Pioggia di ricordi


Studio Ghibli e Hayao Miyazaki sono nomi assai noti al pubblico occidentale e sinonimo di film di animazione d’eccellenza. Non altrettanto noto è il co-fondatore di Studio Ghibli, Isao Takahata, scomparso nel 2018, e il suo secondo lungometraggio ispirato al manga shōjo di Hotaru Okamoto e Yūko Tone:

Pioggia di Ricordi (おもひでぽろぽろ, Omohide Poro Poro).

In Pioggia di ricordi non sono presenti bizzarre creature come nel film Il mio vicino Totoro; non ci sono aerei come in Si alza il vento e Porco Rosso; non ci sono draghi come in La Città Incantata; non ci sono divinità-animali come in La Principessa Mononoke; non ci sono guerrieri invincibili e giganti insetti mutanti come in Nausicaä della Valle del Vento

Tuttavia, pure non attingendo al fantastico, Pioggia di Ricordi riesce a meravigliare: è un capolavoro che arriva in punta di piedi, quasi per non disturbare, e lascia il segno nello spettatore.

Omohide Poro Poro è proiettato nei cinema giapponesi nel 1991 e si rivela un grande successo: è il film tra quelli di produzione giapponese con il più alto incasso al botteghino del 1991(fonte: Motion Picture Producers Association of Japan , Inc). Negli anni seguenti per il mercato home video nipponico vengono pubblicate edizioni su ogni supporto: laser disc nel 1992; VHS nel 1992 e 1999; DVD nel 2003; Blu-ray nel 2012.

Nel dicembre 2015, ventisei anni dopo la prima proiezione, viene distribuita in Italia l’edizione home video in formato DVD e Blu-ray con il titolo Pioggia di Ricordi.

l’Italia non è però l’ultima nella distribuzione: nel 2016, per la prima volta negli USA, GKIDS Films pubblica un’edizione doppiata in lingua inglese con il titolo Only Yesterday.

Sebbene già nel 1990 Buena Vista Home Video, divisione di The Walt Disney Company, avesse acquistato i diritti di distribuzione di tutti i film di Studio Ghibli, Omohide Poro Poro non è mai stato distribuito né doppiato negli Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato da Geoffrey Wexler, direttore di Studio Ghibli International, Disney non pubblicò il film per una serie di motivi commerciali, tra cui il tema delle mestruazioni, ritenuto inappropriato per il pubblico statunitense.

[…] I think the discussion of the girls having their periods may have been a problem. A lot of people
squirm about that in North America, but in other countries they don’t. It wasn’t a problem in some countries. I think also the pacing was hard for North America. Also there were some legal issues around some of the sound […] 

Estratto da: Studio Ghibli’s Geoffrey Wexler Talks Dubbing Takahata’s Undubbable ‘Only Yesterday’, 10/02/2016, SydneysBuzz The Blog.  

Per pura serendipità mi imbatto nel film molti anni prima della distribuzione nazionale: nell’agosto del 2006, durante un viaggio in Malesia.

La capitale Kuala Lumpur si rivela un bengodi dei film di animazione giapponese, all’epoca in edizione DVD, non soltanto introvabili in Italia, ma anche a prezzi modici.

Kuala Lumpur, agosto 2006: vengo fotografato con l’espressione di un bambino nel Paese della Cuccagna

Essendo un prodotto della distribuzione per i mercati asiatici, i film sono in lingua giapponese, cantonese e mandarino.

L’idea di tornare a casa a mani vuote a causa dell’insormontabile barriera linguistica suona come una beffa. Per mia fortuna, un buon numero di film riporta, almeno tra i sottotitoli, anche la lingua inglese; in casi più rari è presente anche il doppiaggio in inglese.

Il prezzo dei film è irrisorio: tredici ringgit (3,20 €.) per Porco Rosso e Laputa (disco singolo); venti ringgit (4,30 €.) per la serie Texhnolyze (due dischi) e Mobile Suit Gundam Seed Destiny (con sovraccoperta cartonata e cd della colonna sonora); trenta ringgit (6,50 €.) per i cofanetti cartonati, contenenti tre dischi, delle serie di Berserk e Wolf’s Rain.

