A spasso con l’Alieno #3 – Primi passi nella letteratura umoristica


I primi passi degli Alieni nella letteratura, nel cinema e nei videogiochi

Le convenzioni della fantascienza, dai viaggi interstellari e nel Tempo alla tecnologia avveniristica, dal primo contatto alle interazioni con gli alieni, sono un terreno fertile per satira e ironia: gli effetti comici sono assicurati.

La “fantascienza umoristica” (“comedy science-fiction”) ha mosso i suoi primi passi tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta.

Un libro che raccoglie le due serie di Henry Kuttner e Arthur K. Barnes

Sotto lo pseudonimo di Kelvin Kent, Henry Kuttner e Arthur K. Barnes hanno collaborato (a volte hanno scritto in modo indipendente) a due serie di avventure di fantascienza per una delle prime riviste di fantascienza statunitensi, Thrilling Wonder Stories.

La prima serie è Hollywood on the Moon, sei racconti pubblicati tra il 1938 e il 1947, il cui protagonista è Tony Quade, un cameraman della Nine Planets Films, Inc. che con la sua troupe viaggia nel sistema solare imbattendosi nelle più bizzarre forme di vita aliena con prevedibili effetti esilaranti.

Hollywood on the Moon (1938). La prima traduzione italiana è del 1981

Nelle dodici storie di Man About Time: The Pete Manx Adventures (1939-1944) il protagonista è Pete Manx. un predicatore da luna-park, un imbonitore squattrinato, sempre inseguito da qualche creditore: con l’aiuto del Dottor Mayem e della sua inaffidabile Macchina del Tempo si infila in ogni genere di guaio, tirandosene fuori grazie alle sue truffaldine abilità.

I suoi tentativi di riempirsi le tasche con i classici espedienti da truffatore di infima risma portano scompiglio e degenerano nel caos più totale, qualsiasi sia l’epoca o il mito del passato: l’Antica Roma di Giulio Cesare in Roman Holiday, l’antico Egitto in World’s Pharaoh; la guerra di Troia in The Greeks Had a War for It, la corte di Re Artù in Knight Must Fall; le Amazzoni in Swing Your Lady 

Swing Your Lady – Pete Manx combina guai tra le Amazzoni

Sebbene la serie di Pete Manx non sia legata agli incontri con gli alieni, tuttavia è utile citarla per comprendere meglio il tipo di comicità e quanto l’opera di Kuttner sia considerata un pilastro della fantascienza tanto da essere fonte di ispirazione di tanti altri racconti e di adattamenti cinematografici.

Molti degli scrittori di fantascienza più affermati del XX secolo attribuiscono a Kuttner la loro ispirazione:

Due serie successive hanno consolidato la reputazione di Kuttner: la serie Gallegher e quella di The Hogben Chronicles.

Le storie di Gallegher hanno come protagonista un inventore ubriaco e il suo robot narcisista e sono apparse in Astounding Science Fiction nel 1943 e nel 1948, infine raccolte nell’antologia Robots Have No Tails (1952). In Italia sono state pubblicate per la prima volta nel 1962 con il titolo Mr. Gallegher Supergenio nella collana Galassia edita da La Tribuna.

The Hogben Chronicles è una serie di cinque storie, alcune delle quali scritte insieme alla moglie Catherine Lucille Moore, in cui si raccontano le disavventure di una famiglia di mutanti bifolchi. La serie è apparsa in Thrilling Wonder Stories alla fine degli anni Quaranta ed è stata oggetto nel 2013 di una campagna “Kickstarter” che ha portato alla nuova pubblicazione a cura di Borderlands Press.

Dagli anni Cinquanta in poi questo genere umoristico diventa più comune nella fantascienza fino a essere un autentico fenomeno multimediale internazionale alla fine degli anni Settanta con The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy di Douglas Adams (Guida Galattica per gli Autostoppisti). Originariamente una commedia radiofonica trasmessa nel 1978 su BBC Radio 4, la serie è stata adattata in molti altri formati, tra cui spettacoli teatrali, romanzi, fumetti, una serie TV del 1981, un videogioco per PC nel 1984 e un film nel 2005.

Pochi secondi prima che la Terra venga demolita per fare posto a un’autostrada galattica, Arthur Dent viene portato via dal pianeta dal suo amico Ford Prefect, che, fintosi attore disoccupato sulla Terra, è un alieno proveniente da un pianeta vicino a Betelgeuse e lavora come ricercatore per la Guida Galattica per gli Autostoppisti.

