Sunshine Blog Award 2018 

When the moon is in the Seventh House
And Jupiter aligns with Mars
Then peace will guide the planets
And love will steer the stars
This is the dawning of the age of Aquarius

Un “blog award” è un premio per il miglior blog in una determinata categoria. Il “blog award” è un fenomeno che si fa discendere dai premi assegnati dagli utenti di GeoCities negli anni Novanta e non prevedono un premio materiale né tantomeno fama o gloria. L’unico conferimento è un titolo e una “coccarda” sotto forma di un’immagine.

Questo fenomeno, che emula i premi conferiti alla stampa e al cinema da una giuria di esperti, se ne differenzia poiché qualunque blogger ha la possibilità di nominare i suoi “migliori”.  Una differenza importante e coerente con lo spirito della blogosfera, che – a mio parere – è, oltre ai forum superstiti, ancora quella parte di Internet che conserva intatta un’importante eredità delle sue origini.

Un blog ha valore, infatti, se dà ai lettori e agli autori uno spazio dove scrivere e confrontarsi su ciò che desiderano e secondo il registro e le modalità che desiderano. Un blog potrebbe essere uno spazio intimo e personale, uno spazio che raccoglie notizie e informazioni specializzate su un tema o anche un palco improvvisato per dichiarare le proprie opinioni e le proprie emozioni, oppure tutte e tre queste cose insieme. Ciò che accomuna e tiene insieme la blogosfera, tuttavia, è l’autenticità di queste voci: sono individui che scrivono liberamente e apertamente di ciò che conta per loro.

Romolo Giacani mi ha insignito del Sunshine Blog Award, cioè un premio ai blogger che con le loro pagine ispirano gioia e positività.

Vado sempre cianciando in giro “Meglio fare ridere che piangere”, anche a chi mi critica per il fatto che ho una spiccata tendenza a sdrammatizzare o ironizzare.

Ogni “blog award” prevede alcune regole e anche questo “Sunshine” non fa eccezione:

  1. rispondere a undici domande poste dal blogger che ha conferito il premio
  2. nominare altri undici blogger e porre altre undici domande.

Come nello scorso post sul tag natalizio, anticipo che non nominerò gli undici blogger, non per inerzia o cauta diplomazia, bensì per il comprovato effetto di non ottenere il seguito richiesto da un simile chiamata alla tastiera. Se quanto scriverò, vi (s)muoverà a rispondere alle mie domande, siete liberi di candidarvi tra gli undici blogger più “sunshine” di questa webbettola con la benedizione del suo sgangherato oste. Usate solo la cortesia di segnalare il vostro contributo nello spazio dei commenti e io aggiornerò il testo con il vostro nome e link.

Veniamo alle domande poste da Romolo. Qui c’è un premio da guadagnare e i premi si ottengono se ci si dà da fare.
Let the sunshine, let the sunshine in, the sunshine in!

  1. Il libro che porteresti in un’isola deserta

Senza nessuna esitazione e a costo di sembrare un disco rotto, Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien è il libro che mi porterei anche nella tomba alla maniera dei faraoni egizi. Nel mentre si aspetta il Giudizio Universale, potrebbe tornare utile per ingannare l’auspicabile lungo tempo dell’attesa della chiamata generale: una lettura che non mi stanca mai e che ho proposto a chiunque mi capitasse a tiro, anche a casi disperati come mia moglie che sta al “fantasy” come Stalin sta a Madre Teresa di Calcutta. Su un’isola deserta, sebbene impossibilitato nell’“evangelizzazione” dei profani, la mia copia (e non un’altra) dalla larga costa piegata a U per quante volte l’ho letta, sarebbe una compagnia che mi salverebbe dalla certa follia di non potere parlare con anima viva. Un logorroico su un’isola deserta è peggio del supplizio inferto a Tantalo.  

  1. La canzone che porteresti in un’isola deserta

Anche in questo caso, non ho alcun dubbio. Just like Heaven di The Cure. Una delle rare canzoni che so a memoria dall’inizio alla fine e sento la necessità di ascoltarla come bere, mangiare, respirare.

