Star Wars: The Rise of Skywalker, primo trailer e commento

Disney ha appena pubblicato il primo “teaser” del nono capitolo di questa saga ambientata molto tempo fa in una galassia molto, molto lontana: Star Wars: The Rise of Skywalker!

Quanti anni sono passati da quel 1978 in cui mi recai al cinema Nestor con il mio amico Fabio e mio fratello Lucio per assistere a un film di fantascienza?

Non voglio fare i conti, ma siamo oltre i quaranta di certo. Non era un film di fantascienza come tanti. Era Star Wars, anzi Guerre Stellari. Il titolo era tradotto all’epoca. La locandina del 1977 illustra efficacemente il tempo trascorso e quanta distanza ci sia tra oggi e allora. Comprederne l’impatto su un ragazzino di dieci anni o giù di lì è complesso, pretendere che quelle emozioni ritornino identiche alla prima volta è illusorio.

Altro che ultimi jedi!.Questi sono stati i primi e rimarranno per sempre.
(Guerre Stellari, 1977, poster).

A quattro anni i miei due nanerottoli mi hanno chiesto di vedere “Star Uoss”: n Star Wars a 4 anni. Grazie Lucas!  potete leggere di un papà tra l’imbarazzato, il divertito e gonfio di soddisfazione fino quasi a scoppiare. Se non amate Star Wars questo racconto forse potrà strapparvi un sorriso e andare oltre la vostra legittima resistenza ai salti iperspaziali e alle spade laser. La ventina post sparsi tra queste pagine sono la prova di quanto mi abbia segnato questa favola ambientata nello Spazio e tuttora, tra alti e bassi, continua ad appassionarmi.

Star Wars: The Rise of Skywalker vede il ritorno di J.J. Abrams alla regia e chiude la terza trilogia di film iniziata nel 2015, che ha visto il ritorno di beniamini come Han Solo, Luke Skywalker, Leia Organa come anche l’introduzione di nuovi personaggi come Rey, Finn e Kylo Ren.

Il settimo episodio, Il Risveglio della Forza, diretto da J.J. Abrams mi aveva creato un anomalo stato di ansia “da prestazione” e, nonostante non sia esente da critiche, ha centrato l’obiettivo di farmi avvertire quella galassia così lontana, così vicina; Rogue One, il primo “spin-off”, mi ha esaltato e occupa saldamente, dopo diverse visioni anche in lingua originale, il quarto posto dopo la trilogia originale; l’ottavo episodio, Gli Ultimi Jedi, diretto da un più coraggioso Rian Johnson, mi ha piacevolmente sorpreso; il secondo “spin-off”, Soloche ha deluso ogni aspettativa di incassi, anche dopo la visione in edizione home video mi ha lasciato soddisfatto.

(Fonte: Starwars.com)

Il nuovo “teaser” inizia con un’ansimante Rey, sola, su un pianeta deserto. lo sguardo fisso sull’orizzonte La voce di Luke Skywalker scandisce la frase:

Ti abbiamo trasmesso tutto ciò che sappiamo

Un tappeto di archi appena percettibile sottolinea la tensione evidente sul volto di Rey, che afferra la spada laser, evidentemente ricostruita dopo che era andata distrutta nell’episodio precedente. Continua la voce calda di Luke:

Mille generazioni vivono in te ora

Si stacca dal sottofondo di archi in crescendo vibrato, l’inconfondibile suono minaccioso di un TIE Fighter.In volto Rey mostra l’espressione di chi è  determinato e non cedrà di un passo.

Ma questa è la tua battaglia

Lo schermo va a nero e appare la scritta:

Ogni generazione ha una leggenda

Il suono del TIE Fighter ora è potente, sfreccia davanti al punto fisso dell’inquadratura, di risposta gli fa eco il suono della spada laser. Gli archi suonano alla massima tensione, un acuto che non può essere tenuto a lungo. Rey è pronta.

