Quelli che aspettano l’E3

Il giorno di apertura dell’E3 2017

Ogn’anno, o’mese ‘e giugno, c’é l’usanza
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Oggi inizia l’E3!

Il grande Totò mi perdonerà se uso parte dell’inizio di una delle poesie più belle per l’incipit di una delle mie esternazioni – rigorosamente non richieste – sull’evento più importante dell’anno il cui protagonista è il Videogioco.

Mi preparo, infatti, alla scorpacciata annuale delle presentazioni dei maggiori editori e sviluppatori di videogiochi in trepidante attesa come un bambino alla Vigilia che attende Babbo Natale (e non ha ancora conosciuto quel ragazzino bastardissimo che gli ha svelato la verità).

Quest’anno avverto questa sensazione ancora con più aspettativa e positiva tensione, poiché sto dirottando la mia delusione (per usare un termine educato) di non potere assistere ai Campionati del Mondo, unico appuntamento calcistico – insieme agli Europei – che un non-tifoso come me segue con passione e ama per la capacità di raccogliere sotto il Tricolore e l’azzurro della Nazionale un valore di (com)unità sbiadito nel quotidiano e un amor patrio tirato in ballo per bieche strumentalizzazioni.

C’è rimasto solo l’E3! Accontentiamoci.

Poiché l’E3 è un evento nato negli Stati Uniti, si svolge a Los Angeles ed è frequentato per lo più da un pubblico americano, che rappresenta ancora una quota del mercato importante, piuttosto che accontentarsi, sono confidente che il “piatto” rispetterà la tipica sobrietà yankee.

Se è proverbiale l’esuberanza nel senso della misura degli yankee, all’approssimarsi dell’E3 il popolo dei videogiocatori mostra una tendenza che è altrettanto proverbiale per gli storici parenti snob di questi ultimi: come i bookmaker britannici tutti i videogiocatori “scommettono” sui titoli che le aziende mostreranno a Los Angeles e saranno disponibili sugli scaffali, fisici o digitali, nel corso dell’anno.

Il mix di sensazioni è un classico delle “grandi occasioni”: genuine speranze, aspettative alimentate ad arte dal reparto marketing delle stesse aziende, appetito di meraviglia condita di una spruzzata di fanciullesca ingenuità, vampate da tifoseria infervorata,  l’E3 è tutto questo.

Pronti si parte con EA Sports (I)t’s (i)n (th)e game! E’ dal 1993 che vanno avanti con questo slogan

Alle ore 20:00 italiane di oggi Electronic Arts è la prima ad aprire le danze.

La prima presentazione dovrebbe avere quella carica emotiva della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi (con le dovute proporzioni, si intende). Assisto ala rituale presentazione di Electronic Arts da molti anni come un antipasto, in attesa delle portate più succulente.

Sono, infatti, rassegnato a sorbirmi una spataffiata iniziale di giochi sportivi con le consuete sigle seguite dal numero progressivo dell’anno: Madden NFL 19, NHL 19, NBA Live 19, FIFA 19 non mancheranno con roboanti proclami di aggiornamenti di squadre, statistiche e funzionalità aggiuntive, che fanno andare in visibilio gli appassionati dei rispettivi sport, ma nel mio caso non lasciano traccia.

M’improvviso anche io indovino:

Star Wars Battlefront II, buon gioco oscurato dallo shitstorm sui cosiddetti “loot box” (oggetti virtuali consumabili nel gioco inseriti in un modello di micro-transazioni), è ancora una “mucca” da mungere, complice anche il recente film Solo: A Star Wars Story, perciò mi aspetto un annuncio di qualche contenuto aggiuntivo (DLC)  e un trailer da fare arricciare la pelliccia agli Wookie, dalla punta dei piedi alla’ultimo ciuffo sulla testa. Per quanto stramaledico i DLC (leggi pure: DLC, cui prodestt?), se fosse un contenuto in single player di una certa sostanza e longevità, non mi dispiacerebbe ritornare nell’universo di Star Wars in prima persona.

