Ori and the Blind Forest OST, una colonna sonora da medaglia d’oro

Copertina dell’edizione in vinile di Ori and the Blind Forest OST
La musica ha un ruolo essenziale nella nostra percezione delle emozioni e, soprattutto, può farle affiorare in superficie. Registi e produttori cinematografici lo sanno bene: alcune scene non funzionano affatto senza la musica adatta, lo stesso montaggio può essere migliorato nella sua capacità narrativa utilizzando la musica appropriata. Alcune scene sono fissate nell’immaginario collettivo grazie alla musica:
Walkürenritt (Cavalcata delle Valchirie)di Richard Wagner durante l’attacco degli elicotteri in Apocalypse Now;
The Imperial March (La Marcia Imperiale) di John Williams  all’apparizione di Darth Vader in Star Wars;
il Prelude di Sound of Music con Julie Andrews che intona “The hills are alive” nella prima scena di Tutti Insieme Appassionatamente. A questo striminzito elenco, chiunque può aggiungere all’impronta un numero consistente di altre scene e musiche rimaste scolpite nella propria mente e cuore. Quanto descritto per i film, si applica anche ai videogiochi. Le colonne sonore di The Legend of Zelda, Final Fantasy, Halo, per citare alcune serie più famose, hanno il medesimo effetto sul videogiocatore. La colonna sonora può quindi migliorare esponenzialmente la nostra esperienza di spettatori o videogiocatori, ma estratta dal contesto interattivo del videogioco o dalla narrazione cinematografica conserva il medesimo meraviglioso effetto? No, spesso accade che l’ascolto di una colonna sonora sia un’esperienza assai ripetitiva; in particolare, nel caso dei videogiochi, è difficile trovare una colonna sonora che possa essere ugualmente emozionante senza il collegamento con l’azione sullo schermo. La colonna sonora del videogioco Ori and the Blind Forest, sviluppato da Moon Studios e pubblicato da Microsoft per Xbox One e Windows, è una di quelle rare colonne sonore che, come un vento urlante in un canyon, vortica nella testa, ti gonfia il cuore e infine solleva il tuo spirito, anche al di fuori del suo contesto video-ludico. La musica di Ori and the Blind Forest è un portento: fin dalle prime note, avvolge ed esalta, sussurra, incalza, ammonisce, romba. Non è un riempitivo e svolge con estremo successo l’essenziale funzione evocatrice di emozioni tanto che  oggi, dopo avere terminato il gioco, mi risulta impossibile immaginarlo con un differente accompagnamento musicale.
Il disco della colonna sonora di Ori and the Blind Forest, contenuto nella Definitive Edition
Il CD incluso nella Definitive Edition contiene ventiquattro brani, composti da Gareth Coker ed eseguiti dalla Nashville Music Scoring Orchestra, con il supporto di alcuni solisti: Aeralie Brighton (voce), Rachel Mellis (flauto) e un mostro-sacro di Hollywood, Tom Boyd (oboe). L’edizione digitale contiene trentadue brani per una durata totale di un’ora e ventotto minuti, circa quindici minuti in più rispetto all’edizione su CD. In questa recensione l’ordine dei brani è riferito all’edizione su CD.
Il tema principale è declinato nei primi due brani: “Main Theme” è la musica che suona nella schermata iniziale; “Ori, Lost in the Storm” è il tema dell’introduzione animata: canta la calda voce di Aeralie Brighton, accompagnata dal pianoforte e dall’intera orchestra, evoca luoghi lontani e perduti nel tempo, echeggianti di meraviglia.
Nella terza traccia “Naru, Embracing the Light” è protagonista il flauto suonato da Rachel Mellis, accompagnato da un piacevole suono di percussioni che produce una melodia allegra, vagamente tropicale. È l’eco di giorni luminosi, sereni, perfetti. Con la quarta traccia “The Blinded Forest” tutto cambia: un suono melanconico, una strisciante sensazione di tristezza: inizialmente l’orchestra e il suono morbido del pianoforte infondono un senso d’impotenza e rassegnazione. Nel videogioco, la traccia “The Blinded Forest” è un punto di svolta: termina la toccante e struggente presentazione animata e spetta al giocatore guidare Ori in un viaggio alla ricerca di un modo per salvare la Foresta, trasformatasi da un luogo accogliente e luminoso a inospitale e tetro. Ori è solo, là fuori, in un mondo pericoloso.

La musica trasmette emozione e, ascoltata nel contesto del videogioco, ne migliora la narrazione, influenza la percezione del tempo e dello spazio, comunica movimento, riempie le pause, può condizionare le nostre reazioni fisiche ed emotive.