(Fonte: Starwars.com)

L’orchestra esplode il tema musicale di John Williams, con una vena malinconica eppure trascinante, evocativa, di rara potenza. La musica è l’assoluto protagonista di questo trailer! Gli stessi effetti sonori sono sincronizzati con le percussioni e i piatti, come si può notare nelle sequenze in cui Kylo Ren scaraventa a terra un individuo incappucciato, del salto nell’iperspazio del Millennium Falcon e delle esplosioni intorno a Poe Dameron, Finn e C3-PO in fuga.

(Fonte: Starwars.com)

Il montaggio è serrato, l’orchestra è un triondo di archi e ottoni in un crescendo quasi da commozione; si succedono rapide carrellate sui personaggi delle nuova trilogia e il ritorno di alcuni “vecchi” compagni di questo viaggio, che – paradossalmente – non ha nulla di iperspaziale: dura infatti da oltre quaranta anni. La risata di Lando Carlissian alla cloche del Millennium Falcon conforta i vecchiacci come me: suona come una promessa che ne vedremo delle belle. Duri a morire, sì! Come la nostra passione per Star Wars!

(Fonte: Starwars.com)

Il tempo di vedere schizzare il Millennium Falcon nel consueto baluginare di strisce di luce bluastra abbagliante, sottolineato da un poderoso suono di piatti, che lo schermo va di nuovo a nero:

La saga è giunta a una fine

Sulla parola “fine” sbando come Obi-Wan in Episodio IV, come se milioni di voci gridassero terrorizzate e a un tratto si fossero zittite. Il testo in inglese è “The saga comes to an end”, l’articolo indeterminativo non è casuale. Questa è almeno la terza volta che è stata paventata la chiusura di questa lunga narrazione. Per molti, pù “duri e puri” di me, la saga si è già conclusa con Il Ritorno dello Jedi.

Mentre la musica ormai è un roboare di ottoni e archi che mandano in vite piatta ogni tentativo di essere razionali e distaccati, quale si confa a una persona della mia età di fronte a uno spettacolo di finzione tirato troppo per le lunghe, arriva il colpo basso.

(Fonte: Starwars.com)

Leia e Rey strette in un abbraccio che sa di quella tristezza di consapevole ineluttabilità quando Frodo s’imbarca con gli Elfi per abbandonare per sempre la Terra di Mezzo. Un’amara rassegnazione all’impotenza di potere trattenere un affetto dalla sua decisione di andare lontano. Un colpo davvero basso.

Di nuovo la voce di Luke:

Noi saremo sempre con te

Infine, all’apice del crescendo dell’orchestra, giunge ancora la rassicurazione di Luke:

No one’s ever really gone

Nessuno se n’è mai andato per davvero

A riprova di quest’ultima frase, lo schermo va a nero ed echeggia una risata misteriosa e malvagia, proveniente da una figura non visibile, ma scommetterei il mio X-Wing che è Palpatine.

Il film è previsto a dicembre.

Natale sembra ancora più lontano, troppo lontano.

 

37 pensieri su “Star Wars: The Rise of Skywalker, primo trailer e commento

    1. E chi si offende! Ognuno ha le sue preferenze, su di me ha avuto l’effetto di “aprire una porta chiusa”. Continua ad avere passione, la trasmetto ai miei figli e vedo che l’hanno compresa e vi partecipano, l’uno con più entusiasmo, l’altro più moderatamente. Come vedi, gli effetti possono variare. Mia moglie sta a Star Wars come il Papa a Stalin. Si convive nella stessa casa con il rispetto reciproco (e a volte un po’ di sopportazione quando sparo a palla il tema musicale eh eh). Mio figlio Diego mi fomenta. So’ soddisfazioni!

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        1. Hanno due punti di partenza molto diversi per quanto – volendo esemplificare all’estremo – hanno in comune la struttura della “favola”.

