Where the Streets Have No Name [Ascii Remix]

27 marzo 1987 – gli U2 si esibiscono in un concerto su un tetto. Diventa la videoclip di Where the streets have no name. [Fonte: Rock & Roll Roadmaps]
Where the Streets Have No Name degli U2 è la prima traccia dell’album The Joshua Tree, (1987) e ancora oggi mi fa venire i brividi a ogni ascolto: dalla lunga intro strumentale alla voce di Bono. Il testo non è tra i migliori. Bono ha dichiarato che considera il testo un abbozzo, un tratteggio di una sensazione.

Where the Streets Have No Name is more like the U2 of old than any of the other songs on the LP, because it’s a sketch – I was just trying to sketch a location, maybe a spiritual location, maybe a romantic location. I was trying to sketch a feeling. (cit. Bono in Propaganda 5, 1987)

Nel 1987 la videoclip ebbe un certa risonanza per le modalità non ortodosse:

gli U2 si esibiscono in un concerto non autorizzato sul tetto di un negozio di liquori a Los Angeles. Attirò folle di curiosi e di fan, bloccò il traffico, attirando le attenzioni della solerte Polizia. Diventa la videoclip ufficiale di Where the Streets Have No Name.

Una videoclip da rivedere per una carrellata di immagini della “downtown” losangelina di fine anni Ottanta.

Oggi il negozio di liquori è stato sostituito da un ristorante messicano tra 7th Street e Main Street

La “mia versione” di Where the Streets Have No Name, con testo e traduzione, è  in remix con i simboli Ascii.

Clicca sul tasto “Play” sul lettore audio e lasciati trasportare dalle onde del testo, delle piccole immagini e dal (cherchez le)mot-ondoso della musica.

Where the streets have no name (U2, The Joshua Tree, 1987)
I want to run freccia vdx I want to hide parentesi chiuse
I want to tear down the walls cerchiocroce dentro That hold me inside ©
I want to reach out freccia bidirezAnd touch the flame
Where the streets have no name­
I want to feel sunlight on my face faccina sorriso
I see the dust cloud disappear
Without a trace
I want to take shelter from the poison rainpioggia
Where the streets have no name

Where the streets have no name
Where the streets have no name
We’re still building heart under construction
Then burning down love cuoreBurning down lovecuore
And when I go there freccia vdx I go there with you faccina sorriso+faccina sorriso
It’s all I can do

The city’s aflood onde And our love turns to rust
We’re beaten and blown by the wind vento Trampled in dust
I‘ll show you a place High ­on a desert plain _ _ _
Where the streets have no name

Where the streets have no name
Where the streets have no name
We’re still building heart under construction Then burning down love cuoreBurning down love cuore
And when I go there freccia vdx I go there with you faccina sorriso+faccina sorriso
It’s all I can do

Our love cuore turns to rust
We’re beaten and blown by the wind vento
Blown by the windvento
Oh, and I see love cuore See our love turn to rust
We’re beaten and blown by the wind vento
Blown by the windvento
Oh, when I go there freccia vdx I go there with you faccina sorriso+faccina sorriso
It’s all I can do.

Where the streets have no name (traduzione)

Voglio correre, voglio nascondermi
Voglio abbattere i muri che mi trattengono dentro
Voglio arrivare e toccare la fiamma
dove le strade non hanno nome

Voglio sentire la luce del sole sul volto
Vedo la nuvola di polvere
svanire senza lasciare traccia
Voglio trovare riparo dalla pioggia avvelenata
Dove le strade non hanno nome

Dove le strade non hanno nome
Dove le strade non hanno nome

Stiamo ancora costruendo
e riducendo in cenere l’amore
Riducendo in cenere l’amore
e quando andrò là
andrò là con te
(è tutto quello che posso fare).

La città è una piena
e il nostro amore diventa ruggine
Siamo sbattuti e sospinti dal vento
travolti nella polvere
Ti mostrerò un posto
Su un altopiano deserto
Dove le strade non hanno nome

Dove le strade non hanno nome
Dove le strade non hanno nome
Stiamo ancora costruendo
e riducendo in cenere l’amore
Riducendo in cenere l’amore
e quando andrò là
andrò là con te
(è tutto quello che posso fare)

Il nostro amore diventa ruggine
Siamo sbattuti e sospinti dal vento
sospinti dal vento
Oh vedo l’amore
Guarda il nostro amore diventare ruggine our love turn to rust
Siamo sbattuti e sospinti dal vento
sospinti dal vento
Oh quando andrò là
andrò là con te
(è tutto quello che posso fare)
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37 pensieri su “Where the Streets Have No Name [Ascii Remix]

    1. Inizio al ralenti, mio caro. Ancora strascichi di “viaggio” con una “location” musicale e, ovviamente, la musica.
      “Dove le strade non hanno nome” mi sembrava la migliore sintesi di questa sensazione strisciante.
      Non conoscevi questa canzone o le mie quattro chiacchiere a corredo?

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  1. Bentornato Red! (iniziavo a preoccuparmi)
    Che bel brano. Musicalmente trascinante, è una “cavalcata di sensazioni”.
    Non avevo mai fatto caso più di tanto al testo, che ora ho letto con più attenzione.
    Dice tutto e niente. E’ puramente evocativo. Su quelle note suona benissimo, comunque.
    Sembra inneggiare metaforicamente all’abbandono della città (il costruito) a favore di qualcosa di più assoluto e libero (il famoso deserto con i Joshua trees). Per non far diventare l’amore polvere e ruggine… Di sicuro l’idea di movimento e fuga arriva.

