“Console” è maschio o femmina?


Negli individui l’identità di genere è la percezione che ciascuno ha di sé come maschio o femmina o appartenente a categorie diverse da queste ultime. Può infatti essere correlata al sesso assegnato alla nascita o può differire da esso.

Le console di videogiochi hanno un serio problema di identità di genere: nel corso di circa cinquanta anni, dalla prima console all’appena commercializzata nona generazione, ogni videogiocatore si è riferito alla propria console al femminile o al maschile o utizzando entrambi indifferentemente.

Non esistendo il “sesso” delle console, la domanda più correttamente posta è:

“console” è una parola di genere maschile o femminile?

I videogiocatori – si sa – sono illetterati tanto sono abituati a “guardare le figure”. Dalle origini dei videogiochi, “console” (o anche “consolle”) è un termine utilizzato concordandolo al genere a proprio piacimento. Altrettanta discrezionalità veniva utilizzata sulle pagine delle riviste specializzate anche da chi avrebbe dovuto essere un professionista della scrittura.

Attraverso le generazioni di console, una rapida scorsa dimostra un’identità di genere incerta, in alcuni casi transgender:

  • Console di seconda generazione: l’Atari, femminile; l’Intellivision, maschile, che diventa femminile se si cita insieme all’azienda costruttrice, la Mattel Intellivision; La Colecovision, femminile, o il Coleco, maschile.
  • Console di terza generazione: la NES, femminile; il Master System, maschile; l’Atari 7800, femminile.
  • Console di quarta generazione: il Mega Drive, maschile; il Super Nintendo, maschile, o la SNES, femminile; il PC Engine, maschile; nel 1990 appaiono le prime cosole portatili e così abbiamo il Game Boy, maschile; l’Atari Lynx, femminile, il Game Gear, maschile.
  • Console di quinta generazione: la PlayStation, femminile; il Saturn, maschile; il Nintendo64, maschile, o la N64, femminile; l’ultima console di Atari, la Jaguar, femminile.
La sesta generazione (da destra): Sega Dreamcast, Sony PlayStation 2, Nintendo Gamecube, Microsoft XBox
  • Console di sesta generazione: il Dreamcast, maschile; la PlayStation 2, femminile; la Xbox, femminile; il Gamecube, maschile.

Dopo la sesta generazione di console dei primi anni Duemila, visto il dominio commerciale delle successive PlayStation, i produttori di console si riducono a tre (Sony, Microsoft e Nintendo) e il termine “console” viene uniformemente concordato al femminile: la PlayStation 3,4 e 5; la Xbox 360, la One, la Series X; la Wii, la Wii U, la Switch.

Questa confusione di genere è evidente fin dalla prima console al mondo. Da Wikipedia, Storia dei videogiochi :

un espediente simile che sarebbe stato utilizzato anche con il Magnavox Odyssey

cit. 1.1 Il 1947 e il primo gioco elettronico

Qualche paragrafo dopo

introdusse sul mercato nel maggio del 1972 la prima console del mondo: la Magnavox Odyssey.

cit. 3.2 La prima generazione di console

Il genere femminile viene utilizzato per tutta la seconda generazione:

[…] l’Atari 2600 […] sulla Fairchild Channel F […]

Fino al 1983, le console sono tutte “femmine”. Con l’arrivo sul mercato della prima console Nintendo, “console” cambia genere.

il Nintendo Entertainment System […] (il PC Engine)[…] del Sega Mega Drive e del Super Nintendo […] il Game Boy e il Game Gear […]

Anche se con qualche schizofrenia:

[…] la sua ultima console, il Dreamcast, rimanendo solo come produttore di videogiochi), ma è la PlayStation 2 […]

“La sua ultima console” (femminile), dopo la virgola, diventa maschile, “il Dreamcast” e, la virgola dopo, di nuovo femminile “la PlayStation 2”.

Considerato che le console a marchio Sony in Italia hanno avuto sempre una quota di mercato elevatissima, con l’avvento della PlayStation 2, i vari modelli di console, anche di altri produttori, sembra siano concordati uniformemente al femminile.

Ho riscontrato rarissimi casi della prima PlayStation concordata al maschile.

Nella mia città natale, Napoli, si poteva anche sentire: “me so’ accattato ‘o Pleistescion!”.

La prima PlayStation sdoganò il videogioco anche presso gli adulti che non avevano toccato un joypad nemmeno con un bastone, diventò una sorta di “status symbol” elettronico, come altri costosissimi prodotti di elettronica di consumo come le casse acustiche Bose e la televisione Bang & Olufsen. Da alcuni adulti con tanta spocchia e in un evidente accento settentrionale ho sentito pronunciare “il PlayStation”.

