Archivi tag: Chiapas

Viva il Messico! Ep.#27 – Lo strano caso di Frank e il munaciello messicano

Piscina di Chan-Kah Resort Village, Palenque. Da destra: Francesco, Lucio, Diego. Io dietro la macchina fotografica. Ma…Ma chi è quel bamboccio lì alla loro sinistra?!?

Segue da Ep.#26 – Palenque, l’arrivo

11° dia: Palenque

L’arrivo a Palenque corrisponde esattamente a quanto anticipato dal fratello di Frank, Jimmy: buco fetente e infuocato. La nostra sistemazione al Chan-Kah Resort Village, ci ha riservato un paio di sorprese: la prima potenzialmente disastrosa, cioè la nostra prenotazione volatilizzata nel nulla (ne abbiamo fatte solo due, una per l’arrivo in terra messicana e questa a metà viaggio); la seconda, invece, meravigliosa, cioè piscina e cabañas immerse nella foresta tropicale con tanto di cocktail a bagnomaria, portico personale con sedia a dondolo y lucciole come in un film dello Studio Ghibli. Mancava che spuntasse Totoro ed eravamo al completo.

Ci siamo lasciati alle spalle lo splendido Yucatan, ora siamo in Chiapas. Alla fine della giornata, il sonno, non tanto dei Giusti, ma degli Stanchi Morti, ci ghermisce nonostante il consueto tasso di umidità che “Caronte” al confronto è una brezza marina di prima mattina.

La notte passa indenne…o quasi.

Continua a leggere

Annunci

Viva il Messico! Ep.#26 – Palenque, l’arrivo

Segue da Ep.#25 – L’Hacienda Yaxcopoil

10° dia: da Mérida a Palenque

All’alba, come ormai nostra consuetidine da Tulum (strano per essere in vacanza, eh?), ci rechiamo al “Terminal” dei bus di prima classe (noi marchesi…) per prendere l’autobus per Palenque: otto ore di viaggio, pulite pulite. Salutiamo Mérida, la Ciudad Blanca.

In Messico il trasporto pubblico su strada è impeccabile e, dopo avere viaggiato per almeno tredici ore all’andata e diciannove al ritorno, posso confermarlo per averlo sperimentato. Si viaggia più comodi che in aereo, aria condizionata, bagno (anche se non ho mai avuto necessità così impellenti per avventurarmici), poltrone con ampio spazio davanti, schienali che una volta reclinati non obbligano il passeggero di dietro a reclinare il suo per evitare l’effetto “salume sotto-vuoto”, c’è anche la televisione.

Nelle otto ore previste per arrivare a Palenque, per uno come me che non riesce a dormire sui mezzi di trasporto e che non vuole dormire per potere vedere i paesaggi oltre il finestrino, la televisione può essere un buon modo per ingannare il tempo. Dopo la prima ora di entusiasmo e scaricata l’adrenalina, il “down” è naturale. Perciò, mi sistemo per bene sprofondando nello schienale e mi schiero per vedere un po’ di lavatrice televisiva. Vediamo un po’ cosa danno sulle corriere messicane: cartone animato giapponese in lingua giapponese, sotto-titolato in spagnolo e ambientato nell’antica Siracusa. Ho detto.

L’arrivo a Palenque corrisponde esattamente a quanto anticipato dal fratello di Frank, Jimmy: buco fetente e infuocato.

Continua a leggere


Viva il Messico! La Classifica della Vongola

SambaDeAmigo

Questo non è proprio un post, ma è una pagina di “servizio” per il diario-uno-strappo-e-via! del viaggio in Messico. Qui verranno riepilogate tutte le “vongole”, ovvero “perle” che devono mai mancare in un viaggio affinché assurga a “leggenda” e che in questo viaggio non sono di certo mancate. Anzi, direi proprio l’opposto. The Legend will never die! (e chi becca questa citazione vince una maracas originale di Samba De Amigo!)

“La Classifica della Vongola”, cioè la classifica delle “Frasi celebri”, ovvero frasi, parole o semplici fonemi che renderanno indelebile il ricordo di questo viaggio. Per “vongola” in napoletano si intende una “baggianata”, uno “strafalcione”, sì insomma “’na cazzata”.

