Sherlock Holmes (blu-ray, Collector’s Edition)

Sherlock Holme (blu-ray edizione standard)

Dal 30 novembre è in proiezione nei cinema Assassinio sull’Orient Express, la nuova versione cinematografica del celebre romanzo di un mostro-sacro del “giallo”, Agatha Christie, con protagonista il detective Hercule Poirot, interpretato da Kenneth Branagh, che ne cura anche la regia. Un cast di attori stellari per una storia che è un classico della letteratura e anche del cinema (esistono anche degli eccellenti videogiochi che vi si sono ispirati).

Sarà stata la pubblicità martellante, il cast stellare, Agatha Cristie che ho sempre adorato e non potendo andare al cinema (ma ho già prenotato la prima di Star Wars, morisse Sansone e pure i figli suoi!)(…perché i Filistei erano tutti suoi figli? Un gran bel puttaniere eh!), ho cercato di placare la mia fame di “giallo” con una sontuosissima edizione “Collector’s Edition” di un film di qualche anno fa con protagonista un altro famosissimo investigatore del crimine: Sherlock Holmes.

Sherlock Holmes, regia di Guy Ritchie con Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong, Kelly Reilly. Età consigliata:+13. Durata: 128 minuti.  Warner Bros Italia uscita: 25 dicembre 2009.

Sherlock Holmes è un film che mi ha sorpreso. Una sorpresa in senso positivo. Un film su Sherlock Holmes, l’ennesimo, può essere un film piuttosto prevedibile a ragione dell’arcinoto personaggio e del numero di film che gli hanno reso omaggio. Questo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, invece, è qualcosa che ti prende in contropiede. Non è scevro di clichè e di una trama banale, ma rivisita i personaggi in chiave sorprendentemente diversa, densa di sfaccettature, rispetto a quanto fatto in altri film in passato, restando tuttavia fedele alla caratterizzazione originale del suo creatore, Sir Arthur Conan Doyle e al contempo contestualizzando Holmes e Watson ai tempi moderni. Cadendo nella trappola dei paragoni, mi è venuto subito in mente di accostarlo piuttosto imprudentemente (e con una certa audacia) a Indiana Jones.

Insorgeranno i fan di Indiana Jones, ma questo Sherlock Holmes ci va molto vicino per lo spirito di avventura che (rac)coglie, orfano del maldestro tentativo del quarto e più recente film del più amato e avventuroso degli archeologi. Intendiamoci, “I Predatori dell’Arca perduta” è inavvicinabile e resta il capolavoro di tutti i film del genere, ma questo film è l’incarnazione dell’avventura tutta ritmo, azione con un pizzico di sana ironia, sostenuta da attori all’altezza e tecnica di realizzazione che non sia solo un riempitivo di una pochezza di contenuti .

La trama è un thriller, una vicenda di assassini e rituali esoterici (ma poi neanche tanto…) che da “Il Codice da Vinci” ci sta appestando. Vista la necessità (commerciale) di interessare un target di utenza (=cliente) sempre più “distratto” da numerose altre offerte e propenso a un consumo sempre più veloce, per forza di cose sempre più superficiale e mordi&fuggi, nulla di meglio di inventarsi una versione con alcuni punti di contatto con la storia “politicamente corretta” cioè quella accettata da tutti come “vera” e virare sull’esoterico, piuttosto che sugli UFO o universi in dimensioni parallele, che è come il peperoncino negli spaghetti con le vongole. Un pizzico ci sta proprio bene.

Trama quindi non quanto avrebbe dovuto essere per un film con Sherlock Holmes. Si lascia seguire con facilità, gli amanti del thriller intricato girino alla larga.