In verità la mia vera speranza (leggi: fanciullesca illusione senza alcun fondamento) è l’annuncio di un altro videogioco di Star Wars con una storia decente, sufficientemente longeva e in single player. Magari un action adventure con sfumature RPG (chi ha detto God of War?) o uno spara-tutto in soggettiva come un secondo capitolo di Republic Commando, giocabile sia in single player sia in cooperativa con altri tre giocatori. Sto vaneggiando, lo so. l’E3 questo effetto fa.

Se dovessi scommettere davvero dei soldi, allora punterei sulla presenza di Battlefield V e di Anthem. Quest’ultimo, presentato all’E3 dell’anno scorso con un trailer da sbrodolamento, è un titolo che terrà banco, ma la sua natura multiplayer raffredda le mie aspettative. Battlefield V avrà pure ampio spazio anche se non mi attendo novità rilevanti, comunque me lo hanno già “venduto” confermando una solida campagna in single player.

[conferenza ELECTRONICS ARTS: LEGGI COME è andata QUI]
La conferenza Microsoft: sobria, minimalista…tifo da stadio e sopratutto verde.

Il 10 giugno alla ore 22:00 (ora italiana) si terrà la conferenza Microsoft.

E’ la conferenza più attesa non per i titoli annunciati o in qualche modo previsti, ma per la totale assenza di notizie e pure di semplici voci di corridoio. Microsoft è in controtendenza rispetto alla gran parte di operatori che, invece, ha sparato già qualche “cartuccia” con trailer a ridosso dell’E3. Una strategia di comunicazione comprensibile per attirare l’attenzione e, sopratutto, farsi notare nell’ambaradan di luci, colori e suoni di questa, tutto fuorché sobria, manifestazione.

Del tutto anomala questa assenza di “voci” perché i cosiddetti “rumourfanno parte del gioco di questa industria dai suoi albori, contribuendo ad alimentare ciò che in gergo si chiama “hype” ovvero una calcolata strategia di marketing per creare un’attesa per un prodotto, progressivamente sempre più intensa fino alla sua uscita. Il termine “hype” può essere reso in italiano come “montatura ad arte che si gonfia nel tempo”.

Microsoft è una “grande assente”: in silenzio da troppo tempo, la XBox One X è la più potente piattaforma di questa generazione, un’eccellente macchina anche dal punto di vista del design; si nota la cura nel progettarla nei minimi dettagli, al confronto la PlayStation 4 Pro è meno performante e dal punto di vista estetico è un “cassettone”. Nulla da eccepire sui giochi multi-piattaforma, ma a oggi, a parte l’ultimo capitolo di Forza Motorsport, la X non ha ancora ricevuto un titolo che dimostri la differenza con la concorrente Sony, che invece ha diverse esclusive dirompenti e si avvia a stravincere a mani basse in questa generazione.

La retro-compatibilità con le precedenti console Microsoft è una benedizione (e, secondo me, un “dovere morale” di ogni produttore di console): la retro-compatibilità con la prima Xbox è qualcosa in cui stento a credere per quanto riesca a migliorare l’impatto visivo e l’esperienza di un gioco vecchio di oltre quindici anni. Tuttavia, il fatto che abbia ripreso il pad della Xbox One X per  giocare a Panzer Dragoon (della prima XBox)  è senza dubbio cosa buona e giusta, ma non ne giustifica l’esistenza: sono necessari titoli specificamente progettati.

E allora cosa dobbiamo aspettarci? Dopo l’ultimo Halo, i 343 Industries sono in silenzio da tre anni; dopo Quantum Break, Remedy è al lavoro su un progetto ancora senza nome. Forse vedremo qualcosa di entrambi. Gears of War 4 sta per ricevere altri aggiornamenti, quindi credo che non ci sarà nulla, improbabile l’annuncio del prossimo capitolo se non sotto forma di trailer e pubblicazione a data da destinarsi (ovvero da indovinare).