Formazione di viaggio:

  • Francesco (detto Frank, detto Palmera, detto…dagli innumerevoli nomi), carissimo amico di mio fratello e me.
  • Diego, compagno di banco di mio fratello per tutto il liceo, genio e tantissima sregolatezza, diventato perciò carissimo amico pure mio.
  • Lucio, mio fratello minore.
  • Claudio (come sarebbe chi è?!?)

Di seguito l’elenco, che verrà aggiornato fino al’ultima tappa, quindi le “vongole” sono in ordine cronologico e non d’importanza. Alla fine, come in tutti i contest seri, verrà eletta la “Reginetta delle Vongole”

Continua a leggere


Viva il Messico! Ep. #5 – “C” is for “cookie”!

Cookie così deliziosi da conservare l'incarto. Mai più ritrovati.

Cookie così deliziosi da conservare l’incarto. Mai più ritrovati.

Gate 98. Gate 98. Last call! Gate 98! Curre curre guagliò…Palmiero guida il gruppo, nonostante un ginocchio “ricostruito” a causa di un grintoso passato sportivo, seguono gli altri tre caballeros senza cavallo e pure senza fiato. Dopo una corsa e relativo slalom tra carrelli, borse, borsoni e un numero spropositato di persone, giungiamo al Gate 98, dove un ormone baffuto decisamente sovrappeso a gran voce annuncia che siamo arrivati alla meta: “Last call!”. Piuttosto scazzato, ci butta uno sguardo di rimprovero misto a compatimento, facendoci avvertire la colpa del ritardo, sebbene incolpevoli a causa delle lungaggini al nastro bagagli. Straccia un pezzo della carta d’imbarco e ci fa segno di affrettarci lungo il “finger”. Ancora con il ritmo della corsa procedo spedito nel corridoio di imbarco e devo frenare bruscamente per evitare di finire direttamente in cabina di pilotaggio, rovinando su una biondissima hostess, che con il naso fa fusoliera.

Non appena preso posto a sedere, come in una sequenza girata in stop-motion, mi accorgo che sono proprio in America! L’accento strascicato e un po’ nasale delle due hostess biondone, le voci all’interfono, i visi dei passeggeri e, sopratutto, il sapore dei buonissimi cookie al cioccolato, forniti dalla compagnia aerea, mi fanno realizzare che l’Italia è lontanissima e sono in un luogo molto differente. E dopo due voli e oltre dieci ore chiuso in una fusoliera, il fatto che me ne stia accorgendo solo ora, mi fa preoccupare.

L’aereo decolla: il tipico “punch” allo stomaco di quando il pilota ha fretta di arrivare in quota di crociera, cabra quindi con un angolo di attacco meno dolce di quanto avrebbe dovuto, la sensazione dà fastidio ai più, ma a me dà il brivido del vero volo e non di essere su un autobus di linea.
Siamo in viaggio per Houston!

Continua a leggere


Viva il Messico! Ep. #4 – United States of Scopone

In una foto d'archivio la storica partita a carte sull'aereo di ritorno da Madrid dopo la vittoria dell'Italia ai Mondiali del 1982, da sinistra Dino Zoff, Franco Causio, Sandro Pertini ed Enzo Bearzot. ANSA

In una foto d’archivio la storica partita a carte sull’aereo di ritorno da Madrid dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali del 1982, da sinistra Dino Zoff, Franco Causio, Sandro Pertini ed Enzo Bearzot. ANSA

Evvai! 1° Torneo di scopone! Si fanno le squadre:

Palmiero (e il conto dei soprannomi sale a 5) e Claudio

VS

Diego e Lucio

In questa occasione, viene fuori “L’Aurea Regola dell’Appariglio e dello Spariglio”, una delle gemme, delle perle senza tempo e dall’inestimabile valore che finisce drittodritto e di diritto nella “Classifica della Vongola”, cioè nella classifica delle “Frasi celebri”, ovvero frasi, parole o semplici fonemi che renderanno indelebile il ricordo di questo viaggio. Per “vongola” in napoletano si intende una “baggianata”, uno “strafalcione”, sì insomma “’na cazzata”.

“L’Aurea Regola dell’Appariglio e dello Spariglio”.

Autore: Diego. Luogo: ogni luogo dove è stato perpetrato il rituale dello scopone scientifico.