L’interpretazione dei personaggi, invece, è del tutto nuova: il rapporto tra Holmes e Watson è stretto, al limite dell’equivoco, tra l’amicizia cameratesca e qualcosa di più. Il Battaglione Sacro dei Tebani, che sconfisse gli invincibili Spartani a Leuttra, fu annientato a Cheonea, i corpi giacevano senza vita uno accanto all’altro, a coppie: la loro leggendaria forza risiedeva nella loro unione. Così anche in questo film, la forza di Sherlock Holmes e del Dr. Watson è nella loro unione, nel loro ricercarsi continuamente, anche a scapito delle rispettive controparti femminili.

Le donne sono un po’ in ombra, non spiccano mai se non in alcuni momenti, ma ho come la sensazione che siano nel film perché ne andava della virilità del personaggio. Poco “macho”, senza una donna: commercialmente poco accettabile. Di fatto, i personaggi maschili riempiono la trama e la parte femminile risulta – per continuare i paragoni gastronomici – di contorno, un’insalata di contorno.

Sherlock Holmes non è il pacato investigatore inglese ma è un uomo di capacità superiori alla media e sembra essere venuto da un altro mondo, eccentrico, al limite della realtà di quel tempo, non gli interessa il mondo lì fuori (come dichiara proprio in una battuta), una specie di super-eroe della Marvel, ma senza poteri troppo “sboroni” tipo allungamento degli arti, camminare sulle pareti di un grattacielo, artigli al titanio dalle mani, invisibilità, volare a velocità supersoniche, trasformarsi in un essere (verde) dalla forza sovrumana. Sherlock è inglese, un tipico inglese, e i suoi sono i tipici eccessi dei cugini della ex-colonia oltreoceano…Sherlock Holmes è una macchina da guerra in fatto di duelli di cervello e di fisico. Vede chiaramente cose che gli altri non arrivano nemmeno a percepire, collega e spiega i fatti con arguzia e razionalità. Quando c’è da passare all’azione, non si tira indietro, anzi ci prova gusto: è un incrocio ben riuscito tra Neo (Keanu Reeves in Matrix) e Bruce Lee.

I momenti d’azione sono serrati e ben alternati con le fasi più “riflessive” dell’indagine poliziesca. Non si ha l’effetto che l’ennesima fase di azione sia lì posticcia perché è più sbrigativa una manciata di effetti speciali in computer grafica, piuttosto che la ricerca della qualità nella realizzazione di trama, sceneggiatura e contenuti . Quanti film sono sempre più sbalorditivi nell’impianto audio-visivo e altrettanto straordinariamente vuoti nella trama e nella caratterizzazione dei personaggi!

Sherlock Holmes strizza sicuramente l’occhio al grande pubblico che chiede azione incessante (forse per non pensare), ma non tralascia di (ri)definire i personaggi adattandoli ai tempi, senza però tradire il consolidato Immaginario Collettivo. Una mossa coraggiosa.

Se già il mio azzardato accostamento a Indiana Jones può fare storcere il naso, sicuramente ai più affezionati fan di Sherlock Holmes, questo personaggio appare poco fedele a quello ideato da Sir Conan Doyle. Perché Guy Ritchie ha avuto l’ardire di scombinarlo? Avrebbe potuto benissimo creare un personaggio ex-novo e lasciare in pace il buon Holmes, Watson, Moriarty, Doyle e tutti i fan. E cosa dobbiamo aspettarci dopo? Jessica Fletcher ovvero La signora in giallo interpretata da Megan Fox?

Non sono un avido lettore di Sir Conan Doyle e c’è chi se ne intende più di me. Le mie considerazioni sono frutto di ciò che mi ha trasmesso il film senza filtrare, in “presa diretta” ex abrupto. Quindi la mia interpretazione potrebbe essere anche differente dal reale disegno artistico del regista e sceneggiatori. Il fatto che questo Sherlock Holmes sia diverso dall’originale è inconfutabile, ma non ritengo che il regista ne abbia fatto scempio, anzi ci ha dato un’interpretazione personale di aspetti che nell’Immaginario (incluso il mio fino a oggi) erano finora limitati a quella pacata del tipico lord inglese. I film fino a oggi restituiscono un’immagine di Sherlock ormai stereotipata; Guy Ritchie ci mostra uno Sherlock pieno di sfumature, come è lo Sherlock Holmes nei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle.
Su Megan Fox potrei mettere su un blog a parte: per me può fare qualsiasi cosa.