  1. Se non avessi un blog dove scriveresti?

Ho sempre amato scrivere. Mia moglie e i miei amici sono stati bersagli di mie lunghe lettere; non ho mai scritto diari personali, se non appunti di viaggio su quaderni e fogli “volanti”. Se non ci fosse questo spazio, scriverei su un’agenda scaduta o su un quaderno di scuola.

  1. Come ti vedi tra 10 anni

La risposta immediata è: più vecchio, ma sempre con un’insaziabile appetito per la meraviglia e voglia di “raccontare”, non so se ancora su queste pagine  – auspico di sì – ma sicuramente non smetterò di farlo nella mia cerchia di amici e di cari più stretti.

Tra dieci anni, visto che suonerà la campana dei sessanta anni, non sarà il mio futuro a interessarmi, ma quello dei miei due nanerottoli, giunti  alla vigilia della maggiore età. La cosa mi terrorizza alquanto.

  1. Saresti soddisfatto del tuo blog se…

 Sono soddisfatto della mia webbettola. In dieci anni di attività, le fredde statistiche comunicano qualche calda soddisfazione, ma ancora di più gli scambi con tante altre persone, a volte fugaci, a volte più di lunga durata, come gli “amici di penna” della corrispondenza cartacea di una volta.

La tecnologia inventa nuovi strumenti, ma è sempre un’esigenza umana che giustifica la loro esistenza e funzione. L’esigenza è sempre quella di comunicare, di trovare dall’altra parte del “filo” qualcuno con cui condividere e, per condivisione, non intendo ciò che hanno naturalmente in comune degli individui, ma mettere in comune cioè quanto recita l’antico adagio “In medio stat virtus”.

L’attualità riporta un messaggio distorto di questa “mediazione”, che ha un valore più culturale che di mere “posizioni”. Legittimo avere idee diverse, punti di partenza differenti – nella diversità si nasconde spesso la ricchezza – tuttavia si assiste a una polarizzazione delle idee, commettendo il marchiano errore di intendere la mediazione come compromesso poco trasparente o, come lo definiscono i media appropriandosi di un termine della lingua napoletana, “inciucio”.

Sarò sempre soddisfatto del mio blog fino a quando potrò essere libero di esprimermi con onestà e trasparenza. Credo sia un modo di mostrare rispetto a chi impiega il suo prezioso tempo a leggere il mio rutilare di facezie.

  1. Perché hai aperto il blog

All’inizio è stato per condividere con i compagni di viaggio l’esperienza magnifica vissuta insieme nel lontano Botswana. I miei appunti di viaggio, scritti su un quaderno, non si prestavano a una facilità di condivisione, così ho trovato nel blog un modo perché tutti ne potessero leggere e potessero rivivere questa esperienza che consiglio a tutti e che prima o poi rientrerà anche tra queste pagine, rivista e rivissuta con il sapore degli anni trascorsi.

Dopo questa “prova tecnica”, ho preso coraggio e ho battezzato questo nuovo spazio con il nome di una delle mie canzoni preferite, Pictures of You dei The Cure. Le motivazioni potete trovarle nel retrobottega nell’apposito Pro(b)logo.

  1. Il tuo ricordo più bello

 Difficile rispondere a questa domanda a causa della mia età e di una memoria che ancora regge.

Di getto, sono due a dividersi il podio:

  • il 13 giugno 2011 quando mia moglie è tornata dalla sala operatoria dopo avere dato alla luce quei due nanerottoli con cui convivo forzatamente da sette anni e il momento in cui me li hanno messi in braccio.
  • il mio papà che non c’è più da tanti, troppi anni. Tra tanti ricordi, questo è quello che svetta più alto: Pronto? Papà…
  1. Il tuo più grande rammarico

Ne ho uno ed è una voragine scavata dentro, incolmabile. Mio papà non ha mai visto i miei figli.

