Tipi da Web #4 e il “search intent” maledetto


Quando hai bisogno di una spatola per raschiare residui di auto-stima dal pavimento, c’è una soluzione:  leggere cosa scrivono certi tipi da web.

Dopo la prima parte in cui ho introdotto l’argomento del “search intent” e il primo “blocco” a sfondo auto-erotico, è ancora corposo il numero di termini di ricerca che hanno portato gli utenti su queste pagine nel corso del 2020, per i quali non riesco a capire cosa cercassero o non ne ho la minima intenzione di capirlo.

In questa seconda parte, i termini di ricerca per:

  • Videogiochi
  • PC

A ogni termine di ricerca segue il mio commento alla ricerca del “search intent” perduto.

Videogiochi

Non ne faccio un mistero, alla veneranda età di cinquantadue anni, “gioco ancora” ai videogiochi, per dirla come la maggiore parte degli adulti che a Natale o al termine dell’anno scolastico o in prossimità di compleanni della propria prole, rivalutano la mia presunta “immaturità”. D’un tratto divento “Il Salvatore” quando la richiesta di una console di videogiochi da parte dell’ingrata figliolanza batte incessante come un fabbro su ciò a cui tengono di più, cioè i propri testicoli, e rischia di ridurli a pulviscolo cosmico.

Tra queste pagine, scrivo della mia passione che ha avuto inizio per caso nel Natale del 1983 a causa di mio fratello (leggi: L’Intellivision, mio fratello e c’ero anche io) ed è diventata, oltre a intrattenimento, un modo di sperimentare differente, un’opportunità di arricchimento.

Attendevo perciò tra i termini di ricerca una nutrita rappresentanza su questo tema. Le mie aspettative non sono state deluse e di seguito cito i più “eclettici”.

sensible soccer è difficile

Sensible Soccer , detto “Sensi”, per Commodore Amiga è il gioco di calcio per eccellenza che, nella mia personale esperienza, si aggiudica il podio per un’incollatura rispetto al concorrente “spacca-joystick” Kick Off 2, sempre per Amiga.

Nella serie di post Confessioni di un videogiocatore violento e mai pentito spiego i motivi.

Dunque, caro visitatore, i videogiochi “difficili” sono causa di frustrazione e palestra per gli aspiranti lanciatori olimpionici di giavellotto, del disco, del peso, di joypad e di bestemmie. Se quanto hai digitato è una domanda o un’affermazione non fa differenza:  la natura dei videogiochi è essenzialmente la stessa del messaggio contenuto nell’incarto interno delle gomme da masticare dello Zio Peperone (roba da anziani, inutile che ti sbatti a cercarle in tabaccheria):

“Non hai vinto! Ritenta”

In quel periodo di utilizzo di coloranti “E-[estrai un numero a caso]”, che molti anni dopo furono dichiarati tossici, giravano anche altre gomme che ti sbeffeggiavano, dandoti apertamente dello “sfigato”:

Riprova. Sarai più fortunato”.

La fortuna nei videogiochi conta, ma il cosiddetto “errore fertile” (“trial & error”) è un mattone importante di qualsiasi esperienza video-ludica, sopratutto se stai cercando di “riscoprire” vecchie glorie del passato. Dark Souls – per citare un titolo recente – non si è inventato nulla.

Quindi da vecchia cariatide dei videogiochi e – tipico da VdM (vecchiodimmerda) – dispensatore di consigli non richiesti, il suggerimento è:

Bisogna provare…provare, provare, provare, provare, provare

(cit. Amanda Sandrelli nel gioco della palla in “Non ci resta che piangere”)

Se ricerchi anche l’autenticità dell’esperienza originale e quindi giochi con un joystick a micro-switch, allora procurati anche un’ingente quantità di molle. Ti serviranno, stanne certo.

La molla spinge la lamella sul contatto e magicamente il giocatore si muove nella direzione in cui si è spinta la leva del joystick

gioco gestionale sumeri

Ecco la prova che i videogiochi sono anche una fonte di arricchimento!

La specificità della ricerca però desta qualche perplessità.