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    1. Complice assenza di rete a parte quella da mobile è un rientro intenso, sono ancora tecnicamente nello “spogliatoio”. Da scrivere ne avrei, visto anche il recente viaggio, ma latita l’occasione di un tu-per-tu con la tastiera e una connessione decente. Un fulmine ha fatto disastri nel mio palazzo e anche a casa: un rientro…folgorante.
      In merito alla canzone, ottimo come al solito il tuo “piatto” di sensazioni.
      La canzone è ispirata da un suo viaggio in Etiopia in occasione del mitico Live Aid (ero in UK, lo vidi in TV ma la sensazione è ancora vivida e vibrante di emozioni). Il testo non c’entra nulla però con l’Etiopia.
      Si riferisce all’Irlanda e del Nord Irlanda dell’epoca. Bono si riferisce al fatto che le strade erano indicative di chi vi abitava: cristiani, protestanti, poveri, ricchi; in questo senso non c’era bisogno di conoscerne il nome (il “No Name” del titolo).
      Io dico sempre che i cantanti dovrebbero cantare e lasciare perdere il parlare: molto meglio la tua “versione”. 😂

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    1. Chiano chiano Onna Mela. Carburo lento come i vecchi diesel.

      The Joshua Tree è per me l’”ultimo” disco degli U2 e già eravamo assai lontani da Unforgettable Fire o War. Però, considerando che le band evolvono e cambiamo anche il sound questa canzone è quanto di meglio potevano attenderci, tenendo conto dell’andazzo ammerigano che presero Bono e soci.
      Spara pure le tue canzoni preferite degli U2 e vediamo se facciamo “flik” insieme 😜

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      1. Gli album più british, of course, neppure io amo il sound troppo americano. Li preferivo più ruvidi.
        Nell’olimpo c’è Stay, senza dubbio, poi Pride, Sunday bloody Sunday, Downing man, Indian summer sky, I will follow, Into the hearth e poi basta se no viene troppo lungo! 😀

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  2. Liza

    The Joshua Tree e’ parte del Trittico Unforgettable fire-War di cui consrrvo ancora i vinili da cui ricavai le mie belle “cassettine” per walkman e stereo auto…
    Ancora oggi mi sciolgo ad ascoltare quelle canzoni..
    Bentornato Red 😊

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    1. Gli U2 sono finiti sulle cassette di tutti quelli della nostra età. Oggi le chiamano playlist, noi compilescion.
      Grazie per il bentornato, ma questa considerala una prova tecnica di trasmissione. Lento pede e pure mano. Pure la tastiera ha bisogno di vacanze.

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  3. Mi stavo giusto domandando se avessi dimenticato la tua insaziabile voglia di menar “i diti” sopra la tastiera in terra “ammerigana”. Lo Confesso, a me gli U2 non mi hanno mai davvero conquistato. Li ho visti una volta dal vivo a Reggio durante il Pop Tour, uno dei miei primi concerti in assoluto. Ci sono canzoni di assoluto valore mai poi tanto altro materiale che boh… Joshua Tree è però, un album davvero eccezionale a me è sempre piaciuta tantissimo Bullet The Blue Sky

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    1. In terra ammerigana mi sono astenuto a parte un paio di pensierini in velocità. Ormai ritornato, non solo su suolo patrio, ma anche sul luogo del lavoro, sto cercando di trovare l’incrocio giusto di “diti” per scatenare il solito diluvio di parole. Per ora ancora a rilento.
      In merito agli U2, non stento a credere il tuo essere tiepido: tu sei più giovane di me di quel tanto che gli U2 sono “fuori” dalla rosa degli indimenticabili. The Joshua Tree per me è la fine degli U2 per come li ascoltavo; è in piena parabola discendente.

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    2. Il rientro è stato ed è tuttora intenso causa anche “sfighe” che hanno riguardato la mia connessione (un fulmine ha colpito il nostro palazzo e ha fatto danni, tra cui il mio router che fa le bizze e TIM che latita nella sostituzione).
      Gli U2, come rispondevo a Zeus, sono parte del mio primo periodo di formazione alla musica, quindi per me hanno un valore differente, sopratutto dopo The Joshua Tree in cui la band ha avuto un’evoluzione che non mi ha più entusiasmato. Perciò posso comprendere il tuo commento. Tuttavia, un concerto andrei a vederlo anche oggi. Entrai alla fine di un concerto a Napoli tanti anni fa (i biglietti costavano un occhio ed ero squattrinato), aprirono i cancelli alla fine e quelle tre canzoni che ascoltai dal vivo furono una performance straordinaria. Immagino un intero concerto.

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  4. Posso dire che a me, gli U2, non hanno mai detto niente?! Bravini eh, carini eh, ma non mi sono mai piaciuti molto. Li si sente, non cambio canale, ma mi dimentico le canzoni in meno di due minuti.
    Lo so, è un problema mio 😀 ma dovevo dirlo in giro, dovevo esprimermi in qualche modo.

    Ciao red!! bentornato fra di noi.

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    1. Puoi dirlo, io non te lo impedirò e ti dirò che dopo The Joshua Tree puoi anche cambiare canale. Ti perdi poco. Per me gli U2 sono legati al periodo della “scoperta” del mio gusto musicale, chiamiamola “auto-formazione” musicale quindi ho anche un legame affettivo.

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      1. Ovvio, il lato affettivo è una delle componenti più importanti della musica, forma l’imprinting musicale.
        A me gli U2 non dicono granché, pur essendo stati grandi, veramente grandi, quando ero bambino.

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