Un rammarico che però è origine anche di un bellissimo sogno. Papà era seduto insieme ai due nanerottoli quando a stento si reggevano in piedi: giocavano per terra con i loro trastulli di varie forme e colori; la figura di papà, dietro di loro, li sovrastava come a custodirli e a proteggerli, mentre li osservava gratificato anche di questa loro occupazione di nessuna importanza per un adulto. A un certo punto, papà ha alzato gli occhi e il suo sguardo si è conficcato nei miei: mi ha sorriso. Mi sono destato dal sonno a causa di un movimento distintamente avvertito sul mio viso: i muscoli facciali si sono distesi in un sorriso di cui non avevo avuto alcun controllo.

  1. Ti regalano 10 mila euro, ma devi spenderle entro 24 ore

Viaggio in Tanzania con tutta la famiglia nella riserva naturale di Ngorongoro e del Serengeti: almeno quindici giorni.

  1. Con una bacchetta magica ti danno la possibilità di cambiare un evento della storia

Se potessi cambiare un evento della Storia, proporrei a Eva una cenetta romantica e un dopo-cena di passione, piuttosto che quella miserella mela.

Cambiare un evento nella storia dell’umanità, sarebbe un crimine verso quest’ultima: cancellare la memoria dei propri errori, significa condannarci con certezza a farli in seguito. Errare humanum est, non basterebbe un mazzo di bacchette magiche. Conservare la memoria degli errori almeno dà qualche possibilità alle future generazioni di non commetterli nuovamente.

  1. Ora mi spieghi cosa ti ha spinto a rispondere a queste domande

Semplice! È l’Europa che ce lo chiede 😉

Ti pare che al tuo l’affettuoso gesto di inserirmi tra gli undici meritevoli del Sunshine Blog Award, cioè un premio ai blogger che ispirano gioia e positività, ti potessi rispondere con un grugnito o facendo spallucce? Giammai mio caro, ti ringrazio e aggiungo che, leggendo le tue domande, mi è venuto naturale mettere le mani sulla tastiera tirandone fuori delle risposte.

Già ho anticipato che non nominerò nessuno e sarei anche tentato di ripetere le domande di Romolo, ma pare brutto.

Più che “Sunshine”, potrei al massimo essere nominato per il “Nontengoggenio Blog Award”, che è un premio difficilissimo da ottenere perché chi dovrebbe iniziare le nomine, non tiene genio (in napoletano: “non ha voglia”) di:

  • inventarsi delle regole
  • nominare i premiandi
  • inventarsi delle domande
  • figuriamoci andarsi a leggere le risposte.

Per onorare il premio, snocciolo di seguito le undici domande confidando che qualcuno le ritenga interessanti e si candidi a mio “cavaliere” nella singolar tenzone della giostra dei “blog award”. Signore e signori, lancio il mio fazzoletto (pulito), a voi raccoglierlo.

La butto nella solita ammuina da taverna per cui avrei l’incondizionato supporto e stima di un certo Oste e compare di diversamente alta statura, che bazzicano da queste parti.

Ogni domanda è il titolo o un verso di una canzone. A voi rispondere per le rime.

1 – Destination Anywhere (The Commitments)

Destination anywhere
East or west, I don’t care

Una destinazione di viaggio (anche solo andata) da scegliere su due dita. Un giorno come tanti, uscite di casa per andare al lavoro o per commissioni, ma non arriverete mai alla solita destinazione. Oggi è differente.

2 – Friday I’m in love (The Cure)

I don’t care if Monday’s blue
Tuesday’s gray and Wednesday too
Thursday I don’t care about you
It’s Friday I’m in love

Un venerdì (o altro giorno) in cui vi siete sentiti particolarmente gioiosi e la vita è sembrata più leggera, come cantano The Cure in questa canzone.

3 – The Ghost in you (The Psychedelic Furs)

And she don’t fade
The ghost in you
She don’t fade
Inside you the time moves
And she don’t fade

Una persona o un evento, nel bene o nel male, che vi ha lasciato una traccia che non svanisce facilmente. Potrebbe anche essere i rigori che Donadoni e Serena si fecero parare dal portiere dell’Argentina nella semifinale dei Mondiali di Italia ’90.