I Sumeri si studiano proprio all’inizio dell’insegnamento della Storia a scuola: è una delle prime civiltà, la scrittura cuneiforme è il primo esempio di scrittura codificata; è un popolo così antico che le ultime città sumeriche scomparvero quando furono conquistate dai Babilonesi condotti da Hammurabi.

L’interesse per una civiltà così antica è encomiabile, a maggiore ragione se si considera quanto poco rimane nella memoria di chiunque.

Se porgiamo una domanda a bruciapelo su cosa si ricorda dei Sumeri la quasi totalità degli interlocutori, dopo avervi lanciato uno sguardo preoccupato, vi risponderà “la scrittura cuneiforme” e basta. Analogamente una domanda su Hammurabi otterrà la risposta “Il Codice” ed è grasso che cola.

Accoglierei con gioia quindi questo rinnovato interesse per la Storia Antica se non fosse la domanda specifica:

un gestionale specializzato nella civiltà dei Sumeri?

Mi viene da pensare che sei un ingegnere gestionale o aspirante tale.

Non voglio deludere la tua curiosità e ti rispondo in tutta sincerità.

I Sumeri sono un popolo di grandi agricoltori e, data la recente tendenza di giochi tipo “farm simulator”, l’idea di un “gioco gestionale sumeri” potrebbe prendere forma da uno sviluppatore indie alla ricerca di un tema inusuale, a patto che trovi un editore interessato a un mercato talmente di nicchia, che può essere definito più precisamente come “loculo”.

Nel frattempo puoi ingannare l’attesa con una mia malsana proposta di avvicinare i ragazzi a “quella noia mortale” dello studio della Storia, utilizzando un medium a loro più congeniale, cioè un videogioco: A lezione con Age of Empires.

Age of Empires è un gioco di strategia in tempo reale, in cui occorre condurre una determinata civiltà, selezionabile tra le dodici disponibili, dall’Età della Pietra all’Età del Bronzo, alla sua massima espansione e floridezza. Ogni civiltà ha delle differenti caratteristiche e abilità, nei limiti tecnici di un videogioco di fine anni Novanta, coerenti con quelle tramandate storicamente: i Sumeri, essendo stati grandi agricoltori, nel gioco infatti godono di un bonus per la produzione agricola.

Per la tua curiosità, caro visitatore, meriti un esclusivo trofeo cuneiforme!

Vazraka \ xshaayathiya\ xshaayathiyanam (Persiano antico)

creare campi age of empire

Ritorna il tema agricolo!

Age of Empires è una pietra-miliare del genere strategico in tempo reale e lo scontro armato tra civiltà è un passaggio quasi obbligatorio. L’Intelligenza Artificiale è tutt’altro che pacifista e, quando attaccherà con catafratti ed elefanti corazzati, asfalterà ogni velleità latifondista e renderà concime di pixel i vostri quattro agricoltori armati di vanga e pietre.

Se proprio desiderate dimostrare quanto verde sia il vostro pollice, meglio rivolgersi a Gardening Mama per Nintendo DS oppure a uno dei “farming simulator” per PC. Cosa ci troverete di divertente nel guidare un trattore?  Non provate nemmeno a spiegarmelo.

videogiochi violenti: la fabbrica dei piccoli mostri pamio

Questa è una chicca che non mi lascio sfuggire.

Il Signor Pamio ha pubblicato – cito testualmente da https://www.disinformazione.it/videogiochi.htm – una dispensa “Videogiochi violenti: fabbrica di piccoli mostri”. Alla pagina citata vi è un estratto e il link che punta alla dispensa restituisce l’errore “pagina non trovata”. Deo gratias tibi ago. Tuttavia, l’estratto è già un concentrato di disinformazione e di panzane di elevatissimo livello. Fatevi un giro sul sito e vi accorgerete che c’è una diabolica coerenza.

Tra le tante panzane, immancabile la citazione del mio beniamino di sempre in tema di violenza nei videogiochi e protagonista di almeno tre articoli: “l’avvocato Jack Thompson”. Per la cronaca: è stato radiato nel 2008 dalla Supreme Court of Florida per condotta inappropriata, dichiarazioni false ai tribunali e denunce denigratorie e umilianti (cit. THE FLORIDA BAR, Complainant(s) v. JOHN BRUCE THOMPSON, Respondent(s)).