Non so davvero cosa attendermi, sento che il “botto”, in un senso o in un altro, ci sarà. La mia attesa è allora tutta concentrata nel seguito di un piccolo capolavoro indie, Ori and the Will of the Wisps, magari in un’edizione limitata insieme al primo capitolo, Ori and the Blind Forest. Come dicono gli yankee: “Take my money!”.

Se dovessi puntare dei soldi, certamente scommetterei sulla presenza di Crackdown 3, che ha avuto uno sviluppo travagliatissimo, e del quarto capitolo del gioco di guida Forza Horizon: un open world votato al multiplayer , il primo (“passo”…); un aggiornamento di parco auto e grafica da generare un orgasmo a meccanici e carrozzieri, il secondo (…”vedo”, quando si ridurrà il prezzo).

In conclusione, speriamo che non se ne vengano fuori con le esclusive temporali, ma con qualche esclusiva vera, servono delle I.P. nuove. Se Microsoft replicasse l’E3 scorso con una parata interminabile di indie, sta davvero messa male sia dal punto di vista creativo sia di visione per il futuro più prossimo. Non mi pare possibile per un colosso come Microsoft. Sperém.

Confido nel “colpo di reni” di Microsoft, a meno che voglia abdicare anche al secondo posto: Nintendo Switch è una macchina molto inferiore tecnicamente, ma sta macinando numeri significativi. Microsoft ha dichiarato che la conferenza durerà quasi due ore quindi c’è qualcosa che bolle in pentola: se è la VR, mi sbronzo per dimenticare e sulla “scatola X” ci metto una “+” (leggi: croce).

Bethesda conta molto sul nuovo Fallout

l’11 giugno a un orario improbo, ovvero le 3:30 italiane, è il turno della conferenza di Bethesda Softworks: tra il nuovo Fallout e il nuovo Rage c’è abbastanza carne al fuoco e non è detto che ci scappi qualche sorpresa, visto che entrambi sono stati già annunciati. Caleranno il classico asso dalla manica? Provo a indovinare: Doom, datemi ancora Doom!

Questo il biglietto da visita di Devolver Digital. C’è da fidarsi!

Lo stesso giorno alle ore 5:00 si terrà la conferenza di Devolver Digital, editore di titoli dissacranti e debordanti di sangue come Sam Serious e Hotline Miami.

Allo scorso E3 si distinse per non mandarle a dire all’intera industria video-ludica e allo stesso E3. Quest’anno ha annunciato la presenza all’E3 con un tweet che recita “Apologize in advance“. Le scuse in anticipo mi fanno capire che è una conferenza da vedere per farsi quattro risate. Coerente con il tono delle loro produzioni, Devolver Digital è senza dubbio una voce fuori dal coro, altrimenti molto omologato dell’E3. La mia impressione è che faccia parte di una strategia di comunicazione calcolata e non è un gruppo di svitati, eccentrici, anarcoidi sviluppatori come quello di Nolan Bushnell degli albori di Atari.

Square Enix quest’anno fa i botti…non ho detto in che senso

Sempre l’11 giugno, ma a un’ora decente ovvero le 19:00, Square Enix mostrerà le sue carte.

Quasi certamente potremo vedere il nuovo Shadow of the Tomb Raider in azione e Kingdom Hearts III, la celebre saga di videogiochi di giochi di ruolo d’azione, cross-over tra i personaggi di Square Enix e i famosi personaggi di Disney. Nonostante il poco tempo a disposizione, sono riuscito a staccarmi dagli ultimi due capitoli di Lara Croft  solo dopo averli portati a termine, perciò per Shadow of the Tomb Raider ho già pronti i soldi in banconote di piccolo taglio non segnate. Kingdom Hearts, sebbene sia una serie action RPG di qualità, non mi ha mai completamente coinvolto; tuttavia a prezzo ridotto è un titolo cui difficilmente resisto.

A proposito di giochi di ruolo di matrice giapponese (JRPG), già annunciato qualche tempo fa anche per il mercato occidentale, attendo Dragon Quest XI: The Journey Begins per vederne qualche scampolo in azione per l’atteso lancio a settembre. Dragon Quest non è solo una longeva serie di JRPG (dal 1985), ma ha contribuito significativamente alle fondamenta del gioco di ruolo su console; degli undici capitoli, in Europa ne abbiamo visti due: l’ottavo su PlayStation 2 e ora questo undicesimo previsto per PlayStation 4, Nintendo Switch e 3DS.