Insieme, questa coppia improbabile, a bordo della Cuore d’Oro, una nave spaziale spinta da un motore a “improbabilità infinitainizia un viaggio nello spazio aiutata dalle citazioni della Guida, vivendo avventure esilaranti con compagni di viaggio a dire poco bizzarri. Per citarne alcuni:

  • Zaphod Beeblebrox, bicefalo con tre braccia, ex “hippie”, nominato “Presidente della Galassia, perde la carica dopo avere rubato la potente astronave Cuore d’Oro;
  • Tricia McMillan, chiamata Trillian, una giovane astrofisica e fidanzata di Zaphod, che aveva conosciuto a una festa. A parte Arthur Dent è l’unico essere umano sopravvissuto alla distruzione della Terra;
  • Marvin, un robot di servizio, paranoico, brillante e cronicamente depresso;
  • Veet Voojagig, un accademico ossessionato dalla scomparsa di tutte le penne a sfera che ha acquistato nel corso degli anni.

Un altro esempio di fantascienza umoristica è di un autore diventato in seguito assai famoso per il genere “fantasy”: Terry Pratchett con il suo Strata del 1981.

È uno dei suoi rari racconti di fantascienza insieme a The Dark Side of the Sun e The Nome Trilogy, una raccolta di tre racconti per bambini. La trama e i personaggi di Strata sono una parodia dei romanzi di Ringworld (I burattinai, Fanucci) di Larry Niven.

Questa non può e non intende essere una trattazione esaustiva del genere della fantascienza umoristica. L’intento è di stimolare la curiosità e dare qualche spunto per la ricerca personale. Ogni contributo nello spazio dei commenti è perciò gradito.

Nel prossimo episodio di A Spasso con l’alieno, i primi passi nei videogiochi.

Leggi anche gli altri episodi di A spasso con l’Alieno:

12 pensieri su “A spasso con l’Alieno #3 – Primi passi nella letteratura umoristica

    1. Nel tuo commento c’è un punto nodale dello sviluppo della Comedy SF. Considerato per lo più come “sotto-genere”, come per tutto ciò che è ironico e umoristico, è poco noto e sottovalutato. Tuttavia chi usa l’ironia per scrivere deve avere una più spiccata “sensibilità” e una conoscenza approfondita. Kuttner è un vero pilastro, insieme alla moglie, amico di Lovercraft ha contribuito anche ai Miti di Cthulu. Eppure non è lontanamente conosciuto quanto Lovercraft. Adams rappresenta una svolta in tal senso ed è la prova di quanto questo genere (che considero non sotto-genere) a lungo abbia stentato a imporsi all’attenzione di un pubblico più ampio. Questa è la chiave di lettura del post, che è intenzionalmente meno ricco di citazioni di autori e opere. Benvenute quindi le tue aggiuntive.

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  1. Si tutti questi ho letto ‘La guida galattica per autostoppisti’ di cui solo il primo, è costituito da tre volumi, è veramente di una comicità unica. Gli altri due diciamo molto meno. Qui trovi quello che ho scritto. https://newwhitebear.wordpress.com/category/guida-galattica/
    Il genere letterario fantascientifico non mi è mai stato congeniale. Ma Bradbury è apprezzabile.
    Ricca di notizie è questa terza parte.

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    1. Sì la Guida Galattica è un bella ventata di novità in quegli anni (anche se il genere umoristico non lo era affatto). La fantascienza alla fine degli anni Settanta diventa di larga diffusione e accettazione sociale – “mainstream” direbbero quelli che parlano le lingue 😉 – grazie ai film di Spielberg, Scott e Lucas (tre modi differenti di raccontarla sul grande schermo), Perciò il pubblico così “bombardato” è pronto per recepire anche l’ironia. Citazione cinematografica obbligatoria: “Spaceballs” (“Balle Spaziali” di Mel Brooks, 1987) è una parodia davvero ben riuscita.
      Questa terza parte sarebbe potuta essere più ricca, avevo raccolto tanto altro materiale che ho tagliato per dare spazio a Kuttner e Adams per i motivi che puoi leggere nella chiacchierata poco più su con Lucius. Ciao Orso e grazie!

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    2. Ho cliccato sul link e mi sono imbattuto anche in alcuni miei commenti in cui ho – mi sare meraviglato altrimenti – “infilato” sia il film sia il videogioco. Da notare che il mio commento è similare a questo: coerenza o scarsità di fantasia? Mah 😉

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