Mia abitudine è cercare più fonti e trovo conferma della mia prima impressione sul sito Libera Scuola Rudolf Steiner che pubblica il seguente articolo:

Videogiochi e violenza
I videogiochi inducono comportamenti e pensieri aggressivi – la strategia per condizionare e deviare le menti dei giovani

Marcello Pamio – 8 marzo 2007
http://www.disinformazione.it

Il colpo di grazia: è pubblicato alla sezione “Pedagogia e didattica”.

Anche ribadendo la mia opposizione a qualsiasi forma di censura, quanto ho letto può ricadere nella disciplina dell’art. 121 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), all’unico comma ancora in vigore, che vieta il “mestiere di ciarlatano” e l’art. 231 del relativo regolamento d’esecuzione, che specifica:

Sotto la denominazione di “mestiere di ciarlatano”, ai fini dell’applicazione dell’art. 121, ultimo comma, della Legge, si comprende ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità, o a sfruttare od alimentare l’altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi, o millantano o affettano in pubblico grande valentìa nella propria arte o professione, o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose.

Sulla violenza nei videogiochi ho scritto molto e ho riportato fatti, verificati da più fonti, tutte citate, con tanto di leggi e sentenze statunitensi a corredo, in un arco temporale che va dal 1976 (Death Race di Exidy) ai primi anni Duemila (Grand Theft Auto: Vice City di Rockstar Games).

Caro visitatore, atterrato su queste pagine in cerca di “videogiochi violenti” e fabbriche di “piccoli mostri”, se vuoi farti un’opinione, anche di senso opposto a quella di chi scrive, prova a mettere insieme i pezzi del “puzzle” sulla base di oggettivi elementi. Hai l’imbarazzo della scelta: tredici articoli nella serie Chi ha paura dei videogiochi?  

Dopo essermi sorbito questo calvario di panzane, mi merito un trofeo!

Per l’esorcismo che faccio? Una formattazione di basso livello? Aggiorno la dashboard?

intellivision gioco stecchette

Il gioco delle “stecchette” è sicuramente Pong.

La schermata di gioco fugherà ogni dubbio anche a chi resta a distanza di sicurezza dai videogiochi più di quanto si preoccupi di farlo con i propri simili in piena emergenza COVID.

Per la console Mattel Intellivision nel 1981 era prevista una versione di Pong con il titolo “Hockey” all’interno della cartuccia Triple Action, ma non è stato mai pubblicato perché con tutta probabilità Mattel non volle sganciare la vile pecunia per i diritti di utilizzo, come si può intuire dall’indicazione “legal concerns” alla pagina Wikipedia “List of Intellivision games alla sezione “Unreleased“.

In tutta sincerità, capisco il motivo del probabile attacco di avarizia della Mattel nei primi anni Ottanta: come possessore della console di videogiochi più all’avanguardia – Ataristi scatenatevi! – Pong era già un esempio di “retro-game” ante-litteram. Nel 1980, infatti, il catalogo di videogiochi per Intellivision contava già un discreto numero di giochi sportivi più “realistici” tra cui il “gioco del tennis”.

Pong, più noto come il “gioco del tennis”, non aveva speranze rispetto a Tennis “vero” su Intellivision

Questa lacuna viene colmata nel 1999 da Joseph Zbiciak che programma una versione “Public Domain” di Pong.

Nell’ottobre 2016 la notizia che cercavi!

Intellivision Revolution pubblica la cartuccia Ultimate Pong per Intellivision completa di confezione, le apposite “mascherine” e manuale. Il prezzo non è modico: sessanta dollari americani più spese di spedizione, aggiungi tasse doganali e IVA. Sempre dal sito di Intellivision Revolution puoi comunque scaricare gratuitamente la versione Rom che puoi utilizzare con un emulatore.

PC

quando accendo il pc fa un suono strano

Il PC emette dei “bip” quando all’avvio la scheda madre rileva dei problemi. In base ai “bip” puoi individuare l’origine e sei solo all’inizio. Insomma, vorrei anche aiutarti, ma la richiesta è talmente sul vago che tutti i miei tentativi di individuare il “search intent” finiscono nella tazza di ceramica sanitaria.