Tutti si attendono il ritorno di Cloud nell’annunciato remake di Final Fantasy VII: in molti lo desiderano, in molti lo temono. Un contrasto lacerante alimentato dal timore che Square Enix compia lo stesso errore di George Lucas con la sua seconda trilogia di Star Wars. Non vivo nell’idolatria di Final Fantasy VII, ma sono legato a questo franchise e sono un cliente assai fedele: è il primo videogioco che mi ha fatto versare lacrime vere, ho acquistato tutti i film del franchise e continuo ad acquistare ogni sacrosanto capitolo della serie, riuscendo a finirne mediamente uno ogni tre usciti (questione di fede…nella pensione), perciò anche questo titolo, a meno che Square Enix non decida di commettere seppuku sul palco dell’E3, contribuirà al drenaggio di eurococuzze dal mio conto a causa di una smania pruriginosa che mi costringe a strisciare una carta plastificata. E ci sono ancora le conferenze di Ubisoft, Sony e Nintendo. Più che un drenaggio prevedo una trivellazione.

Il titolo Square Enix che attendo con più curiosità è Left Alive. Il gruppo di sviluppatori fa semplicemente impressione: Toshifumi Nabeshima (serie Armored Core), Yoji Shinkawa (serie Metal Gear e Zone of the Enders) e Takayuki Yanase (Xenoblade Chronicles X, Metal Gear Rising e Metal Gear Solid 4). Dall’unione delle comprovate esperienze di produttore il primo, direttore artistico il secondo e mecha designer il terzo, è lecito attendersi un capolavoro, tanto più che Left Alive è legato all’universo di un caposaldo della produzione Square Enix dal 1995, Front Mission. Non vedo l’ora: di nuovo a bordo di un Wanzer” (“carro armato che cammina”), ovvero un mech antropomorfo alto come un palazzo, la versione meccanizzata di Samael, la “Mano Destra di Dio”, l’ Arcangelo Punitore.

Da Square Enix mi aspetto una conferenza con i fiocchi.

La parte imbarazzante (e divertente con ghigno) è l’accento fortemente francofono dell’inglese del capoccia di Ubisoft. Chi ha detto che solo gli italiani non sanno parlare l’inglese?

L’11 giugno è una giornata campale: alle ore 22:00 è il turno della conferenza Ubisoft, il gigante francese che da quel palco dell’E3 mi ricorda che noi italiani abbiamo perso questo “treno”, l’ennesimo “treno”.

L’anno scorso il momento più emozionante è stato quando Shigeru Miyamoto, papà di Super Mario e figura ormai canonizzata in vita da tutti i videogiocatori sani-di-mente, ha ringraziato dal palco della presentazione Ubisoft il nostro Davide Soliani, direttore creativo di Ubisoft Milano per Mario + Rabbids Kingdom Battle. E ancora di più mi monta lo sdegno iracondo per la nostra comprovata incapacità di investimento sia economico sia di menti.

Sempre l’anno scorso Ubisoft mi ha causato un problema di temporaneo blocco della mandibola inferiore, che è rimasta spalancata e a penzoloni per alcuni minuti. Il tempo di assistere al trailer di Beyond Good and Evil 2. E’ trascorso un anno, ora vogliamo vederlo dal “vero”, perché i miei tanti anni trascorsi mi hanno insegnato che un “trailer non fa videogioco”, sopratutto se è un trailer studiato per l’E3.

Di certo vedremo la reiterazione di franchise di Ubisoft come The Crew 2 (gioco di guida votato al multiplayer che ho saltato a piè pari), The Division 2 (open world anch’esso votato al multiplayer, provato il primo, piacevole, ottima ambientazione ma datemi una decente campagna single player) e Assassin’s Creed Odyssey in un’ambientazione che sembra essere l’Antica Grecia. Nulla da farmi sobbalzare dal divano, piuttosto lancio una delle mie divinazioni:

Splnter Cell, lo stealth action adventure manca da troppo tempo; scommettiamo almeno l’annuncio per un appuntamento nel 2019 inoltrato?

