Le tavole fuorilegge della convivenza videoludica – Tav. #1

LEGO PlayStation 3 joypad - ideato e realizzato da RedBavon & D.J. sons
Non provate a rifilare uno di questi. I bambini sono piccoli, non sono fessi!

ovvero dieci piccole cose da sapere quando il joypad è conteso da un bimbo e un adulto (anagraficamente dovrebbe esserlo…)

 

 

 

 

 

 

I bambini piccoli sono piccoli, non fessi.

Provate a rifilare a un bimbo un joypad non collegato e scoprirete che, dopo avere provato a mangiarne le levette analogiche, constatata la relativa non commestibilità e definitivamente archiviata l’idea di fagocitarne parti per il sapore a dire poco raccapricciante, inizierà – nel migliore dei casi – a giochicchiarci imitando l’ “adulto”, nel peggiore a usarlo a mo’ di martello di Thor.

Alla (ex)tenera creaturella bastano cinque minuti per capire che il joypad è “finto”, che il joypad da avere è quello che stringe l'”adulto” tra le mani, quello funziona, guardaguarda come concentra tutta l’attenzione dell’adulto e, si sa, i bimbi vogliono tutta l’attenzione per loro.

Mollato il “pacco” come si lascia da parte l’ennesimo gioco noioso, protenderà le sue manine unte verso il joypad che stringe colui il quale dovrebbe dargli l’esempio. L'”adulto” prova a insistere, gli ripropone il “pacco”, ma quel tono mellifluo suona ormai alle orecchie del piccolo come quello utilizzato dal serpente per convincere Eva a mangiare quella bella mela. Eva cadde nell’inganno, il bimbo no. L’inganno è rivelato. Il bimbo non molla più. Per l’ “adulto” è Game Over.

Questa regola non è la prima a caso, ma in quanto la più aurea di tutte: mai infrangere questa regola.

Una volta scoperto l’inganno, infatti,  la credibilità dell’adulto presso il giovane virgulto assumerà valori pari a <0,…> e il numero di zeri dopo la virgola talmente lungo da indicare che la densità di materia cerebrale (utilizzabile) nel vostro cranio è pari al Supervuoto di Eridano o Grande Vuoto.

Regola confermata anche con l’avanzare dell’età dei giovani virgulti che ormai riconoscono al volo l’arnese, oscuro ancora a molti adulti non convertiti al Verbo Videoludico. Cedono il comando solo in casi disperati di elevata difficoltà e usano l’adulto in modalità “cheat mode”, ghiotta occasione per il padre di dimostrare la propria autorevolezza e racimolare qualche punto extra nella sfida quotidiana del “chi porta i pantaloni a casa.”.

All’età di sei anni suonati dei miei due nanerottoli, l’unico joypad “tarocco” degno di attirare la loro attenzione è quello che potete vedere in foto, costruito con i famosi blocchetti di plastica colorata, senza l’ausilio di schemi se non la confidenza vergognosamente ultradecennale con l’arnese riprodotto.  Materiale da costruzione fornito e selezionato dai miei figli; progetto, direzione dei lavori, responsabile della sicurezza (occasionali diverbi sul tipo di blocchetto e colori…), controllo della qualità: il mentecatto che scrive.

LEGO PlayStation 3 joypad - ideato e realizzato da RedBavon & D.J. sons
LEGO PlayStation 3 joypad – ideato e realizzato da RedBavon & D.J. sons
LEGO PlayStation 3 joypad - ideato e realizzato da RedBavon & D.J. sons
LEGO PlayStation 3 joypad – ideato e realizzato da RedBavon & D.J. sons
Vai all’indice delle 10 Tavole fuorilegge della Convivenza videoludica’

 

 

 

Q4

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45 pensieri su “Le tavole fuorilegge della convivenza videoludica – Tav. #1

    1. Chi è videogiocatore scagli il primo joystick: quanti davanti al putulante creaturo non gli hanno allungato un joypad disconnesso o spento?
      Se vuoi è una regola banale: mai tradire la fiducia altrui, a maggiore ragione dei bambini che, più di ogni altra cosa, assorbono come spugne l’esempio degli adulti.
      Queste sagge parole non mi fanno “papà santo subito” perché quando mi “altero” (per usare un eufemismo) per l’ennesima “vita persa” in modo fesso, non dò loro un esempio da “adulto”. Quando c’è la coerenza eh?

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        1. Esattamente! L’esempio sta anche in questo: impegnarsi a fare del nostro meglio. Gli errori rientrano nella normalità in questo percorso. Proprio come nei videogames: prova, sbaglia, riprova, fino a che non superi l’ostacolo. La differenza – non banale – è che nei VG i crediti sono infiniti e il “Game Over” in realtà è uno “Start Over”, un invito terribilmente tentatore di ricominciare.