Le casistiche possono avere origine anche da fattori esterni del tutto imprevedibili. Di seguito ne cito alcuni:

  1. Se il PC poggia sul pavimento, la pulizia del pavimento è nemica del PC e della tua salute mentale quando cercherai di capire il motivo del malfunzionamento.

Tempo fa, il mio PC inizia a emettere i citati “bip” all’avvio in una sequenza tale da indicarmi la diagnosi peggiore possibile: malfunzionamento della scheda-madre. A PC aperto, sembra tutto in ordine. Una volta rimontato, il PC si avvia, emette i suoi lagnosi “bip” e dopo un po’ mostra chiari segni di prossimità alla fine: blocchi senza possibilità di recupero se non con il reset hardware, va in “crash” e si resetta senza apparenti motivi.

Dopo nottate trascorse a PC aperto e salmi blasfemi a suon di bestemmie a nastro, riesco a capire il problema: nello spazzare o lavare a terra, la scopa o lo spazzolone colpiscono leggermente la base del desktop e, ripetuti nel tempo, hanno fatto sì che un estremo della scheda grafica si sia sollevata dal suo alloggiamento e, seppure apparentemente ancora nella sua sede, non fa contatto. Potete immaginare quanti “bip” sono stati necessari per coprire i miei improperi dopo che l’ho capito.  

  • 2. Se è presente una ventola al di sopra del desktop, la sua utile funzione di aiutare quella posteriore a espellere l’aria calda, può essere male interpretata da alcuni esserini di piccola statura e instabile andatura, eppure dalla curiosità che Pandora gli spiccia casa. Attraverso le pure strette fenditure e nonostante le pale, possono essere introdotti piccoli pezzi di plastica di varia foggia (leggi: Lego). Unica consolazione per i genitori: meglio nel PC piuttosto che nella trachea del nanerottolo.
  • 3. Se il criceto è sparito dalla sua gabbietta, con tutta probabilità sta usando la ventola della CPU come la sua ruota preferita.

La ricerca del “search intent” perduto è terminata?

No, c’è ancora tanto da scoprire e continua prossimamente con i termini di ricerca per:

  • Napoli e dintorni
  • Tolkien
  • Viaggi
  • PC
  • Musica
  • Social network
  • Giochi d’infanzia
  • Dipendenza dalla liquirizia
  • Varie e (molto) eventuali

Non so voi, ma inizio a scoraggiarmi. Forse non lo troverò mai.

E forse è meglio così.

44 pensieri su “Tipi da Web #4 e il “search intent” maledetto

    1. Guarda che rischi di cadere nel baratro della nostalgia-canaglia…il problema non è tanto la caduta – non è poi così profondo – ma che laggiù ti aspettano Al Bano e Romina a braccia aperte e sarai costretto ad ascoltare “Nostalgia canaglia” per l’Eternità!
      Per tale motivo non ribatto ai due argomenti di cui abbiamo medesima esperienza (sopratutto quando quelle gomme rosa finivano sotto le suole delle scarpe) e ricordo 😉

      Piace a 1 persona

    1. Grazie! Mi fa piacere che ti abbia fatto venire la voglia di scandagliare il tuo retrobottega. Come ho invitato anche altri, se ti fa piacere, metti qua anche il link del tuo post così chi atterrerà in futuro su queste pagine torverà tanto altro da scoprire. E forse si imbatterà nel search intent perduto 😉

      Piace a 1 persona

    1. Grande notizia! Abbiamo il vincitore del trofeo cuneiforme!
      Toglimi però una curiosità: perchè?
      Sei un archeologo con la passione dei videogiochi? Un ingegnere gestionale? Un informatico che sviluppa gestionali e vorresti tanto vendicarti dei clienti romp-balle aggiornandogli il software in sumerico? Un ingegnere logistico? Un giardiniere specializzato nei giardini pensili?
      Svelami l’arcano di questa ricerca! 😉

      Piace a 1 persona

            1. Non è un’ipotesi del tutto balzana. Anche se i Sumeri non sono esattamente un popolo guerriero e conquistatore, Ubisoft potrebbe riuscire a inventarsi qualcosa di esoterico. Avanzo una proposta: un Tetris cuneiforme? Invece dei blocchi squadrati, i blocchi cuneiformi che devono essere incastrati tra loro.