Eppure una regola di banale grammatica esiste, quella della “concordanza di genere”.

L’articolo deve concordare in genere e numero con il nome a cui si riferisce.

Si impara in famiglia quando si inizia a cincischiare parole buffamente storpiate e si perfeziona nelle prime classi elementari.

Il sostantivo “console” è di genere femminile e l’articolo si deve quindi concordare al femminile.

Da mobile a videogioco

La parola “console” è un sostantivo femminile di origine francese, risale al XVI secolo ed è l'”incrocio dell’antico francese sole «tavola di legno» (che è il latino sola: v. suola) con consolateur, propriamente «consolatore» e per traslato «figura che sostiene una mensola» (fonte: Treccani.it).

La ricerca nel Centre National de Resources Textuelles et Lexicales restituisce questa definizione:

Console, n.f.: XVIe siècle, consolle, comme terme d’architecture. Soit forme réduite de consolateur, « figure d’homme portant une corniche servant d’accoudoir dans une stalle d’église », soit déverbal de consoler.[…]

2. AMEUBL. Table étroite à deux ou quatre pieds galbés et à dessus de marbre, que l’on applique contre un mur. Une console disposée entre deux croisées. Une console Louis XV en bois doré. Console d’applique, petit support fixé au mur pour placer un vase, une pendule, etc. […]

Il primo prototipo di console è sviluppato negli Stati Uniti d’America nel 1966 grazie a Ralph Baer. Il prototipo fu acquistato dalla Magnavox, che nel 1972 iniziò la distribuzione commerciale della prima console, la Magnavox Odyssey.

Nel 1976 Fairchild distribuisce la propria console di videogiochi, Video Entertainment System (VES), in seguito chiamata Channel F. L’anno dopo, la Atari, fondata nel 1972 da Nolan Bushnell, presenta la console Atari Video Computer System (VCS): è l’inizio del divertimento elettronico domestico come oggi lo conosciamo.

Foto da Art of Atari, Dynamite Entertainment (2016)

Il termine “console” di origine francese diventa comune nei videogiochi grazie alla lingua inglese per indicare un insieme di componenti elettronici con funzioni di un computer specializzato nei videogiochi.

Nella lingua inglese “console” appare per la prima volta nel 1664 con il significato di un particolare tipo di mobile; in tempi recenti assume anche il significato seguente:

[…] 5 : an electronic system that connects to a display (such as a television set) and is used primarily to play video games

cit. Merriam Webster

“Console” è un sostantivo femminile “countable”, cioè non ne esiste la forma plurale. Quindi anche chi “sfoggia” la propria conoscenza dell’inglese scrivendone il plurale delle parole in un contesto italiano, fa due errori in uno.

La lingua italiana adotta il termine inglese, anche se esiste nella nostra lingua, dal toscano, una parola foneticamente molto simile, cioè “consolle”.

consòlle s. f. – Adattamento tosc., ma ormai largamente diffuso, del fr. console (v.): una consolle pure di noce e con specchiera intagliata (Palazzeschi). Il plur., che dovrebbe essere regolarmente le consolli, è di uso raro, e per lo più sostituito dalla forma plur. della voce fr., e cioè consoles; sono erronee, seppure non infrequenti, le forme di plur. le consolle o, peggio, le consolles, che non è né italiano né francese. ◆ Dim. consolétta, consolina.(fonte: Treccani.it)

L’altra eterna diatriba se “console” si scriva con una “l” o con due è risolta: in italiano, si può scrivere in entrambi i modi, ma “consolle” ha un significato esclusivamente riferito a una tipologia di mobile.

Si chiarisce un altro dubbio: è sbagliata la pronuncia con un raddoppiamento delle “l”. “Consolle” è una parola italiana e si pronuncia come si scrive, la parola inglese “console” invece si pronuncia con la “e” muta e una sola “l”.

In italiano, perciò, “console” è senza dubbio un sostantivo femminile, sia riferito ai videogiochi sia alla mobilia.

Ho sempre detto “Il Game Boy”, non si può sentire “la Game Boy”!

Chiarito che, se si vuole scrivere in un italiano corretto, “console” deve essere concordato al femminile, è però ben radicata l’abitudine di assegnare una concordanza a propria discrezione, passando indifferentemente dal maschile “il Game Boy” al femminile “la PlayStation”.