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    1. Guarda, mi sono meravigliato anche io. Sono partito da zero e non ho affatto confidenza con i blocchetti colorati fin da quando ero piccolo (non li amo particolarmente). Montare – qualsiasi cosa – non è arte mia, perciò ho sguinzagliato i due nanerottoli tra i cumuli di pezzi e pezzettini colorati spiegandogli di volta in volta ciò che serviva. Piano piano ha preso forma, le dimensioni, i blocchetti, vari tentativi per avere le dimensioni corrette in proporzione, i colori che facessero contrasto. I nani sono stati preziosissimi perché come li conoscono loro non ce n’è: io sarei impazzito e la presbiopia con quelli più piccoli non mi avrebbe certo aiutato. Mi ci vedi a inforcare gli occhiali per costruire un joypad finto di LEGO?!?
      ROTFL!
      Comuqnue sì, è stato bello “costruire” insieme.

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  1. Mi hai fatto venire in mente la figlia di un’amica che ho visto giocare alla play, con padre e fratello, convinta, concentrata e serissima con in mano un joypad originale…. ma con cavo scollegato!
    Due merde loro ma lei è rimasta felice di fare finta di giocare con loro per un bel po’ di anni.
    😀

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    1. Qui c’è addirittura anche discriminazione sessista! Chi lo ha detto che le ragazze non possono videogiocare?!? Ahem, è vero anche io ho raccontato dell’esperienza con mia moglie alla “guida” virtuale e – diciamo – ho ironizzato sulla sua capacità di prendere tutto, qualsiasi elemento a bordo pista, tranne la pista. Però questa è vera discriminazione! Non si fa, non si fa. E dire che le donne erano poche fino a qualche generazione fa di console. Le prime si sono avvicinate al cabinato di Ms. Pac-Man e il Nintendo DS ha avuto un boom di utenti femmine.
      L’annuale Essential Facts dell’ESA (Entertainment Software Association) riporta per il mercato USA (il più grande in assoluto) che nel 2017 il 41% del totale di videogiocatori statunitensi sono donne. L’età media è di 37 anni contro i 33 degli uomini.
      Inoltre, le donne videogiocatrici dai 18 anni in su, sono significativamente più numerose dei ragazzi sotto i 18 anni.
      Praticamente le donne giocano di più degli sbarbatelli adolescenti!
      Insomma, potere alle donne! Anche nei videogiochi.

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      1. Ahahahah! in verità non era discriminazione ma proprio ” sei piccola, ( 2 anni) la partita è da due giocatori… non rompere la uallera”
        Però concordo, c’è una bella fetta femminile davanti ai Pc perchè alla fine giocare piace a tutti, con modalità differente forse ( sottolineato) ma è una cosa che ci rende più simili di quanto vogliamo credere

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        1. Discriminazione verso le persone diversamente alte, allora. Povera piccola, me la immagino con le due manine che stringono quell’enorme aggeggio e che non riesce quasi a premere un bottone.
          “Mmmmh ma che è ‘sto gioco, però quei due si divertono da matti…chissà se galleggia come il papero nella vasca…”

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                1. Piccole tifose crescono 🙂 I miei sono maschi, ma se avessi una femminuccia, potrei imparare a giocare a pallone per averla come tifosa.

                  PS: imparare a giocare a pallone, intendo ai videogiochi. Come tu ben sai, sono una pippa al calcio vero e per me non c’era speranza in gioventù, figuriamoci in età avanzata.

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  2. Baronissimo, ma sai che non ricordo se ho mai rifilato ai miei fratelli dei joypad staccati? Magari sì…XD
    Oh, quello Lego è stupendo, ma rischi la denuncia per pezzi troppo piccoli e non consoni a bambini di età inferiore a 9 anni XD

    Moz-

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    1. Ecco, bravo! Il joypad LEGO è l’unico caso che non deve essere dato ai bambini (anche perché sgamerebbero subito la truffa e rischia di essere smantellato come riciclaggio di pezzi per altre opere di arte cubista bambinesca)
      Scagli il primo joystick chi non ha provato a rifilarne uno sconnesso al fratello, sorella o semplice conoscente petulante.

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    1. Grazie per il “bravo”. Ora però, come Gollum con il suo tesssssoro, l’ho messo sulla libreria in una posizione irraggiungibile per i due nanetti, perché altrimenti finisce che lo smantellano per farne un’astronave o un’automobile. Miiiio tessssssoro….Diffidate di un papà videogiocatore, diffidate.

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  3. Articolo simpaticissimo e veritiero 😁
    Mai pensato di mettere un’altra console su un altro televisore, inserendo loro giochi per la loro età mente tu ti desteggi in quelli più maturi?
    20 o 30 anni fa era impensabile, oggi abbiamo un televisore per ogni stanza, anche per il bagno e una console che avanza c’è sempre con noi vecchie mummie del videogaming!
    Bellissimo il joypad Lego!

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    1. A casa ho due TV, il 47 pollici patronale (vetusto ormai, ma dignitoso) e un CRT Toshiba 32 pollici che va ancora alla grande. Secondo te tra 47 a schermo piatto e “cassone” i due cosa preferiscono? 😂
      Aggiungi che in realtà vogliono giocare con me e quindi vai di scippo di joypad o proposta indecente “giochiamo a…” mentre ho appena inserito il disco di Mafia III.
      Insieme abbiamo giocato a parecchi titoli che avrei snobbato o giocato per poco tempo.
      E che vogliono attenzione, c’è poco da fare. Il videogioco è un modo come un’altro.

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