              Piace a 1 persona

  1. A proposito di giochi e di sumeri, il più antico gioco da tavolo conosciuto è stato ritrovato proprio nel cimitero reale di Ur, con tanto di istruzioni su come giocarci. L’inimitabile Irving Finkel, che Enki lo benedica, ne dà una dimostrazione qui: https://youtu.be/WZskjLq040I

    Per un gestionale vero e proprio invece è in lavorazione Ancient Cities. Si parla di Neolitico, ma mi sembra che l’intenzione sia di arrivare almeno alla prima età del bronzo.

    Piace a 3 people

    1. Aggiungo che i Sumeri giocavano a trottola, che è tra i giocattoli più antichi scoperti dagli archeologi. In Iraq sono state ritrovate punte di argilla utilizzate nel gioco della trottola nell’antica città di Ur con una datazione a partire dal 3500 A.C. Agricoltori e buontemponi questi sumeri! Ingiustamente snobbati dalla perfida industria dei videogiochi! 😂😂😂

      Piace a 1 persona

  2. Ma il “gioco gestionale sumeri” non potrebbe essere un gioco che riproduce una qualche metodologia di calcolo / archiviazione / gestione (appunto) dei granai? 😉
    La ricerca non potrebbe essere mirata a scoprire una tecnica antica applicabile ai moderni programmi per ufficio?

    Piace a 1 persona

    1. Dai dai continua che con questo andazzo ne escono davvero delle belle! 😂😂😂
      Io rilancio con:
      un possibile marchiano errore di battitura per cui in verità voleva digitare “numeri” non “sumeri”. La ricerca quindi sarebbe: “gioco gestionale numeri”.
      Continua pure con altre ipotesi.
      Dal “search intent” al “search invent”. 😜

      Piace a 1 persona

  3. divertito come al solito nel leggerti e da video-nongiocatore mi faccio una bella cultura.
    Vedo che conosci pure il persiano antico, che immagino siano costate lunghe notti insonni. Però è l’auto premio il più ambito.
    Per la serie del pc non funziona, il desktop va messo in sicurezza che ovviamente può attirare le ire della dolce metà. Motivo principale per cui uso un notebook sta proprio qui. Inoltre mi fa fare economie.Nel notebook puoi cambiare o aggiungere due cose: ram e harddisk. Il desktop fa la gioia di Amazon nel venderti schede a iosa.
    Le cicche di una volta? Non hanno mai goduto delle mie simpatie, quindi di E-vattelapesca ne ho ingurgitato poco, in compenso il resto del commestibile era pieno. Quindi pareggio. I dollari di zio Paperone mai visti.
    Alla prossima

    Piace a 1 persona

    1. Anche io uso un portatile, ma sono stato in passato uno “smanettone” e di desktop me ne sono montati tanti. Se ho qualche conoscenza di informatica e grazie a questa curiosità ed esperienza. Nottate spese a combattere con conflitti I/O, porte IRQ, driver instabili 😂😂😂. Oggi Il desktop lo uso poco e questo ce l’ho da diversi anni quasi per “affetto”; ho cambiato solo la scheda grafica di recente. Ogni tanto ci smanetto con le “virtual machine”, gli emulatori e quando voglio farmi una svolazzata virtuale.
      Sui coloranti del passato, non c’era proprio nessuna consapevolezza, per fortuna alcune cose sono cambiate, ma basta leggere gli ingredienti dell’ovetto Kinder per capire che continuano a rifilarci schifezza sotto forma di “eccipienti”, “aromi naturali” e varie altre criptiche definizioni scritte con carattere corpo 6.

      Piace a 1 persona

    1. Grazie ancora e voglio congratularmi con te per essere riuscito a coinvolgere molti altri blogger a rovistare nel retrobottega con risultati esilaranti!
      Il Sig. Pamio e la schiatta che gli è andato dietro ripubblicando e “arricchendo” il suo contributo meritano tutti è il FakeOscar!

