Italy – the Extraordinary Commonplace


Tra i tanti meme che girano sul virus Corona, classifiche di ammalati, morti e guariti, l’economia che traballa e la Borsa che brucia miliardi, la chiusura delle scuole e annullamenti di eventi, ricevo dal mio caro amico Tony una videoclip di quache anno fa, che mi emoziona e solleva il morale.

L’emozione è quella di quando ascolto l’inno nazionale all’inizio delle partite di Coppa del Mondo con gli azzurri schierati. Questa videoclip mi ricorda che il nostro Paese ha delle eccellenze assolute e un potenziale enorme, nonostante i tanti difetti che ha la sua classe dirigente e il suo popolo, nonostante le sue stupide divisioni intene che non cessano nemmeno quando occorre essere uniti, seppure rispettando la distanza di un metro ;).

Sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico la breve presentazione di questa videoclip recita:

Italy – the Extraordinary Commonplace

Evidenziare i punti di forza e sfatare alcuni dei principali luoghi comuni sull’Italia, come quello che il Made in Italy sia in grado di esprimere solo prodotti della moda e del design, oltre che naturalmente agroalimentari.
È quanto propone il video “Italy the Extraordinary Commonplace”, presentato a Davos nel corso del World Economic Forum del 21 gennaio .

A qualcuno potrà sembrare stucchevole, ma trovo questa videoclip perfetta per tirare il fiato e recuperare fiducia in questo momento così straordinariamente anomalo in cui Codogno mi ricorda la Racoon City tratta dalla serie di videogiochi e film Resident Evil e di rvivere in una puntata di Survivors – I sopravvissuti, una serie TV britannica del 1975 che a molti non dirà nulla, ma per me, che all’epoca avevo dieci anni, rappresenta la prima visione di un film a tema post apocalittico: il mondo è stato colpito da una epidemia dovuta a un virus altamente letale, al quale è scampato solo l’1% dell’intera popolazione. Questa serie ebbe su di me un impatto che a distanza di tanti anni ancora ricordo e gli eventi attuali hanno riportato in superficie. Scongiuri di rito.

Nei miei viaggi, ho notato che il marchio dell'”Italia” vale molto: una parola italiana, per quanto a volte storpiata, dà lustro a un ristorante, a un negozio, a un cibo, a un oggetto. Sono sempre stupito di vedere quanto sia utilizzato il nostro “marchio” e quanto di questo enorme potenziale invece buttiamo alle ortiche nel nostro Paese con le nostre stupide divisioni ed egoismi da “furbetti del quartierino”.

Non è un conato di nazionalismo o una deriva sovranista, ma un genuino senso di ritrovata appartenenza a una comunità che, nonostante gli avvoltoi delle agenzie di “rating” e gli sciacalli di chi richiede il marchio “virus free” sui nostri prodotti, verrà fuori da questa situazione insieme e rafforzata.

Grazie a Tony e buona visione!

13 pensieri su “Italy – the Extraordinary Commonplace

  1. Mi pare che di Survivors venne creato un remake, sempre inglese, alcuni anni fa, quindi qualcuno potrebbe avere un’idea di cosa parli anche senza l’originale.
    Scritto ciò, in questo periodo, anche senza considerare i virus coronati, sto riflettendo sempre più sulla necessità di de-avvelenarmi da ampi gradi di disprezzo e rancore – certo, inciampare su rete 4 quando viene trasmesso Quarto grado mi fa fare dei passi indietro, ma conto di dominare il fenomeno prima dei cinquant’anni 😛

    Riguardo al video celebrativo, ben venga: non si può sempre guardare in basso alle nostre miserie (per quanto sia utile farlo: come si dice, chi dimentica è complice) ogni tanto dobbiamo ricordare anche che siamo eredi di tante tradizioni importanti e che dobbiamo fare del nostro meglio per lasciare cose belle anche noi. E guardando solo le cose brutte non c’è un’ispirazione adeguata, anzi: c’è chi si adatta e fa pure di peggio, tanto, la malvagità non richiede quasi mai grandi sforzi.

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    1. Caro Conte, sottoscrivo ogni parola. Guardare in basso non richiede sforzi e serve solo per auto-assolverci e scaricare responsabilità. Ognuno deve fare la sua parte e questo frangente dimostra che la responsabilità del singolo conta e fare spallucce può creare un grande danno a tutti. Speriamo che questa periodo ci insegni qualcosa in più. Sarà che sono un inguaribile sostenitore del buono che c’è in ogni essere umano, ma appunto essere cinici e berciare non serve veramente a nulla se non ad avvelenare ancora di più l’aria.
      Grazie Conte!

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    1. Guardare oltre l’ostacolo prendendogli le misure mai come in questo momento. Il rischio non è solo di fare un capitombolo ma di portarci appresso tutto il resto dei corridori. Sarà una bella prova corale e magari si ritrova anche l’ormai smarrito senso di comunità.

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    1. Tutti a casa e ok. Grazie per il pensiero. Ti ho letto stamattina, recuperando un po’ di post in giro. Ho letto lo scambio con il caro Conte tuo conterraneo e ho capito che non hai perso la consueta grinta 😜 Come canterebbe Gloria Gaynor: We will survive! 😜

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