuca il folletto blu. Chi ci ha giocato, sa cosa intendo. Chi non ci ha giocato, oggi non ci si avvicinerebbe nemmeno con un bastone. Con il passare degli anni, delle console e dei computer, ho accumulato emozioni, sensazioni e ricordi che fanno parte del mio bagaglio di conoscenza ed esperienza. E non solo digitalmente parlando. I videogiochi sono come un album di fotografie, ma molto più vivido, dinamico e ricco. Per esempio, ricordo in ogni minimo particolare quando acquistai Advanced Dungeons & Dragons per l’Intellivision o, meglio, l’acquistò il mio caro papà per me.

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Belzebù con il joypad in mano

Storia (ennesima) di videogiochi, disinformazione, alienazione umana e violenza quotidiana.

Casus belli l’ennesimo articolo che, riportando il fatto di cronaca di un sedicenne ricoverato per “overdose” di videogame, coglie l’occasione per rinnovare un messaggio di estrema pericolosità del medium nonché l’ombra di un’ormai dilagante nonché subdola e silente Peste, che s’infiltra nelle nostre case e colpisce i giovani virgulti della nostra società. Amen.

Dopo avere letto tale notizia e relativi articoli” da più fonti (Secolo XIX , TG.com), riprendendo il joypad in mano e gironzolando senza meta per Liberty City del primo GTA III, m’è sembrato anche di sentire un persistente odore di zolfo. Belzebù non imbraccia più il forcone, ma un joypad wireless. Miracoli dell’evoluzione tecnologica o secolarizzazione della religione?

Nel bene e nel male, è l’ennesimo caso in cui è riconoscibile il rapporto tra videogiocatori e non-videogiocatori, che esiste da quando i primi pixel hanno iniziato a prendere vita…interattiva.

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Qualcuno andò sotto il nido del cuculo…e gli sparò

Immagine creata con http://www.wordle.net

Immagine creata con http://www.wordle.net

Storia di ordinaria paura di volare e dei volatili.

Duemilae9. Primo post. Avverto il peso dell'”inaugurazione”. Ci vorrebbe un’apertura a effetto. Di GRANDE effetto. D’altronde è il 23 gennaio e, Claudio, hai avuto 23 giorni per pensare a qualcosa di eclatante. In effetti, un paio di ideuzze (= pagliuzze + idee) hanno germinato nell’humus cerebrale ma – come tutti i germogli – sbucano fuori…timidamente, quasi timorosi di come verranno accolti lì fuori.

La sindrome del foglio bianco mi ha abbandonato d’incanto (una maledizione, per alcuni) dai tempi dell’ultimo compito in classe d’italiano al liceo e così mi sono lasciato trasportare dalla penna, a inchiostro o a pixel che sia, per iniziare degnamente l’Anno e-post-olare 2000ennnove. In un momento di pesantezza palpabile dove tutte le strade pArtono dalla Crisi e pOrtano alla…Crisi, io decido di iniziare con un pensiero leggero, leggero come l’aria: VOLARE, il volo.
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