All’E3 si vive di annunci con data “TBA” (To Be Announced), di promesse da fare vergognare anche i marinai, di speculazioni – se ti dice bene – per l’anno che verrà; il lato positivo è che per i videogiocatori, già pronti a versare l’obolo in denari, sono dei “pagherò” a babbo morto.

Il 12 giugno si conclude la kermesse losangelina (non potete capire quanto godo a scrivere “kermesse”) e si conclude con i “pezzi da novanta”.

Sony alle ore 3:00 e Nintendo alle ore 18:00.

‘Tesò! – io a mia moglie – stasera non ci sono per nessuno…”

“Ah sì e dove andresti?” (notare la forte impronta di “condizionale”. Traduci: vorresti andare)

“Non vado da nessuna parte, resto a casa e mi vedo l’Etré”

“L’Eché?”

Ho una sensazione molto combattuta con il risultato di fare calare, consapevolmente, la “fog of war“, una nebbia che permette di vedere oltre solo quando la esplori percorrendo quel suolo e quei panorami prima nascosti alla vista.  Inoltre, essendo PlayStation 4 Pro e Nintendo Switch le due piattaforme che utilizzo di più a casa, sia con i nanerottoli sia negli scampoli di nottate buie e tempestose del fine settimana, il volume di informazioni che mi procuro sistematicamente ha eroso la possibilità di “sorprendermi”. Forse è per questo piacere della sorpresa che esistono persone che scelgono di restare ignoranti? Maledetti ovetti Kinder, sono il male della nostra epoca!

Sony, mi raccomando…Non fare la sborona.

Ho un gran brutto presentimento (cit. Han Solo). Quando Sony è all’apice del successo, tipicamente si comporta come un qualsiasi bullo di quartiere: fa la sborona. Oggi è uno dei momenti più alti del successo dell’azienda giapponese e, per di più, lascia indietro di molte lunghezze la concorrente statunitense Microsoft: nelle sedi americane e giapponesi stanno godendo – per motivi diversi – come ricci. Ho l’impressione che Sony ci rifilerà i suoi classici “pacchi” alla Killzone di qualche E3 fa.

A parte Spider-Man, che ormai dovrebbe essere quasi pronto e non è più una novità, delle sue esclusive se ne parlerà a questo E3, ma si giocherà nel 2019 inoltrato: Days Gone posticipato al 2019, l’attesissimo The Last of Us Part II altrettanto (ma lo vedremo probabilmente in azione), la nuova opera di Kojima-San, Death Stranding? Conoscendo i tempi di Kojima-San e le ambizioni del prodotto, mi metto il cuore in pace per Natale del 2019. Chi vivrà (scongiuri di antico rito), li giocherà.

Infine Ghost of Tsushima è l’unica esclusiva di cui si conosce meno: sviluppato da Sucker Punch Productions (serie Infamous e Sly Raccoon) è un open world ambientato nel Giappone feudale, un’avventura votata all’azione con elementi “stealth” con visuale in terza persona. Nel breve trailer  vi sono alcune immagini  in computer grafica precalcolata e l’intervista della dichiarazione di intenti dello sviluppatore, stop.

Sony ripeterà il “botto” dell’anno scorso, un po’ per una Microsoft ormai “M.I.A.” e un po’ perché è oggettivamente in grandissima forma (uno solo per tutti: God of War!), il problema a mio modo di vedere è che siamo a giugno 2018 e tutto questo ben di PixelDio lo potremo provare effettivamente tra un anno, almeno.

