Batmancito [Ep.#32] – Qualcuno volò sulla testa del lupo mannaro

Segue da [Ep.#31] – Carta canta

Ulysses, ancora con la bocca piena di un generoso boccone di torta, inizia a raccontare del secondo licantropo.

“Il secondo è stato tutto merito di Batmancito! Quest’altro scarto di Inferno è stato più furbo del suo compadre beccato a Chetumal: nessuna auto a noleggio, nessun documento, nessuna carta di credito, ha usato le corriere per fare perdere ogni traccia. Non aveva considerato che, anche prima di diventare Batmancito, il mio socio è un autentico segugio. Non aveva scampo.

Raggiunto Batmancito che ci ha preceduto, Honda e io abbiamo seguito il gringo nei suoi spostamenti tutta la giornata. Si è confuso insieme a un gruppo chiassoso di turisti americani in visita alle meravigliose cascate di Aqua Azul. Entrato in confidenza con una delle guide, al tramonto si è fatto dare un passaggio fino all’incrocio con la carrettera principal e lì ha atteso che passasse la corriera in direzione Ocosingo e poi, con tutta probabilità, giunto a San Cristobal si sarebbe confuso nel bailamme cittadino e di turisti.

La corriera non sarebbe arrivata, non quella sera. Non si sa come, ma ha avuto un “incidente”: ha ceduto un manicotto del raffreddamento del motore. Lo sanno pure le cucarachas che il parco-macchine del trasporto pubblico è obsoleto e sarebbe ora di rinnovarlo. Poi, se il manicotto lo incidi con un coltello…

Il gringo, rassegnato ai tempi “messicani”, è rimasto lì ad attendere la corriera anche al calare delle prime tenebre. Honda e io ci siamo nascosti nei paraggi, pronti a chiudere ogni via di fuga, Batmancito gli è piombato addosso dall’alto. La sorpresa è riuscita perfettamente.

Scaraventato a terra, si è rialzato senza avere capito cosa l’avesse investito. Ha iniziato la sua trasformazione in lupo mannaro ma non ha avuto il tempo di completarla. Il nostro amico pipistrello ha incrociato le braccia all’altezza del suo collo, lo svolazzo dell’ampio mantello ha ingoiato i due in un buco nero più scuro del buio di quella notte, poi due brevi scie scintillanti: gli ha staccato di netto la testa con i suoi due boomerang. Peccato che quel figlio di una lupa maledetta abbia sofferto così poco.

Fino a quel momento non avevamo notato il campesino, intento a espletare un bisogno fisiologico tra la vegetazione circostante. Il poveretto deve avere assistito a tutta la scena e avrà continuato a farsela nelle mutande anche per molto tempo dopo. È uscito dalla sua “ritirata” ancora con le braghe calate, urlando come un ossesso. È andato a tanto così dal perdere la ragione, sbraitava alternando lo spagnolo al dialetto maya.

Vi assicuro: una scena da pisciarsi sotto dalle risate.

¡Maldita sea! Ha provato a fuggire, ma tra le braghe calate, un tasso alcolico da stendere una scimmia con un’alitata e le gambe che gli tremavano per la paura, è caracollato a terra dopo nemmeno cinque passi. Ero pronto a scommettere di mangiarmi il cappello che ne avrebbe fatti al massimo tre.”.

Narciso lo interrompe: “Non scommettere Ulysses. Ti ricordi l’ultima volta con l’Oste? Prima o poi, quel cappello dovrai mangiartelo. È un bel Borsalino. Sarebbe un peccato, non li fanno più.”.

Ulysses continua:

“Quando il poveretto si è rialzato, tremava tutto, sembrava fosse posseduto dallo spirito di Tito Puente, il Re dei timbales! Non osava guardare Batmancito, teneva gli occhi bassi a terra. Batmancito era lì immobile, ma ci scommett…secondo me, in quelle braghe di uomo-pipistrello, si stava pisciando sotto dalle risate anche lui.

Ha iniziato a bofonchiare in antico dialetto maya piagnucolando ‘Grande Camazotz, pietà di me!’, poi in spagnolo rivolto a se stesso ‘No sé cómo carajo estoy aquí! José Luis – con il dito indice alzato davanti al suo naso  – devi smettere di bere.’.

E ancora in dialetto maya: ‘Grande Camazotz prendi i gringos, risparmia i tuoi figli!’, piagnucolava, poi di nuovo inveiva contro i gringos dissacratori degli Antichi Dei!”.