          Il Signore degli Anelli si basa sul romanzo, tra i più letti al mondo, di Tolkien, un’opera monumentale, una pietra miliare del genere e non solo. A questo proposito, se vuoi, leggi il mio post sul “Perché la definizione “fantasy” sta stretta a Il Signore degli Anelli come una t-shirt taglia “S” a una supermaggiorata”.
          Il materiale a disposizione è decisamente differente. L’Universo creato da Lucas alle origini impallidisce di fronte a quello di Tolkien, anche perché Lucas è un regista. Il fandom di Star Wars si è enormemente arricchito e, una parte, è stato mandato a farsi benedire dagli eventi della nuova trilogia. L’opera di Tolkien è intoccabile. Certo Jackson ha utilizzato le accortezze necessarie per tradurre in film il romanzo e – a mio avviso – ci è riuscito magnificamente. Se hai visto soltanto il film (senza avere letto il libro), lo spettatore riesce a percepire la maggiore profondità e la ricchezza di dettagli de Il Signore degli Anelli. Star Wars procede esattamente al contrario: vedi il film e ti inizi a incuriosire sul suo Universo e le storie dei personaggi: l’Universo si andato plasmando a posteriori.

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          1. la trilogia del signore degli anelli l’ho letta subito dopo esser stato folgorato dal primo film, il quale, non dimenticherò mai, la prima volta che lo vidi dissi che era il film fantasy che avrei sempre voluto vedere e non avevo mai visto fino allora… la tua osservazione sulla grande differenza tra sw e lotr è sacrosanta. si nota eccome la carenza di background su sw. ho provato tante volte a vedere la trilogia iniziale, ma spesso mi addormentavo e non capivo perché. l’ho capito nel momento in cui finalmente me la sono registrata e vista tranquillamente durante il giorno in modo che non mi addormentassi: i film sono noiosi. cioè capisco che per un ragazzino vedere al cinema, all’epoca, un film del genere deve esser stato meraviglioso… però la qualità del film quella è… per esempio un discorso simile si può fare per la storia infinita: lo vidi al cinema da bambino e mi parve un film bellissimo. l’ho rivisto recentemente e trovo che sia davvero una gran cagata… leggerò sicuramente l’articolo che mi hai segnalato… 😉

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            1. Entrano in gioco anche le preferenze personali, ma per un appassionato di fantascienza SW regge ancora bene gli anni sul groppone. Gli effetti speciali che normalmente sono i primi a risentirne erano per l’epoca fuori parametro e oggi ancora sono apprezzabili.
              La trama non e intricata e questo è un punto a favore a mio avviso.
              Considera anche che nello stesso periodo la fantascienza viene scossa da un altro fenomeno: il primo Alien. Insomma i vecchietti come me hanno qualche ragione (

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            2. Mi è partito il commento prima di terminarlo. Dicevo: i vecchietti come me hanno qualche ragione (oltre la nostalgia) a essere legati a questi film: siano stati testimoni di eventi assolutamente nuovo e che ha influenzato il genere negli anni a venire. Per i giovani o chi li ha visti qualche anno dopo chiaramente non è così e le valutazioni possono essere differenti.

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    1. Che la Forza sia davvero con te se devi recuperare 8 film più 2 spin-off, passando peraltro indenne per la seconda trilogia di Lucas e metabolizzando il cambio di passo di questi nuovi. Il mio consiglio è prima trilogia tutta e Rogue One. Poi è questione di gusti, passione, comprensione, affetto, nostalgia, qualche WTF mescolati con qualche grumo che non vuole proprio sciogliersi.
      Qui hai un supporto sempre!

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  1. E in quel Natale, lontano lontano, ne vedremo delle belle!!!
    Molto attraente anche questo trailer, il taglio incentrato sulla continuità di una “filosofia/religione/lotta/vocazione al bene”. La regia di Abrams mi era piaciuta molto, facendomi tornare bambino con tutti i comfort e le piacevoli conferme della modernità contemporanea. Aveva retto anche i buchi e le tirate approssimative della sceneggiatura (in Rogue One il top, condivido). Sono curioso.
    Rey è un bel personaggio, anche per una fine.