4 – My head hurts, my feet stink, and I don’t love Jesus (Jimmy Buffett)

My head hurts, my feet stink, and I don’t love Jesus (oh my lordy it’s that…)
It’s that kind of mornin’
Really was that kind of night
Tryin’ to tell myself that my condition is improvin’
And if I don’t die by Thursday I’ll be roarin’ Friday night

Ci sono delle giornate che iniziano dimmerda, cosa fate per evitare di buttare tutta la giornata al cesso?

Valgono anche appositi arnesi di scongiuro o antichi riti sacrificali (Avvertenza: in questo post non si è usata violenza o fatto del male ad animali). Descrivete le vostre contromisure anti-sfiga.

5 – Datemi un martello (Rita Pavone)

Che cosa ne vuoi fare? Lo voglio dare in testa a chi non mi va

È il momento di sfogarsi: su chi o cosa assestereste un colpo di martello.

6 – Breaking the habit (Linking Park)

I don’t know how I got this way
I’ll never be alright
So, I’m breaking the habits
I’m breaking the habits
I’m breaking the habits
Tonight

Delle abitudini è difficile liberarsi sia a livello individuale sia di comunità. Immagina di descrivere ora una tua abitudine o una collettiva e che questa svanisca nel momento in cui metti il punto alla frase. Di quale abitudine faresti a meno?

7 – Remember the name (Fort Minor)

This is ten percent luck
Twenty percent skill
Fifteen percent concentrated power of will
Five percent pleasure
Fifty percent pain
And a hundred percent reason to remember the name

Un personaggio storico da ricordare e tramandarne la memoria alle nuove generazioni.

8 – Home (Depeche Mode)

And I thank you
For bringing me here
For showing me home
For singing these tears
Finally I’ve found
That I belong here

Un luogo dove ti senti o sentiresti a casa

9 – Stuck in a moment (U2)

Don’t say that later will be better
Now you’re stuck in a moment
And you can’t get out of it

Cosa fai o hai fatto quando sei bloccato dalla sindrome del “foglio bianco” e non riesci a trovare le parole da scrivere?

Vale anche quando a scuola il mezzo foglio protocollo sembrava più desolato del Deserto dei Tartari senza nemmeno i Tartari.

10 – Freestyler (Bomfunk MC’s)

Yeah, straight from the top of my dome
As I rock, rock, rock, rock, rock the microphone

Come descriveresti il ​​tuo stile di scrittura?

11 – My name is Prince (Prince)

In the beginning God made the sea
But on the seventh day he made me

Ora è il momento megalomane! Quale è il tuo post preferito tra quelli che hai scritto?

Ringraziamenti e titoli di coda

Ringrazio ancora Romolo e chi vorrà partecipare sulle note di Aquarius / Let the Sunshine In dei The Fifth Dimension.

The-5th-Dimension
The 5th Dimension nel loro splendente splendore. Abbasso le boy e girl band! Aridatemi The 5th Dimension!

La videoclip della canzone è la cosa più “sunshine” di tutto il post: guardatela fino alla fine quando attacca il ritornello “Let the sunshine, let the sunshine in, the sunshine in.”. Ecco, fate un ultimo sforzo d’immaginazione e aggiungetemi al quintetto. Mi riconoscerete subito: non perché sono l’unico bianco, ma perché sono l’unico che balla come un orso bianco.

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29 pensieri su “Sunshine Blog Award 2018 

  1. Ad alcune domande di Romolo mi è già capitato di rispondere, forse anche più volte. Sicuramente più volte alla 6.
    Pensa che la tua risposta alla domanda 9 – viaggio nei parchi di Ngorogoro e Serengeti – era il mio sogno da bambino. Avevo un’enciclopedia chiamata “Gli animali e la loro vita” e i tre volumi dedicati all’Africa li avevo usurati a forza di sfogliarli. Oggi credo che andrei invece o in Australia o in Sud-Africa… non so perché ma mi attirano le parti più meridionali della Terra. E così ho anche risposto alla domanda sui 10.000 euro.