I brani dalla terza alla quinta traccia sono un esempio di quanto una colonna sonora sia un tassello essenziale della narrazione. Le note di “Naru, Embracing the Light” accompagnano Ori e la sua mamma adottiva Naru mentre camminano spensierati e sereni nella Foresta, lussureggiante, generosa di frutti, piena di luce.
Ori e Naru in una delle prime scene ell’intro
Nella traccia seguente, “The Blinded Forest” la foresta è diventata oscura e triste: il suono del flauto sottolinea il sopraggiungere di un vento di cambiamento. Gli ultimi trenta secondi di pianoforte solista sono strazianti: tornato a casa dopo essere andato in cerca di cibo nella foresta, Ori scopre che Naru è morta.
La morte di Naru
Ori non ha altra scelta che lasciare il suo rifugio sicuro e uscire nella foresta, ormai irta di pericoli e creature ostili. “The Blinded Forest’ è il tema musicale dell’inizio di un oscuro viaggio, che muove i primi passi dalla solitudine, attraverso la tristezza della consapevolezza di questo stato e la scoperta di un mondo pericoloso. Gli archi allora suonano un motivo dal tono di crescente drammaticità e alla fine il pianissimo del pianoforte aggiunge le note della sua solitudine. “Inspiriting”, la quinta traccia, inizia con un malinconico pianoforte, come naturale continuazione della precedente traccia, ma al cinquantesimo secondo arriva dal nulla il tema principale sostenuto da tutta l’orchestra, conferendovi epicità e potenza. Grandioso! Siamo solo all’inizio del viaggio. In “Restoring The Light, Facing The Dark” si respira altrettanta aria di epicità: un inizio subito incalzante, gli archi sostengono il tema fino a un’esplosione roboante di fiati, percussioni e coro. Nel gioco la traccia accompagna la fuga di Ori dall’acqua che invade il tronco cavo di un albero gigante (Ginso Tree) squassando il suo interno e travolgendo qualsiasi cosa. L’esplosione finale dell’orchestra sottolinea il risultato su schermo di essere sfuggito ai flutti mortali e la gratifica di avercela fatta.
Ginso Tree: la prima sequenza di fuga. Nel gioco ve ne sono altre, ma la prima è memorabile
“Fleeing Kuro”, il tema musicale dell’ultima sequenza di fuga, è altrettanto intensa, con percussioni potenti e archi che stridono: perfetta nel comunicare la minaccia letale (Kuro è un gufo gigantesco, antagonista di Ori) e l’urgenza nell’azione. “Lost In the Misty Woods” è una musica con una forte carica misteriosa, onirica, a tratti spettrale. È infatti il tema di una sezione della foresta con una nebbia persistente e dal tratto grafico tetro e spettrale.
Misty Woods

La musica ha un potere enorme sulla nostra percezione dello spazio e del tempo. Alterando soltanto il tempo, la musica può sostenere la verosimiglianza di qualsiasi scena e trascinarvi dentro lo spettatore o il videogiocatore. Immaginate una sequenza di inseguimento in cui la musica ha un’eccitante orchestrazione e un ritmo molto sostenuto. Immaginate la stessa scena con una musica calma e lenta. Il coinvolgimento ne perderebbe fino a interrompere la sospensione di incredulità perché l’urgenza dell’azione contrasta troppo con la tranquillità della musica, risultando eccessivamente irreale.

I brani finali sono i miei preferiti. “Escaping The Ruins” per la sua drammaticità,  “The Sacrifice” e “Light of Nibel” per il senso di sfida portata a termine e trionfo. “Escaping The Ruins” è da brividi lungo la schiena: un inizio denso di attesa gonfio di minaccia fatto di violoncelli, flauto indiano e un pianoforte suonato in punta di tasto, un breve attimo di silenzio, sembra scemare, poi monta un crescendo sostenuto dal flauto indiano su un tappeto di percussioni che martellano e archi che segano l’aria, il ritmo è incalzante, il suono del pianoforte cresce e sovrasta tutto: ti aggrappi alle note suonate dal pianoforte, al di sopra del frastuono che altrimenti ti sommergerebbe: hai la certezza che ti porterà in salvo.
Così come nel videogioco sono evidenti le influenze dell’animazione giapponese (leggi qui), altrettanto nella colonna sonora:  la musica di Joe Hisaishi in Principessa Mononoke è la prima che mi è venuta in mente ed è un gran complimento. Brani come “The Spirit Tree” e “Dash Trough Their Home” ne sono chiari esempi, impossibile non riconoscervi le influenze.
In conclusione, la colonna sonora di Ori and the Blind Forest è una piccola gemma poiché, oltre a essere molto varia musicalmente, dà una sensazione di costante esplorazione: ogni brano è una scoperta, così come nel gioco, esplorando la Foresta, si scopre un pezzo di questo mondo fatato in più.

Meglio l’edizione CD o quella digitale?