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  2. Ah come mi capisci? Abbiamo condiviso quell’esperienza straordinaria della prima proiezione al cinema e, mi spiace per chi se l’è persa, ma non è possibile replicarla e comprenderla a fondo se non la si è vissuta. Il mio italiano crocifisso non mi aiuta a scarcerarla nemmeno dopo venti e passa sproloqui su queste pagine. Come in tutti i racconti, vi sono alti e bassi, momenti di stanca e di totale esaltazione. Così è Star…Guerre Stellari, la chiamo come ho sempre fatto. Una favola che ci ha tirato dentro e dalle sue trame non riusciamo ne’ vogliamo liberarci. Saremo pure vittime del marketing di Disney, saremo pure dei palati rozzi in fatto di cinema, ma viva la Forza me ne strafrego di chi è resistente a farsi contagiare se continuò ad avere i brividi lungo la schiena fino alla base della nuca quando ascolto le prime note della musica di Williams (santo subito e lunga vita!).
    È un po’ come ci poniamo davanti a un libro nuovo, ci predisponiamo a farci “ingannare”, “illudere” eppure ci emozioniamo per davvero e portiamo per sempre con noi quel racconto. Ebbene Guerre Stellari è proprio così e questo legame, “illusione” chiamatela anche così, dura da quarant’anni e passa.
    La buttiamo via per buchi di sceneggiatura, personaggi sbagliati, astio contro le multinazionali?
    La mia risposta lucida, priva di qualsiasi nostalgia, ferma è: no!
    Forza o non Forza, Lato Oscuro o Chiaro, in quella galassia lontana lontana io ci sto bene.
    RedBavon Five stand by.

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    1. Sono contento che le mie parole, se vuoi anche superflue, te lo abbiano fatto “sentire”. L’occhio è veloce a trasmettere in rapida successione le immagini, l’elaborazione successiva permette di goderselo piano piano, apprezzandone anche i dettagli magari sfuggiti. Chiaro che da un breve teasee, costruito ad arte, non ci si possa sbilanciare, ma questa estrema sintesi fa percepire che la Forza i qualunque cosa sia scorra potente in queste immagini. Grazie!

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  3. fperale

    Tutti sono straconvinti che sia Palpatine, c’era pure l’attore alla convention…ma ho un forte presentimento che sia tutto un depistaggio e ne vedremo delle belle 🙂 Billy Dee Williams l’hanno veramente tirato a lucido (ha più di 80 anni ricordiamolo!)

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    1. Anche io ho avuto da principio questa sensazione. Considerato che è stato confermato da fonti ufficiali sarebbero dei gran burloni. Che il Sarlacc del pozzo di Carkoon li digerisca per un paio di millenni se tirano fuori qualcosa di bislacco per il gusto di stupire. Aridateci Palpatine che di veri cattivi questa nuova trilogia è proprio carente. Pure il Re Leone aveva un cattivo con gli attributi più di tutti quelli della nuova trilogia messi insieme.

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    1. Trilogia originale o morte? Mi sono imbattuto in molti che la pensano così e non schiodano di un parsec dalla loro posizione. Le mie motivazioni sono sparse per i venti post che ho scritto, ma se vuoi, puoi leggere solo le recensioni di Rogue One e di Episodio VIII per farti un’idea.

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      1. Guarda, io ho visto L’attacco dei cloni a 12 anni, quindi penso di essere tra quelli a cui quasi piacciono di più i prequel della trilogia originale (Jar Jar incluso). 😀
        Rogue One l’ho apprezzato molto, ma con l’episodio VII, per quanto non sia un brutto film in sé, ho avuto un lunghissimo deja vu.

