Chi ha paura dei videogiochi? #11 – Ne uccide più il videogioco che il fucile?

Il successo di Grand Theft Auto III e dei suoi seguiti desta le attenzioni dei media e una nuova ondata di panico morale. Il sedicenne William Buckner e il fratello quattordicenne Joshua sono due adolescenti americani che il 25 giugno 2003 hanno aperto il fuoco con un fucile calibro 22 contro le automobili in transito sull’Interstate …

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Chi ha paura dei videogiochi? #9 – Ponzio Pilato docet

Segue da Chi ha paura dei videogiochi? #8 – L’attivismo anti-videogiochi Negli anni Duemila il dibattito sui videogiochi è acceso. Si alternano proposte di legge che cercano di vietarne o limitarne la distribuzione a interventi che smentiscono l'operato di esperti e comunità scientifica a supporto di tali proposte di censura. Il panico morale raggiunge un altro …

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Chi ha paura dei videogiochi? #8 – L’attivismo anti-videogiochi

Nel 1993 Cannon Fodder, "Carne da cannone", è stato criticato dai media a causa di contenuti violenti e della glorificazione della guerra. Per dichiarazione dei programmatori della Sensible Software e, sopratutto, per chi vi ha giocato Cannon Fodder è una satira della guerra e prende in giro i guerrafondai: il titolo del gioco ("carne da cannone"), la breve canzone iniziale e la colonna sonora, la grafica minuta e fumettosa sono tutti elementi che vanno nella direzione opposta delle critiche. Nel 1999 i toni del dibattito sulla violenza dei videogiochi schizzano in alto.

Chi ha paura dei videogiochi? #7 – Doom(ed) generation

Segue da Chi ha paura dei videogiochi? #6 - Simulatori di omicidi Il 20 aprile 1999 la High School di Columbine nel Colorado è teatro di una strage di diciassette studenti e un insegnante, oltre ventiquattro feriti, ad opera di due studenti della stessa scuola.  La strage di Columbine ha un significativo impatto sull'opinione pubblica, sebbene …

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Chi ha paura dei videogiochi? #6 – Simulatori di omicidi

Dagli inizi degli anni Novanta una serie di atti di violenza a opera di minori scuote la società americana. L'attenzione dei media e dell'opinione pubblica si concentra sulla relazione tra gli atti criminali e l’utilizzo dei videogiochi con contenuti violenti da parte degli autori dei crimini. Alcune ricerche dimostrano che i videogiochi sono correlati a tale comportamento anti-sociale e causano sia un aumento dell'aggressività sia una riduzione dell’empatia sociale. Ennesimo manifestazione di panico morale, fuffa mediatica e ignoranza del reale stato delle cose.

Chi ha paura dei videogiochi? #5 – Phantasmagoria

Segue da Chi ha paura dei videogiochi? #4 - La paura fa (anni) Novanta A metà anni Novanta negli Stati Uniti, il tema della violenza nei videogiochi e, in generale, degli effetti moltiplicatori e di emulazione della violenza a causa dei media e dei videogiochi è ricorrente. Il “nemico simbolico” è ormai individuato e i meccanismi …

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Chi ha paura dei videogiochi? #3 – Mortal Kombat

Il 9 dicembre 1993, in un’audizione di poco più di due ore i senatori degli Stati Uniti d’America, Joseph Lieberman ed Herbert Kohl denunciano al Congresso l’industria dei videogiochi poiché distribuisce contenuti violenti e pericolosi per i minori. Due videogiochi rappresentano il casus belli: Night Trap e Mortal Kombat. Night Trap viene in seguito rimosso dagli scaffali delle più importanti catene al dettaglio. Mortal Kombat, il gioco che permette di staccare la testa all'avversario con tanto di fiotti di sangue e mutilazioni, invece rimane sugli scaffali.

Chi ha paura dei videogiochi? # 2 – Night Trap

Dal 1976 i videogiochi sono stati investiti da periodiche ondate di “panico morale”. Il videogiocatore è oggetto di una stereotipizzazione con diversi gradi di “pericolosità”: da soggetto che si auto-emargina socialmente a potenziale “serial killer”. Negli anni Novanta alcuni casi hanno un’eco mondiale: nel 1993 Night Trap e Mortal Kombat sono al centro di un acceso dibattito sulla violenza nei videogiochi che giunge fino al Senato degli Stati Uniti d’America