Come descritto, vi è una differenza di numero di brani e di durata tra l’edizione su CD e quella disponibile in “digital delivery”. Il motivo è presto spiegato: il CD è la colonna sonora dell’edizione alla sua prima pubblicazione, mentre la versione digitale include i brani relativi ai due livelli aggiunti nella Definitive Edition, oltre a quelli originariamente tagliati e quelli dei trailer. Sembra quindi che l’inclusione del CD nella Definitive Edition non sia frutto di rendere speciale un videogioco alla sua seconda pubblicazione, bensì di un riuscito “escamotage” di Microsoft nel liberarsi delle copie del CD stampate in eccesso all’epoca della prima pubblicazione. Tuttavia, mai come in questo caso, il CD non è il gadget di valore tendente alla paccottiglia, spesso contenuto nelle edizioni cosiddette “speciali” o a tiratura limitata, ma un reale valore aggiunto. Vale tutti i sei euro di differenza tra la Standard e la Definitive Edition. Preferisco avere il disco, piuttosto che dei file infilati in un hard-disk, ma non datemi retta, sono una vecchia cariatide.
Questa è la mia copia per Xbox One, acquistata in USA. Era tra l’usato: unica copia
Elenco completo dei brani dell’edizione CD su Discogs Leggi  anche Studio Ghibli e Disney si incontrano in un videogioco: Ori and the Blind Forest
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9 pensieri su “Ori and the Blind Forest OST, una colonna sonora da medaglia d’oro

    1. Musica che ancora ascolto in auto mentre vado in ufficio. I nani apprezzano mentre li accompagno a scuola e li sto allenando a riconoscere gli strumenti. La partitura orchestrale è piena di sorprese in ogni brano: i vari “strati” di strumenti sono un modo di ascoltare diverso dal consueto pop-rock-e-compagnia cantante.
      Speravo che leggessi questo articolo anche se si parla di videogiochi. Giocando a Ori un pensiero mi è volato a te: ai tuoi splendidi disegni, il tratto mi ha ricordato qualcosa di te, la rappresentazione della Natura in Ori ha qualche punto di contatto che mi ha fatto pensare che ti sarebbe potuto piacere o comunque essere di ispirazione.
      Ti ci vedrei come disegnatrice dei personaggi e degli scenari di un videogioco come questo.

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      1. E gongolo come solo Gongolo sa gongolare!
        Io?
        Mi fai più brava di quello che sono in realtà però è vero, questi sono i tipo di disegni che ami tentare di fare e adoro osservare. Quelle sono le ambientazioni che mi affascinano a livello di illustrazione.

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  1. Tu sai che se mi parli di musica, mi si accendono i pochi neuroni rimasti. Se mi permetti all’elenco delle musiche più belle di sempre dei videogiochi (visto che hai citato il tema di Zelda e di FF) io aggiungerei anche Vampire Killer di Castlevania. Ogni volta che la sento c’è una strana coincidenza che mi fa volare secchiate di bruschette negli occhi. Ricordo ancora quando giocando a Lords Of Shadow verso la fine in una sezione a enigmi parte quella canzone e uuuu che momento.
    Un altro “motivetto” che ancora oggi canticchio e il tema di Monkey Island.
    Tornando invece sul fronte cinema anche qui la musica è in grado di suscitare grandi emozioni, ricordo che l’intro di Blade Runner 2049 con i suoni che richiamavano le musiche di Vangelis era stato capace di farmi sentire subito a casa.
    Allo stesso modo, premesso che capisco che non abbia senso, ma il non sentire la marcia imperiale in episodio VII e VIII è stato un duro colpo.

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    1. Ci mancherebbe Gionni! Aggiungi a iosa e non lesinare. Se è per questo, potrei andare ancora più indietro nel tempo e citare “motivetti” risalenti all’Amiga, ma poi diventa un circolo della bocciofila 😉
      Mi sono tenuto stretto con i franchise noti ai più, che vengono citati anche dalle testate generaliste nelle rubrichette in fondo alla rivista o giornale.
      Castlevania è un po’ più di…nicchia. Lo so, battuta idiota, ma non ho resistito (come a tutte le battute molto idiote).
      Mi hai citato Blade Runner 2049. che mi sono goduto prima di andare in ferie, una sera che ero solo a casa: a parte essermi innamorato dell’attrice cubana Ana de Armas che interpreta Joi, il film è esattamente come avrebbe dovuto essere. Considera che non l’ho visto a cinema ed è stata quindi la prima volta. Dal punto di vista musicale, il punto che apprezzato di più e lo ha fatto volare nelle mie personali quotazioni è il finale in cui il tema musicale suona come una reminiscenza di quello originale nello stesso punto. Ispiratissimo e riuscito a meraviglia.
      Per SW il lato musicale è forse la parte che mi trova più critico nei confronti del “nuovo corso”. In particolare, in entrambi gli spin-off, Rogue One e Solo, il tema di SW è appena accennato, se non addirittura assente nei titoli di testa. Gesummaria, ma non mi potete inziare un film di SW senza la mia fanfara preferita!

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    1. Non è il formato delle immagini che ho inserito, ma quel cavolo di nuovo plug-in Gutenberg che ho provato a utilizzare per la bozza. Un autentico castigo di Dio, ancora acerbo e parecchio. Quando sono ritornato in modalità standard, ha fatto dei casini che hai visto e che – in anteprima – chiaramente a me non aveva dato. Ora ho disattivato il plug-in, ho rimesso a posto l’impaginazione, ma non devo guardare il codice perché è veramente ‘na zozzeria. Ora sembra tornato a posto. Butta un occhio pure tu, fratello.

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