Miami con DJ – Ep.2: Jump on it

Walt Disney Magic Kingdom
Il nostro viaggio a Miami con due nanerottoli e un cane

I due nani con cui conviviamo da sette anni sono alimentati al nucleare, sebbene il nostro Paese vi abbia rinunciato con un referendum.

La loro energia è inversamente proporzionale alla mia (riserve incluse), tanto più che io, fin dalla gioventù, sono alimentato a carbone. Carbone fossile, vista la cinquantina appena passata.

È essenziale trovare un’altra meta, oltre a Miami, affinché la nostra permanenza di quindici giorni a 8.340 chilometri di distanza da casa sia il bellissimo ricordo del “primo viaggio dall’altra parte del mondo con mamma e papà”, invece che “Oh, che palle!”.

Non sono preoccupato o ansioso per il viaggio. I bambini hanno un’innata capacità di adattarsi a situazioni diverse, che diminuisce con il trascorrere degli anni fino a essere del tutto assente in certi adulti.

L’ansia è un prodotto degli adulti: se i genitori sono preoccupati, trasmettono questo disagio ai bambini.

Tuttavia, avverto il peso della responsabilità di questo viaggio per l’esperienza che ne faranno e la memoria che ne serberanno.

Non intendo il ricordo cosciente, in quanto risultato di immagini, suoni, odori, emozioni che derivano dall’interazione dell’articolato sistema della memoria.

Mi riferisco alla memoria, ovvero a quell’insieme inconsapevole di vissuto, emozioni, percezioni riferiti a una data situazione, parte importante del processo formativo.

I miei ricordi coscienti del primo viaggio con mamma e papà sono legati a una vacanza estiva nell’isola di Capri. Ne ho delle immagini come flash esplosi dalla macchina fotografica della memoria: un giocattolo che portavo sempre con me, cioè un carro-armato dell’esercito inglese con mimetizzazione desertica; lo stabilimento di Marina Piccola, in particolare la sua pavimentazione di assi di legno e le schegge lignee infilate nelle piante dei miei piedi;  un signore con la barba e baffi, che scambiai per Tiberio (l’imperatore romano) nel tragitto a piedi per raggiungere la sua famosa residenza. Incrociando quel distinto e austero signore, infatti esclamai ad alta voce: “Papà, ma quello è Tiberio?”.

La memoria di questo viaggio, per quanto i ricordi siano dai bordi sfrangiati e in una consecutio sconnessa, è per me una pietra angolare.

A dispetto del florilegio e decaloghi di consigli per viaggiare con i bimbi, disponibili anche in Rete, la scelta di una meta adatta ai più piccoli è frutto del semplice buon senso.

Cosa piace ai bambini? In che situazioni li vedi felici e si muovono come posseduti da un criceto sotto effetto di anfetamine?

Le risposte a bruciapelo sono:

  • parco giochi
  • mare (o piscina o anche pozza di fango)
  • prato

Dove è il parco giochi più grande del mondo? A Orlando, in Florida. A meno di quattrocento chilometri da Miami, appena un’ora di volo.

Tra i dieci parchi di divertimento più visitati al mondo, cinque sono nelle vicinanze della città di Orlando: il primo è stato costruito nel 1949, Gatorland, mentre il più recente è Volcano Bay, inaugurato nel 2017.

Volcano Bay è un parco acquatico, il massimo per i miei due nani: parco giochi + piscina!

Almeno quattordici parchi sono sparsi su un’area vastissima, la scelta è davvero imbarazzante, ti perdi definitivamente quando cerchi di acquistare i biglietti a causa di un’offerta con combinazioni di accesso, prezzo e validità temporale tali da farti finalmente capire a cosa serviva lo svolgimento di certe assurde equazioni a scuola.

I parchi di proprietà di The Walt Disney Company e Universal Studios sono i più visitati e famosi. Impossibile visitarli tutti, sia per il tempo disponibile sia per la vile pecunia necessaria.

Nonostante vi sia ampia “letteratura” anche in Rete, la ricerca della seleção ideale è stata alquanto laboriosa a causa della presenza di tanta informazione promozionale, “travestita” anche da blog.

All’entrata di Universal Studios (ma va’!? Non ci ero arrivato…)

Infine si è giunti alla seguente cinquina:

  • i tre parchi Universal : Volcano Bay, Islands of Adventure, Universal Studios
  • due parchi Walt Disney: Magic Kingdom e Hollywood Studios.
Hollywood-Studios:l’area ispirata a Toy-Story

Il viaggio quindi è finalmente deciso:

  • arrivo a Miami, “reunion” con il cugino e permanenza di qualche giorno per goderci il mare caraibico e prendere confidenza con la città;
  • cinque giorni a Orlando, un parco al giorno (non toglie il medico di torno, ma parecchi euro dal tuo conto in banca);
  • da Orlando ritorno a Miami, qualche altro giorno per gironzolare e stare in compagnia del caro cugino.

Il programma segue una tripletta di non-regole, ispirata a una mescolanza di tradizione zigana e napoletana.