Ulysess scoppia in una risata: “Roba da non credere! Ha scambiato Batmancito per il dio-pipistrello della Morte, Camazotz! Vi rendete conto che fottuta paura avrà avuto addosso? Secondo la leggenda, la sete di sangue di Camazotz ha causato il declino della civiltà Maya. Più il suo culto si diffondeva, più frequenti erano i sacrifici umani fino a che non rimasero abbastanza persone per soddisfare la sua sete di sangue. Per la Santa Vergine di Pilar! Avrà pensato che era giunta la fine del mondo e, sopratutto, che avrebbe avuto l'”onore” di essere tra i primi a inaugurarla.

Batmancito lo fissava impietrito. D’un tratto il poveretto è schizzato via inveendo contro un certo Pedro Reyes: ‘Maldito hijo de perro, tu mezcal vale un carajo!’.

L’alcolismo lo ha salvato dalla pazzia. Era ubriaco fradicio. Almeno si è potuto raccontare di avere immaginato tutto, tutta colpa di troppo mezcal di quart’ordine.”.

Cesar addentando una fetta di torta: “El pendejo se voló los sesos”.

Ulysses: “Hai ragione Cesar, si sarà pure bruciato il cervello da solo, ma sfido chiunque che assista a quella scena, a terra un gringo con la testa mozzata, un uomo-pipistrello davanti a sé e non mettere in dubbio la propria sanità mentale.”.

Dopo un lungo sorso di birra, Diaz emette un sonoro rutto che risuona come un’approvazione dell’ultima affermazione di Ulysses. Si asciuga con la manica della camicia le labbra e interviene:

“I colleghi della Policia locale, infatti, non ci hanno capito un cazzo! Quel tipo, José Luis Lagunas, è un noto ubriacone, uno sbandato. A parte sporadici asaltos di rapinatori locali, la zona è tranquilla: gli unici episodi di violenza sono riconducibili a vecchie rivalità di confine, a qualche amante geloso e ai campesinos ubriachi che pestano le povere mogli quando rientrano a casa. Per evitare rogne, la Policia ha archiviato il caso come un’aggressione di una belva feroce, un giaguaro.”.

“A Balam, il Dio Giaguaro!” Ulysses alza la bottiglia di birra per un brindisi in omaggio a una delle più potenti divinità Maya.

Narciso: “Come no? Un giaguaro. È credibile quanto l’aggressione di uomo vestito in tuta da pipistrello! I giaguari sono praticamente estinti. In tutto il Centro America si contano sulle dita di una mano. Per incontrarne qualcuno devi spingerti nel cuore dell’Amazzonia. Grande fantasia i tuoi colleghi, Diaz!  E ora mi dirai che – con tono pomposo –  el Comisionado General ci ha pure creduto?”.

Diaz scuote la testa e continua:

“No, no. Quando è scoppiato il caso con il ritrovamento degli altri cadaveri decapitati, hanno cambiato versione. Lo so perché ho un amico in quel destacamento. Hanno inviato al Comisionado General il rapporto come “omicidio da parte di ignoti” evidenziandone la particolare efferatezza della decapitazione. Non è stata citata la testimonianza di José Luis.”.

Ulysses indica i due federales puntandogli il collo della bottiglia di birra semi-vuota:

“Federales. Artisti.” solleva la bottiglia in aria ed esclama: “Un brindisi agli artisti della bugia!”.

Narciso si rivolge a Ulysses: “ E tu invece? Un’artista dell’omicidio senza testimoni! Un maestro dell’occultamento di cadaveri! Un mago nel fare perdere le tracce! Non dirmelo, lo so già. Avete lasciato lì il cadavere in bella mostra per dimostrare l’essenziale ruolo dei federales a garanzia della popolazione e per protesta contro il taglio alle spese per la sicurezza e le forze dell’ordine.”.

Diaz e Cesar sorridono con ghigno allo scambio di battute punzecchianti tra i due amici.

Allora Diaz riprende le fila del discorso.

“Narciso non esagerare. El Señor Ninguno si è dato da fare. Errar es humano…Ora ci racconterà di come è finito il terzo licantropo in fondo al canyon del Sumidero e ti accorgerai che ha imparato la lezione. Siamo ancora lontani dalla perfezione, però si vede l’impegno. D’accordo, nei primi due casi è stato un po’ approssimativo…”

Narciso lo interrompe:”Oh bella questa! Ora lo difendi? – alza il tono – Approssimativo?!? Ha lasciato talmente tante tracce che non mi meraviglierei se stasera alla porta si presentasse un comitato di Policia Federal, Fuerzas Especiales del Alto Mando e Agencia Federal de Investigación!

E non vengono qui porque – con voce impostata –  es el mejor comedor de mariscos en todo el Quintana Roo, una atmósfera diferente, romántica! El mejor servicio y no podían faltar los mariscos más frescos, haciendo de este comedor un clásico de clásicos.

Finalmente chiudono questa baracca e ci portano tutti nelle patrie galere! Altro che frutti di mare, dalle mie parti si portano le arance ai carcerati. Speriamo anche le sigarette! Io ve lo dico subito: se mi minacciano che forse potrebbero farmi un po’ di male, io faccio i nomi di tutti.”.