Questa eterogeneità con tutta probabiltà deriva dal fatto che, quando si parla di gergo videoludico, si fa riferimento alla lingua dei giocatori, ovvero a tutti gli usi linguistici propri delle comunità videoludiche. La lingua è “viva”, cambia con la società, ne è il riflesso.

Perciò il videogiocatore concorda più facilmente al femminile “la PlayStation” perché “station” (“stazione”) è un termine femminile. Concorda Game Boy al maschile perché “boy” (“ragazzo, bambino”) è una parola maschile. Altrettanto accade per “il Gamecube” perché “cube” (“cubo”) è maschile così come lo è “Saturno” per la console Saturn della Sega; “il Dramcast” è maschile perché si associa a “dream” (“sogno”).

Quando il nome della console contiene anche quello dell’azienda produttrice, come Atari VCS, Atari 5200, Atari 7800, Nintendo (NES), Nintendo64, si tende a concordarlo con l’azienda, quindi al femminile.

Per le prime console della giapponese Sega (Master System, Game Gear e Mega Drive) la più comune concordanza al maschile può essere stata influenzata anche dall’associazione del marchio dell’azienda all'”atto impuro”, condannato dal cattolicesimo e culturalmente considerato poco dignitoso.

Potrebbe sembrare una forzatura, tuttavia negli anni Novanta il distributore italiano delle console Sega, Giochi Preziosi, a causa di tale retaggio culturale, nelle comunicazioni pubblicitarie decise arbitrariamente di cambiare la pronuncia di “Sega” in “Siga”: non vi è alcun fondamento nella fonetica né della lingua di origine né in quella inglese di maggiore diffusione. Per maggiori dettagli su questa ridicola vicenda leggi: La mia prima Sega Ep. #4 (non è un racconto erotico).

Un altro motivo di tale confusione può essere individuato nella citata definizione del Merriam Webster, che rimanda senza equivoci al significato di “computer”. Le caratteristiche tecniche di una “console” sono le stesse di un “computer”, all’origine utilizzabile esclusivamente per i videogiochi, e senza alcuna possibilità di modificare i componenti elettronici interni.

Prima dell’avvento dei PC compatibili e assemblabili a discrezione dell’utilizzatore, il computer era un “sistema chiuso” o, comunque, minimamente modificabile quale l’aggiunta di memoria aggiuntiva. Pertanto la “console” era assai simile a un computer, la differenza era funzionale: il computer era associato a un’esigenza di lavoro, di produttività, di educazione formativa; le console al solo “videogioco”.

Così “computer” è un termine maschile e “console” diventa maschile. Tuttavia, non mancano schizofrenie anche nel caso dei computer: l’Amiga, uno dei più diffusi “home computer”, è concordato sempre al femminile.

Infine, nei videogiocatori di vecchia data la schizofrenia della concordanza è stata aiutata dalle riviste specializzate di videogiochi: i recensori, in larga parte sedicenti professionisti della stampa, utilizzavano indifferentemente il femminile e il maschile.

ConsoleMania n.21, luglio-agosto 1993. Nella colonna dell'”Editoriale”, ogni console è citata sempre al maschile

In conclusione, si è giunti a un paio di certezze e anche a un “punto morto”:

  • “console” è una parola di origine straniera, di genere femminile e si pronuncia con una sola “l”
  • “consolle” è una parola italiana e indica un particolare tipo di mobile

Tuttavia, nella lingua parlata vige un’anomala anarchia, un rifiuto più o meno consapevole a riconoscere l’identità di genere stabilita dalla grammatica, per cui ognuno continua a concordare il genere secondo il suono che più gli garba. Viva la libertà, anzi il libertà!

17 pensieri su ““Console” è maschio o femmina?

    1. No, non sentirti così altrimenti mi sento un “professorino” saccente. A me piace andare a scovare i significati e le origini delle parole e condivido per il piacere di tramettere ciò che ho scoperto. “So di non sapere” perciò cerco di migliorare. Non sapevo per esempio che “consolle” fosse una parola italiana 😜.

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    1. Ti ringrazio della stima e dell’apprezzamento. Di passione tanta, in quanto al “saggio”…mi lusinga, lo ammetto, ma occorrerebbe tempo per correggere refusi, rendere omogeneo il tema. Ci sarebbe ancora del lavoro da farci. Probabilmente ho sbagliato lavoro: dovevo fare il tipo di biblioteca specializzato in videogiochi e computer. Dubito che esista un lavoro del genere però 😜. Avevo anche pensato di raccogliere determinati temi in brevi eBook disponibili chiaramente gratis sul blog, ma – ripeto – andrebbe fatto un lavoro di pulizia e vedere se funziona come corpus unico. Non è detto che funzioni.

