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Album di Figurine – Una vera storia di calcio…per Giove! [by Zeus]

calcio-vista-dalla-rete

Sfogliando questo strambo Album di figurine, ha attirato la mia attenzione questo giocatore. Non ricordo di averla mai attaccata questa figurina…E che ci fa in questa squadra?…Strano, me lo sarei ricordato, ma poi il nome, mai sentito… …detto…Zeus…?!? Strano, data la mia passione per la mitologia me lo sarei ricordato…Mah con tutti i nomignoli strambi che si danno i giocatori forse mi è passato di mente. Certo che se in quest’album c’è quella schiappa di un paio di racconti fa, questa almeno sembra una vera storia di calcio…

Autore: Zeus

Una storia di ascesa e caduta, ovvero sia… una storia di calcio

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Album di figurine – Anche le schiappe vanno in Paradiso [Parte #2]

Claudio alla Scuola Calcio (Ripi - FR)

Accovacciato, in basso a sinistra: indosso la maglia di calcio della squadra del – pura coincidenza – Campania. Lo so, tempo buttato!

Segue da [Parte #1]

Quando quel giorno il papà e la mamma annunciano a Claudio che lo avevano iscritto alla scuola di calcio, i due genitori sono davvero raggianti. Hanno preso questa decisione per il bene del loro primogenito.

Non che valutino di poco conto le manifestazioni della fervida immaginazione di Claudio: apprezzano i suoi disegni, la mamma ne conserva uno in particolare, un asinello con un’espressione che sembra parli; assecondano la sua curiosità per i libri e non gli negano i suoi balocchi preferiti, cioè le  scatole di soldatini in scala “HO”. Claudio ne ha veramente in quantità e dimostra di conoscere il valore di questi regali, tenendo tutto con cura.

A mamma e papà preme che il figlio giochi con gli altri bambini. Hanno notato che Claudio tende a isolarsi: non che abbia problemi con gli altri bambini, anzi il figlio stesso li rassicura che è felice anche di giocare da solo, ma il gioco, in Natura, anche tra gli animali, è una palestra di vita. Insegna a stare insieme, a rapportarsi con gli altri e a gestire gli eventi con un certo grado di autonomia e assunzione di responsabilità. Giocare insieme agli altri aiuta a crescere.

Quando un collega di lavoro invita il papà di Claudio a fare partecipare il figlio alla scuola-calcio che ha organizzato nel paese dove abita, distante circa una dozzina di chilometri, il ragazzino di undici anni si ritrova catapultato nel calcio, quello vero: porte regolamentari, campo regolamentare, pallone di cuoio, undici giocatori per squadra, una divisa e un allenatore. Claudio è nel mezzo del più classico dei fenomeni cosiddetti delle “sliding doors”. Davanti a sé due destini possibili: diventare un giocatore di calcio migliore (non che l’obiettivo fosse difficile vista la scarsissima base di partenza) oppure consacrarsi definitivamente a “schiappa”, estendendo tale “fama” non solo tra il limitato pubblico del suo cortile, ma anche ai paesi vicini. Praticamente una figuradimmerda globale.

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Album di figurine – Anche le schiappe vanno in Paradiso

Un cortile come iil Neu Camp

Un cortile come iil Neu Camp

Dedicato a tutti i bambini che giocano in cortile. Con affetto ai miei amici del cortile.

Il campionato è iniziato da un bel po’, è ora di iniziare ad attaccare un po’ di figurine nel nostro buffo Album di figurine. Benvenuti al Neu Dante Alighieri Camp!

Claudio è un bambino che ama raccontarsi le storie. Ogni occasione è buona per raccontarne una. Anche quando va a dormire, prima di chiudere gli occhi, fa una preghiera al Buon Signore e, dopo il segno della Croce, pronuncia sempre una preghiera affinché possa fare un sogno. Uno qualsiasi.

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Album di figurine: The Professionals

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Come è vero che “il buongiorno si vede dal mattino!”
Oggi, stimati professionisti, funzionari di prestigiosi Enti Internazionali e terrore di grandi multinazionali in attesa del responso sui loro bilanci; ieri, grandi giocatori e fini scarpini.

Massimo, Riccardo, Luca e Dario sono il migliore calcio espresso nelle nostre partite su campi di calcetto improvvisati o campi di barbabietola convertiti a professionali manti di erba per partite di calcio a otto e perfino a undici.

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Album di figurine: la Mela sBacata

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Per il nostro artigianale Album di figurine, un altro grandissimo regalo fatto da lamelasbacataalla quale non sono degno di reggere il picciolo. Un post di rara bellezza che in questa webbettola, in mezzo alle mie cianfruserie (=serie di cianfrusaglie), spicca dalla mensola delle bottiglie di whiskey come una bottiglia di Aisla T’Orten! 