Gli attori, Robert Downey Jr. e Jude Law, interpretano bene i personaggi, rispettivamente Sherlock Holmes e Dr. Watson; la realizzazione tecnica, luci, fotografia, effetti speciali si attestano sugli standard elevati di produzioni di primaria importanza e, proprio a cercare il pelo in bocca (sì innocuo, ma molto fastidiosa la sensazione, no?), segnalo che la ricostruzione di Londra è sicuramente d’effetto, tuttavia è risultata al mio occhio, molto allenato alla grafica generata da un computer, un po’ posticcia. Altrettanto l’acconciatura di Sherlock Holmes denuncia i servizi di un’artista dei capelli (hair stylist) che fa molto passerella di moda de Paris 2010, piuttosto che sporca e fumosa Londra di fine ‘800.

Se da un film thriller volete ritmo, azione, un po’ di ironia e avventura…volete sapere cosa dovete fare? Elementare, Watson!

Sherlock Holmes Collector’s Edition (cofanetto con libretto e Blu-ray 1 disco)

L’edizione di Sherlock Holmes in mio possesso è una “Collector’s Edition” ovvero uno di quei sontuosi cofanetti in cartone patinato che contiene la confezione standard blu-ray e un libretto, roba adatta a sfilarti i soldi dal portafoglio per facezie, ma per cui ho un fottuto debole (leggi Sono un pirata (digitale), sono un signore (virtuale)).

Il libretto è tutto a colori, molto curato nella rilegatura, carta e impaginato: 38 pagine che descrivono la produzione del film con foto dei set e degli attori, tutto in inglese (anglofobi avvisati). Un extra interessante per chi è interessato al cinema anche “dietro la macchina da presa”.

La confezione blu-ray ha un’immagine sulla copertina diversa dall’edizione standard (che è appare in apertura del post): ritrae l’investigatore in una posa meno sbarazzina e più classica con tanto di pipa in mano. Contiene un disco.

Prevedibilmente il blu-ray è garanzia di qualità video per i film recenti: Sherlock Holmes non fa eccezione. La risoluzione Full HD permette su schermi di una certa dimensione di godere di tutti i dettagli della scena ed esalta i primi piani. Qualche problema poteva crearlo la fotografia a tinte scure con una predominante di blu e nero, ma l’effetto steampunk che vira al fantasy ha un’efficace resa sullo schermo TV, rendendo giustizia alle scelte della regia e della fotografia. Colori e contrasti semre definiti e un’immagine nitida, a volte eccessivamente poiché si percepisce quanto Londra sia generata dalla computer grafica. Non è però un difetto nelle produzioni recenti, visto il ricorso a tali tecniche in post-produzione: occorre abituarsi a un diverso modo di percepire l’immagine.

Sul versante audio, il blu-ray offre una serie di tracce in diverse lingue: l’italiano è sempre limitato al Dolby Digital 5.1 mentre la lingua inglese è disponibile in DTS-HD, che regala una nuvola di suoni più ricca e bassi più profondi, comuqnue mai invasivi.

I Contenuti Speciali sono il solito repertorio di approfondimenti sui personaggi, commenti e “backstage”. L’extra più interessante è il “Maximum Movie Mode”  (disponibile solo in inglese): Robert Downey Jr. commenta le scene principali, interrompendone la visione per confrontare il film con il “dietro le quinte, utilizzando una galleria di immagini ad hoc.

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15 pensieri su “Sherlock Holmes (blu-ray, Collector’s Edition)

    1. Non ho visto il secondo. In inglese in effetti è uno di quei film che rende meglio l’interpretazione degli attori. Il doppiaggio elimina parecchie sfumature, per quanto i nostri doppiatori siano eccellenti. Davvero un film questo, anche per chi non ha amato Holmes nelle precedenti apparizioni cinematografiche.