Divinazioni e to wish impossible things:

  • le voci si fanno piuttosto insistenti sul remake di Medievil, uno scheletro mattacchione che si ispira a uno dei miei preferiti personaggi di sempre e ne ricalca la meccanica di gioco e  ambientazioni: Sir Arthr di Ghosts ‘n Goblins e Ghouls ‘n Ghosts
  • Devil May Cry, il ritorno di Dante non è stato annunciato, ma Capcom ha dato segni evidenti che si sta muovendo qualcosa e quel ‘qualcosa’ mi dice che sarà presentato sul palco della conferenza Sony.
Metroid! Me-tro-id! ME_TRO-IID! Dacci Metroid e basta, poi puoi chiudere pure la presentazione. Così, schiaffo morale a Sony e Microsoft!

Chiude Nintendo, ma non sempre il dolce è in fondo.

Il recente passato delle conferenze Nintendo è lastricato di delusioni, momenti di moderata esaltazione, convinzioni alimentate esclusivamente da pura fede al limite del settarismo, amore incondizionato e figuredimmerda.

Con la nuova console Switch ha però di nuovo insegnato una lezione di “Come ti (re)invento il Videogioco” ai troll  di fazione sonara e xboxara nonché agli hater Nintendo (esiste proprio una categoria indipendente, specializzata nello spalare letame su Nintendo).

Per questa sua capacità di spiazzarmi, ormai approccio la loro presentazione come Rossella O’Hara “Domani è un altro giorno”. Switch non ha deluso, ma gli manca quel quid che mi provochi la sindrome del FUEPS: Metroid sarebbe la risposta, ma credo occorra ancora attendere.

Di sicuro ci saranno: Super Smash Bros. e i due Pokémon: Let’s Go, già annunciati per una pubblicazione entro l’anno. Altrettanto annunciati da tempo, i titoli dedicati a Fire Emblem e Yoshi dovrebbero essere in dirittura d’arrivo. I bookmaker mi pagherebbero alla pari se scommettessi su una probabile presentazione di altri kit Nintendo Labo.

Oltre a Metroid Prime 4 perché non solo ci conto io, ma una massa di affezionati clienti Nintendo, vi sono altri due titoli che potrebbero farmi saltare in piedi sul divano e urlare “Go! Nintendo go!” (ve l’ho detto che l’atmosfera dell’E3 è particolarmente sobria): Bayonetta 3  e il misterioso progetto su cui stanno lavorando i Retro Studios, si vocifera un titolo di Star Fox.

Altre voci sussurrano di un nuovo Pikmin (fatelo!Fatelo!), un nuovo Super Mario bidimensionale (sto ancora smadonnando con l’ultimo per Wii U), Animal Crossing (questo ve lo lascio).

Stasera si inizia. Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare.

35 pensieri su “Quelli che aspettano l’E3

    1. Ci sarebbe anche Soul Calibur e Konami con un paio di titoli annunciati per Switch, sicuramente Call of Duty numero-qualcosa e Red Dead spunterà forse sul palco di Sony o Microsoft (dipende da chi ha pagato di più).
      Ho visto il tuo post, ora vado a leggerlo.

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    1. aspeì che me lo segno (cit. Troisi in Non ci resta che piangere).
      Fratello, se Nintendo fa il regalo a te, lo fa anche a se stessa.
      Credo che se lo annunciano, lancio un urlo come se avesse segnato al Nazionale in Coppa del Mondo (sob). Forse lo trattengo per evitare legittima cazziata di muglierema che sveglio i bambini…o forse no. Stigrandissimica…pperi. Metroid o morte!

      PS: mi sono fatto prendere la mano

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      1. Eh, se lo fanno ci sentiremo da finestra a finestra. Se Konami mi aggiunge un episodio della la faida tra la famiglia belmont e dracul a quel punto potrei non più rispondere delle mie azioni! Ma sbaglio o EA ha annunciato un action di Star Wars? No perché mi sa che hanno appena venduto una ps4!