Prima fila: serie di Berserk, Wolf's Rain e Texhnolyze. Seconda fila: Mobile Suit Gundam Seed Destiny, Porco Rosso e Laputa.
Il mio “bottino” malese

Tutti i film hanno il doppiaggio in giapponese e i sottotitoli in inglese, cantonese, mandarino e, in un caso, malese. I film di Studio Ghibli, oltre ai sottotitoli, hanno anche il doppiaggio in inglese.

Tornato a casa, scopro con somma sorpresa che, tra i sottotitoli disponibili, sebbene non citati sul retro della copertina, in Porco Rosso è presente anche la lingua italiana. L’edizione home video di Porco Rosso è stata distribuita in Italia per la prima volta cinque anni dopo, nel 2011.

Ormai inghiottito dal vortice compulsivo delle spese del turista che ha “fiutato l’affare”, non ho la minima esitazione a pagare novanta ringgit (meno di venti euro) alla vista del bianco cofanetto di Archives of Studio Ghibli Part 1.

Archives of Studio Ghibli Part 1 contiene:

  1. My Neighbor Totoro, Giappone 1988 (Il mio vicino Totoro, Italia 2009)
  2. Nausicaä of the Valley of Wind, Giappone 1984 (Nausicaä della Valle del Vento, trasmesso da RAI 1 nel 1987, giunge finalmente in home video nel 2010 con un nuovo doppiaggio)
  3. Pom Poko, Giappone 1994 (Italia, 2011)
  4. On your Mark, cortometraggio per il singolo HEART/NATURAL/On Your Mark del duo giapponese Chage & Aska, molto famoso in Giappone negli anni Novanta (mai tradotto né distribuito)
  5. Only Yesterday, Giappone 1991 (Pioggia di ricordi, Italia 2015)
  6. Whisper of the Heart, Giappone 1995 (I sospiri del mio cuore, Italia 2011)
  7. Ocean Waves, Giappone 1993 (Si sente il mare, Italia 2016)
  8. The Cat Returns, Giappone 2002 (La ricompensa del gatto, Italia 2016)
Prima fila: My Neighbor Totoro, Nausicaä of the Valley of Wind, Pom Poko, On your Mark. Seconda fila: Only Yesterday, Whisper of the Heart, Ocean Waves, The Cat Returns
Il disco di Pioggia di ricordi (Only yesterday) nell’angolo in basso a sinistra

Di tutti i film elencati soltanto Nausicaä ha avuto un passaggio su RAI 1, peraltro in tempi assai lontani e con un doppiaggio così approssimativo da non essere più riproposto. Facile immaginare la mia gioia alla vista di questo “cofanetto delle meraviglie”, potendo finalmente godere dei film in larghissimo anticipo rispetto ai tempi della nostra distribuzione e, in buona parte, anche della distribuzione di importazione per il mercato inglese e statunitense.

Un tale ritardo nella distribuzione occidentale è da imputare a un combinato di due fattori: la riluttanza alla pubblicazione di Buena Vista e la considerazione di larga parte degli adulti che il film di animazione come genere adatto esclusivamente ai bambini, in pratica un sottogenere, un prodotto di “sub-cultura”.

I film di animazione per il pubblico occidentale sono infatti rappresentati – salvo rarissimi casi – dalla produzione cinematografica di The Walt Disney Company, rivolti principalmente al pubblico dei più piccoli.

Pioggia di ricordi non è un film per bambini.

Già nel 1988 Isao Takahata con Una tomba per le lucciole ha raccontato attraverso un anime il tema estremamente drammatico dei bambini rimasti orfani, senza una casa né di che sfamarsi, in seguito ai bombardamenti americani sulle città giapponesi durante il secondo conflitto mondiale. L’anime è una scelta adatta per raccontare una storia straziante in un modo meno traumatico, senza però perdere di efficacia. Una tomba per le lucciole è un film che racconta di una guerra, ma è contro tutte le guerre.

