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Giovedì gnocchi

Da “Priscilla, la regina del deserto”

Questo post non si pone l’ambizioso obiettivo di scoprire il mistero del più classico dei menu del giovedì. Da un’insulsa usanza, un titolo insulso per un post insulso. Navigante avvisato.

Giovedì, oggi è giovedì…un’afosa, soffocante sera di un giovedì di agosto. Porca miseria è già giovedì! E’ già quasi trascorsa una settimana delle tre di ferie, dopodiché ritorno al lavoro, al delirio metropolitano, alle polveri sottili, al parcheggio all’O.K. Corral, all’emergenza idrica, alle “bombe d’acqua”, ai tombini tappati e le vie allagate. Sempre che decida a buttare un po’ di pioggia su questa riarsa terra. Angeli stitici? Giove Pluvio con problemi di prostata?

Il riscaldamento del pianeta, di cui già si parlava quando ero ancora dietro un banco di scuola, abbiamo scoperto essere una “bufala”, un “fake” per dirla come quel faccia di cool del Presidente degli Stati Uniti d’America con i capelli più “fake” che un parrucchiere abbia mai creato e con un programma di politica interna ed estera che speriamo si riveli davvero un “fake”. Previsioni del tempo in Corea del Nord: perturbazioni in arrivo, previste abbondanti precipitazioni di tritolo e altri metalli pesanti. Speriamo che le previsioni del tempo non ci azzecchino.

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Il citrullo

Onda sonora consigliata: Zum Zum Zum (Mina)

Agosto è nel pieno e così – per molti – anche le sospirate vacanze estive. In quel girone d’Inferno che è agosto, vuoi per cause interamente naturali (vedi la media delle temperature), vuoi per cause antropiche, cioè l’abitudine tutta itali(di)ota di partire tuttinsieme. Talmente insieme e di botto che l’unica opzione per una “partenza intelligente” è quella di NON partire. Se il traffico s’ingorga anche in quel “Rio delle Amazzoni” di asfalto che è l’Autostrada del Sole nei tratti a 8 corsie, è evidente che l’Esigenza impellente degli italiani è di ottimizzare il proprio periodo di ferie. Chi è disposto in cuor suo a perdersi pure un solo giorno di ferie? Piuttosto rischio, mica ogni anno può essere sempre la stessa storia…Ditelo a quelli che, tutti gli anni, da 20 anni, si incolonnano sulla Salerno-Reggio Calabria.

Gli effetti devastanti di questo girone infernale che neanche il nostro caro Dante Alighieri avrebbe mai potuto immaginare (e di fantasia non era certo a corto), iniziano però già da molto prima: nella fase preparatoria.

La fase preparatoria è irta di pericoli, trabocchetti e abissi insondabili della ragione. Visto che Il Signore, che abita un paio di piani sopra al nostro girone, non ha demandato nulla al Caso, ma c’è sempre una ragione, magari ci sfugge, magari non siamo ancora pronti a comprenderla. Sicuramente non siamo pronti a comprenerla visto che le nostre povere menti non superano quel crash-test delle ore 14:00 in spiaggia, sole a picco, raggi UV-A e UV-B che ci fanno la radiografia, eppure tutti distesi  come profane sindoni sul lettino, un gelat(in)o o una frutta a pranzo. Ora posso capire come si può sentire un pollo in un forno a micro-onde. Il pollo però  è sicuramente  già morto.

Da queste contorte consideraZzzioni e da uno scambio e(da)pistola-re con mia sorella, zum zum zum ho inziato ad avere una storia strana in testa, a sentire una specie di botta-e-risposta, zum zumzu zum zum, questa storia che mi passa per la testa, non so bene cosa sia, l’ho sentita da mia sorella o mia zia,  di sicuro so soltanto che è una conversazione familiare, un po’ frutto della mia deviata fantasia e un po’ – recitava una canzone – sarà capitato anche a voi. Una conversazione che fa capire quanto – nonostante l’ineluttabile  partenza deficiente – abbiamo tanto bisogno di queste vacanze.

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Pronto? Papà…

gettone

Estate. Scuola chiusa. Come ogni anno, mia mamma, mio fratello e io siamo venuti a passare le vacanze nella nostra casa al mare. Il luogo di villeggiatura è un paesino dell’Agro Pontino su una riva di un lago in cui si specchia il profilo della Maga Circe scolpito in una montagna. E’ un posto tranquillo, dove il tempo dell’estate scorre secondo una routine rallentata dal caldo e dalla mancanza della frenesia indotta dal lavoro, per gli adulti, dalla scuola, per noi non più bambini ma nemmeno adulti. Dicono che l’adolescenza, in quanto momento di transizione e trasformazione, può essere difficile sia per chi la vive sia per chi è gli è intorno, ma  nel mio caso “essere adolescente” è un gran bel godere. Non ho nemmeno la tipica acne. Nemmeno l’ombra di quei temutissimi…brufoli. Mio fratello – di tre anni e mezzo più piccolo – è una bella compagnia, sia di gioco sia di rissa.

L’estate è gran bel momento. E sono determinato a godermelo.

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Ricordi di salsedine al suono di Juke box.

relax-tropiciRicordi di salsedine, sabbia sotto i piedi, caldo, primo pomeriggio dopo l’ora del pranzo, capitava ogni tanto che i tuoi genitori – per potere fare un pò  di meritata siesta – ti dessero 500 lire e il permesso di allontanarti – “ma non troppo” – per andare al bar del vicino stabilimento balneare.

Se i tuoi piedi sopravvivevano alla sabbia a temperature vicine alla vetrificazione e, solo leggermente più basse, delle assi in legno della zona cabine, potevi accedere al bar, luogo finalmente riparato dal cocente sole, e dilapidare quel piccolo patrimonio nei seguenti effimeri modi:

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