La prima non-regola è ispirata alla tradizione nomade degli zigani:

  • a esclusione delle destinazioni citate (Miami e i cinque parchi di Orlando) non abbiamo mete prescritte

Le altre due sono invece ispirate a una versione “light” di un concetto napoletano, la “ricotta”:

  • non abbiamo cose assolutamente da fare
  • non abbiamo cose assolutamente da vedere

“Fare la ricotta” indica una predisposizione di spirito che comporta il minimo sforzo sia fisico sia mentale. Lo zenit si raggiunge quando l’unica cosa giusta da fare è “non fare nulla”, senza alcun rimorso, rimpianto o ombra di senso di colpa. Per una tipica giornata di “ricotta” rimando all’ Episodio 7 di Viva il Messico!

L’effetto è rigeneratore di energie.

La “ricotta” è un concetto assimilabile alla Forza in Star Wars. La “ricotta” pervade la tua mente e il tuo corpo come la Forza pervade l’universo e tutto ciò che contiene.

Il viaggio nasce sotto una buona stella:

la Ricotta scorre potente in questa famiglia.

Incontri per le strade di Hollywood Studios

Onda sonora consigliata: Apache (Jump On It) – The Sugar Gang

Indice degli episodi di Miami con DJ Stories

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47 pensieri su “Miami con DJ – Ep.2: Jump on it

  1. IO ci provo… ma “ricotta” , al di là del contesto formaggifero, è il vomito dei bambini… ti prego toglimi quest’immagine dalla testa!!!! 😀
    PS: devi essere sincero, quanto l’idea dei parchi è per i bambini e non per te?

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    1. La “ricotta” non ha nulla a che fare con il vomito dei bambini. Devo indagarne l’origine dell’espressione, ma è complicata per via dell’assonanza con “ricottaro” che invece significa “pappone”; per ora le mie ricerche non hanno avuto esito rispetto al significato che in gergo moderno si riferisce all’ozio senza ritenzione (che è in controtendenza all’accezione spregiativa italiana).
      PS: sono sincero, non mi attirano più di tanto se non per la curiosità di capire se meritassero questa fama. A me sarebbe bastato vederne due, di cui uno a tema acquatico.
      Ce ne è uno per cui la mia scelta è stata imperativa. Lascio a te intuirlo. Nel post ci sono indizi…

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      1. No, lo so che la TUA ricotta non ha nulla a che vedere con lo sbocco infantile ( scusa, m’è caduta la coroncina) ma io… son fatta storta 😉
        Secondo me hai pestato i piedini per Vulcano Bay… Eh? 😀
        PS: l’ozio è il primo passo per la pace

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                    1. Red si distende sulla fascia, dribbla un paio di zolle fuori posto e scodella nella rete una palombella disegnata dal Pinturicchio tra la traversa e le braccia distese del portiere Tati (in effetti data la statura del portiere non è che fosse un tiro così difficile 😜). La curva scoppia in un boato: pareggio!

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                    2. Si rialza, toglie la polvere dai pantaloncini (che sembrano rubati al fratello gigante visto che le arrivano alle caviglie e sembra abbia un gonnellone) e con le mani ai fianchi in tipica postura di sfida fissa l’amico dritto negli occhi con sguardo tra il “can da paje che ha perso le galline” e ” gatto caduto nella vasca”… con dito puntato in direzione di lui inizia a correre…. sssetiprendovedite!

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                    3. Per fermare un fiume in piena non basta una rete… e lei, in scivolata passa sotto le gambe e si para ad un palmo dal naso di Red ( un po’ di più in realtà ma lasciami questa licenza spoetica 😉 ) …. palla al centro: e mo cheffai???

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                    4. Quando arrivo a casa al posto del deodorante ci metto io Baygon!
                      —-
                      PS: tu non eri ancora arrivata in taverna quando ho scritto della partita di pallone di Narcisiello nostro.
                      A parte il mio racconto, nei commenti c’è una meravigliosa jamme(belle) session con Tiz, Mela e Paolo. Praticamente il dopo-partita raccontato in tempo reale. Imperdibile.
                      Qui trovi Narciso scatenato sul campetto di calcio:
                      https://redbavon.wordpress.com/2016/07/26/album-di-figurine-narciso-e-io/

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  2. Un parco al giorno è un bel programma. Costoso, ma bello 😉
    I miei viaggi da bambino o ragazzo sono stati quasi tutti un disastro, ma fino ai 18 anni, la voglia di andare a zonzo in posti diversi mi è rimasta. Poi boh, attrattiva svanita!
    Sarà che ho fatto viaggi quasi esclusivamente con la scuola o i parenti…

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    1. Vergognosamente costoso. Se sei residente in Florida hai uno sconto sostanzioso. Ho provato a dire che sono di Naples (che è in Florida), ma non ci sono cascati 😂.
      A parte esperienze più o meno riuscite, viaggiare è il modo migliore per spendere i soldi. All’inizio di ogni viaggio, sono recalcitrante, annullerei tutto. Quando ritorno da un viaggio, ripartirei subito. Forse è solo schizofrenia la mia 😜

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  3. “La ricotta” non la conoscevo… da me è lo “sticazzi”, nuovo nume tutelare per i viaggi e la gestione del tempo umano.
    Questo è il nuovo mantra che mi accompagna da mesi.
    Vado al terzo episodio 😀

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  4. 5 giorni, 5 parchi divertimento differente. In pratica il regalo lo hai fatto tu ai gemelli, più che a te stesso 😆
    Io li adoro e ci vivrei dentro ma se andassi in un altro continente, preferirei vedere altro 😝

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