Se Hayao Miyazaki eccelle nelle sue incursioni nel fantastico, Isao Takahata è altrettanto straordinario in un campo più arduo nel destare la meraviglia nello spettatore: esplora l’ordinario e la vita mondana, rivelandone la bellezza, le brutture, la gioia, la disperazione.

Pioggia di Ricordi è una piccola metafora della vita.

Vi sono periodi nella vita in cui si fatica ad andare avanti, si ha la percezione di essere lontani dal raggiungimento di certi obiettivi e le proprie aspettative si riducono drasticamente.

I momenti di transizione sono i più delicati e sono quelli in cui il quotidiano diventa opprimente, si avverte quasi una fatica nell’andare avanti.

© 1991 Hotaru Okamoto – Yuko Tone – Studio Ghibli – NH (fonte: www.ghibli.jp)

Taeko è una giovane donna di ventisette anni, impiegata in un ufficio a Tokyo nei primi anni Ottanta. È la tipica ōeru,”office lady”, termine che indica una particolare tipologia di lavoratrici giapponesi negli anni Ottanta ovvero un’impiegata nel settore terziario, nubile, che vive con i propri genitori; rare sono le effettive possibilità di avanzamento nella carriera professionale e per giunta vige l’obbligo implicito di lasciare il lavoro al momento del matrimonio.

Negli anni Ottanta, essere una “office lady” è il lavoro impiegatizio più comune per le donne in Giappone.

La maggiore parte delle “office lady” sono giovani donne impiegate nelle aziende subito dopo avere concluso il ciclo di studi liceali o universitari. L’aspettativa sociale è che lavorino alcuni anni fino al loro matrimonio, mediamente entro i trent’anni d’età. A questo punto, lasciano il lavoro per dedicarsi a tempo pieno ai figli, al marito e alla gestione della casa. La pressione sociale è tale che sono addirittura scoraggiate dal tornare al lavoro dopo avere avuto figli.

La vita di Taeko non è affatto male, ma avverte un senso di insoddisfazione. Come l’anno precedente, per le vacanze, decide di prendere le distanze dalla vita di città e recarsi in campagna presso la famiglia del fratello del cognato. Lavorare nella raccolta dei fiori di benibani (cartamo) si rivela essere gratificante e Taeko sviluppa così un legame per la vita rurale.

© 1991 Hotaru Okamoto – Yuko Tone – Studio Ghibli – NH (fonte: Press kit GKIDS)

Per Taeko il contrasto tra la routine dell’ufficio in città e questo nuovo modo di vivere è la chiave per riconsiderare il valore di un’esistenza piena, di una vita che ha senso.

Taeko si ritrova a collegare gli eventi quotidiani con i suoi ricordi di quando aveva dieci anni. Questi “flashback” dell’infanzia sono illustrati in maniera stilizzata, a tinte pastello dai colori chiari, gli sfondi sono spogli o appena abbozzati. Ricordi di vita a scuola e a casa, delle prime cotte e dei momenti imbarazzanti o di difficoltà, che rivelano una ragazza creativa e dal pensiero non convenzionale, molto diversa dall’educata e riservata donna di oggi.

© 1991 Hotaru Okamoto – Yuko Tone – Studio Ghibli – NH (fonte: Press kit GKIDS)

La rappresentazione dei “flashback” dell’infanzia di Taeko è frutto di una precisa scelta artistica, che contrappone il passato al presente: i ricordi rimandano alle atmosfere del manga originale di Hotaru Okamoto e Yūko Tone; l’illustrazione delle scene del presente, invece, è contraddistinta da un marcato realismo e ricercatezza dei più minuti dettagli, caratteristiche del cinema di Takahata.

© 1991 Hotaru Okamoto – Yuko Tone – Studio Ghibli – NH (fonte: www.ghibli.jp)

Taeko inizia a sviluppare dei sentimenti per Toshio, che ha lasciato alle spalle la sua carriera di uomo d’affari per dedicarsi all’attività di agricoltore biologico, trovandovi la propria vocazione di vita.