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    1. Bentrovato Ivano! Latito nei commenti dalle tue parti, ma conto di riacciuffarti. La serie di post che stai scrivendo mi interessano e voglio leggerli con la dovuta calma. Confido nelle festività natalizie 😉
      Dopo il Botswana e le cascate Victoria ho contratto il Male d’Africa e i parchi della Tanzania sono un obiettivo ambizioso (e assai costoso). Insieme al Giappone è una delle mie mete da sogno. L’Australia e la Nuova Zelanda lo sono altrettanto, ma se riuscissi a fare i primi due viaggi già mi sentirei super-fortunato. Il Sud-Africa non mi attira affatto e ti assicuro che, a livello di parchi, i primi sono quelli della Tanzania, poi Botswana e Namibia. Grazie per la visita e a presto!

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  2. “La tecnologia inventa nuovi strumenti, ma è sempre un’esigenza umana che giustifica la loro esistenza e funzione”: questa mi è piaciuta assai, e con la risposta 8 hai sciolto il mio arido cuore da asociale: come faccio oggi a trattare male i miei simili, mia usanza quotidiana, con quel tuo sogno nel cuore???
    Per fortuna hai equilibrato con le domande a forma di canzone: l’accostamento Bono, Prince e Rita Pavone mi ha illuminato la giornata, e sentir citare “freestyler” mi ha fatto iniziare a contorcermi senza freni 😛
    Ancora complimenti e a prestissimo per quel “progettino” ^_^

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    1. Quel sogno è stato davvero bellissimo. Ne riesco ancora a sentirne l’eco nel mio profondo. Una sensazione da preservare e conservare. GLi inguaribili scettici la ascriveranno alla mia attività onirica, a me piace pensare diversamente. Certo non scomodo le anime dei defunti, ma di certo nel nostro profondo rimangono inespresse delle energie e risorse inspiegabili e di una forza mai sperimentata. Credo sia la prova dell’esistenza di un’anima, di uno spirito.
      In effetti, il mix musicale è stato appositamente scelto per spiazzare e fare affiorare qualche sorriso. D’altronde perché mi sarei meritato un premio Sunshine?
      Questione di coerenza…e tanto cazzeggio di mio 😉
      PS: RedBavon standing by…

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  3. Grande Barone rosso! Belle risposte e belle domande. Potrei risponderti in un altro post, ma sarebbe quasi una partita di ping pong, quindi provvedo direttamente qui!

    1 – Una destinazione di viaggio
    Il selvaggio west, l’Arizona

    2 – Un venerdì (o altro giorno) in cui vi siete sentiti particolarmente gioiosi
    Il giovedì sera da oltre trent’anni a questa parte giochiamo a calcetto con un gruppo di amici, su per giù sempre quelli. Ecco, quello è il momento più bello della settimana. Sì è vero, c’è ancora il venerdì, ma è come se fosse già quasi vacanza…per me il giovedì sera è il momento in cui si chiude la settimana lavorativa e si apre il week end!

    3 – Una persona o un evento, nel bene o nel male, che vi ha lasciato una traccia che non svanisce facilmente.
    Penso ai miei insegnanti, scolastici e non solo (anche quelli ecclesiali) che ho avuto nell’adolescenza. certe cose trasmesse allora continuano ad essere punti di riferimento

    4 – Ci sono delle giornate che iniziano dimmerda, cosa fate per evitare di buttare tutta la giornata al cesso?
    Penso al bello che arriverà domani. O dopo. O la prossima settimana. O il mese che viene. Insomma, mi proietto altrove nel tempo

    5 – È il momento di sfogarsi: su chi o cosa assestereste un colpo di martello.
    Sull’arroganza delle persone ignoranti. Penso sia la miscela più esiziale che esista, l’unica imperdonabile

    6 – Di quale abitudine faresti a meno?
    Sono riuscito a smettere di fumare (anche se ogni tanto qualche tiro, se capita l’occasione…), penso che potrei fare a meno di qualsiasi cosa

    7 – Un personaggio storico da ricordare e tramandarne la memoria alle nuove generazioni.
    Martin Luther King

    8 – Un luogo dove ti senti o sentiresti a casa
    A Rocca di Mezzo, in Abruzzo, fra quelle che considero le “mie” montagne, anche se solo di adozione, non essendo nato lì, né avendo parenti che ci siano nati