Il mantra ripetuto in tutte le partite di scopone, dalla prima a una delle ultime e decisiva tenzone in una cornice di paradiso naturale, al tramonto sotto le palme su una bianchissima spiaggia di Isla Mujeres. Definizione: “Si appariglia quando si è di mano e si spariglia quando non si è di mano” Diego docet.

Questa tecnica sopraffina porta notevoli benefici ovvero: la presa di tutti i “7” (la famosa presa dei 7!), la facilità nel ricordarsi le carte già uscite, la matematica certezza di scope finali. Lucio, negazionista di detta aurea teoria, dissente con sommo disappunto del compare Diego e ottimi risultati per gli avversari. Urge lezione di ripetizione.

Continua a leggere


Viva il Messico! Ep. #3 – Pollo e Zorro

maschera-aereo

Grazie alla “pietà” dei componenti del mio gruppo-vacanze, sono riuscito a sciropparmi ben due film: “EDTv”, che scimmiotta “The Truman Show”, ma nella sua mediocrità al massimo può aspirare a variante sul tema “Real TV” su MTV; il secondo film è “The Out-of-Towners”, commediola americana in anteprima assoluta per il pubblico italiano  che sarebbe potuta tranquillamente rimanere nelle sale americane, dato mi ha fatto sì sganasciare la mascella, ma per gli sbadigli.

Sono le 16:30 e siamo oltre metà del tragitto per Newark (è così che si scrive, Frank?!?…Pignolo) (Pignolo…E bastardo).
Ho Diego nelle orecchie che nel momento medesimo in cui scrivo mi fa: “che stai a scrive?” e io checacchioneso visto che vado a (ri)getto!? Qui, gli assistenti di volo si fanno un mazzo tanto e ci rimpinzano di schifezze plasticose, neanche fossimo dei maiali all’ingrasso.
Qualche esempio di ciò che le compagnie aeree spacciano per cibo e bevande:

  • caffè

E che è caffè?!? Versato in un bicchiere fino a metà, ha la consistenza di un tè particolarmente “carico”, l’odore è molto blando e ricorda l’aroma dell’originaria bevanda. Dopo avere “mangiato” avevo bisogno di un bel caffettino, ma non ne ho avuto il coraggio. Il ricordo del succo di pomodoro forte e la faccia di Francesco è ancora troppo vivido e raccapricciante.

  • “bistecca o pollo?”

Continua a leggere


Viva il Messico! Ep. #2 – Succo di pummarola, forte

Biglietti-Messico

Seppure postuma, ovvero con il senno del poi, vado a enumerare quanto già accaduto fino a ora e cioè le 11:30 circa:

  • cedimento di una bretella del mio zaino, preso a prestito dal Palmera, che è uno dei soprannomi dei tanti che appioppiamo a Francesco. E’ un buon inizio, non c’è che dire.
  • “Check-in”…indolore. Vedremo poi se i nostri grossi zaini arriveranno a destinazione.
  • sistemazione in Airbus in rullaggio sulla pista, prima destinazione di questo lungo viaggio: Milano.

Eh sì, perché avendo, come al solito, deciso all’ultimo minuto di partire per il Messico, gli unici biglietti disponibili erano cari arrabbiati e non erano per unica tratta diretta a Cancun. Nonsignore. Prima di mettere piede su suolo messicano, si decolla dalla madre-terra partenopea per Milano. Emigrante? Ma pecchè te ne vuoi andà accussì?…Pecchè vuoi emigrà? No, voglio viaggià, voglio conoscere, nun ‘e che nun so’ cuntent ‘e sta ‘cca. Pare ca ‘o napulitano nun po’ viaggià, po’ sulamente emigrà! (cit. MassImo Troisi in “Ricominio da tre”)

Da Milano il grande salto transoceanico per New York, di cui intravedremo il celeberrimo “skyline” dall’aeroporto di Newark. Da qui, Cancun?…Nonsignore. Una visita a Houston non volete farla? Non so cosa ci sia da vedere a Houston e un giro turistico non lo nego a nessun luogo sconosciuto, se non fosse, che si arriva all’aeroporto ed è uno di quei classici “stopover” sfigati: una lunga sosta tale da prenderti a pizzichi, ma non abbastanza per farsi un giro nella città vicina e respirare un pò di aria che non sia quella condizionata dello scalo aeroportuale.

Da Houston finalmente si arriva a Cancun, ma giusto una toccata e via perché l’albergo prenotato per l’arrivo si trova a Playa del Carmen o più semplicemente Playa, come viene chiamata dai messicani. Qui si spera di potere riposare dopo quasi un giorno passato più in aria che a terra.