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  1. Onestamente non posso dirmi fan di questo dittico di film, reputando Robert Downey jr. troppo istrionico (lo preferivo quando aveva guai con la giustizia, lo aiutavano a dosare la sua recitazione!) Però ci sono aspetti che ho adorato
    – la colonna sonora di Hans Zimmer, deliziosa
    – Irene Adler interpretata dal mio amore Noomi Rapace
    – Holmes e Moriarty che giocano a scacchi, anche se per pochi secondi. (Se non sbaglio però avviene nel secondo film, non in questo che citi)
    Un grande impegno tecnico artistico che però a mio parere in ogni istante grida “grande impegno tecnico artistico”: non mi è sembrato ben dosato, ma è innegabilmente uno splendido prodotto. Ad avercene di più!

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    1. Non è un capolavoro imprescindibile nemmeno rispetto al genere di appartenenza, però rispetto alla deriva action e personaggi in carta velina, questo ha cercato di definire i tratti psicologici in modo diverso. La ricerca c’è e si percepisce. Poi questione di gusti se il risultato piaccia. Non sono un fan dei precedenti film con Holmes, forse per questo motivo ho gradito.

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      1. Per carità, rispetto a certi “parrucconi” ben venga un po’ di sangue fresco, con uno splendido concetto dinamico di rappresentazione. Forse è un mio problema con Downey: magari con un attore che non sia sempre sopra le righe mi sarebbe piaciuto di più. Watson qui credo sia il miglior Watson di sempre 😛

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  2. Visto molto tempo fa, forse forse anche al cinema… sai che non mi ricordo.
    Sono un avido lettore di Sherlock, mi piace come è strutturato il personaggio dell’investigatore e come ci viene raccontato da Watson. Tutto il contrario del Poirot di Christie che è sempre il centro della vicenda.
    Giusto per festeggiare, mentre ero in Scozia, mi sono seduto al pub chiamato Conan Doyle (se non sbaglio), dove c’erano omaggi evidenti all’autore eheh.
    Il film non è male, prende i personaggi classici e li rilegge sotto l’estetica moderna. Li svecchia. Questo è di certo un lato negativo ai fedelissimi di Doyle, ma rimane nel “tempo giusto”. I Sherlock con Cumber… sono più realistici come “fonti” (si vede che prendono i racconti come base della serie) ma meno come ambientazione generale – la Londra moderna.
    Quello che fa bene è riuscire a creare una storia abbastanza credibile e godibile, senza indulgere troppo nel “personaggio Sherlock”, nella storia stessa o in tutto quello che gira intorno (esempio lampante di questo è I Pirati dei Caraibi, dove tutto gira intorno a Deep).

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  3. Cumbrugliume

    Non gli avrei dato una lira, e in effetti affrontai la visione (al cinema) del film un po’ distratto da mille altre cose. Invece lo apprezzai, e l’ho apprezzato forse anche di più in seguito, alla prima uscita in homevideo. Non un film che ti cambia la vita, hai ragione, ma un discreto prodotto di intrattenimento 🙂

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  4. The Butcher

    Il film è piaciuto molto anche a me. Lo stile di Guy Ritchie si vede chiaramente e sono felice che a livello registico abbia avuto quete libertà. Ok, non sarà perfetto come regista, ma sa bene come impostare il ritmo della storia, riuscendo a essere frenetico e movimentato ma senza farti pesare tutto quanto. Spero di vedere prima o poi un terzo capitolo sempre diretto da Ritchie.

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    1. Non ho ancora visto il secondo ma ne sono incuriosito. Hai detto bene: ha rischiato e il risultato può scontentare qualcuno, ma allora non possiamo criticare i film di proporci un “more of the same” se non siamo noi spettatori a volere “rischiare” qualcosa di nostro cui ci eravamo affezionati. Per me è stato più facile apprezzare questo film perché non ero affezionato alle precedenti interpretazioni.

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