Pioggia di Ricordi anticipa i tempi ed è tuttora attuale: il manga è del 1988, il film del 1991, ovvero ben prima che l’agricoltura biologica diventi un tema convenzionale e si avverta l’esigenza pressante dell’utilizzo di energia e risorse naturali in modo responsabile e preservazione della biodiversità.

Verso la fine della vacanza, a Taeko viene offerta l’opportunità di restare in campagna con Toshio.

Taeko è davvero disposta ad adattarsi alla dura realtà della vita rurale o è solo infatuata di un’idea romantica della campagna?

© 1991 H© 1991 Hotaru Okamoto – Yuko Tone – Studio Ghibli – NH (fonte: www.ghibli.jp)

Turbata, se non addirittura spaventata da un simile cambio di vita, sale sul treno di ritorno a Tokyo, voltando di fatto le spalle a questa opportunità. Durante il viaggio, Taeko trova il modo di riflettere con onestà sulle persone che ha intorno e sulla vita che davvero desidera. Non voglio svelare la conclusione.

I periodi di transizione nella vita sono tra i momenti più difficili. Taeko ne interpreta perfettamente il turbamento: il contrasto tra un percorso di vita nella cosiddetta “zona di conforto” – uno spazio sicuro in cui non rischiamo, ma nemmeno cresciamo – e il desiderio per qualcosa di più, qualcosa che entri in risonanza con il nostro vero Io.

L’empatia con Taeko è immediata e coinvolgente perché chiunque, a un certo punto della propria vita, si è posto le sue stesse domande:

in che modo il passato ha plasmato la mia identità presente? Sono soddisfatto della mia vita? Sono disposto a rinunciare a quanto ho raggiunto oggi e intraprendere un nuovo percorso verso la mia vera, autentica felicità?

Pioggia di ricordi è un film sull’inesorabilità dello scorrere del tempo, sulla velocità con cui l’infanzia trascorre, ma anche dell’importanza dei ricordi che vi rimandano. Non è però un nostalgico melodramma, intriso della sterile retorica dei “bei tempi andati”: non intende muoverci al piagnisteo di ciò che potrebbe o non potrebbe essere stato, ma di trattenere quei ricordi stretti a sé e usarli per andare avanti e magari migliorare il nostro futuro prossimo.

Sebbene la nostalgia sia uno dei temi principali del film, prende le distanze dalla malattia nostalgica della contemporaneità, legata alla cultura pop, sia come cliché imitativo che saccheggia indiscriminatamente gli stili del passato perché non è più in grado di inventarne di nuovi sia come sistema di commercializzazione per confezionare il passato e riproporlo per il consumo contemporaneo.

[…] that which yesterday was recuperated as consumer goods today becomes consumer goods again.

cit. The Wayne’s Worlding of America di Stephen Rachman, pag. 50 di The Seventies: The Age of Glitter in Popular Culture a cura di Shelton Waldrep-

A eccezione di alcuni riferimenti specifici al contesto storico e culturale giapponese, quindi più difficilmente comprensibili dallo spettatore occidentale, i temi sono universali e attuali, sebbene siano trascorsi oltre venticinque anni dalla sua prima proiezione.

Pioggia di ricordi è uno dei migliori film di Studio Ghibli: intimo, commovente, una protagonista femminile a tutto tondo, il rapporto con la Natura, le riflessioni critiche sulla società, i ricordi come punto di ripartenza e non una pozza di nostalgia in cui lasciarsi annegare, il tutto intrecciato in una storia avvincente perché profondamente umana e così vicina allo spettatore.

Di questi temi e dei motivi per amare questo film ne scriverò a breve su queste pagine. Mi auguro di avere suscitato la vostra curiosità e spero vogliate continuare a leggerne.

