Viaggio in Botstwana #4 – Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona”


Le cascate

Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona”. Così vengono chiamate dagli abitanti locali le meravigliose cascate sul corso del fiume Zambesi, che all’altezza del confine tra Zimbabwe e Zambia compie un salto di oltre cento metri in una gola stretta e profonda, lunga oltre un chilometro e mezzo.

Le cascate

Il primo europeo ad assistere a tale meraviglia naturale fu il famoso esploratore scozzese David Livingstone, che volle dedicarle alla regina Victoria. Pertanto in tutto il mondo sono note come Victoria Falls. Nella nostra lingua: cascate Vittoria. D’accordo nel tradurre “falls”, ma il nome della regina è Victoria, non “Vittoria”, così come il mio nome è Claudio e non “Claude”.

Le cascate

Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona”, è un nome che contiene una forte carica evocativa. Una volta al cospetto della loro magnificenza, comprendi che il nome non è stato dato a caso. Il suono delle acque che saltano nel precipizio è un rombo incessante e tutto è avvolto da una nube di vapore acqueo.

Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona” è un nome perfetto! Perché cambiare il nome originale? Vecchia e pessima abitudine colonialista. Preferisco chiamarle con il loro nome originale, anche se praticamente sconosciuto ai più.  Leggendo oltre e guardando le fotografie, ne capirete il motivo.

Le cascate - Entrata al parco delle cascate

Si può accedere alle cascate sia dallo Zambia sia dallo Zimbabwe. Percorriamo un sentiero sul confine dello Zimbabwe, che permette di raggiungere una posizione da cui vedere tutto il fronte della cascata. Lungo il cammino in una natura lussuregginate ci fermiamo più volte per scattare foto a scorci della cascata, della gola e alla statua di David Livingstone.

Le cascate

05_Precipita! (Victoria Falls)

Le cascate - vista dalla sponda opposta

Le cascate

Le cascate

Siamo nella stagione secca, perciò la portata del fiume è davvero ridotta rispetto alla stagione delle piogge e il sentiero lungo la scogliera, che ora stiamo percorrendo con un certo agio, è sotto una pioggia costante e tutto intorno è avvolto in una fitta nebbia. Durante la stagione delle inondazioni, da febbraio a maggio con un picco ad aprile, è impossibile vedere la base delle cascate e grande parte del suo fronte.

Come potete ascoltare dalla breve filmato che ho ripreso durante l’avvicinamento alle cascate, “il fumo che tuona” non è un’espressione esotica letta su un libro di Salgari, ma assume sempre più concretezza e valore, via via che ci si avvicina. Nonostante la bassa portata d’acqua, il rombo e il vapore acqueo sono già impressionanti, la vista è spettacolare.

Le cascate - vista dalla sponda opposta

Mentre guadagniamo la sommità della scogliera sul lato dello Zimbabwe che ci porterà di fronte alla cascata, mi colpisce un particolare: l’acqua cade giù e altrettanta ne risale in alto, sembra una “pioggia rovesciata”. Nella seguente videoclip ho ripreso la “pioggia al rovescio”: sale in alto.

Le cascate

Il termine “cascata” mi suona riduttivo, improprio. Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona”, descrive con esattezza quanto sto assistendo.

Le cascate

Le cascate

Le cascate

Le cascate

L’orografia del luogo è davvero eccezionale. Il nostro cammino termina una volta giunti su una larga piattaforma rocciosa che precipita a picco, praticamente alla medesima altezza della sponda opposta.

Le cascate

Le cascate

Non siamo soli: vi sono dei facoceri che grufolano.

Le cascate

Da questa posizione è così possibile ammirare la massa d’acqua precipitare nella “First Gorge” (Prima gola) e, sporgendosi con attenzione, vedere l’acqua scorrere tumultuosa a zig-zag tra le rocce verso la “Second Gorge” in cui fa una brusca svolta a destra, scavato una pozza profonda e ribollente, detta “Boiling Pot”.

Le cascate

Durante la stagione secca, dallo Zambia è possibile raggiungere a piedi la riva del “Boiling Pot”. Con mia sommo stupore, noto infatti che alla base della scogliera vi sono delle persone e delle piccole imbarcazioni di colore giallo. Sembrano delle canoe. Possibile che vi siano dei pazzi che fanno “rafting”?

Nella foto seguente i puntini gialli sulla riva confermano che è possibile: sono canotti per il “rafting”.

Le cascate

Se non si soffre di vertigini vale la pena sporgersi dal precipizio, magari sdraiandosi a terra: i raggi solari si rifrangono sulla fitta “pioggia rovesciata” e creano un arcobaleno dai colori vivissimi sospeso nella gola. Unico nel suo genere, è possibile vedere l’arcobaleno abbassando lo sguardo a terra, invece di alzarlo al cielo.

Le cascate

Le cascate

Le cascate

Le cascate

Assistere dall’aereo alle cascate e al “balletto” dell’arcobaleno mi aveva già fatto rimanere senza fiato.

04_Victoria Falls!

Il “fumo che tuona”, la “pioggia rovesciata” e l'”arcobaleno a terra” visti così da vicino sono un’esperienza unica, che lascia il segno sia nella memoria sia nello spirito. Pagherei per potere vedere l’espressione del viso di Livingstone si è trovato davanti a questo portento della Natura. Al suo posto sarei stato di sicuro colto da quello stato emotivo descritto dallo scrittore francese Stendhal dopo essere stato in visita alla chiesa di Santa Croce in Firenze.

[…] ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere

Tornati in albergo, rifacciamo i bagagli per raggiungere la prossima tappa Kasane, in Botswana.

Nessuna buona nuova in merito alla consegna delle tende e del resto dell’attrezzatura da campo. La nostra esperienza in terra africana, già così densa di emozioni, potrebbe brutalmente essere interrotta dall’assenza dell’esseniale per pernottare nella savana.

19 pensieri su “Viaggio in Botstwana #4 – Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona”

    1. Non ho modificato le videoclip aggiungendo scritte o musica. Volevo trasmettervi il fumo che tuona in tutta la sua autenticità. Brevi filmati che trasmettono meglio delle foto le sensazioni. Sono sempre un “filtro” attraverso uno schermo, ma ci vanno vicino a essere lì, che non è esattamente dietro l’angolo 😜

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        1. Grazie! Il mio racconto vuole essere un invito a visitare quei luoghi. L’Africa è sempre nominata per motivi per lo più con accezione negativa. Ci dimentichiamo spesso di quanto sia magnifica e possa renderci delle sensazioni non replicabili in Europa e nel mondo “modernamente organizzato”.

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    1. Benvenuto Fausto! Questo è il tuo prima commento in questa mia webbettola. Grazie! Alla fine di questo racconto, spero che qualcuno veramente decida di andarci. Già una famiglia ha ripercorso il viaggio che gli ho raccontato e ne è tornata entusiasta.

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