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        1. Chi ha fatto palo?(cit. Fantozzi)
          Non l’ho inserito nell’anteprima, ma Konami è presente con la micragna di due titoli annunciati per Switch. Konami si è ormai ritirata da questo nostra passione e c’è da rammaricarsene e bestemmiare il loro nome per le IP che hanno in seno.
          Te la butto lì una compilation per Switch di Castlevania e…e….un remake…shhhh…lo dico a bassa voce….della Silente Collina.
          E in mertio al nuovo Star Wars, Back 4 more, direbbero i fighetti…ti dò appuntamento al “recap” sulla conferenza che sto scrivendo in questo momento 🙂

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  1. Non mi intendo di videogiochi ma adoro questa atmosfera da “anteprima” e l’attesa per titoloni spettacolari. L’anno scorso ho seguito l’evento tramite alcuni youtuber italiani che sono andati lì di persona, creando poi dei video-commenti e recensioni totalmente inutili. Del tipo “Fifa 18 è un po’ più difficile”: ammazza che analisi approfondita 😀 Non avevano immagini da poter mostrare, non avevano neanche delle schermate e hanno detto due parole due sui giochi: che cacchio ci sono andati a fare a Los Angeles? 😛
    Quest’anno salgo a bordo del bavone rosso! ^_^
    P.S.
    La Dark Horse Comics ha appena iniziato una nuova serie a fumetti di Halo: potrebbe essere perché sta per uscire una sua nuova versione videoludica?

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    1. Ne sono lusingato assaje. Complice una congiuntura astrale che nemmeno quei menegrani dei sacerdoti Maya potevano prevedere, in questi giorni non devo badare che a me stesso. Anaaaaaarchia domestica! Anarchia casalinga e pantofolara come non se ne vedeva da almeno sette anni. Quindi ti accontenterò, commentando l’E3 quasi in tempo reale.
      La notizia che mi dai potrebbe essere un importante indizio e mi stai facendo salire le aspettative a mille. Halo e Zelda sono le uniche due serie che compro al Day one per quanto ne sono “innamorato”.
      Potrebbe essere, potrebbe essere. Stasera lo scopriremo.

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      1. Se tu fossi il protagonista di una commedia americana ora staresti già in giro a fare danni e ad ubriacarti, dando vita a situazioni paradossali, commedia degli equivoci e tutto il solito risky business di circostanza. Invece secondo me te la godi decisamente di più, in pantofole a seguire l’evento dell’anno ^_^ ma che ne sanno gli ammmmericani?
        Comunque far uscire “Halo: Collateral Damage 1” il 6 giugno a questo punto potrebbe non essere una scelta casuale… Ah, e scopro che il 25 maggio scorso hanno raccolto in pregiata edizione Hardcover la saga “Halo: Rise of Atriox“.

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        1. Ben scritto e scrivilo in grasseto, font più grande possibile (non maiuscolo, of course ;))) Me la sto godendo di brutto e il divano insieme a me gode alla faccia di Divani & Stoca’!
          Mi dai due notizie ferali per il mio portafogli. Non sono ancora riuscito ad acquistare libri o fumetti di Halo anche se è nella mia lista dei desideri amazzone. Potrebbe essere che il cartonato sia il primo, benedetto di un diavoloLucio tentatore!
          Potrebbe davvero essere un indizio preciso e concordante, quei malandrini del marketing non fanno le cose a caso…

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  2. Avevi ragione. Abbiamo, grossomodo, le stesse aspettative!
    Mi ha fatto ridere quella cosa del “in mancanza del mondiale”. Mi sono immaginato con la sciarpa Nintendo a gufare le altre “squadre” ed a gioire ad ogni Gol della squadra di Kyoto 😀
    EA, ad eccezione di Unravel ed una certa curiosità su Sea of Solitude e Anthem è stata davvero sottotono. Peggio degli altri anni (e ricordo che EA, a mio avviso, vince sempre come conferenza peggiore).
    Aspettiamo Microsoft stasera e speriamo in bene.