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    1. SNES è l’acronimo di Super Nintendo Entertainment SYSTEM, quindi probabilmente l’associazione al termine maschile “sistema” è la chiave di interpretazione.
      Questo tipo di associazione però ha le sue falle: il nome giapponese è Super Famicom. Impossibile stabilire un’associazione a una parola italiana di un nome proprio inventato di sana pianta. Il femminile concordato a “console” è l’unica certezza, resta fitto il mistero legato alla fonetica. La cosa anomala è che in altri casi in cui non è individuabile il genere con certezza viene accettata la convenzione di assegnare il “maschile” o il “femminile”. Per esempio, “pesce” è maschile. Nessuno si sogna di dire “la pesce”. E in questo caso esiste anche un sesso dell’animale (anche se indistinguibile a occhio nudo). Sarebbe necessario un intervento di un esperto di fonetica storica e descrittiva. Grazie per i complimenti. Sempre graditi!

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  1. dotta disquisizione sul termine console, che io ho sempre considerato femminile. Il tuo post mette in evidenza come il genere cambia a seconda dei casi o del soggetto che parla.
    Tanto per esemplificare io non direi mai Il console Game Boy ma dirò sempre la console Game Boy.
    Detto in parole povere chi dà il tocco di genere è console e nient’altro.
    Sarò un anomalo, in realtà sono un videogiocatore inesistente, ma la console rimane e rimarrà femminea. 😀

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  2. Console è certamente un termine femminile, ma non sempre lo sottintendiamo prima del nome della macchina di turno, così come di solito non sottintendiamo “persona” o “essere umano” prima di parlare di qualcuno (ma di solito, il genere di un individuo è riconoscibile a occhio, salvo casi particolari dovuti all’aspetto o a esigenze individuali).
    Ed è per questo che non mi sognerei mai di dire “la DS”, che pare si parli della famosa sindrome XD
    Personalmente, in questo ambito sono per l’anarchia totale, tanto i nomi delle specifiche console sono quasi sempre in inglese, dove i sostantivi non hanno genere (al limite glielo attribuiscono i singoli parlanti per feticismi loro, con la propria “car” che diventa una lei).
    Comunque, ricordo la “guerra dei sessi” ai tempi della prima Playstation, venti e passa anni fa, sull’angolo della posta di certe riviste XD era una cosa oltre l’assurdo 😀

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    1. Ma certo caro Conte! Sono anche io per la libertà di chiamare la console come viene. Grammaticalmente però non c’è scampo. La “questione” in realtà non si porrebbe: “il cane” o “la cane”? “Il cane” perché è un sostantivo maschile, anche se l’animale è di sesso femminile (“la cagna” è usato in senso più spregiativo). Per la console (non “il console” o “lo console”) si applica la stessa regola. Si dovrebbe applicare, ma noto che nel linguaggio parlato c’è una resistenza a oltranza, sembra legata a una questione di “suono”. Nonostante l’evidenza dell’errore grammaticale, nessuno cede la sua libertà di concordare l’articolo con il genere scelto dopo un lancio di 1d20 ;).
      La “guerra dei sessi” ai tempi della PS1 concorre a esempio di laboratorio di minchiate che precorre Yahoo Answers

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      1. Il fatto è che le console non sono genericamente console, hanno un nome proprio e a differenza delle tipologie di auto (per cui prendiamo car, lo traduciamo e lo sottintendiamo) con le console non lo facciamo, da cui la tendenza a fare un po’ come ci pare, complice il fatto che in italiano abbiamo vari approcci per gestire l’assegnazione del genere ai nomi stranieri.

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          1. Non so, prima di un anno fa non mi sono mai posto il problema: per me era Siga come si diceva in TV, tanto non ho mai avuto lo sbatti di chiamarlo più che Mega Drive (e col cavolo che da adolescente avrei mai saputo come tradurre drive, che ha pure molti significati diversi).
            Con la mancata applicazione di una delle altre “regole” (prendere il genere della categoria o, se conosci la lingua di partenza, tradurre e applicare il genere della lingua di arrivo) probabilmente ho applicato la terza opzione, il “maschile di default”, meritando un posto all’inferno per condanna in direttissima delle pseudo-femministe da social 😛

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