11 pensieri su “Pioggia di ricordi

    1. Ho evitato di entrare nei dettagli della trama e quindi possibili spoiler”. Comunque capisco che se hai intenzione di vedere il film è meglio arrivarci “vergine”. Faccio anche io così per i film per i quali nutro una certa aspettativa. Quel viaggio in Malesia fu veramente una sorpresa sotto tutti i punti di vista. Luoghi meravigliosi e gente accogliente. Kuala Lumpur è una capitale tra quelle che ho visitato nel mondo in cui potrei anche vivere. Le isole Perenthian un paradiso anche più bello delle Isole Maldive.
      Il quartiere cinese di Kuala era un tripudio di casino organizzato con negozi e banchi di ogni genere e merci. Neanche a dirlo ho scovato un negozio stracarico di ogni ben di Dio di anime a prezzi da “rapina”. Purtroppo la maggiore parte in lingua giapponese senza sottotitoli in inglese. Mi sto ancora mangiando le mani perché non ho acquistato il secondo cofanetto di Studio Ghibli e ce n’era anche un altro, lussuosissimo, che conteneva l’opera omnia di Studio Ghibli. Ho imparato una lezione: quando sei in viaggio, se ti piace una cosa, comprala e non pensare se entra nel bagaglio. Ogni esitazione è fatale. I prezzi malesi erano così bassi che all’inizio pensavo fossero falsi 😂. In realtà l’home video in quelle zone è stato sempre prospero con una distribuzione di laser disc e video cd che non è mai giunta dalle nostre parti.

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    1. Il capolavoro di Takahata è per me Una Tomba per le Lucciole. Io problema nel definirlo “capolavoro” è che non mi sento di consigliarlo senza esitazioni a chiunque. Pioggia di ricordi tiene testa ai film di Miyazaki tanto celebrati dalla critica e dal pubblico e lo fa con temi del quotidiano. Più facile consigliarne la visione piuttosto che di quello che ritengo il capolavoro di Takahata. Purtroppo ha beneficiato di infinitamente minore comunicazione pubblicitaria e rimane un film “di nicchia”, volendo estremizzare per chi ha la mania compulsiva di vedere e collezionare tutti i film di Studio Ghibli. In conclusione, secondo me merita molto di più e per questo mi ha spinto a scriverne…tanto da averne per almeno altri due post 😂 Spero di avere di nuovo un tuo commento nei prossimi post.

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  1. il film mi pare interessante, ho letto tutto fino alla fine, e merita di essere visto anche se non adoro i film d’animazione. Però ho capito che l’animazione è solo un modo di rappresentare la storia.
    Mi sai che tornerai in Malesia a fare il pieno di dvd.
    Buon anno!

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    1. È un film che posso consigliare anche a chi non ama i film di animazione per i temi trattati. Non sono presenti strane creature o altre fantasticherie, solo la vita quotidiana, anche nelle sue piccole banalità di una giovane di 27 anni e i ricordi di quando ne aveva dieci. L’ostacolo è solo l’estetica di una rappresentazione grafica per noi occidentali non convenzionale. In Malesia ci ritornerei perché è un Pese meraviglioso e ci sarebbero altri luoghi da visitare. Ahimè, a parte il “piccolo” problema del Covid 😜, a parità di impegno economico, mi sento di dare priorità ad altri Paesi mai visti. Direi Giappone, che dici?
      Sognare ancora è gratis per davvero.

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  2. Ma lo sai che mi manca quest’anime? Mi hai fatto venire voglia di vederlo e sono andata subito a cercare. Ché tu hai la capacità di andare a cercare tutti quei dettagli, le dietrologie che impreziosiscono tutte le cose di cui scrivi.
    Poi se il tema principale è la messa in discussione… Ci vado proprio a nozze.
    Grazie Clà, sarà sicuramente bellissimo

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    1. Mi fa piacere di avertelo fatto scoprire e desiderare di vederlo. Il tema di riprendersi la vita che si desisterà veramente, passando attraverso i legittimi dubbi ed esitazioni, è visto attraverso gli occhi di una giovane donna quindi credo entrerai subito in empatia con Taeko. Takahata ha un “tocco magico” nel trattare la realtà, anche quando è particolarmente drammatica (e non è questo il caso). Se vuoi e se ne avrai il tempo, aspetto un tuo commento dopo la visione. Tanto ci andrò avanti per almeno altri due post 😜Un abbraccio.

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