      Piace a 1 persona

      1. Gli internauti ci regalano delle belle perle, bisogna solo convincere tutti i blogger a tirarle fuori! X–D

        Ora ho registrato il blog su Google Search Console ma non so perché mi mostra solo le ricerche tra 16 e 12 mesi fa e poi salta al giorno in cui l’ho registrato (una decina di giorni fa). Spero che prima o poi GSC se ne accorga e si aggiorni per bene, così posso aggiungere altre perle (alcune ne ho già adocchiate)! X–D

        Piace a 1 persona

        1. Io avevo un clone sull’Atari, Unicum, il primo gioco che abbia mai finito.
          Una trentina di livelli, sempre più fetenti come difficoltà: uno era composto da un unico mattone dentro un corridoio serpentino stretto, azzeccare l’angolo di ingresso della palla era un inferno, il più delle volte ti tornava indietro dopo un numero variabile di rimbalzi!

          Piace a 1 persona

          1. D’altronde le cartucce costavano un occhio della testa e ce se ne poteva permettere una ogni tot mesi. Dovevano durare più a lungo possibile. Era quasi un plus la difficoltà immane 😉
            All’epoca avevamo tanto tempo a disposizione. Oggi inconcepibile per tanti motivi. Quando perciò ci si avvicina ai vecchi videogiochi, occorre recuperare un po’ di questa consapevolezza.

            Piace a 1 persona

    1. Perdona il lungo ritardo con cui rispondo, ma ho letto il tuo commento solo ora. Lo Ziqqurat è un pelo ingombrante, tuttavia si presta meravigliosamente a essere un’importante struttura in un ipotetico gioco gestionale a tema sumerico. Ma temo sia un’ipotesi assai remota.

      Piace a 1 persona

        1. Grazie per lo “chapeau” che parlar forbito al giorno d’oggi non è più foriero di stima, anzi di commenti poco lusinghieri e invettive di essere retorici, snob e inclini a nascondere la verità.
          Fa piacere che qualcuno ancora apprezzi.
          D’altronde il parlar forbito è buona creanza da parte di chi appartiene a un nobile lignaggio. Sono “bavone” di nome e di fatto. Come disse una mia conoscente: “Noblesse oblesse” 😉

          NB: la “v” in “bavone” non si legge come se fosse una “r” moscia: è proprio una “v”. Se ne vuoi sapere di più, leggi quaggiù:
          https://redbavon.wordpress.com/about/

          "Mi piace"

                    1. In genere Snoopy lotta contro le mitragliatrici aeree …. ho tentato di sfogliare il tuo blog mi sono un filino persa poi torno e …. periodaccio …. ho scaricato una app per vedere le costellazioni anche in camera così mi sposto se c’è Saturno 🪐 contro

                      Piace a 1 persona

                    2. Fosse solo Saturno contro, una virata stretta e te lo levi dalla coda, ma in questo periodo sembra che tutti i pianeti della Galassia si siano dati appuntamento nella casa della Sfiga (non sono un esperto di astrologia, ma confido che esista, certamente con un altro nome…).
                      Comprendo il tuo spaesamento nell’atterare da queste parti visto che la linea editoriale è “non c’è linea editoriale”. Ho provato a mettere ordine nei menu in intestazione, ma mi sono reso conto presto che non sono utili sopratutto se leggi da telefono, perciò ho issato bandiera bianca e non sono aggiornati.
                      Visto che ti piaceva leggere delle mie rarici il tag “napoli” può essere un aiuto per indirizzare la prua verso una pista d’atterraggio:
                      https://redbavon.wordpress.com/tag/napoli/
                      Un altro aiuto per orientarti può essere il post che scrissi due anni fa in occasione del decimo anniversario:
                      Dieci anni di webbettola e sentirli tutti…
                      Verso la fine c’è un elenco dei temi principali.
                      Snoopy è perfetto, come puoi vedere dalla mia icona (fino a che non mi scrive l’editore o WordPress che violo i diritti d’autore…)

                      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.