Diaz ridacchia e versa della tequila nel bicchiere vuoto di Narciso:

“Bevici su, Narciso. Mira, relájate, que estás absolutamente limpioTranquilo, se dovesse succedere, ci metto una buona parola io con i colleghi.”.

Ulysses ruba la battuta a Narciso: “¡Oye! En esto somos invulnerables!”.

Interviene Cesar: “Scherzate, continuate a scherzare. L’Ispettore è molto stimato fuori da esto lugar de mierda. Cosa ne sapete voi?”

“Oui, mon général!” esclama Ulysses e, restando seduto, assume una posa rigida a simulare l'”attenti”: pancia in dentro, petto in fuori e sbatte i tacchi. Nel portare il saluto militare alla fronte, dimentica di avere in mano la bottiglia di birra e si versa tutto il contenuto addosso. Istintivamente dà un colpo di reni all’indietro per evitare di bagnarsi, la sedia ondeggia paurosamente, Ulysses si dimena scompostamente peggiorando il suo già precario equilibrio. La sedia e l’uomo colpiscono il pavimento con un orribile suono di fratture e frantumazioni.

Ulysses è disteso, immobile, in silenzio.

I compadres si alzano all’unisono dai loro posti, uno stridio e altre tre sedie piombano a terra con un rumore sordo. Rimangono immobili sul posto, nessuno ha il coraggio di avvicinarsi. Prima l’Oste, ora anche il Signor Nessuno. Non possono credere che l’amico possa avere lasciato questa valle di lacrime per un così beffardo scherzo del Destino bastardo.

Con un balzo da sotto il tavolo, Honda è sul corpo di Ulysses disteso tra schegge e pezzi di legno frantumati: puntella le quattro zampe all’altezza delle spalle e delle gambe dell’uomo, lo sovrasta con la sua scura mole come a proteggerlo; annusa prima da un alto poi dall’altro, infine china il grosso muso fino a che il suo naso perennemente umido è a due centimetri dalle narici del compagno di viaggio. Il silenzio viene rotto da un guaito, seguito a brevissima distanza da un altro.

I tre compadres vengono percorsi da un brivido freddo lungo tutta la schiena e se si potesse leggere nelle loro menti, il loro pensiero pieno di sgomento è uno solo:

Honda piange?!?

Continua a [Ep.#33] – El carro del Amorgiaguaro-pipistrello-maya

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Onda sonora consigliata: Ran Khan Khan di Tito Puente

19 pensieri su “Batmancito [Ep.#32] – Qualcuno volò sulla testa del lupo mannaro

  1. Ulysses senza conoscenza? Guarda che il mio viaggio è per uno, non ho un Bus, sono piuttosto Huber 😀 eheheh
    Comunque mi piace il nuovo corso del racconto, ha virato su qualcosa di leggermente diverso da prima, forse per la mancanza dell’Oste, forse per cercare vie alternative, ma così mi sembra
    O, forse, sono io che credo a questo visto che sto andando avanti con un mio viaggio.

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    1. Ottimo che tu ci veda un nuovo corso. In assenza dell’Oste sto cercando di dare più risalto e soffermarmi sul resto dei personaggi. Sta diventando un racconto “corale”. La taverna è tale se è di tutti (i personaggi e i lettori). Questo almeno l’obiettivo.
      Il fatto che ti abbia ispirato a un tuo viaggio è una grande soddisfazione per me. Andiamo avanti e magari ti allungo qualche soldo per le rate di un mini-van. 😂 Furgoncino per l’Infierno, il nuovo film dell’acclamato regista Zeus! Nei migliori e, sopratutto, nei peggiori cinema.

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      1. Sì, vedo il nuovo corso, anche per come racconti il tutto – il cambio di stile è abbastanza evidente. Il racconto corale, in cui molti dei personaggi hanno pari livello di visibilità, è un passo avanti e una difficoltà ulteriore nella narrazione.
        Difficoltà che è comunque ricompensata da storie più complesse e stratificate.
        Sì, mi ha ispirato a ritornare a scrivere e portare avanti un’idea che avevo da un po’.

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    1. Non sembra, la mole e il manto nero incutono un certo timore, Honda però è un cane amorevole e sa prendersi cura degli uomini più di tanti esseri umani.
      Ulysses morto? Non deve essere per forza così tragica, nell’inferneria del dottor Feliz, accanto all’Oste, c’è un altro posto letto. Magari l’Oste sentendo Ulysses che chiacchiera a mitraglia, decide pure di svegliarsi per dirgli di smetterla. 😂😂😂

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  2. Pingback: Batmancito [Indice] – Pictures of You

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