Bacco, tabacco e una piccola Venere.

Chi ricorda la canzone di Sergio Caputo “Un sabato italiano”?

Occhei, ora abbassate pure le mani perché, davanti al monitor con la mano alzata, siete alquanto ridicoli. Canticchiatevi – per carità, dentro di voi – l’allegro motivetto, fateci giocare a rimbalzello i neuroni, quando la scatola cranica sarà satura del tip tap rititap tip tap, allora siete nelle mie stesse condizioni, nel giusto “mood” per continuare a leggere la follia che segue, tanto più che oggi non è nemmeno sabato.

Domani è festa infrasettimanale, non sarà sabato, ma la sensazione è quella della festa più bella del villaggio. Leopardi docet.

Serata bellissima. Fuori, si sta una meraviglia. E’ la luna a farmi compagnia e visto che è di poche parole, mi accendo una sigaretta e sorseggio una birra, rigorosamente “alla canna”. L’aria è immobile, ogni tanto una timida refola di vento fa muovere le piante, che sembrano bisbigliare qualcosa fra rami e foglie. La lingua degli Ent non la parlo né la capisco, ma di sicuro si stanno godendo la serata, proprio come me. Una goduria, davvero. Serata silenziosa, la città è semi-vuota, di tanto in tanto un chiacchiericcio di passanti, il borbottìo di un motore che sfuma in lontananza, più silenzio non si può pretendere da questo circostante ammasso di cemento-carne-asfalto, a meno di scenari da Apocalisse. E se i Maya sul 2012 avessero ragione, ma avessero commesso un banale errore di calcolo di un paio d’anni in eccesso? Può essere, ma non oggi. La serata è troppo bella. Forse, domani.

Sull’eco lontana di tali pensieri catartici, va la prima birra evviene la seconda. Segue la seconda sigaretta. Alcolizzato e tossico. Finirò alcolizzato e tossico quando finiranno queste righe?…Lo scopriremo solo vivendo, diceva una canzone. Ma quale?

E a proposito di “fine”, TU che fine hai fatto?

Sei sempre qui, un-pensiero-di-te nascosto, un-pensiero-di-te latente, un pensiero di te-latitante. Il mio cuore condannato in contumacia. Un pensiero che si tocca e si sente, forte, come questo fumo di sigaretta, ma ti lascia senza niente in mano quando svanisce susSU’ nell’aria. L’unica che riesce a trattenere fisicamente il-pensiero-te è questa matita, il tratto che accarezza le lettere, come la mia mano accarezzasse il tuo viso, mentre dormi. Così la matita accarezza il foglio, indugia su certe linee, marca quelle curve delle lettere, come se fossero le curve del tuo corpo, si prende cura di te, si prende cura dei miei pensieri. Che dormano tranquilli…che sono in buone mani.

E’ uno stato d’attesa, come l’attesa del sabato, come se dovessi spuntare da un momento all’altro, dietro l’angolo, sull’uscio della porta, nelle voci dei passanti, uno squillo di quella telefonata che non è arrivata mai. E’ proprio come questa sigaretta…cerchi nelle tasche il pacchetto, le tasche sembrano moltiplicarsi eppure sono due, smucini nella morbida confezione, che si contorce e si attorciglia, quasi a volerti impedire di prenderne il contenuto, afferri con due dita una sigaretta, ti cade dentro, si confonde in mezzo alle altre, allora ne punti un’altra, le due dita come il braccio meccanico in quel gioco nelle fiere di paese, peschi nel mucchio, continuano a sfuggire fino a che non ne ghermisci una. Ora non scappi! La porti alle labbra, le serri dolcemente e porti l’accendino vicino. Uno scatto, la fiammella e finalmente il pensiero si accende. Ne aspiri un po’, la brace si ravviva e genera volute di fumo che prendono forme sinuose nell’aria. Ecco, per quei momenti che il fumo (r)esiste davanti ai tuoi occhi, si materializza il pensiero, intravedi qualcosa, sei quasi tentato di stringerlo tra le dita per farlo tuo, ma desisti subito al pensiero che svanirebbe ancora prima di quanto già velocemente fa. Allora stai lì, lo contempli, ti immergi, negli spazi vuoti tra le curve del fumo s’infilano le sensazioni e cerchi di dargli forma con delle immagini. Qualcuno del Popolo dei Piedi-A-Terra commenterebbe realisticamente “ricordi”, “illusioni”…come dargli torto, a questo punto di questa storia è evidente a chi legge che tutto ciò che rimane di te è un’immagine-di-te. Ma sono stato così a lungo a guardare queste immagini di te che ormai credo fermamente  siano reali, ho vissuto così a lungo con queste immagini di te che ormai sono sicuro di quello che sento. Mi abbandono a questa dolce follia, trattengo il fiato, chiudo gli occhi, butto fuori l’ultima boccata di questa sigaretta e di ciò che rimane di te, pictures of youe giurerei, per un attimo e solo per un attimo, in mezzo a quel fumo, di avere rivisto te, la mia Piccola Venere.

Riconoscimenti: si ringraziano The Cure e Radiodervish per il contributo musicale ispiratore, molto riconoscibile in queste righe…

…E naturalmente Sergio Caputo


4 responses to “Bacco, tabacco e una piccola Venere.

  • fly

    “il fumo nuoce gravemente alla salute”, questo il prossimo servizio del telegiornale, l’ennesimo…;)
    un testo meraviglioso, complimenti!

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    • redbavon

      Se il tuo destino è di volare (libero…senza .it), beh io con Bacco, Tabacco e sopratutto la Piccola Venere sono già volato via insieme al fumo…delle illusioni, delle chiamate mai fatte, mai ricevute, dei pensieri e parole mai dette. Mio caro anonimo o anonima, spero che oltre al “testo” che hai gradito, ti abbia sopratutto trasmesso un’emozione, anche singola, ma un’emozione. Puoi scrivere un “testo” bellissimo, ma se dall’altra parte non arriva nulla e lascia indifferente, quel testo è come se non fosse mai esistito. Grazie a te

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  • fly

    esmidestinotofly…indubbiamente!
    tutti siamo destinati a volare…in un modo o nell’altro.
    che sia un testo che emozioni, credo che di questo tu ne sia consapevole già mentre scrivi…
    e comunque bellissimo non esclude emozionante…una donna bella può essere anche intelligente, no?

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    • redbavon

      Mentre scrivo è l’emozione che mi…smuove le dita, questo sì! Non sono sicuro che riesca a trasmetterle a chi legge…e non so cosa riesco a trasmettere alla fine. Perciò sono felice quando c’è un commento. E’ una sorta di bussare a una porta, non sai se c’è qualcuno dentro e se ti risponderà…con il commento è come se quel qualcuno ti rispondesse e magari ti aprisse.
      In tutta onestà, non so se generi e cosa generino queste righe. Ora che mi ci fai fermare, direi che mi piacerebbe che siano un punto di partenza per dare vita a qualcosa di diverso…e sono curioso come un gatto di saperlo.
      Infine, sì hai ragione bellissimo non esclude emozionante…una bella donna per essere attraente per me deve essere intelligente, mi attrae l’aspetto esteriore ma poi mi piace da impazzire come cammina e quello che c’è…dietro quegli occhi. RedBavon a torre di controllo, atterraggio abortito, richiesta autorizzazione di touch&go, mi faccio un altro giro…😉

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