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        1. Episodio VII è un “deja vu”. È esattamente quello che doveva fare Abramo per riacciuffare il pubblico della trilogia originale dopo la crisi mistica che ha colto Lucas. Disney non credo gli avrebbe lasciato fare altro. Il regista, per quanto bistrattato dai fan prima ancora che mettere mano alle riprese di Star Wars, aveva dei paletti imposti dall’investitore di così tanti quattrini, non solo per l’acquisto del ranch, buoi e abitanti del Lucas Ranch e varie dependance.
          La seconda trilogia è per me il vero “passo falso” della saga, in primis La Minaccia Fantasma, che ho visto due volte al cinema e una quantità smisurata di volte in versione Home Video (DVD e Blu-ray). Fossi stato un “duro e puro” dopo la seconda trilogia avrei chiuso con la saga per una serie di ragioni, in primis i minchi-clorian (li chiamo così per dimenticare che sono esistiti).
          A me sembra che ci sia stata un’improvvisa sindrome di Lester Bangs che ha contagiato i fan tutti-d’un-pezzo. Altri invece sono stati colti da “rincoglionimento nostalgico”. Non mi riferisco a te perché non ti conosco e evito i pregiudizi e le etichette per mia buona abitudine, ma è la diagnosi più probabile per le persone con cui ho parlato fino a oggi.
          Sparare a zero su un prodotto “mainstream”, girato da un regista sulla cresta dell’onda, gestito da una multinazionale come Disney è la summa dei cliché di tanti che vogliono darsi un tono, nella consapevolezza della vacuità delle loro posizioni.
          Non difendo a spada tratta Star Wars, non ho l’età per essere un fan-boy e sinceramente non me ne frega nulla di Disney e registi alla moda,
          Questo in sintesi (argh!), ma più in dettaglio puoi leggere questa lettera a Luke Skywalker che scrissi all’epoca di Episodio VII. Ti avviso che il taglio è apparentemente divagante, ma ci troverai ciò che sento e penso di Star Wars e di tutta la manfrina intorno che fa tanto piacere a Disney.
          Grazie per avermi dato l’occasione di scambiare opinioni diverse. Lo apprezzo moltissimo.

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          1. Ma infatti io non ho alcuna pretesa di essere obiettivo. Mi rendo perfettamente conto delle boiate dei prequel (midi-chlorian e pod racers in testa), eppure, se mi chiedessero di rivederne uno, il secondo o il terzo li rivedrei volentieri.
            Quanto al VII, io non ce l’ho con Abrams, poverino, che di vincoli ne avrà avuti fin troppi. Però proprio il fatto che fosse prevedibile non mi ha fatto emozionare così tanto. Forse perché a me Star Wars piace ma non sono mai stato un appassionato, quindi le emozioni che hai provato e provi tu a me non sono mai arrivate.
            Andrò presto a leggermi gli articoli, di cui non ero nemmeno a conoscenza. È che nel tuo blog c’è troppa roba e io mi perdo sempre.

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              1. Anche io attendevo molto la Guerra dei Cloni, visto la citazione nella trilogia originale. Lucas ha sicuramente fatto ricerche di mercato per capire di cosa doveva raccontare. Ne ho apprezzato l’art design rispettoso e coerente (almeno nella mia immaginazione) di quanto visto nella trilogia originale. Conoscere la origini di Obi-Wan, personaggio con cui l’empatia è immediata e fatto fuori ancora più velocemente che in un episodio di Games of Thrones, era l’aspetto che mi attirava di più. Purtroppo Lucas è stato colto da quella che chiamo “crisi mistica del regista” che si manifesta in un delirio di onnipotenza in barba a ciò che ha costruito in precedenza e che gli è valso un immenso successo. Vedi Ridley Scott in Alien Covenant.
                La parte migliore è quella della battaglia di Kashyyyk, che andava sviluppata di più. Con la stessa “comprensione” che ho per la nuova trilogia, accetto anche in prequel, il secondo e terzo in particolare. La Minaccia Fantasma è stabilmente in fondo alla classifica pure avendolo visto un numero di volte quasi pari alla trilogia originale. Questo per dirti quanto mi sia bruciato questo passo falso di Lucas e ci abbia messo tanto tempo per metabolizzarlo. Oggi mi pare che si sbatta la porta in faccia un po’ troppo con superficialità e abbondante arroganza.