Buona, anzi buonissima lettura

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Album di figurine: Narciso e io

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“Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada lì ricomincia la storia del calcio”, Jorge Luis Borges.

In un campetto di calcio improvvisato, un campo tutto in discesa, in campagna, buono per tirarci su delle belle verze, non per giocarci a calcio, ma per noi bambini il campo (di verze) di Andrea S. era il Maracanà.

Narciso…Narcì…vieni qua….

…Dai, vieni qui che ti do l’ovetto….

[il putto boccoloso dalle gambe curtarielle non mi degna di uno sguardo, corre per tutto il campo, zompettando da una zolla all’altra, dribbla immaginari avversari, insegue un pallone che rimbalza contro ogni legge fisica, ma animato da un algoritmo impossibile da imprigionare in una formula, rimbalzi tra la balistica e la cabala, influenzati dalle condizioni fisico-meccaniche del terreno].

Narcisooo!…

[il putto infoiato dal calcio si allontana in una trotterellata sulla fascia laterale]

Narcì……Dai, vieni qui che ti dò l’ovetto….

[la simpatica canaglia bionda è attirata dagli ovetti di finto cioccolato di una rinomata marca come Zio Paperone dai dollari]

….Nar….cì

La mia voce si spegne a metà dell’urlo. Cupa rassegnazione.

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Album di figurine: Paolo

Paolo accosciato, a sinistra il fratello, a destra il cugino. Forza Azzurri!

Paolo accosciato, a sinistra il fratello, a destra il cugino. Forza Azzurri!

Il mio rapporto con il calcio (da me) giocato può sintetizzarsi in:“imbarazzante”, ma è pure sempre un compassionevole eufemismo, sebbene in questo blog vi è una trilogia di tragicomiche cronache a testimonianza che ci ho provato. Il calcio giocato da altri mi lascia tra l’indifferente e il tiepido (Forza Napoli, sempre e comunque!). Ma la scimmia di questo bellissimo sport mi sale prepotente sul groppone in due occasioni: Mondiali ed Europei.

In occasione dei recenti Europei in Francia, ho lanciato un’idea nella Rete (mare poco pescoso dalle mie parti) ovvero di creare un album delle figurine di quando eravamo “giocatori”. Scattiamo un miliardo di foto digitali (gratis è una parola magica), ma poi marciscono nel sottofondo di hard-disk. Orsù! Riprendiamo gli album di famiglia,  rovistiamo in cassetti e bauli e riguardiamoci la nostra foto con un pallone in mano, fosse pure la Polaroid (al diavolo la qualità a 8 Megapixel!). La proposta indecente è in Album di figurine – Buffalmanacco Europei 2016 e, mi autodenuncio subito, c’è la mia foto da “calciatore”. Virgolette obbligatorie.

Qui potrete anche notare che alcuni dei più affezionati amici (leggi pure: gli ho rotto pesantemente i maroni) hanno raccolto l’invito. Ma il regalo più grande me l’ha fatto Paolo, con il bellissimo post che ha scritto per questa webbettola e che è esattamente ciò che, nel mio italiano crocifisso, ho cercato di invitare a fare: il recupero di certe emozioni che non sono “nostalgia nostalgia canaglia”, ma un mattone di come siamo oggi.

Buona, anzi buonissima lettura

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Album di figurine – Buffalmanacco Europei 2016

Scuola di Calcio a Ripi (FR): squadra del Campania

Accovacciato, in basso a sinistra: indosso la maglia di calcio della squadra del – pura coincidenza – Campania. Lo so, tempo buttato!

Non sono un grande tifoso di calcio. Mi piace come sport, come gioco, ma non il Campionato, le Coppe, gli scandali, certi personaggi che i vicini di tomba del buon de Coubertin hanno presentato lamentela in massa all’Amministratore del Cimitero perché il de Coubertain urla e sbraita, tirando giù bestemmie tante e tali che tutta la tribuna Montelóculo rischia il Daspo al Giudizio Universale.

Non ho mai letto un giornale sportivo proprio perché calcio-centrici, nemmeno in attesa del mio turno dal barbiere: penso che i migliori scrittori di “fiction” e “sit-com” siano tra i giornalisti dei quotidiani sportivi, soprattutto quando d’estate devono inventarsi storie tali che il film di Jackson de “Il Signore degli Anelli” può rientrare nel neorealismo al pari di “Roma città aperta” di Rossellini e “Ladri di biciclette” di De Sica.