Ora siamo a terra. L’Airbus è ben piantato sulla pista. La lunga fusoliera sembra una chioccia che, controllando la situazione dall’alto, accoglie i suoi piccoli pulcini, aspettando con pazienza che prendano posto. Con tanta pazienza.

Continua a leggere


Viva il Messico! Ep. #1

Realizzato con https://tagul.com "Messico in una nuvola"

Messico in una nuvola

“México lindo y querido”, Messico bello e amato recita una famosa canzone tradizionale, del genere ranchero e mariachi, scritta da Chucho Monge nel 1921 e resa famosa da Jorge Negrete. E’ considerata in tutto il mondo ispanico come una canzone rappresentativa del Messico e nel Paese come canzone di orgoglio patriota e di nostalgia per la terra natale.

Sicuro non è inizio pop e scoppiettante, è però l’immagine più lontana dai cliché e più vicina al ricordo di un viaggio così arricchente, che ancora oggi sento l’esigenza di ripercorrerlo sulla tastiera e lasciarlo a sì deperibile memoria di server, ma sempre più affidabile del soggettazzo al di qua dello schermo.

Un lungo viaggio da Napoli, toccando New York, anzi Newark, poi Houston (We-have-no-problem) fino al Chiapas, attraverso lo Yucatán e ritorno. Un vecchio diario scritto a mano, come i buoni sapori di una volta e ripassato nella padella come il fritto con l’ojo bbbono de mamma. Non è leggero, non fa male al fegato (anzi, lo tiene in allenamento) e, sopratutto, è fatto con il cuore e la cura di chi vi vuole bene.

Yucatan_e_Chiapas_viaggio_Redbavon

Clicca sulla mappa per vederla ingradita e tutte le tappe dell’itinerario

Questo diario di viaggio sposa la “serendipity”, non per snobberia o conformismo anti-conformista, non vuole sorprendere a tutti i costi, ma è per chi vuole lasciarsi sorprendere; non è stato un viaggio pianificato a tavolino, ma fissate tre date e luoghi (arrivo, a metà strada e ritorno) , il resto è stato deciso giorno per giorno: figlio di un’esigenza di uscire da una vita, che ci appare nella sua routine fin troppo pianificata e decisa da una società sempre più macchina virtuale, in cui il software disassembla, in alcuni casi, aggiunge delle patch al codice, ma è una versione che ormai non supporta più il formato .essereumano. Il codice andrebbe riscritto da capo.

Siete fuori strada, se cercate utili consigli, i prezzi migliori, imbeccate di esperti viaggiatori: esistono in Rete operatori professionali, enti istituzionali, motori di ricerca e aggregatori di contenuti specializzati e, nel prossimo futuro, applicazioni “shopping immersive” per la Realtà Virtuale che permetteranno, sul divano di casa, indossando l’Oculus Rift, di essere “immersi” nella camera dell’hotel che si sta prenotando, osservando la struttura virtuale della camera che si sta scegliendo. Se cercate tutto ciò, qui siete fuori strada o – come mi piace pensare – questa è un’“altra” strada.

Questo diario è a episodi, che non è una concessione alla struttura seriale TV che sembra avere risucchiato l’attenzione del grande pubblico (il Cinema è diverso! Il linguaggio filmico è diverso!), ma è un’esigenza, oltre che di tempo disponibile sia vostro sia mio, di andamento-lento, che è un leit-motiv della gente incontrata:¡Tranquilo!…” riccorreva spesso e non c’è bisogno di traduzione. Un andamento-lento che permette di percepirne i dettagli, soffermarsi su una foto, lasciare un commento, ascoltare una musica, farsi rapire da una sensazione.

Questo diario, come già fatto in passato, non è un esercizio per la memoria o un’area giochi per il mio piccolo caro Narciso, è un serbatoio di emozioni da non lasciare mai andare.

Se, quindi, spiluccando da un post a un altro, vi smarrirete in una foto, lascerete che un po’ di sensazioni vi sorprendano, vorrete lasciare due righe di commento o una “stelletta” di gradimento, renderete un po’ più felice il vostro umile “benzinaio”. Me.

E ora – sulle note di Paolo Conte – via via, vieni via con me.

Continua a leggere