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            1. Il bello di questo scambio è che alla fine si è giunti a comprendere le diverse opinioni, la loro genesi ed evoluzione. Naturale poiché iniziano da due differenti “inout”. Il fattore “età”a mio avviso conta parecchio sulla genesi delle emozioni in questo caso. Per esempio Il primo Alien ancora oggi può generare similari emozioni in chi lo vide al cinema la prima volta e chi – per motivi di età – lo ha visto comodamente seduto sul divano di casa sua. Star Wars non ha lo stesso potenziale, a mio avviso.
              Purtroppo, almeno nella mia esperienza, sempre di più – anche su temi lievi come un film – al termine di uno scambio le posizioni non si avvicinano (e capire a fondo le reciproche è un passo in questa direzione), anzi si allontanano separate da un fossato di finta comunicazione (vedi toni generalizzati di flame e pratica di click-bait molto diffusi).
              Sulla “tanta roba” è l’effetto di quasi 11 anni di stratificazione su temi molto diversi: la mia linea “editoriale” è “non c’è linea editoriale’. Dovrei fare qualcosa di più sul menu: da desktop è abbastanza utile (ma ancora migliorabile); da mobile è un delirio. Ciao e grazie ancora.

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  4. Mi par di capire che tu, compadre, saresti uno di quelli che, alla convention dei seguaci della”Forza”, si presenta col costumino di uno dei robot della serie… A parte gli scherzi: ti auguro che il prossimo episodio possa venire incontro alle tue aspettative. Del resto: un tempo si sognavano terre lontane. Oggi si sognano pianeti lontani……..

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    1. Noooooh! Non pensarci nemmeno un secondo. Alla convention andrei con sommo piacere, ma tutta al più con una t-shirt che ho acquistato a Orlando al parco tematico Disney’s Hollywood Studios,ma lo racconterò in un episodio del mio viaggio a Miami.
      Tuttavia, confesso che ho la testa di Darth Vader tatuata sulla chiappa destra….
      …scherzo, compadre, ahahah
      Non è molto differente sai: è solo l’ambientazione a cambiare. In fondo, Guerre Stellari è una favola nel senso più stretto del termine. Lo era alle sue origini, oggi è raccontata adeguandosi ai tempi e ai gusti di chi è più giovane. Noi vecchietti o ci aggiorniamo o anneghiamo in una pozza di nostalgia, che poi è pure una fine barbina (per non dire altro) visto che sarà profonda due dita al massimo.
      Un abbraccio mi compadre.
      PS: i viaggi, quello veri, sono un’altra cosa, un’altra storia, completamente diversa.

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    1. Grazie di essere disponibile a farti coinvolgere, mi fa piacere riuscire a passare una pagliuzza della mia passione. Non perché mi aspetti che ti converta – miscredente!!! 😂 – ma perché è la reciproca comprensione e rispetto delle nostre differenze è un mattone del ponte di comunicazione che sembra collassato in questi tempi di messaggistica istantanea e 140 caratteri per esprimersi.
      Che Lo Sforzo sia con noi! (Cit. Balle Spaziali)

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    1. Non finisce. Non finisce. Finisce questa trilogia, ma figurati se Disney non ne ha progettata già una nuova. Con tutti i soldi che hanno tirato fuori dal portafogli, figurati!
      Peraltro a ogni trilogia spuntava la dichiarazione che era finita. Puntualmente, siamo arrivati a tre trilogie e due spin-off.

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      1. Hai ragione Red…
        …se pensi che il primo l’ho visto che ero una bimbola…e ora li sto’rivedendo tutti…una volta la settimana con la progenie e il marito che ormai non mi sopportano piu’… 😂 😂 😂

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