La mia libido calcistica è pari alla libido sessuale di una prostituta di 90 anni che ha esercitato la professione fino agli 80 anni (un paio di riforme delle pensioni, una legge sul ripristino delle “case chiuse” e ci arriviamo). Da tifoso di curva ai tempi del grande Napoli dell’inarrivabile genio calcistico, Diego Armando Maradona, oggi sono un simpatizzante piuttosto distratto.

Come giocatore di calcio, non è che il mio rapporto con questo bellissimo sport sia messo meglio: “imbarazzante” è un compassionevole eufemismo, sebbene la foto in alto m’è testimone di averci provato: in basso, a sinistra sono il tipo con l’espressione Don Ciak Castoro. Chi mi ha visto “giocare” a pallone e vede questa foto, sta pensando esattamente quanto recita la didascalia…”Tempo buttato”

Una trilogia di tragicomiche cronache delle ultime volte che ho calcato un campo di calcetto la trovate nascosta tra queste pagine, non perché me ne vergogni – anche se forse dovrei per l’italiano crocifisso – ma perché sono stati i miei primi post…Almeno assolvono alla funzione di ricordarmi di eventi, che altrimenti sarebbero andati persi: il 2009 è l’anno in cui ho calcato per l’ultima volta un campo di calcetto, per giunta pagando.

Se il buon Dio ha messo inimicizia tra la Madonna e il serpente, ebbene qualcosa del genere – certamente di meno mistico – deve essere successa tra me il pallone. Non per nulla, nell’ambiente delle partite lunghe pomeriggi estivi (ore 15.00-21.00 non-stop), a ognuno il gruppo affibbiava un soprannome di un giocatore famoso, come “El Buitre” del  grande attaccante del Real Madrid, Emilio Butragueño.

Il mio soprannome era: “Pacione”.

Appellativo invero poco blasonato visto che l’allora promettente punta bianco-nera Marco Pacione, durante Juventus-Barcellona, valida per i quarti di finale di Scempion Lig (all’epoca: Coppa dei Campioni) sbagliò l’inverosimile e l’impossibile: almeno 3 gol fatti. Correva l’anno 1985: la Juve non si qualificò. A Pacione quella partita non gliel’hanno mai perdonata. Cabrini è ancora vivo perché quella finale del 1982 è finita 3 a 1 per noi. A Becalossi, anche se ha sbagliato quel rigore, gli hanno dedicato addirittura una canzone. Pacione, più che una storia di calcio, una storia di calci…E tanta sfiga.

In due occasioni, però, mi trasformo come Stanislao Moulinsky al calare delle prime ombre della sera e mi sale in groppa la scimmia hooligan: i Mondiali e gli Europei di calcio.

il 10 giugno iniziano gli Europei in Francia.

Più facile per me cavalcare l’onda emotiva, piuttosto che galoppare sulla fascia cercando di mantenere il controllo della palla. E calcio sia!

Riprovo a proporre, per la seconda volta a distanza di tanti anni, un “simpatico giuoco”, che all’epoca ebbe l’effetto di scatenare un certo numero di commenti sganascianti sulla mia foto, ma – a parte la mia – zer0 fot0. Secondo tentativo con l’obiettivo, peraltro ambizioso, di bissare lo stesso risultato: zer0 fot0, ma meno prese per il c*lo al mio indirizzo. Il calcolo delle probabilità non mi dà favorito, ma avverto la mia Aura vibrare al suono di  “Pacione feat. Phil Collins Against All Odds Remixed

La proposta è questa: ricordate l’album di figurine?

Facciamo un buffAlmanacco dei calciatori con le nostre foto di quando eravamo grandi promesse del calcio! Apro quindi ufficialmente il Concorso:

Voglio essere una figurina pure io!

Inizio con la mia, in apertura di post. Sono il tipo accecato dal sole in basso a sinistra.

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Album di figurine


Visto il grande suc-cesso di pubblico che ha fatto registrare il post sulla partita di calcio, non posso certo sfuggire a quanto il “mercato” richiede. Con una volpina mossa di market(t)ing, cavalco l’onda e-motiva: volete calcio e calcio sia! Ma sempre a modo mio, d’altra parte…siamo in democrazia.

La proposta è questa: ricordate l’album di figurine?

Rifacciamolo con le nostre foto! Inizio con la miaPssst…Sono il tipo accecato dal sole in basso a sinistra

Lo so, tempo buttato!

Lo so, tempo buttato!

Lo so, più che figurina e una figurella di m….! Chi mi ha visto “giocare” a pallone e vede questa foto, sta pensando esattamente quanto recita la didascalia… Continua a leggere