    9 – Cosa fai o hai fatto quando sei bloccato dalla sindrome del “foglio bianco” e non riesci a trovare le parole da scrivere?
    Evito di intestardirmi. Chiudo tutto e riapro quando la luce si accende, magari anche qualche giorno dopo

    10 – Come descriveresti il ​​tuo stile di scrittura?
    Minchione? No, va be’, siamo seri. Spero sia essenziale, che arrivi al lettore quello che voglio esprimere

    11 – Quale è il tuo post preferito tra quelli che hai scritto?
    Io sono particolarmente legato a questo qui
    https://giacani.wordpress.com/2013/12/13/danzando-sul-ciglio-di-un-vulcano/

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    1. Grazie mille per avere risposto alle domande! La metafora del Ping-Pong è azzeccatissima, ma se la “partita” è bella come questa, perché no?
      Essendo il Ping-Pong uno dei pochissimi sport in cui me la cav(av)o, tastiera impugnata alla cinese, ti ribatto le palline.
      2 – bella strategia! Anticipare di un giorno e proseguire sui “fumi” della benzina del giorno precedente.
      3 – certi maestri e professori hanno lasciato il segno anche a me. io, infatti, li chiamo “insegnanti”.
      5 – concordo e mi prenoto per la seconda martellata se ce ne fosse bisogno
      6- sto anche io cercando di smettere di fumare…per ora ho eliminato la sigaretta di sera e nei fine settimana.
      7 – Pensa che io ne ho due in ballottaggio: Gandhi e proprio Martin Luther King.
      8 – la montagna non fa per me, ma comprendo cosa possa significare visto che mia moglie è romana ma anche “montanara”.
      10 – arriva, arriva. Arriva bene 😉
      11 – andrò a leggerti con piacere
      e la partita continua sul tuo campo eheheh 😉

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  4. Eccomi qua, Oste.
    Sono ancora vivo, vegeto e quasi quasi pensante. Nessuno ci crede,
    Quasi quasi potrei rientrare in gioco con queste tue domande, trattano di musica e il blog, anche se lo frequento poco e mi ha detto “rimaniamo amici”, mi manca.
    Mi manca scrivere, ma non so cosa e come… quindi potrei prendere lo spunto da questo.

    Vediamo, non prometto, ma ci tento.

    Comunque belle risposte come sempre! 🙂

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    1. Non amo gli articoli-lista come sono i tag o gli award, ma riconosco che possono tirare fuori degli elementi più personali dei blogger, quindi sono benvenuti quando – come nel nostro caso – veniamo a scoprire ciò che ci accomuna. Grazie per i complimenti, sempre assai graditi.

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    1. Caro Mastro sono felice di averti tirato dentro e della tua spontanea partecipazione. La selezione musicale è un mischione un po’ pazzerello che vuole strappare anche un sorriso. Ti segnalo in particolare la canzone di Jinmy Buffett è una piccola perla di umorismo in salsa country. Mi ha fatto sbellicare.

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  5. anche io sono finito nominato, tu pensa… ti sembrerà strano, vista la mia manifesta “positività”, ma in realtà chi c’è di più positivo di me? nonostante la mia visione del mondo non ho ancora ammazzato nessuno… più positivo di così si muore! 😉
    non ho partecipato solo perché non ero in grado di raggranellare 11 persone che seguo meritevoli – ma tanto non avrei mai vinto, perché i giudici, questi @”£$£$$$£, non avrebbero mai capito la profonda positività che alberga in me, che in realtà sarei il cuore più gentile di tutti, non per vantarmi… – ma sappi che se lo avessi fatto, di partecipare, tu saresti stato sulla mia lista, perché sprizzi ottimismo da tutti i pori, anche se fumi come una ciminiera… si vede che sei un bravo ragazzo… 🙂
    volevo dirti che mi fido dei tuoi giudizi musicali e mi scaricherò subito illegalmente tutti gli mp3 delle canzoni che hai citato. ma solo quelli che non ho già 😉
    ciao, auguri!
    🙂
    PS: non credo che quei @£$£$$&££ dei giudici ti faranno vincere perché confonderanno il fatto che tu parli di violenza con la violenza stessa, e quindi faranno vincere una tamarra qualsiasi che sul suo blog falso fino al midollo snocciolerà falsi sentimenti di buonamiciziaevolemosebenepercheilmondoselomerita. se poi quei #%£$£$ di giudici si accorgeranno che io commento talvolta il tuo blog, stai attento che ti segnaleranno direttamente alla D I G O S (l’ho scritto così in maniera da non esser rilevato dai motori di ricerca, che quelli che ho appena nominato stanno sempre a cercare sulla rete quelli che parlano male di loro per poi vendicarsi arrestandoli ingiustamente)…

