Miami con DJ Stories [Indice degli episodi]

Il nostro viaggio a Miami con due nanerottoli e un cane

Il 16 marzo del 2018 ho compiuto cinquant’anni. Occasione per sontuosi festeggiamenti da fare eclissare il Carnevale di Rio. Non amo molto essere al centro dell’attenzione sopratutto in queste ricorrenze e perciò ho deciso in una direzione più intima, ma altrettanto sfarzosa: un viaggio con la famiglia in un luogo fuori dal Vecchio Continente. L’ultimo risaliva al 2009, a New York.

Nel giugno del 2011  la famiglia si è ampliata con l’arrivo di due gemelli, Diego e Jacopo. Viaggiare in questa formazione è impegnativo sia dal punto di vista economico sia da quello logistico perciò, atlante geografico alla mano, si è a lungo cercato la meta che possa essere adatta a quelle due “palle al piede” di formato mignon e peso magnum.

La destinazione scelta, per vari motivi, è: Miami e  Orlando.

Non è la prima volta che scrivo un “diario di viaggio”: la mia tossico-dipendenza dalla scrittura è iniziata proprio con un blog-diario del viaggio in Botswana; potete leggere il racconto di un lontano viaggio in Messico (giunto al 28° episodio e ancora in corso di scrittura), così come uno del viaggio a New York.  Hanno tutti in comune due cose: uno stile ispirato al rotolo di carta igienica: “uno strappo e via” e sono ispirati alla serendipità.

Perciò non vi troverete un diario di viaggio “canonico”, un diario del viaggiatore esperto e prodigo di consigli utili su cosa fare, quando farlo, come farlo. Vi troverete con tutta probabilità degli spunti utili, ma diluiti in un mare di altre sensazioni, impressioni e altre informazioni. Insomma, se avete l’esigenza di una lettura immediatamente utile, questo non è il “diario di viaggio” che fa al caso vostro. Se invece vorrete affidarvi alla serendipità, cioè “fortuna” che involontariamente, può fare scoprire cose che non si stavate cercando, magari felici sorprese, allora confido che siate nel posto giusto.

Questa pagina è l’indice degli episodi di Miami con DJ Stories e verrà aggiornata a ogni strappo di ricordo su questa carta digitale.

In occasione della redazione di questo indice a diario già iniziato, ho battezzato con un titolo gli episodi, finora semplicemente numerati progressivamente. Ogni titolo è ispirato a una canzone e al racconto del singolo episodio.

Per scoprire la colonna sonora del viaggio cliccate sull’episodio corrisponderte: in fondo alla pagina ho inserito la traccia musicale gentilmente offerta da YouTube. Suggerimenti musicali sono graditi.

# 1 – Everybody’s Got a Cousin in Miami
Traccia #1: Everybody’s Got a Cousin in Miami – Jimmy Buffett

# 2 –  Jump on it
Traccia #2: Apache (Jump on it) – Sugar Hill Gang

# 3 – The Airport
Traccia #3: The Airport Song – The Byrds

# 4 – Wish I Could Fly Like Superman
Traccia #4: (Wish I Could Fly Like) Superman – The Kinks

# 5 – It’s always June in Miami Beach
Traccia #5: Evening in June – Van Morrison

# 6 – Lyft Me Up
Traccia #6: Lift Me Up – Moby

# 7 – Miami Beach
Traccia #7: Miami – Counting Crows

 

To be continued

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11 pensieri su “Miami con DJ Stories [Indice degli episodi]

  1. Pofferbacco … definire due “palle al piede” 😦 quelle meraviglie di nanerottoli gioiosi di Diego e Jacopo, gemellini di nascita e di oroscopo. 🙂
    Il tuo diario di viaggio pieno di aneddoti, emozioni, situazioni e colonne sonore è sicuramente da seguire ed io lo farò, in fondo Miami è Miami.
    Buona Epifania … e calzetta appesa in bella mostra per D.J. 😉

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    1. Tecnicamente sono una zavorra data le loro corte gambette. Quindi sui percorsi a piedi possono accorciare il raggio operativo sensibilmente. Bisogna selezionare bene le tappe intermedie scegliendo aree attrezzate con i giochi come pit-stop tattico. I musei sono generalmente da evitare. Occorre solo organizzare l’itinerario e non farsi troppi problemi se non si riesce a vedere qualche punto interessante per gli adulti; a Miami c’è poco da vedere e quindi è andata alla grande. Calza pronta piena di tipiche zuzzumaglie.

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  2. Ciao Redbavon! Mi ha fatto enorme piacere vedere un tuo like da me (ma ti sono arrivate le mie onde sonore?). Ora…dato che non mi interessa leggere di video-giochi leggevo delle tue esperienze di viaggio. E’ molto carina la tua idea. Non sono costante e lo sai ma quando ti leggo mi viene spontaneo sorridere e questa puoi star sicuro è una bella cosa. In quanto ai nanerottoli vivaci Diego e Jacopo ti dico una cosa: per fortuna che ci sono! I bambini sono il sale di ogni esistenza umana. So che chiedono un forte impegno ma danno anche gioia. Un sorriso e buona notte. Lila

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    1. Figurati! E’ un piacere in ogni caso incrociarci anche se in tempi asincroni e incrociando le tastiere. Mi fa piacere che ti faccia spuntare un sorriso. “Meglio fare sorridere che piangere” mi dico sempre, anche quando c’è chi mi apostrofa che tendo a sframmatizzare e scherzare.
      Sottoscrivo ogni parola sui due nanerottoli: tanto impegno, a risorse esaurite comunque non ti puoi permettere di negarti, ma sono la fonte di tutte le mie più grandi soffisfazioni e scoperte sempre nuove.
      PS: colpevolmente ammetto che le tue onde sonore non mi sono arrivate, ma se mi dai un link o altro tipo d’aiuto desidererei non perdermele. Besos

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      1. Ma il link de che Redbavon? Mi fai sorridere di nuovo. 🙂
        Sì in tempi asincroni ma l’importante è leggerci, non trovi? Le onde sonore riguardavano il mio pensiero. Ogni tanto mi chiedo di te, ti ho trovato simpatico al primo acchitto. Diretto e spontaneo, senza peli sulla lingua. Almeno così ti avverto. Non perdere mai questo tuo essere così. Buona serata e un sorriso. Lila

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        1. Ecchelo, pure rincojonito! E ce sta, ce sta tutto! Pensavo che alludessi a qualcosa che avevi scritto e mi ero perso; invece era molto più semplice e naturale.
          Però pure tu! Alla fine della giornata, che stiamo tutti al lumicino del già duramente messo alla frusta razioncinio, cosa pretendi da questo (de)relitto umano? La telepatia? Che te possino…^_^
          Se ti può essere di conforto – per alcuni è rassegnazione – io sono questo qui he puoi leggere tra un mucchio di caratteri e in mezzo agli spazi, intervallati da refusi e errori di ortografia a spalio. A cinquanta anni non posso negare ciò che sono. E nemmeno ho voglia di provarci. Come farebbero i ccciofani: mi metto il laik da solo. 😉 A presto.

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