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    1. Il tifo da stadio, anche se sullo spalto del divano ci sono solo io. L’idea è più o meno quella cui accennavi, con la sola differenza che la mia sciarpa è a quadrettoni di tutti i colori della palette dell’Intellivision cioé questa
      palette Intellivision
      Tifo tutte le squadre. Certo Nintendo mi crea un po’ l’effetto “la squadra del cuore di quando ero bimbo”…
      Alè alealeale’ aleeeeh aleeeeeeeeh
      Di EA ne scrivo al volo ora. Concordo in linea di massima. Nulla che però non mi aspettassi dall’esperienza di tanti anni a bordo campo sull’ultimo fila dell’ultimo anello. Peccato, speravo in qualcosa di più di promesse per il 2019 e titoli “telefonati” nel breve.

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      1. Eh, diciamo più che è una presa di coscienza del fatto un po’ che la chimica del mio cervello è cambiata e un po’ del fatto di fronte a tutta sta marea di opportunità non ho più né tempo né l’energia di starmi a spulciare tutte le offerte per vedere ciò che mi può veramente interessare.

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        1. Ma certo e ci mancherebbe. Anche la mia di chimica è cambiata e parecchio dai tempi di TGM che sfogliavo anche io come fosse il giornale più pruriginoso a disposizione grazie ai completini intimi indossati dalle modelle della porta accanto 😉
          TGM poi ebbe un crollo vertiginoso di contenuti e – a parte un paio di “penne” – scrivevano tutti di tutto tranne di videogiochi. Sembrava una rivista rivolta a un pubblico che sarebbe stato ribattezzato: bimbiminchia (che è slegato dall’età anagrafica) . Evidentemente in quel periodo ebbi uno dei tanti cambiamenti di “chimica”.
          Il Tempo è risorsa scarsa per antonomasia e ormai mi descrivo come un “sommelier” del videogioco. Non per darmi un tono preso efficacemente in giro dall’Albanese comico, ma perché come il sommelier assaggia il vino, non si scola la bottiglia. Non disdegna qualche buon calice a cena o a pranzo. Così ne provo molti, capisco l’esperienza che ne potrei trarre e mi “scolo” solo alcuni titoli, selezionati sulla base di un criterio “chimico” ovvero quello del FUEPS.
          Visto che l’appetito per la meraviglia (per dirlo con le parole di Tolkien) è ancora nella mia “chimica” nonostante i tanti anni trascorsi, la mia voracità di informazioni mi porta a non dovere impiegare molto tempo nello spulciare o informarmi. Mi viene naturale come leggere il quotidiano per altri.
          Questione di “chimiche” diverse.

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  3. Non seguo mai le fiere, come non seguo mai la notte degli Oscar, anche perché all’ennesima comparsa in stile bigfoot di lost in creation come Kingdom Hearts 3 e Beyond Good & Evil 2 – roba il cui sviluppo è stato annunciato qualche lustro fa, come Final Fantasy Versus XIII, che poi è diventato il XV – beh, mi sale il nervoso 😦

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    1. Io lo faccio per esercitare le vie biliari 😉
      Duke Nukem comunque rimane un caposaldo del vaporware. Le software house sono peggio dei proverbiali marinai in quanto a mantenere le promesse e maglio dei pescatori in quanto a spararla più grande possibile.
      Basta prendergli le misure.

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  4. “riuscendo a finirne mediamente uno ogni tre usciti (questione di fede…nella pensione)”

    Pensa che io son fermo alla fine di FF X-2 giusto perchè giocati in età in cui non avevo niente altro da fare se non studiare, cosa che non facevo… oggi confido anche io nella pensione ma si dice che noi giovini non ci andremo mai.

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    1. Guarda che io sono meno giovane di te e comunque – ferma la situazione attuale (cioè può solo peggiorare) – devo lavorare almeno altrettanti anni di quanto ne ho alle spalle. E sono tanti. Diciamo che se i miei figli si laureassero senza andare fuori corso, potrei assistere alla loro sessione di laurea da pensionato.
      Ciò detto, economicamente sarebbe da farsi i conti per fine mese con il bilancino degli stupefacenti come quello che hanno i farmacisti.
      Quindi io accumulo come gli orsi in primavera ed estate. Sperando che i formati non rendano il tutto vetusto e inavviabile.
      Quando uno è folle, meglio assecondarlo.

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