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    1. Sai in ogni tuo commento c’è sempre qualcosa che mi spiazza facendo schizzare in alto la mia curiosità. Ma quali sono i “giudici”? E cosa dovrei vincere? Mi sono perso dei pezzi?
      Che la DIGOS venga pure, non so cosa diamine possa trovare per loro così interessante. Comunque potrò fregiarmi di “blog visitato dalla Digos”, un marchio di sicurezza 😂.
      Infine mi fa piacere la motivazione per cui mi avresti sicuramente nominato: vedere il bicchiere mezzo pieno sembra essere ormai una voce fuori dal coro. Non mi interessa essere una voce fuori dal coro, ma non ho ancora perso questa capacità e mi infastidisce chi pretende di sminuirla a causa di un suo limite o scelta di rassegnazione e inerzia.

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      1. amico, tu vuoi farti beccare! lo hai scritto tutto intero quel nome! non avresti dovuto… mai scherzare con loro (qui non scherzo)…
        ogni volta ti spiazzo? fossi in te starei ben attento… a me succede solo con le donne, ke poi mi daranno dei problemi… cmq volevo dirti che non sono una donna, né un trans, né un invertito, né un troll. e neanche tu. in ogni caso, qualora dovessimo un giorno andare in bagno assieme tutti nudi, non contare su di me ke ti raccolga il sapone… 😉
        di te è lampante il tuo ottimismo per la vita, per questo mi piaci (ma da etero a etero, sia chiaro!)… 😉

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        1. Come dicono a Roma: “Magna tranquillo” 😂 Data la mia innata pudicizia non frequento luoghi tipo sauna e wellness, data la mia pigrizia non frequento luoghi come palestre e fitness; infine in bagno sebbene l’età avanzi riesco ancora ad andarci da solo e senza aiuti. In conclusione non c’è pericolo di ritrovarsi come mamma’ ci ha fatto in bagno o altro luogo qualsiasi. 👍

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      1. Spero che tu abbia passato un Natale col botto, e che anche in questo nuovo anno continuerai a lasciare commenti nel mio blog: sei una risorsa preziosa per i piacevolissimi dibattiti che nascono quando pubblico un nuovo post. Grazie a te per la risposta! 🙂

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        1. Natale trascorso come tradizione vuole cioè sereno 👍 Ultimamente ho rallentato un po’ la mia frequenza di scrittura sia sul mio blog sia sugli altri, il tempo è sempre più tiranno, ma spero ci sara sempre il tempo per uno dei nostri scambi.

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  6. Bellissimo! Mi verrebbe quasi voglia di rispondere a qualche domanda, ma non ho un blog… comunque, così, a caso: mi pare che ogni giorno abbia la sua gioia, per cui non saprei scegliere. Non saprei scegliere neppure il libro.Qualcuno che non ho letto, forse.Personagghio da ricordare in futuro: al momento, Flip, un giovane clown che va a far sorridere bambini e adulti nei campi di profughi o dove c’è guerra (al secolo Mattia Bidoli).
    Ciao, red. Grazie sempre.E buon proseguimento a te e a tutti i tuoi.

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    1. Se ti viene voglia di rispondere alle altre mie domande puoi fare come Romolo: rispondi qui nei commenti. Non conoscevo Flip ed è una bellissima scelta sia per ciò che fa Matteo sia perché molto concreto come esempio. Grazie a te di essere sempre pronta a farti coinvolgere.

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