Il duro mestiere del papà, anche nei videogiochi #5: Jack in BioShock

Ultima puntata della "trilogia" dedicata a Bioshock, che - a prescindere dai premi ricevuti e l'indubbia eccellenza tecnica e di progettazione, può considerarsi un gioco di "nuova generazione" in quanto presenta un tessuto narrativo profondo in cui il giocatore si imbatte in tematiche mature. BioShock è uno spara-tutto con visuale in prima persona e Jack …

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Il duro mestiere del papà, anche nei videogiochi #4: Big Daddy in BioShock

Come descritto nell'episodio precedente, in BioShock esistono due importanti legami padre-figlia, che non rappresentano una mera "manipolazione emotiva", ma sono un cardine della trama e influenzano lo stile di gioco. Il giocatore, nei panni del protagonista Jack, con un determinato comportamento ripetuto nel corso del gioco, influenza positivamente o negativamente la relazione paterna con le …

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Il duro mestiere del papà, anche nei videogiochi #3: BioShock, due padri sono meglio di uno

Per i temi trattati, per la sua avvincente narrazione, per il suo stile artistico, BioShock ha il merito di avere posto all’attenzione dei media un videogioco non per le solite, trite e ritrite, controversie morali (leggi Chi ha paura dei videgiochi?). BioShock è un altro passo verso il "raggiungimento della maggiore età" dei videogiochi come …

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Il duro mestiere del papà, anche nei videogiochi #2: Eli in Half-Life 2

Half-Life, sviluppato da Valve Software e pubblicato da Sierra Entertainment nel 1998 per PC Windows, rappresenta una sorpresa nel genere di appartenenza ovvero lo “spara-tutto” con visuale in prima persona e un balzo evolutivo dal punto di vista della narrazione per l’intero medium. Half-Life unisce con successo il videogioco, romanzo e narrazione televisiva. Trae ispirazione …

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Il duro mestiere del papà, anche nei videogiochi #1: Harry in Silent Hill

Cosa saresti disposto a fare se tuo figlio fosse in pericolo? Anche se non si è genitori, la risposta è scontata: qualsiasi cosa. Gli autori di racconti, dapprima nella letteratura, poi nel cinema, conoscono bene questa reazione naturale, che non è soltanto umana, ma è valida anche nella maggiore parte delle specie animali. Era solo …

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Accostare la parola “narrativa” a “videogioco” è una bestemmia?

Immagine by RedBavon Il videogioco può aspirare a essere un medium per raccontare storie con pari dignità degli altri media o deve essere relegato al ghetto dei videogiocatori, aspiranti al massimo a un’etichetta di “nerd” o “geek”? Il videogioco sconta una giovane età: una quarantina di anni, ma la diffusione più ampia è solo dell’ultimo …

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Potenza della narrativa in un videogioco #2: Halo Reach

Halo Reach, pubblicato nel 2010 in esclusiva per XBox 360, ha il grande merito di cercare di cambiare il modo di narrare la storia. Il pianeta Reach è l’ultimo baluardo dell’umanità contro gli alieni del Covenant. È il fortino di Alamo per David Crocket. È l’antefatto (c.d. “prequel”) della storia di Halo: Combat Evolved, che …

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Potenza della narrativa nei videogiochi: Halo

Come medium emergente, il videogioco rappresenta una nuova forma per raccontare storie nella moderna tradizione culturale: l’affannosa ricerca di una guida carismatica,  la lotta preservare i valori morali di fronte alla disintegrazione sociale e culturale, la natura tragica delle fondamenta della modernità; la fragilità dei valori religiosi; il conflitto al contatto tra individui provenienti da …

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White Shadows ©Liron Shimoni

Ombra bianca.

“Ombra bianca” è tratto dalla realtà africana, vissuta in prima persona dall’autore, Cristiano Gentili, il quale non ha lasciato che gli scorresse attraverso perché “è così che va il Mondo”, ma ha permesso che diventasse parte di sé. Come parte di sé sono diventate le persone che ha incontrato, le storie che hanno vissuto. Ha voluto raccontarci di una parte di questa umanità che – nel migliore dei casi - è invisibile ai propri simili: essere africano ed essere “bianco” non sempre garantisce dei privilegi. Vi sono africani bianchi che nascono da genitori africani neri. La pelle è bianca perché si è affetti da albinismo. “Mzungu” (plur. "wazungu") in lingua swahili significa “persona bianca” ed è l’appellativo per indicare gli stranieri “bianchi”; lo stesso termine viene utilizzato però in modo spregiativo per indicare gli africani affetti da albinismo. In “Ombra bianca” si racconta di persone invisibili, con le quali nessuno vuole avere contatti e delle quali nessuno parla. “Zeru zeru” in swahili significa “albino” e ha una beffarda somiglianza alla nostra pronuncia di un numero che indica il nulla, lo zero. Zero. Tanto vale la vita di un albino africano: zero. Se la vita di un albino vale zero, ogni parte del corpo di un albino vale invece migliaia di dollari. Ogni parte del corpo di un albino diventa macabra materia prima di ciondoli e amuleti che dovrebbero portare fortuna e ricchezze oppure risolvere problemi di più contingente sopravvivenza. Ignoranza e creduloneria delle popolazioni sono terreno di facile sfruttamento da parte di sedicenti stregoni e gruppi di criminali, i quali non sempre sono perseguiti da un'adeguata azione repressiva della polizia e di condanna da parte della politica. Vi affezionerete ad Adimu, la piccola protagonista di "Ombra bianca", a sua nonna Nkamba, a Sarah...